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mercoledì 30 giugno 2021

Un attacco alle fondamenta di tutte le religioni mondiali

Il patriarcato di Mosca contro l’unione di Roma e Costantinopoli

Ieri incontro tra il papa e la delegazione del patriarca ecumenico di Costantinopoli. Gli ortodossi russi contestano da sempre il primato di Bartolomeo. Cremlino: l’Occidente vuole lo “scisma degli ortodossi” e imporre una dottrina per cui “anche Gesù Cristo era un bisessuale”.

Mosca (AsiaNews) – In occasione della solennità dei santi Pietro e Paolo, ieri si è tenuta la visita tradizionale della delegazione costantinopolitana a Roma, guidata dal metropolita di Francia Emmanuel (Adamakis). Papa Francesco ha auspicato un nuovo slancio nelle relazioni tra cattolici e ortodossi, provocando la reazione risentita del patriarcato di Mosca. Il metropolita russo Ilarion (Alfeev), capo del Dipartimento per le relazioni esterne della Chiesa russa, ha dichiarato che “la Chiesa ortodossa russa non accetterà l’unione di ortodossi e cattolici per iniziativa del patriarca Bartolomeo di Costantinopoli, che pretende di ergersi a supremo padrone dei destini dell’Ortodossia”.

Ilarion è intervenuto dopo che un portale ortodosso ha diffuso un’intervista a Vatican News del nuovo metropolita d’Italia Polikarp (Stavropoulos). In essa si afferma che i gesti del patriarca ecumenico Bartolomeo e del papa “vanno nella direzione della piena unità”, prevedendo un esito positivo ormai vicino di questo cammino, che sarebbe già realizzato nella coscienza dei fedeli.

I russi contestano da sempre l’autorità “primaziale” di Costantinopoli sul resto dell’Ortodossia, e gli ultimi anni hanno visto questo conflitto acuirsi fino all’attuale condizione di scisma, a causa dell’autocefalia della Chiesa ucraina, non riconosciuta da Mosca.

Il metropolita Ilarion è quindi intervenuto sul canale televisivo Rossija-24, diffuso anche al di fuori della Russia, nella trasmissione da lui stesso ideata “La Chiesa e il mondo”. In essa ha ribadito che “il patriarca di Costantinopoli negli ultimi tempi ha deciso di avere il diritto di prendere qualunque decisione in modo autonomo, senza l’accordo delle altre Chiese ortodosse locali e senza risolvere le tante questioni che rimangono aperte nel dialogo cattolico-ortodosso. Egli potrà anche firmare qualche carta per dire che tutto è a posto, ma per noi questa non avrà alcun valore”.

I russi si sono ritirati nell’ultimo decennio da tutte le commissioni di dialogo cattolico-ortodosso, proprio in polemica con il “papismo costantinopolitano”, secondo le parole di Ilarion, per cui “si cerca di importare nell’ortodossia il modello cattolico di gerarchia e amministrazione”. Il dialogo si è arenato negli anni scorsi proprio sulla questione delle varie forme di primato nella storia della Chiesa, argomento di cui i russi non vogliono neanche sentir parlare.

Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha alimentato le polemiche accusando tutto l’Occidente, soprattutto gli Usa, di appoggiare con varie strategie lo “scisma tra gli ortodossi”, e di voler imporre una dottrina per cui “anche Gesù Cristo era un bisessuale”. È quanto viene riportato da un articolo dell’autorevole giornale Kommersant del 28 giugno, nella sezione sulla “Russia e la politica globale”.

Senza riferimenti specifici, Lavrov afferma che nelle scuole occidentali “ai bambini si cerca di inculcare la convinzione che Gesù fosse un bisessuale, e i tentativi dei pochi politici equilibrati di proteggere i bambini dalla propaganda aggressiva Lgbt si scontrano con le proteste dell’Europa illuminata”. Secondo il capo della diplomazia russa, “è in corso un attacco alle fondamenta di tutte le religioni mondiali, e al codice genetico delle grandi civiltà del nostro pianeta”.

A sostegno delle affermazioni del ministro, lo scorso 25 giugno il ministero russo degli Esteri ha sottolineato le dichiarazioni comuni delle ambasciate di Australia, Canada, Nuova Zelanda, Islanda, Gran Bretagna e Stati Uniti in favore del “mese dell’orgoglio Lgbt”: una difesa dei diritti umani compresi nella Dichiarazione universale delle Nazioni Unite, che ora la Russia intende contestare.

di Vladimir Rozanskij

http://www.asianews.it/notizie-it/Il-patriarcato-di-Mosca-contro-l%26rsquo%3Bunione-di-Roma-e-Costantinopoli-53531.html

ORDINI MINORI ALLE DONNE

Ecuador - Delle donne ricevono gli ordini minori





Un comunicato del Pan-Amazonian Network del 22 giugno 2021, informa che cinque indiani Kichwas – due donne e tre uomini – hanno ricevuto questo mese gli Ordini Minori di Lettore e Accolito.
Nella sua Lettera Apostolica del 1973 Ministeria quaedam, Paolo VI definì questi ordini come ministeri.
Tali ordini sono stati conferiti dal vescovo Rafael Cob di Puyo, nell’Amazzonia Ecuadoriana.

Secondo una nuova riforma di questi ministeri fatta da Papa Francesco nel gennaio 2021, un Lettore non è solo autorizzato a leggere un testo in Chiesa ma anche a predicare dal pulpito, e un Accolito non è solo un assistente del Sacerdote alla Messa ma può anche distribuire la Santa Eucarestia.

Quindi, ciò che è avvenuto è che si sono stabilite sacramentalmente le donne predicatrici e le donne ministri dell’Eucarestia.

Sebbene in pratica queste funzioni siano già state esercitate da molte donne in tutto il mondo, fino ad ora il loro status era provvisorio e considerato straordinario. Da adesso in poi le donne possono anche acquisire uno status sacramentale ufficialmente definito.

Questa cerimonia è un passo importante verso l’ordinazione delle donne diacono e delle donne prete.




 
Cattolici Parigi, sassi e pugni da antifascisti.
Aggressione anche a mamme e bimbi.

Hai voluto la bicicletta della laicità? Adesso pedala.

Notizia

Pubblicatdal Centro Studi Federici





24 maggio 1871 - Morte di Mons. Darboy, Arcivescovo di Parigi


Quest’anno ricorre il 150° anniversario dei massacri compiuti dalla Comune di Parigi (maggio 1871) nei confronti della Chiesa Cattolica, tra cui la fucilazione dell’arcivescovo mons. Georges Darboy. Persino l’attuale occupante della cattedra di San Dionigio ha voluto ricordare le vittime degli eccidi con una processione pubblica nelle vie della città. I partecipanti, tra cui donne e bambini, sono stati aggrediti dai soliti “antifa”, che agiscono impuniti ovunque.
I vertici del modernismo dovrebbero rivedere l’ottimismo della “Gaudium et spes” nei confronti del mondo moderno e gli elogi alla “laicità positiva” di Benedetto XVI (che patrocinò anche “il cortile dei gentili” rivolto agli atei e agnostici, inaugurato da Gianfranco Ravasi proprio a Parigi). Il mondo, che odia Cristo e la Chiesa, si dimostra amico del clero modernista solo quando è utile alla causa rivoluzionaria. Nei rari casi in cui i modernisti vanno in qualche modo contro il pensiero dominante, vengono prontamente richiamati all’ordine: il monarca assoluto non vuole essere contraddetto dal cappellano di corte.
Certo che se fossero stati aggrediti i membri di altre religioni, ci sarebbero state le code dei politici, intellettuali e giornalisti al muro del pianto mediatico. Invece i cattolici – veri o presunti – si possono insultare e picchiare senza problemi, in nome della Liberté, Égalité, Fraternité.


Cattolici Parigi, sassi e pugni da antifascisti. Aggressione anche a mamme e bimbi

Parigi, 300 cattolici menati e insultati da un gruppo di “antifascisti”: aggrediti anche mamme e bambini, silenzio dallo Stato francese.

Per caso qualcuno è venuto a conoscenza di quanto avvenuto a Parigi lo scorso sabato? Se si esclude la rivista “Tempi” – e noi, che però colpevolmente arriviamo con qualche giorno di ritardo – si è per caso discusso di 300 cristiani cattolici sono stati letteralmente menati, insultati e presi a sassate durante una processione nel centro della capitale francese verso “Nostra Signora degli ostaggi”? Nulla, eppure siamo in un’epoca dove ogni minimo torto a minoranze (o simil tale) viene decuplicato all’infinito dalla cassa di risonanza dei social: i cattolici parigini si trovavano in pellegrinaggio per rendere omaggio e memoria ai 50 martiri della Comune di Parigi fucilati il 26 maggio 1871 in Rue Haxo. Non volevano chiedere particolari diritti, non volevano disturbare nessuno se non rendere omaggio a quelle vittime innocenti della furia anti-clericale: ma all’improvviso, da un gruppo di antagonisti incappucciati, arrivano prima le grida contro i fedeli poi qualche aggressione fisica e infine il lancio di pietre.

ll tutto mentre i soli due gendarmi inviati dalla Prefettura di Parigi potessero evitare lo scontro: come ben racconta “Tempi”, arrivati davanti al cimitero di Père Lachaise, la tensione per i 300 cattolici è aumentata a dismisura: un corteo di “manifestanti communards”, i partigiani della Comune rossa, ha cominciato a inveire al grido di «Morte ai fascisti» con aggiunta di bestemmie e insulti vari.
Le immagini che si scorgono sui social sono impressionanti, come imbarazzante è stato il silenzio pressoché totale nei commenti successivi: provate anche solo per un attimo ad immaginare fosse avvenuto l’opposto, se dei cattolici “oltranzisti” avessero insultato e menato una manifestazione di antifascisti per le vie di Parigi. Cosa sarebbe successo come eco mediatica? Ai posteri l’ardua “immaginazione”…

Secondo quanto diversi testimoni hanno spiegato a Bfm.tv, l’attacco degli “antifascisti” è stato durissimo e continuato per quasi tutta la processione, con scene di autentico panico all’interno dell’intero 20° arrondissement parigino: nel 1871 i 50 martiri vennero fucilati dai Comunardi, oggi i loro “discendenti” subiscono una sorte per fortuna “migliore” ma inaccettabile per un Paese democratico nel 2021.
«Abbiamo atteso pregando che la polizia ci permettesse di uscire, c’erano bambini e madri sotto choc», racconta al Figaro l’organizzatore della processione, dopo che i cattolici si sono riparati all’interno della chiesa più vicina “Nostra Signora della Croce”. Come tornare indietro di 150 anni senza quasi “batter ciglio”, con una lunga scia di violenze e discriminazioni anti-cattoliche che ormai stanno facendo della Francia un luogo tutt’altro che sicuro per un semplice fedele cristiano.

Il Governo di Macron ci ha messo ben 24 ore per prendere una posizione netta contro il folle pestaggio di Parigi, per di più non dal Presidente ma dal Ministro degli Interni Darmanin che ha parlato di «violazione della libertà di culto che deve poter essere esercitata in tutta serenità in Francia». Una “violazione” decisamente più forte e inquietante tanto più nel centro della Capitale francese: su tutte le ire l’arcivescovo di Parigi, Mons. Michel Aupetit, che dalle colonne de Le Figaro attacca la violenza sotto il cappello ipocrita dell“anti-fascismo” (trattati come se infatti fossero dei neo-nazi i cattolici in processione). «La violenza cieca che questi pellegrini hanno subito da parte degli “antifascisti” è assolutamente inaccettabile in uno Stato di diritto. Non c’erano che due poliziotti a garantire la sicurezza della marcia. Li ringrazio per il coraggio che hanno dimostrato. La sicurezza di questa marcia non era evidentemente una priorità per la prefettura», attacca il prelato dicendo di non voler rivendicare alcun “diritto” ma solo «uguaglianza di trattamento rispetto alle altre religioni e comunità.».

https://www.ilsussidiario.net/news/cattolici-parigi-sassi-e-pugni-
da-antifascisti-aggressione-anche-a-mamme-e-bimbi/2179057/

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