C'è sempre stato, dunque... The End.
Mi è capitato anche oggi un sedicente cattolico “ben ferrato” che in un
impetuoso riflesso pavloviano ha voluto a tutti i costi impartirmi la
solita lezione: il peccato c'è sempre stato, dunque sarebbe inutile
“scandalizzarsi” del marciume di questa società.
Sotto questo comodo sofisma il sedicente “ben ferrato” può poi proseguire nel dichiararsi scandalizzato di alcuni precisi componenti secondari di detto marciume, minimizzando tutti gli altri e mal sopportando che non gli si dia immediatamente ragione su tutto.
La realtà è ben diversa, anzitutto per il fatto che il peccato non è inevitabile (e questo la Chiesa lo insegna perfino ai bambini). Anche il più incallito dei peccatori può -anche in modo scostante- rifiutarsi di aggiungere un'altra macchia alla sua anima, cioè può collaborare con la propria volontà (pur imperfetta) al disegno divino. E questo vale anche per una società.
Sotto questo comodo sofisma il sedicente “ben ferrato” può poi proseguire nel dichiararsi scandalizzato di alcuni precisi componenti secondari di detto marciume, minimizzando tutti gli altri e mal sopportando che non gli si dia immediatamente ragione su tutto.
La realtà è ben diversa, anzitutto per il fatto che il peccato non è inevitabile (e questo la Chiesa lo insegna perfino ai bambini). Anche il più incallito dei peccatori può -anche in modo scostante- rifiutarsi di aggiungere un'altra macchia alla sua anima, cioè può collaborare con la propria volontà (pur imperfetta) al disegno divino. E questo vale anche per una società.





Giunti
alla presente altezza del corso delle vicende umane, pare che non
possiamo essere risparmiati dal quotidiano bombardamento. Il "dialogo" è
imperterrito. Si dialoga ovunque, quandunque, e - soprattutto - sia
dialoga con chiunque. Aprasi un quotidiano qualsiasi. Per esempio, anche
questa settimana «Lavoro: Fornero incontra contestatrici, “dialogo
sempre positivo”» (Libero, 14 ottobre), «Formigoni: “Se la Lega vuole il
dialogo ritiri le dimissioni”» (Il Messaggero, 11 ottobre), «Movida,
prove di dialogo con il Comune» (Il Corriere della sera, 5 ottobre), «