ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 10 aprile 2014

Invariata la tattica modernista in salsa argentina

Nella disputa sulla comunione ai risposati c’è un superfavorito: Kasper

kasper


Uno dei meriti attribuiti a papa Francesco è di voler “convertire la Chiesa in un luogo di scambio di idee libero dalle paure, dove tutti possano esprimersi ed essere tenuti in considerazione” (parole del suo ghostwriter Victor Manuel Fernández, vescovo e rettore dell’Università Cattolica Argentina).
Ma a vedere quello che è successo durante e dopo il concistoro del 20-21 febbraio sorge qualche dubbio.

mercoledì 9 aprile 2014

Soli Deo honor et gloria

Versus Deum ... meglio che versus populum

Oggi lo sappiamo che, in nome della Riforma del Concilio sulla Liturgia, in nome di un condannato "spirito" del Concilio, in nome di un archeologismo cristiano, insomma nel nome di quel che volete voi il "versus populum" è diventato suo malgrado etichetta del progressismo liturgico mentre, il "versus Deum" è, sempre suo malgrado, icona del vecchio da spazzare via. Per fare ciò si invoca "l'archeologismo" del primo secolo del Cristianesimo attribuendo ad esso solo ciò che fa comodo. Ma come stanno davvero le cose? 

Il pensiero debole cattolico è inerme davanti al mondo

Senza la ragione – che Dio dona a ogni uomo, rendendo la creatura umana «immagine e somiglianza» del Creatore -, non sarebbe possibile la comprensione e l’accettazione della verità rivelata da Dio, perché nessun uomo potrebbe entrare in possesso dei praeambula fidei (ossia della premesse razionali della fede, che sono di natura metafisica) e venire a conoscenza dei “motivi di credibilità” (ossia di quei fatti di natura empirica e storica che portano all’evidenza che il Vangelo è credibile e chi lo annuncia è affidabile). Insomma, la verità naturale, raggiunta con la ragione, è il fondamento necessario della verità soprannaturale che ci è proposta con la Rivelazione.

di Antonio Livi

parlamento-italiano-297x278(su La Bussola Quotidiana del 08-04-2014) Alla vigilia dell’inizio della discussione al Senato del disegno di legge sull’omofobia, e mentre parallelamente si intensificano i tentativi di riconoscere le unioni civili, vogliamo proporre una riflessione sui criteri fondamentali con cui giudicare queste vicende politiche e legislative. Il testo di monsignor Antonio Livi è la sintesi di un intervento svolto nei giorni scorsi a una conferenza organizzata dall’Associazione Internazionale Tomas Tyn.
Si parla giustamente del “dono della fede”, riconoscendo che la comprensione e l’accettazione della verità rivelata da Dio è possibile solo se Dio stesso, con la sua grazia, dispone i nostri cuori a “voler credere” i misteri soprannaturali, che evidentemente sono credibili ma anche oltremodo impegnativi.

Senza dottrina non si è cristiani

Rinnovando il mio invito alla lettura di Questo papa piace troppo di Ferrara, Gnocchi e Palmaro (Piemme 2014), pubblico un passaggio tra i più affascinanti e più importanti a firma del duo tradizionalista. Difficilmente, almeno io nella mia pochezza, riuscirei a comunicare in modo migliore l’essenza profonda della nostra Fede, lontana sia dal sentimentalismo sia dalla banalizzazione dottrinaria. La lunghezza del testo – di cui assicuro la piacevolezza di lettura – è giustificata dai tanti temi fondamentali toccati, dalla reazione al soggettivismo relativistico all’importanza dell’insegnamento della Dottrina, dalla necessità di una sincera conversione alla quella della frequentazione della Chiesa e dei sacramenti, sempre con l’acutezza di saper mettere in guardia dalla pericolosità dei luoghi comuni.

Cattolicesimo Romano

Intervista al Prof. Enrico Maria Radaelli
sulla crisi dottrinale nella Chiesa cattolica,
causata dal concilio Vaticano II



Nato a Lugano nel 1905, morto nel ‘97, Romano Amerio è stato un pensatore libero, acuto e controcorrente.

Oltre all’edizione critica degli scritti di Tommaso Campanella, agli studi su Epicuro, Dante Alighieri, Giordano Bruno, Paolo Sarpi, Cartesio e Giacomo Leopardi, ha approfondito le Osservazioni sulla morale cattolica di Alessandro Manzoni. Soprattutto, ha guardato con lucidità e disincanto all'evoluzione della Chiesa, individuandone la crisi, tracciando una strada per superarla e ribadendo con forza il primato della verità sull’amore.

Non breve, ma buona lo stesso..

Breve dissertazione sui presunti carismatici e profeti contemporanei. Il caso Ironi Spuldaro e Medjugorje

Breve dissertazione sui presunti carismatici e profeti contemporanei. Il caso Ironi Spuldaro e Medjugorje
Presunta benedizione e/o folkloristica effusione di un certo spirito
Ritroviamo la parola Carismi 16 volte nelle lettere di san Paolo ed una volta in 1Pietro (4,10). In alcuni casi viene presentata la traduzione (significato generico) di grazioso dono, pertanto possiamo estendere la riflessione anche alla Grazia santificante, come per esempio in Romani 6,23. Oggi la parola è talmente inflazionata, usata a sproposito, che talvolta suscita in alcuni casi derisione, mentre in altri tristezza.

Fumus globalis

Francesco il primo Papa globalizzato e la sua visione periferica

Riccardi spiega la “teologia della chiesa di Buenos Aires”. Secolarizzazione, santuario, parrocchia, popolo

“Per capire Bergoglio dobbiamo discostarci dal nostro orizzonte europeo”. Il professor Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, considera Francesco il primo Papa della globalizzazione: si deve allontanare lo sguardo dall’Europa “non perché si debba prendere in considerazione un orizzonte solo latinoamericano, bensì un orizzonte veramente mondiale”, dice in un colloquio con il Foglio, aggiungendo che “in un orizzonte globale il problema della secolarizzazione non è poi così centrale”.

A volte c'azzècca..

Wojtyla santo? Il card. Martini disse no: “Grande uomo di Chiesa”, ma santo altra cosa



ROMA - Papa Wojtyla santo? Almeno uno non era proprio d’accordo: il cardinale Carlo Maria Martini, che fu arcivescovo di Milani prima di ritirarsi in terra Santa. Gesuita, considerato rappresentante dell’ala progressista dei cardinali, non aveva nulla che lo portasse ad amare Giovanni Paolo II e la sua dissidenza l’ha anche affidata nero su bianco a un verbale, quando lo hanno sentito nel processo di beatificazione di Wojtyla.