ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 9 marzo 2015

PPP (Peter Pan, Patmos)

        Le Erinni e i 'leviti' di Patmos

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di Alessandro Luciani

Euripide ed Eschilo raccontano come Oreste – dopo aver ucciso sua madre – perseguitato dalle Erinni divenne pazzo e si rifugiò sull’isola di Patmos nel disperato intento di sfuggire ai tormenti di quelle creature così terribili.
Nella mitica vicenda di Oreste ci sono delle analogie con la situazione che vivono alcuni cattolici del nostro tempo. Dopo la tragedia conciliare, molti, per sfuggire alle proprie “erinni”, alla consapevolezza repressa di un’apostasia terribile quanto subdola, vanno alla ricerca di “isole felici” dove poter sfuggire alla realtà dei fatti per rifugiarsi nell’illusione ratzingeriana della continuità e del conservatorismo.

domenica 8 marzo 2015

Estremo baluardo

Una presentazione di Fatima Roma Mosca recente libro di don Ennio Innocenti

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI DON ENNIO INNOCENTI “MOSCA, FATIMA, ROMA”
NELLA SEDE DEL SINDACATO LIBERO SCRITTORI ITALIANI
ROMA, AULA MAGNA DI PALAZZO SORA – 19 FEBBRAIO 2015
Intervento del dottor Pietro Giubilo
Mi perdonerete se apro questo mio intervento con una breve digressione rispetto agli specifici contenuti del libro in esame, ma essa potrà contribuire all’inquadramento politico e culturale del tema trattato, secondo il mio punto di vista.
Nel riflettere in questi giorni sulle stimolanti indicazioni di questa opera di don Ennio, giunta alla decima edizione, mi sono imbattuto in un articolo a firma di Luigi Ippolito, pubblicato sul Corriere della Sera di domenica 8 febbraio dal titolo eloquente: “Morire per Kiev ?”, dove il punto interrogativo è solo un finto dubbio sulle reali intenzioni belliche che agiscono intorno alla vicenda ucraina.

Bigotto chi?


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Apriamo questa rubrica, IlBigotto,con un’interessantissima notazione etimologica proprio sul termine ‘bigotto’. Da Wikizionario: “si diceva di persone assidue nel sacramento della confessione e rigorose nel rispetto dei precetti religiosi”. Il bigotto, deduco, è una persona seria. Uno che crede e, visto che crede, fa quello che quel credo prevede. Non è certo perfetto, sbaglia anche più degli altri, ma a differenza degli altri non ricama sui propri limiti il suo credo. Non crede a sé stesso, ma a qualcosa fuori da sé e cerca di uniformarsi a questo. Non ci sarebbe niente di assurdo, anzi sarebbe da stimare e lodare, anche solo per la coerenza.

VITA CHRISTIANA MILITIA EST.

 Coraggio, fede e umanità di Mario Palmaro


Vita christiana militia est. Coraggio, fede e umanità di Mario Palmaro
Un anno fa, il 9 marzo 2014, moriva Mario Palmaro. Firma storica del Timone e per anni membro del suo comitato di redazione,  aveva iniziato a collaborare con la rivista a partire dal n. 6 (marzo-aprile 2000). Il suo ultimo articolo, dedicato ad Eugenio Corti, è stato pubblicato il mese stesso della sua scomparsa.

L’esempio di Mario è vivo in chi l’ha conosciuto personalmente, in chi ha seguito le sue lezioni universitarie, in chi ha assistito alle sue conferenze e ha letto i suoi tanti libri. L’esempio di un vero miles Christi, che ha condotto la sua Buona Battaglia fino alla fine con la sprezzatura e lo humour di un gentiluomo brianzolo e la lucidità, la fermezza e la parresia di un apologeta di altri tempi.

L'inizio del peggio

I cinquant’anni della messa in italiano

Nel 1965 la Chiesa accettava i cambiamenti del mondo e introduceva il nuovo rito nella messa: cos’è rimasto di quelle speranze e in cosa sono state deluse



Una messa celebrata secondo il vecchio rito tridentino nel quale il sacerdote non volta mai le spalle al tabernacolo, ma sempre e solo ai fedeli

Cinquant’anni fa cambiava il mondo, e cambiava anche la Chiesa.

Chi non risica, non Rosica

Grazie alla prontezza del nostro traduttore, pubblico l’intervista di fra’ Alexis Bugnolo, 5 marzo 2015:From Rome [qui] a David Domet, il blogger di Vox Cantoris che si è opposto a Padre Rosica, responsabile della Sala Stampa vaticana per la lingua inglese, che lo aveva minacciato di azioni legali a causa di suoi commenti contro alcune delle affermazioni di Rosica relative al Sinodo sulla Famiglia secondo la linea-Kasper.
Per completezza d’informazione, questa la notizia e il commento che avevo a suo tempo ripreso da Rorate Caeli [qui]:

Nostradamus dixit?

Perché il Papa non parla ​del peccato originale

Papa Francesco pare credere all'idea di Rousseau che l'uomo nasca innocente e si corrompa vivendo in società
Un amico mi fa notare che papa Francesco non parla mai del peccato originale. Non credo non ne parli per una sorta di adesione a una modernità che non mette più il peccato della carne al centro della vita morale individuale e collettiva.








Non siamo neppure alla conferma della profezia di Nostradamus secondo la quale sarebbe salito al soglio pontificio un «uomo della Compagnia» (un gesuita) che avrebbe immesso veleno nella dottrina. Ma un conto è attribuire l'umana malvagità al peccato di superbia di Adamo e Eva - come sosteneva Sant'Agostino e aveva sostenuto la Chiesa fino a ieri - un altro attribuirla, come fa questo Papa, al rapporto fra ricchi e poveri, al mondo moderno - che dell'autonomia della politica rispetto alla religione è il superamento; un mondo modellato sul concetto di utilità, su quello di produzione di ricchezza e sulla ricerca della felicità.

All' Unica Donna