ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 18 aprile 2017

Super hanc petram..

Dottrina vs Discernimento



L’intervista rilasciata da Padre Arturo Sosa, Preposito generale della Compagnia di Gesú, al vaticanista Giuseppe Rusconi (pubblicata su Rossoporpora) ha fatto parlare di sé soprattutto per l’infelice battuta sull’assenza di registratori al tempo di Gesú. Connesse con quell’affermazione, però, Padre Sosa faceva alcune considerazioni sul discernimento, che sono state trascurate dai piú, ma sulle quali mi sembra opportuno soffermarsi, tenuto conto delle conseguenze che esse possono avere nella vita della Chiesa. I termini “discernere” e “discernimento” ricorrono nell’intervista 24 volte. Mi limiterò a riportare qui il passo dove si tratta del rapporto fra dottrina e discernimento:


Non si tratta solo di una cosa da preti



LA CONFUSIONE DI AMORIS LAETITIA. UN CONVEGNO A ROMA SOLO PER LAICI. CHIEDERE CHE PIETRO DIA CHIAREZZA. CHIARAMENTE.

E’ difficile negare che l’Amoris Laetitia, con le sue omissioni (di parti importanti del Magistero precedente), le sue noticine e le sue ambiguità abbia creato una confusione senza precedenti nel mondo cattolico. Solo qualche giorno fa sulla Nuova Bussola Quotidiana abbiamo dato conto della violenza verbale senza precedenti con cui uno dei maggiori consiglieri del Pontefice ha attaccato che rispettosamente ha chiesto chiarezza, e come il disagio si stia estendendo, invece di placarsi.
La cosa forse più interessante è che non si tratta solo di una cosa da preti, questa discussione, come forse qualcuno vorrebbe far credere. Ne siamo testimoni di persona, interagendo sui social; e vediamo come i laici, anche laici normali, siano profondamente coinvolti.

In allarme l’apparato ecclesiastico?


Il prete anti-Bergoglio annulla il raduno degli ultra-cattolici. Tre settimane fa l’annuncio: “Noi come martiri”










Tre settimane fa l’annuncio sulla pagina facebook di Radio Domina Nostra, nelle scorse ore la marcia indietro: “Raduno di Verona il 22 rinviato”. Ma andiamo con ordine: don Alessandro Minutella aveva suonato la carica contro la Chiesa di Papa Francesco: “vuota e progressista”, chiamando a raccolta i milioni di cattolici stufi delle “aperture” di questa “falsa Chiesa”. Un lungo discorso di mezz’ora (di cui vi proponiamo un estratto), al termine del quale il prete ha dato l’annuncio di un ritrovo organizzato a Verona per il prossimo 22 aprile.

Dietro le quinte?

       JARED, genero di TRUMP: che sia lui l'ANTICRISTO?


Jared Kushner - genero e "consigliere anziano" di Trump - classe 1981
Il Chabad Lubavitch è uno dei più grandi gruppi religiosi del giudaismo chassidico,una corrente mistica ultra-ortodossa sorta nel 1700 in Polonia. Il nome deriva da Lyubavichi, la città russa che ne funse da base per più di un secolo.

La casa madre si trova a Brooklyn (New Jork), ma è presente in tutti i paesi in cui vi sia un insediamento ebraico. I Chassidim vestono rigorosamente di nero, hanno vistosi cappelli a larghe falde e barbe lunghe ed incolte.

Ho deciso di occuparmi di tale argomento perché questa potente organizzazione è andata diffondendosi a macchia d'olio su tutto il pianeta, influenzando pesantemente governi e stati sovrani e condizionandone in modo occulto i destini per le proprie convinzioni escatologiche.

(QUI, tante foto dei "Chabad Lubavitchers" con i potenti della Terra).


‘Homo homini lupus’

CONTINUA LA MATTANZA IN SIRIA E ISRAELE VUOLE LA III GUERRA MONDIALE


Esiste una sola verità che ha dominato il mondo e gli uomini sin dai suoi albori, una verità che i saggi hanno condensato in una sola proverbiale frase. ‘Homo homini lupus’ ( Plauto).
 Da quando il sole ha iniziato ad illuminare il mondo con le sue meraviglie, l’uomo si è guardato intorno e ha preso ciò che gli serviva. E man mano che gli uomini si univano in gruppi diversi, guardavano con ingordigia i possedimenti degli altri. Quando le parole non bastavano, la forza e l’aggressione verso il più debole erano gli unici mezzi per impossessarsi di ciò che serviva alla loro sopravvivenza.
E’ proprio quello che sta accadendo in Medio Oriente dove il paese più forte, gli Usa, non contento di avere esteso i propri tentacoli in ogni angolo del mondo, depredando ricchezze, seminando morte e distruzione con armi non certo alla pari, oggi trova il pretesto di una bugia per distruggere quei pochi siriani che ancora resistono per immolarsi in sacrificio al nuovo’ Dio , al nuovo ‘Vitello d’oro’ a cui nell’antica storia biblica gli ebrei si erano inchinati durante l’assenza di Mosè.

Una «antifilosofia» radicale

1517-2017: 500 anni di sovversione protestante
                    


La rivoluzione filosofica di Lutero


di Paul Justin


  
La rivoluzione protestante è inseparabile da una rottura filosofica a monte, determinata principalmente dalla teologia sviluppata da Lutero.
Si tratta di una rottura eminentemente paradossale, poiché pur essendo di natura filosofica, essa si richiama ad una «antifilosofia» radicale. Tale paradosso si spiega col fatto che: se in verità ogni teologia può svilupparsi solo su una base filosofica, quella di Lutero intende rompere di fatto questo legame necessario e inevitabile.

Noi considereremo per prima cosa il contenuto di questa rottura, che consiste nelle inedite concezioni filosofiche sull’uomo, la ragione e la libertà, che accompagnano l’elaborazione dei princípi teologici luterani. In seguito, studieremo le sue cause nella formazione occamista di Lutero e nella decadenza della scolastica del XIV e XV secolo. Infine, esamineremo le sue conseguenze sulla concezione stessa della filosofia e del suo rapporto con la verità, che costituiscono il vero punto di partenza di una forma inedita di sofistica. In conclusione, proporremo, a solo titolo di ipotesi, un’interpretazione generale della figura di Lutero come punto di ancoraggio della modernità, che, a partire da una pura sofistica della fiducia personale, fonda ad un tempo una teologia senza carità ed una filosofia senza verità.

Quanto poi questo giovi alla fede e alla religione lo sa solo Dio.


RATZINGER IL PAPA CHE SI RITIRO'

    Il Papa emerito Joseph Raztinger compie 90 anni. Sembra un’eternità ma sono passati solo quattro anni dalla rinuncia di Benedetto XVI al papato: resta il disagio di vedere due papi vestiti di bianco che vivono a poca distanza 
di Marcello Veneziani  





Sembra un’eternità ma sono passati solo quattro anni dalla rinuncia di Benedetto XVI al papato. Ora papa emerito, Joseph Raztinger oggi compie novant’anni.
Quando fu eletto apparve come il papa della continuità, non solo rispetto a Woytila ma alla tradizione cattolica. La sua elezione rispecchiava la centralità tedesca nell’Europa unita. Sul piano pastorale, l’avvento di un teologo come Ratzinger indicava una strada e una sfida: affrontare il nichilismo o l’ateismo pratico partendo dalla testa. Cioè dal pensiero, ma anche dal luogo cruciale in cui era sorto, l’Europa cristiana.
Una specie di kulturkampf, di battaglia culturale, con un papa intellettuale a guidare la sfida.

Il disagio c’è e sta montando

Chiese ricche e fede: non sempre è un'equazione
Aumentano i cattolici che, insoddisfatti dalla deriva attuale della Chiesa hanno deciso di non devolverle più l’8xmille della dichiarazione dei loro redditi. Pensiero comprensibile, ma pericoloso: il denaro non è tutto, basta vedere la Germania: una Chiesa ricchissima ma depopolata, con diocesi senza neanche un seminarista.

Da quel che leggo e sento sta crescendo una specie di voglia di sciopero dell’8xmille, nel senso che aumentano i cattolici che, insoddisfatti dalla deriva attuale della Chiesa, hanno deciso di non devolverle più l’8xmille della dichiarazione dei loro redditi. Certo, niente di percentualmente rilevante, almeno per il momento, ma è significativo che se ne parli. Antonio Socci, per esempio, ha fatto il suo reciso outing di recente sul quotidiano Libero. Camillo Langone ha chiesto, a me e ad altri intellettuali cattolici, cosa penso sull’argomento (inchiesta che comparirà sul «Foglio»). Costanza Miriano, nel suo frequentatissimo blog, ha dovuto occuparsene. Insomma, il disagio c’è e sta montando.