ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 18 luglio 2017

Nel grigiore asfissiante dell’apostasia..


La laicità è anticristiana 


Verrà un tempo che gli uomini impazziranno;
e al vedere uno che non sia pazzo,
gli si avventeranno contro dicendo: “Tu sei pazzo”,
a motivo della sua dissomiglianza da loro
.
(Sant’Antonio Abate)


Non è casuale che nella società contemporanea, caratterizzata da un avvilente torpore degli spiriti e dal dilagare delle più malsane opinioni, il “dialogo” riceva favore da chi, aggirando con argomenti di bassa lega sofistica l’obbligo di conformarsi alla divina verità del Verbo e della Sua Chiesa, propende ad alterare il Cattolicesimo in una versione ammodernata, appetibile ai gusti superficiali e alla mediocre curiosità di conversatori da salotto.

Offrirsi in riparazione


Tra fanatici e buontemponi



Videte ne quis vos decipiat per philosophiam, et inanem fallaciam secundumtraditionem hominum, secundum elementa mundi, et non secundum Christum (Col 2, 8).

«Badate che nessuno vi inganni con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo»: questo ammonimento dell’Apostolo è oggi quanto mai attuale, anzi ancor più cheOffrirsi in riparazione nell’epoca in cui fu formulato. Oggi i seduttori, infatti, ci assediano su ben due fronti: da una parte ci sono i fanatici che, in nome di Dio e della Tradizione, hanno rinnegato sia l’uno che l’altra a vantaggio della loro opera, diventata un fine in sé; dall’altra ci sono i buontemponi che, ormai assuefatti alla banalizzazione e profanazione di ciò che è più sacro, non battono più ciglio nemmeno di fronte ai crimini più disumani perpetrati dalle pubbliche istituzioni. Il buon senso – per chi ancora non l’ha perso – raccomanda di tenersi ugualmente alla larga da questi e da quelli.

Il pascolo a cui nutrirci

«Non calpestare e non intorbidare»



Nell’odierno Officium lectionis (1), la liturgia ci propone un testo di Agostino, tratto dal Sermo de ovibus (47, 12-14), nel quale il Santo Dottore, pur ribadendo che la cosa piú importante è avere una coscienza tranquilla («Questo è il nostro vanto: la testimonianza della nostra coscienza», 2Cor 1:12), ci invita a evitare qualsiasi atteggiamento che possa turbare la coscienza dei deboli:

Curemus ergo, fratres non tantum bene vivere, sed etiam coram hominibus bene conversari, nec tantum curare habere bonam conscientiam, sed quantum potest nostra infirmitas, quantum vigilantia fragilitatis humanae, curemus nihil etiam facere quod veniat in malam suspicionem infirmo fratri.
Cerchiamo dunque, fratelli, non soltanto di vivere bene, ma anche di comportarci bene davanti agli uomini. Non tendiamo solo ad avere una retta coscienza, ma per quanto lo comporta la nostra debolezza e lo consente la fragilità umana, sia anche nostro fermo impegno non compiere nulla che possa destare un cattivo sospetto nel fratello debole.

La «cultura dello scarto»


L’idea di arte di papa Francesco


Il documentario Papa Francesco-La mia idea di Arte, prodotto dalla Imago Film (Edizioni Musei Vaticani/Draka Distribution) percorrerà, con l’autorizzazione del Vaticano, l’iter della candidatura ai premi Oscar 2018. Disegno mondanamente ambizioso per questo Pontefice che, inseguendo la cultura del non scarto, come egli stesso dichiara nell’omonimo libro, curato dalla giornalista Tiziana Lupi, da cui ha preso le mosse il documentario stesso, scarta la Tradizione della Chiesa, quella che insegna la dottrina, attraverso la catechesi dell’Arte sacra, ancella invincibile dell’autentica devozione, quella iconica e di matrice cristiana. Nel documentario, diretto dal regista Claudio Rossi Massimi e presentato il 27 giugno scorso nella Sala conferenze dei Musei Vaticani, è il Papa in persona ad accompagnare gli spettatori e a selezionare, fra i Musei Vaticani, la Basilica di San Pietro e Piazza San Pietro, undici opere che egli ritiene rappresentative di un’arte misericordiosa, rivolta agli ultimi e alle periferie del mondo. Ma l’idea artistica di Francesco collide o no con l’idea della Chiesa sull’Arte? Rispondiamo con un nome: Alejandro Marmo.

lunedì 17 luglio 2017

"Inferno vuoto"?

Il Papa ha distrutto pure Fatima e il suo Annuncio


Sebirblu, 16 luglio 2017

Il giorno 13 appena trascorso ha riportato alla memoria quello che è accaduto cento anni fa ai tre bambini di Fatima che per la terza volta vedevano manifestarsi la Vergine Maria.

La prima parte del Messaggio riguardava una brevissima visione dell'Inferno QUI; la seconda ammoniva sulla necessità di consacrare la Russia al Suo Cuore Immacolato e la terza fu scritta in un tempo successivo da Suor Lucia, dietro richiesta del suo vescovo, e consisteva nel famoso Segreto mai svelato per intero. Cfr. QUI e QUI.

Approfondendo perciò gli eventi e le celebrazioni per tale storica mariofanìa alla luce dell'intervento papale avvenuto a maggio, pubblico l'articolo di Antonio Socci ad essa dedicato con una premessa sulla questione dell'Inferno "eterno", a cui egli sovente fa riferimento, per maggiore comprensione di chi legge.


Il fondamentalista è ...

L’attacco obliquo di El Papa a Burke, via Trump e Bannon

Fondamentalismo evangelicale e  integralismo cattolico – un sorprendente ecumenismo”,  è il titolo  dell’attacco, apparso su Civiltà Cattolica  a firma di Antonio Spadaro, il noto gesuita, e del pastore presbiteriano argentino Marcelo Figueroa,   vecchio compare di Bergoglio, a cui El Papa ha consegnato l’edizione argentina de L’Osservatore Romano,  non essendo alcun cattolico, secondo lui,  degno del compito.
Lo si può leggere qui:
E’ stato pubblicato  anche in inglese, perché chi deve intendere intenda.

La parola “peccato”

LA CONFESSIONE DI BERGOGLIO

  
  Un sacerdote che assolve il peccatore in assenza di segni adeguati del suo pentimento, si macchia d’una colpa tremenda verso di lui e verso se stesso, per la quale sarà severamente giudicato da Dio di Francesco Lamendola  

  
Nella lettera apostolica Misericordia et misera, pubblicata a conclusione del Giubileo straordinario della Misericordia, il 21 novembre 2016, papa Francesco esprime le sue convinzioni a proposito dei confessori e del sacramento della Confessione (nn. 10-11):

Ai sacerdoti rinnovo l’invito a prepararsi con grande cura al ministero  della Confessione, che è una vera missione sacerdotale. Vi ringrazio sentitamente per il vostro sevizio e vi chiedo di essere accoglienti con tutti: TESTIMONI della tenerezza paterna nonostante la gravità del peccato; SOLLECITI nell’aiutare a riflettere sul male commesso; CHIARI nel presentare i principi morali;DISPONIBILI ad accompagnare i fedeli nel percorso penitenziale, mantenendo il loro passo con pazienza; LUNGIMIRANTI nel discernimento di ogni singolo caso; GENEROSI nel dispensare il perdono di Dio. Come Gesù davanti alla donna adultera scelse di rimanere in silenzio per salvarla dalla condanna a morte, così anche il sacerdote nel confessionale sia magnanimo di cuore, sapendo che ogni penitente lo richiama alla sua stessa condizione personale: peccatore, ma ministro di misericordia.
Vorrei che tutti quanti meditassimo le parole dell’Apostolo [Paolo, scritte verso la fine della sua vita, quando a Timoteo confessa di essere stato il primo dei peccatori, “ma appunto per questo ho ottenuto misericordia” (1 Tim. 1, 16). Le sue parole hanno una forza prorompente per provocare anche noi a riflettere sulla nostra esistenza e per vedere all’opera la misericordia di Dio nel cambiare, convertire e trasformare il nostro cuore: “Rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia (1 Tim., 1, 12-13).

"Anche se a volte la barca è quasi sul punto di naufragare"


Quelli che zittiscono anche Ratzinger: il ricordo per l'amico Meisner diventa pretesto di dietrologia

Il Papa emerito ricorda l'amico scomparso, il cardinal Meisner. «Pastore appassionato, ha resistito alla dittatura dello spirito del tempo». Poche parole, ma sufficienti per scatenare la dietrologia che non siano state scritte da lui. Per gli esperti Melloni & co è inaccettabile che Benedetto XVI abbia legato affetto ad uno degli estensori dei dubia accennando alla crisi attuale. E' accaduto anche con Sarah. Di fronte a due uomini inquadrati come “divisori”, le parole di Ratzinger suonano un'altra musica.


«Quando ho appreso mercoledì scorso da una telefonata della morte del card. Meisner in un primo momento non ci credevo. Il giorno prima avevamo parlato al telefono. La sua voce era piena di gratitudine perché era ormai arrivato in vacanza..».
Si telefonavano come due vecchi amici Benedetto XVI e il cardinale emerito di Colonia, che la settimana scorsa, improvvisamente, è salito al Cielo nel sonno mentre trascorreva le sue vacanze in località Bad Fussing. E' morto serenamente, con il breviario in mano.