ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 23 agosto 2017

Minileasing Gospa?


Medjugorje, che cosa ha detto l’inviato di Papa Francesco sul riconoscimento      


Medjugorje va verso un possibile riconoscimento. Almeno delle prime sette apparizioni, secondo quanto stabilito dal dossier preparato dalla commissione guidata dal cardinale Camillo Ruini. Parola di monsignor Henryk Hoser,l’arcivescovo polacco inviato questa primavera nel paesino della Bosnia Erzegovina da Papa Francesco per riferire sull’assetto spirituale della località nella quale, dal 1981, si verificherebbero delle presunte apparizioni (ormai quel “presunte”, par di capire, è vicino ad essere tolto da ogni frase su Medjugorje). Lo ha detto in un’intervistaall’agenzia polacca di stampa cattolica Kai il 19 agosto scorso.

Per non dispiacere a Dio...


QUANDO STRAPPARE LA ZIZZANIA      
  
Quando strappare la zizzania dal campo di grano? Monsignor Scognamiglio è un cattolico dalla spiritualità profonda, e, come tutti i santi, quando si parla di separare la zizzania dal grano, pensa subito a se stesso 
di Francesco Lamendola  


Con la parabola della zizzania Gesù ci fa capire che il buon agricoltore non ha fretta di strappare le erbacce dal suo campo, e lo stesso concetto viene espresso nella parabola del fico sterile, molto simile ad essa: la virtù principale del cristiano, insieme alla carità, è la pazienza: il cristiano è un uomo che sa aspettare, non è precipitoso nel giudicare, perché ha fede nella Provvidenza. Questa è la fede nella presenza amorevole di Dio Padre in tutta la sua creazione, in ogni istante, anche per le creature più piccole; è la fede nella bontà della creazione, che la malizia umana ha incrinato, ma non ha compromesso in maniera decisiva, perché l’ultima parola resta sempre quella di Dio, di quel Dio che si è fatto lui stesso Parola, Parola vivente, Verbo incarnato, per amore delle sue creature. La pazienza, allora, non è affatto sinonimo di debolezza, o ingenuità, o sottovalutazione del male; al contrario, è piena e incondizionata fiducia nell’amorevole attenzione di Dio, che vigila sulla sua creazione e che non permetterà al male di compromettere in maniera irrimediabile il compimento glorioso del suo disegno cosmico, di cui l’uomo è parte essenziale.
Resta, comunque, un interrogativo: posto che il buon agricoltore non ha fretta né di separare la zizzania dal grano, né di metter mano alla scure per tagliare l’albero che non dà frutti, ma nel primo caso sa attendere il momento della mietitura, nel secondo s’industria a zappare e concimare la terra attorno all’albero, insomma fa di tutto perché l’albero ritorni a dare i suoi frutti – segno che la Provvidenza va “aiutata” con le opere, e non attesa pigramente e passivamente -, quando è il momento in cui egli deve agire, deve intervenire, deve procedere alla estirpazione di ciò che è dannoso, alla rimozione di ciò che è inutile? 

Quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita

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Crisi della Chiesa: La Pastorale della VIA LARGA di Papa Francesco

Crisi della Chiesa : La pastorale della VIA  LARGA  di Papa Francesco

Sommario:  1. Il carattere gratuito del vero amore.  1.1  L’azione malvagia scaturisce dalla nostra infelicità esistenziale?  1.2 La buona e la cattiva tristezza.   2.  L’Amore di Dio per noi, “anticipante” e “incondizionato”.  2.1  Citazioni scritturali fuor di contesto da parte del Papa.  3. Siamo tutti accolti nella “relazione di amore” della S.ma Trinità, e  “per grazia”, senza le opere!  4. Anche nell’evocare l’episodio della Samaritana, Papa Francesco tace sulla necessità della conversione per entrare nella vita eterna.  5. Dall’amore incondizionato di Dio Padre, “che ci ama come noi siamo”, soffia un “vento di liberazione”, che non distingue tra Eletti e Reprobi.


Papa Francesco, durante una delle sue recenti udienze, cui ha partecipato via maxischermo  anche un folto gruppo di malati, ha rivolto un indirizzo sul tema : “L’amore di Dio, anticipante e incondizionato”.  Il testo l’ho trovato sul quotidiano in rete La Nuova Bussola Quotidiana del 14 giugno corrente.
Un tema, questo, continuamente ribattuto nell’omiletica dell’attuale Gerarchia.  Tema certamente essenziale, anche se l’Amore non è ovviamente l’unico modo nel quale Dio si rivolge all’uomo.  Sappiamo, infatti, dalla Rivelazione, che esiste anche “la giustizia di Dio”. Essa esprime, nella forma di un Giudizio infallibile, non solo la Bontà di Dio che premia in eterno i Giusti ma anche l’Ira di Dio nei confronti dell’impenitente, che persevera e si indurisce nel peccato sino alla fine dei suoi giorni. Ma della Divina Giustiziae del Giudizio non si parla più, oggi, così come non si nomina mai, da tempo immemorabile, la verità di fede del peccato originale.

Ius vaticanum




PEZZO GROSSO E IL DOCUMENTO SUI MIGRANTI. NOTA DIVISIONI AI VERTICI DELLA CHIESA. E TEME UN BACKLASH A LIVELLO EUROPEO…


Il documento del Papa sulla Giornata dei Migranti 2018 ha colpito molto Pezzo Grosso, ma non solo. Era in Francia per lavoro, ne ha discusso, come vedrete, con altri Pezzi Grossi come lui e insieme hanno stilato qualche riflessione…
“Caro Tosatti, quando ho letto il suo Stilum Curiae sul messaggio del Papa per la giornata del migrante ero in Francia ed ho commentato il documento con amici francesi sia cattolici che “laicissimi”. Le riporto sintetiche considerazioni sperando possano esser utili alla nostra povera chiesa cattolica, magari venendo portate da qualche suo pio lettore all’attenzione di qualche membro della Gerarchia che ancora prega, si genuflette davanti al Santissimo, si confessa e, soprattutto, riflette. Vediamo.

Lo corrigerete?

AL, correzione o no? Canonisti al lavoro
Torna di attualità il tema della cosiddetta “correzione formale” del Papa a seguito dell'intepretazione ambigua del capitolo VIII di Amoris Laetitia. Burke ribadisce la necessità di affermazioni positive su ciò che la Chiesa ha sempre insegnato mentre l'altro estensore dei dubia, Brandmuller, parla di una professio fidei. Nel frattempo i canonisti dibattono sulla liceità di un provvedimento del genere.
In questa torrida estate torna di attualità il tema della cosiddetta “correzione formale” del Papa, una eventualità richiamata dal cardinale statunitense Raymond Leo Burke fin dal novembre 2016, poco tempo dopo la pubblicazione dei cinque dubia sottoposti a Francesco per l'ambigua interpretazione di alcuni passaggi dell'esortazione Amoris laetitia.

martedì 22 agosto 2017

Non est dignus

NON NE HA IL DIRITTO                               

Francesco non è papa non è degno di esserlo non lo si può riconoscere come tale e non sono più possibili compromessi. I primi a doversi interrogare sono i vescovi. Fino a quando lasceranno le anime esposte a un male così grave? 
di Francesco Lamendola  
  
Il papa Francesco sta cambiando la Chiesa; in gran parte l’ha già cambiata, e procede, ogni giorno più convinto, sulla medesima strada: del resto, l’aveva detto fin dall’inizio, e aveva anche aggiunto di volerlo fare in modo tale che non si possa più tornare indietro. È il primo papa nella storia della Chiesa che pensi, dica e faccia una cosa simile: nessuno, prima di lui, aveva mai osato anche soltanto concepire un’idea del genere. Ma lui ostenta la massima sicurezza nel suo buon diritto; dice che sta “solo” sviluppando e approfondendo le “indicazioni”, le “linee” del Concilio Vaticano II: ma sa benissimo che “indicazioni” non vuol dire nulla, e “linee”, meno ancora. È aria fritta, semplicemente; peggio: sono le parole-trappola di cui si servono i modernisti, da mezzo secolo in qua, per contrabbandare nella Chiesa le loro eretiche novità. 

«È finito il tempo delle carnevalate!»?

Osservatore o pastore?



Nel mio post successivo all’elezione del Card. Jorge Mario Bergoglio al supremo pontificato (17 marzo 2013) riferivo un paio di frasi — amplificate dai media — che sarebbero state da lui pronunciate poco dopo l’elezione. La prima sarebbe stata la risposta data, la sera stessa del 13 marzo, a Mons. Guido Marini che gli stava porgendo la mozzetta: «Questa se la metta lei! È finito il tempo delle carnevalate!». La seconda sarebbe stata pronunciata l’indomani, durante la visita alla basilica di Santa Maria Maggiore; visto l’Arciprete, il Card. Bernard Law, Papa Francesco avrebbe detto: «Allontanatelo dalla basilica!». Lí per lí, fui portato a non dare credito a certi “spifferi” e, in ogni caso, a non dar loro eccessiva importanza.


Fino a quando Dio lo permetterà?

Mattane agostane ovvero come si prova a distruggere la Chiesa

Si dice che questo agosto 2017 sia uno dei più caldi degli ultimi 50 anni, è possibile… o forse no, certo è che in questo scorcio di anno se ne vedono delle belle: tutte coerenti col caldo che dà alla testa e con l'annebbiamento della vista che spesso provoca.

La prima mattana è di diritto di papa Bergoglio, se non altro per rispetto del posto che “occupa”.



Il 4 agosto 2017, Papa Francesco, nel corso dell’udienza generale nell’Aula Paolo VI, ha abbracciato pubblicamente il conduttore televisivo argentino Alejandro Wiebe, noto come Marley. Questi lavora a Telefe e in Argentina è un conduttore molto noto.

Marley è in procinto di diventare un padre in vitro. Ha usato il suo sperma per fecondare gli ovuli di una donna siberiana nel ventre di una afro-americana. Si prevede che il bambino nascerà a novembre in una clinica a Chicago. La notizia è stata data dalla Growing Generations di Los Angeles, un’agenzia di fertilizzazione in vitro.

Marley ha comunicato questa notizia a Francesco, che non ha ritenuto che fosse una ragione per negare un caldo abbraccio al conduttore televisivo.