Il Cardinale Ciappi, il teologo di papi, da Pio XII a Giovanni Paolo II (all’inizio del suo pontificato): “Il Terzo Segreto dice che la grande apostasia nella Chiesa inizia dal suo vertice. La conferma ufficiale del segreto de La Salette (1846): “La Chiesa subirà una terribile crisi. Essa sarà eclissata. Roma (il Vaticano) perderà la fede e diventare la sede dell’Anticristo “.
ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...
domenica 12 novembre 2017
Otto secoli di ritardo.
Ad un anno da Dubia, il perchè ce lo spiega Andrea Tornielli
Nel novembre 2016 divengono pubblici i cosiddetti Dubia, firmati da 4 cardinali (Caffara, Burke, Meisner e Brandmuller, più uno che non ha voluto apparire), ma poi condivisi e appoggiati in vario modo, attraverso interviste, scritti ecc., da molti altri.
Lo stesso vaticanista che ogni giorno si sforza con molta buona volontà di spiegare che nella Chiesa non sta succedendo nulla di nuovo, e che se qualcosa accade è nella continuità, può aiutarci a comprendere, purtroppo, come le cose non stiano affatto così.
Church-exit
FUORI A PEDATE NEL SEDERE
di Francesco Lamendola
Sarebbe una cosa bella, bellissima, se ciascun essere umano fosse dotato di un così alto senso di responsabilità, da sapersi tenere da se stesso entro i limiti del giusto, del lecito e del conveniente; da saper rispettare i suoi doveri, e assumersi tutte le sue responsabilità; da non aver bisogno di essere controllato da alcuno, perché sa già quel che deve fare, e lo fa nel migliore dei modi, o almeno fa del suo meglio per riuscirci. Sì, sarebbe meraviglioso. Purtroppo, non viviamo nel monto utopistico di Rousseau, non esiste il buon selvaggio, ed Emilio, anche se educato lontano dalla società cattiva e corruttrice, se viene lasciato a se stesso, non tarderà a tirar fuori il suo lato oscuro: perché tutti gli esseri umani hanno un lato oscuro. Se non lo credessimo, non saremmo cattolici. Il lato oscuro è l’eredità del peccato di Adamo e di Eva, e si chiama concupiscenza. A causa della concupiscenza, anche la persona più buona, più giusta, più leale, se viene a trovarsi in determinate circostanze, se viene esposta più volte alla tentazione, oppure semplicemente, se le scatta un qualcosa dentro, così, all’improvviso, è capace di trasformarsi e di abbandonarsi ad azioni disdicevoli, vergognose, perfino criminali. Nessuno nasce santo; la santità è una diuturna, pazientissima conquista; e nessuno, neppure i santi, sono mai totalmente al riparo della tentazione. Ogni giorno deve essere conquistato: la virtù è una pianta che deve essere coltivata assiduamente, con infinita attenzione, con amore inesausto. Non solo: la virtù umana è insufficiente, non esiste virtù umana che possa mettere alcuno al riparo dalla tentazione, dal farsi prendere la mano dalla concupiscenza.
È un affronto al cardinale?
L'INTERPRETAZIONE DI MAGNUM PRINCIPIUM
Traduzioni liturgiche, Muller in campo con Sarah
Il cardinale Gerhard Mūller in un’intervista al Neue Passauer Presse ha preso decisamente posizione in appoggio al cardinale Robert Sarah nella questione della traduzione dei testi liturgici, e del motu proprio Magnum Principium. Come è noto, il documento pontificio dava più ampi poteri alle Conferenze episcopali per quanto riguarda la traduzione dei testi liturgici. Il cardinale Robert Sarah ha cercato di interpretare il documento in maniera da garantire un maggio ruolo a Roma nell’approvazione dei testi tradotti localmente. Ma è stato corretto dal Pontefice regnante con una lettera che confermava la volontà di ridurre il controllo della Congregazione per il Culto Divino.
Omeopatica
La rivoluzione di Bergoglio. A piccole dosi ma irreversibile
Sul teatro del mondo la stella di papa Francesco brilla più che mai, ora persino da pacificatore atomico tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord. Ma anche dentro la Chiesa egli si trova alle prese con una guerra mondiale a pezzi, una strana guerra che ha contribuito lui stesso a scatenare, arciconvinto che andrà a buon fine.
Jorge Mario Bergoglio è indiscutibilmente un innovatore. Ma lo è nel metodo prima che nei risultati.
Le novità le introduce sempre a piccole dosi, seminascoste, magari in un'allusiva nota a piè di pagina, come ha fatto con l'ormai famosa nota 351 dell'esortazione postsinodale "Amoris laetitia", salvo poi dire con candore, interpellato in una delle sue altrettanto famose conferenze stampa in aereo, che quella nota nemmeno se la ricorda.
Proprio il giorno di san Martino..?
La
Chiesa dei tre papi
Seicento anni fa l’elezione “miracolosa” di Martino V pose
fine allo scisma d’occidente. Tra divisioni e lotte, una soluzione sembrava
impossibile. Lezioni utili per l’oggi
Il conclave dal quale l’11 novembre 1417 il cardinale Odo Colonna uscì come Papa Martino V, rappresenta un evento straordinario nella storia della Chiesa. Sia la situazione di partenza e le circostanze dell’elezione, sia il collegio degli elettori e la procedura stessa non avevano precedenti nella storia dei Papi. Diamo anzitutto uno sguardo alla situazione in cui si trovava la Chiesa quando gli elettori entrarono in conclave a Costanza. La Chiesa, a quel tempo, stava vivendo ormai da quarant’anni in una situazione di scisma. O meglio: dopo l’elezione dell’antipapa Clemente VII, avvenuta a Fondi il 20 settembre 1378, c’erano prima due e poi, dopo il fallito tentativo di composizione a Pisa nel 1409, addirittura tre “Papi”, ognuno dei quali rivendicava la propria legittimità come successore dell’apostolo Pietro.
I nuovi paradigmi
Il prete coraggio e un Avvenire senza pudore I
C’è molto di simbolico nella vicenda di Staranzano, dove il parroco si preoccupa dell’educazione cristiana dei suoi giovani, e si trova costretto ad affrontare da solo una grande macchina propagandistica che vede alleati un’associazione cattolica come l’Agesci, il suo vice-parroco, il quotidiano ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana e l’ignavia del suo vescovo, che rinuncia ad esercitare il proprio magistero.
Una doppia falsificazione
MANCAVA SOLO IL SIGILLO
Il marchio della Bestia. Quando un gruppo occulto di potere ritiene di essere giunto nella fase decisiva della sua azione, pone un sigillo su di essa e che sia visibile, anche se non tutti arrivano a capire di cosa si tratta
di Francesco Lamendola
Quando una società segreta o un gruppo occulto di potere, che persegue un vasto disegno d'infiltrazione e di condizionamento della società, finalizzato a rovesciare il paradigma esistente e a stravolgere il modo di essere degli uomini, ritiene di essere giunto nella fase decisiva della sua azione, pone un sigillo su di essa, che sia visibile a tutti - anche se non tutti, ovviamente, anzi, pochissimi, arrivano a capire di che cosa si tratta - come il marchio della Bestia di cui parla il Libro dell'Apocalisse (11-16):
Dopo il mostro vidi unì’altra bestia che saliva su dalla terra. Aveva due corna come quelle d’un agnello, e una voce come quella d’un drago. Essa esercitò tutto il potere del mostro in sua presenza, e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare come un dio il mostro guarito dalla sua ferita mortale..
La bestia fa grandi miracoli: fa persino scendere il fuoco dal cielo sulla terra davanti agli occhi della gente.
Con i miracoli che ha il potere di fare alla presenza del mostro, ingannagli abitanti della terra, ordinando loro di fare una statua al mostro, che vive nonostante la ferita di spada.
La bestia fece mettere un marchio sulla mano destra e sulla fronte di tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi. Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome del mostro o il numero che corrisponde al suo nome.
Qui ci vuole saggezza.
Chi è intelligente calcoli il significato del numero del mostro, che corrisponde a un uomo. Il numero è seicentosessantasei.
In pratica, è come se la maschera venisse gettata e la strategia di conquista si spostasse su un piano più esplicito e totalizzante.
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