ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 27 luglio 2018

L’europeismo di Bruxelles

IL CASO UNGHERIA
Quella di Avvenire? L'Europa che non vogliamo

Il quotidiano dei vescovi inneggia all'Unione Europea che punisce l'Ungheria sulla questione dell'immigrazione e la pone come modello. Ma è quell'Europa, nemica dei popoli, la cui cultura di riferimento è artificiale e imposta dal centro e dall'alto.



Da tempo ormai l’Unione Europea è in guerra contro l’Ungheria del presidente Orban, uno Stato membro che, a dire della Commissione, pretende ancora di decidere qualcosa in casa sua. Nei giorni scorsi, come noto, la Commissione ha deferito l’Ungheria alla Corte di Giustizia per non essersi attenuta alle norme comunitarie in tema di diritto d’asilo e accoglienza degli immigrati. In questo modo il muro che separa alcuni Stati dell’Europa orientale dagli indirizzi dell’Unione si è ulteriormente alzato e due mondi culturali e giuridici si confrontano l’un contro l’altro armati. Ci si deve aspettare che anche la Croazia venga deferita per aver stampato una moneta con l’immagine di un feto in onore al diritto alla vita, contrariamente alle posizioni di Bruxelles?

mercoledì 25 luglio 2018

7 x 1000? Sempre troppi!

L'obolo del cittadino alla Chiesa. Alti e bassi con i tre ultimi papi



Ogni anno lo Stato italiano devolve l'8 per mille del proprio gettito fiscale alle confessioni religiose che hanno stipulato un'intesa per beneficiarne.
Tra queste la Chiesa cattolica fa la parte del leone. Lo Stato le devolve circa un miliardo di euro all'anno. È molto, ma si tenga presente che in Germania la Chiesa cattolica tedesca, la cui dimensione è la metà di quella italiana, riceve dallo Stato ogni anno cinque volte di più, in forza della "Kirchensteuer", la tassa sulle affiliazioni religiose in vigore in quel paese.
In Italia, invece, la ripartizione dell'ammontare dell'8 per mille tra le varie denominazioni religiose è decisa ogni anno dai contribuenti, liberi o no di indicare, con una firma, a chi vogliono sia devoluto il beneficio. E dal 1985 a oggi, da quando cioè è stato introdotto questo meccanismo, le firme a favore della Chiesa cattolica sono state una maggioranza schiacciante, che nel 2005, anno record, ha sfiorato il 90 per cento dei firmatari, per l'esattezza l'89,82 per cento.

Il modello di strategia

INTERCOMUNIONE
La via tedesca al sovvertimento della Chiesa

Una conversazione con un prelato americano fa scoprire le analogie tra la strategia del cardinale Marx in Germania e quanto accaduto negli Stati Uniti con la creazione di gruppi cattolici a favore dell'aborto. Ma qui la strategia punta dritto al cuore della Chiesa: l'Eucarestia.


Qualche giorno fa parlavo con un prelato statunitense della Chiesa, e di alcuni sviluppi di una situazione di crisi e di confusione che si stanno verificando, in particolare in Germania. Il tema centrale era quello dell’intercomunione. Cioè della possibilità che i coniugi protestanti potessero partecipare all’eucarestia, ma senza convertirsi al cattolicesimo; restando cioè nella fede in cui si trovavano.

Odi et odi

Lo sfregio di Andria, solo la punta dell'iceberg

La barbara mutilazione di un crocifisso e altri vandalismi contro le statue della Madonna nella cittadina pugliese, è l'ennesimo caso di odio anti-cristiano che ormai attraversa tutta l'Europa: sono oltre 500 i casi di violenza e discriminazione contro i cristiani denunciati tra il 2016 e il 2017.

                                      Il crocifisso vandalizzato ad Andria

Un gravissimo atto sacrilego è stato compiuto nella notte tra venerdì 20 e sabato 21 luglio, nel viale del cimitero di Andria, ai danni di un crocifisso barbaramente mutilato della testa e degli arti ad opera di un quarantacinquenne italiano. Sono state proprio le condizioni in cui il crocifisso è stato lasciato (quasi totalmente smembrato, escluso un pezzo del corpo rimasto attaccato alla croce) che hanno fatto pensare non ad un semplice atto vandalico, compiuto dal balordo di turno, ma ad un gesto volutamente sacrilego.
Lo ha sottolineato proprio il vescovo Lugi Mansi addolorato e incredulo anche per il susseguirsi di una serie di atti di simile gravità, accaduti, guarda caso, proprio nelle stesse ore in cui il crocifisso veniva distrutto e che hanno avuto come obiettivo la statua raffigurante la Madonna dell’Altomare, un’icona del Cristo Redentore e una piccola cappella votiva, nella medesima cittadina.

martedì 24 luglio 2018

La forza del ‘memoriale’

DIO MIO:"NON C'E' PIU' CHIESA?"


Teologia. «Fate questo in memoria di Me». Ma senza Eucarestia non c’è più cristianesimo e quindi, logicamente, "non c’è più Chiesa" ? il Sacrificio eucaristico è un memoriale, ma non nel senso ebraico, bensì nel senso cristiano 
di Francesco Lamendola   


 http://www.accademianuovaitalia.it/images/gif/chiesa/0-970-papa.gif

L’intera storia della salvezza si ricapitola nel mistero dell’Eucarestia, e tutta la ragion d‘esser della Chiesa cattolica si trova nella celebrazione del Sacrificio eucaristico; senza Eucarestia non c’è più cristianesimo e quindi, logicamente, non c’è più Chiesa.
Già da questa semplice, ma decisiva osservazione, emerge con evidenza la drammatica responsabilità che il signor Bergogliosi è assunto, con tutta una serie di iniziative “pastorali”, a partire dalla pubblicazione di Amoris laetitia, e proseguendo con gli incredibili pasticci imbastiti con la volonterosa collaborazione della Conferenza episcopale tedesca, per aver gettato il clero e i fedeli nella più totale confusione riguardo alla validità della Celebrazione eucaristica, sulla quale non c’era mai stata alcuna discrepanza di Magistero prima di lui, tranne che da pare degli eretici, mentre ora succede che il Santissimo sacramento viene pensato ed attuato in un modo o in un altro in questa o quella diocesi, in questa o quella parrocchia, praticamente a discrezione del celebrante, introducendo un elemento d’incertezza dottrinale e, nello stesso tempo, di scandalo morale, quale mai si era registrato in duemila anni di storia della Chiesa. Incertezza e scandalo che ormai non riguardano più solo le condizioni di validità per accostarsi al Sacramento eucaristico da parte del singolo fedele che si trovi in condizione oggettiva di peccato, ma investe anche l’identità religiosa del soggetto che vi partecipa, come nel caso del coniuge protestante di un cattolico (o di una cattolica): il che, conoscendo quali sono le convinzioni teologiche dei protestanti sulla santa Eucarestia, si configura oggettivamente come una profanazione ingiustificata e ingiustificabile, dettata unicamente dal desiderio di compiacere e assecondare certi moti dell’animo umano e di strappare una facile popolarità, facendo mostra di progressismo e di apertura ecumenica.

I peccati son come le ciliege

Oggi dicono che siamo liberi di sbagliare: ma è davvero così?


Cari Amici, a seguito di altre Catechesi fatte sull’argomento del “peccato, dell’eresia e della coscienza retta”, vediamo ora di rispondere ad un’altra domanda impellente: se abbiamo il libero arbitrio e abbiamo la possibilità di scegliere con coscienza, perché se cadiamo nel così detto “peccato”, tutto sembra venirci precluso? Che cosa è, a questo punto questo peccato e il peccare? Non si può sbagliare?
Tutto ha origine nel Peccato Originale! Il fatto che Martin Lutero lo abbia stravolto dottrinalmente, la dice lunga su quanto si volesse andare a toccare proprio il concetto di peccato. Forse pochi sanno che l’incipit di Lutero nella sua protesta non fu affatto l’ingordigia di un certo clero nella compravendita delle Indulgenze, questa è la favoletta per dare la colpa alla Chiesa… Certo, c’era la corruzione come c’è sempre stata, ma la verità è diversa da quella propagandata oggi, vediqui.

La grancassa (da morto) umanitaria

Le rotte dell”Eurafrica sono lastricate della morte dell’Europa


Emmanuel Macron, così tenero, così bastardo, aveva attaccato molto duramente l’Italia sul caso Aquarius e sulle mosse politiche di Matteo Salvini «Italia vomitevole per la chiusura dei porti». Poi  Gabriel Attal, portavoce del partito di governo, aveva aggiunto che la Francia era sempre alla ricerca di una soluzione. In realtà nel luglio 2017 era stato proprio Macron a chiudere i porti, e all’epoca aveva sbarrato gli attracchi francesi, scaricando il fardello all’Italia, mentre la Commissione europea stava a guardare.
Attualmente a Ventimiglia ogni giorno decine di migranti tentano di attraversare la frontiera italo francese sui treni diretti a Mentone, ma una volta oltrepassato il confine la polizia Francese dispone   perquisizioni su ogni vagone alla ricerca dei profughi, che vengono poi espulsi e rimandati in Italia, compresi i migranti minorenni, nonostante questa pratica sia illegale. Sncf, la società ferroviaria francese, ha chiesto ai suoi dipendenti di collaborare con le autorità a individuare i migranti a bordo dei treni, ma in tanti, tra controllori e ferrovieri non sempre obbediscono.

Sal insipientiae


Non sarebbe meglio imparare l’Humanae Vitae?

«Una tale percezione della sessualità e una tale prassi non possono essere però frettolosamente condannate, non solo perché si tratta di una condotta e di una mentalità ormai ampiamente maggioritarie ma anche perché vi si trova una ricerca di valori (reciprocità, autenticità, totalità…) che va colta e adeguatamente interpretata» (sic!)

Iniziamo dal fondo del solito articolo di Moia sulla demolizione di Humanae vitae: