ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 26 settembre 2018

Inutile illudersi

Ciò che conduce all'Anticristo e ciò che conduce al Trionfo del Cuore Immacolato di Maria...




Mentre ci battiamo il petto supplicando sinceramente il Signore: “Miserere nostri, Domine, parce populo tuo” [Abbi pietà di noi, Signore, risparmia il tuo popolo], è necessaria una chiara presa di coscienza: quello che sta accadendo nel nostro mondo è terrificante, inutile illudersi, inutile e sterile parlare un altro linguaggio: non può essere soprasseduta tutta quella “mostruosa eterogeneità” di vizi, peccati e delitti che stanno facendo affogare la nostra terra in un oceano di male.
A questo proposito vorrei fare mie le sofferte riflessioni e analisi del padre Stefano Manelli, Fondatore dei Francescani dell'Immacolata che ci aiutano a comprendere con serietà la drammatica situazione presente nella quale si trova sprofondato il genere umano. Una crisi che non può essere negata senza negare, al contempo, la realtà oggettiva e constatabilissima dello stato di cose attuale. 

Noi in realtà abbiamo chiesto altro

Sinodo sui giovani. Dietro le quinte, l’insoddisfazione di chi non si sente rappresentato

http://www.synod2018.va/content/synod2018/it/attualita/documento-finale-pre-sinodale-dei-giovani--traduzione-non-uffici/_jcr_content/article-container/textimage/image.img.jpg/1531729160538.jpg (immagine aggiunta)
Manca ormai poco all’inizio del sinodo dei vescovi sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale(dal 3 al 28 ottobre 2018), ma è una vigilia tormentata.
Le vicende relative agli abusi sessuali hanno spinto due vescovi a scendere in campo: Charles Chaput di Philadelphia ha chiesto al papa di annullare il sinodo, e Robertus Mutsaerts, ausiliare della  diocesi di Hertogenbosch, nel sud dell’Olanda, ha scritto al papa spiegando che non si recherà a Roma e proponendo di rinviare il sinodo sui giovani per dedicarne uno alla situazione della Chiesa. In entrambi i casi, alla luce degli scandali, i prelati ritengono che i vescovi in questo momento non abbiano la credibilità sufficiente per rivolgersi ai giovani con richieste di tipo morale.

La Chiesa è in crisi?

Gli schieramenti in Vaticano: ecco sostenitori e critici del Papa

Papa Francesco è sostenuto nella sua azione dalla maggior parte dei cardinali, ma c'è anche chi, durante questi anni, lo ha criticato. Anche in Vaticano esistono le "correnti". Alcuni porporati si sono sempre schierati dalla parte del Pontefice, ma altri hanno avanzato dubbi o posto questioni poco in linea con questo pontificato. Ecco le "correnti vaticane"


Il pontificato di papa Francesco ha superato il quinquennio, ma il tempo non sembra attenuare le divisioni presenti nella Chiesa cattolica. Circa un anno fa, sempre sulle pagine de IlGiornale.it, avevamo provato a elencare i membri di quelli che, usando una dose consistente di semplificazione, vengono definiti "schieramenti vaticani".
Adesso ci limiteremo ai cardinali e a qualche prelato di peso.

Ma è normale?

IL PAPA SPIEGA L'ACCORDO
"Io il responsabile sulla Cina, la Resistenza soffrirà"

Conferenza stampa blindata quella del Papa sull'aereo di ritorno da Tallinn. Domande vietate sul caso Viganò, Francesco interviene solo sul viaggio e sulla Cina, rivendicando la responsabilità di aver firmato l'accordo col regime. E spiega: "La Resistenza soffrirà, ma è normale: in un accordo tutti perdono qualcosa. Per chi non capisce bisogna pregare".



- IL VIAGGIO: "SCANDALI: PER I GIOVANI NON SIAMO CREDIBILI" di Lorenzo Bertocchi

Una conferenza stampa “blindata”, quella del Pontefice sull’aereo che lo riportava a Roma dopo il viaggio nelle Repubbliche Baltiche. Il Pontefice – che secondo alcuni colleghi che erano sul volo appariva nervoso, e in difficoltà, - non voleva rispondere a domande che non avessero per tema il viaggio appena concluso. Per cui niente domande sul caso McCarrick, sulla testimonianza dell’arcivescovo Viganò, sul caso del cardinale Murphy O’Connor.

martedì 25 settembre 2018

Ciechi sono soltanto coloro che non vogliono vedere

Enrico Maria Radaelli

Al cuore di Ratzinger. Al cuore del mondo




Il Pontefice Benedetto XVI è stato senza dubbio un papa amabile, e giustamente amato da gran parte dell’orbe cattolico. L’inoppugnabile integrità personale, la figura veneranda, il volto sereno, il sorriso buono, l’indole, pare, mite, la fama stessa di insigne teologo, vedremo quanto meritata, gli hanno indubitabilmente accattivato gli animi e a buon diritto conquistato il rispetto e l’amore del suo gregge.
Il suo atteggiamento equilibrato, fin da prefetto dell’ex Santo Uffizio, un po’ meno bonariamente indulgente verso i novatori neomodernisti, un po’ meno inflessibile verso i cattolici leali amici della Tradizione; la sua lotta indefessa, da Pontefice, contro l’indifferentismo; il suo stesso rispetto per la Tradizione e le tradizioni della Chiesa e per il latino, sua propria lingua; quel minimo di pompa rispolverato per adornare le solenni cerimonie del maggior tempio del mondo; il veramente generoso motu proprio a sostegno della Messa cosiddetta tridentina; unito agli attacchi martellanti della stampa secolare e alle critiche dei cosiddetti progressisti; lo hanno fatto apparire agli occhi delle anime timorate un vero e proprio campione dell’ortodossia e ne fanno tuttora da molti sinceramente rimpiangere il pontificato.

Ebbene, pare che le cose non stiano precisamente così, e che la tanto decantata perfetta continuità tra il pontificato di Benedetto XVI e quello del suo più sanguigno, e spregiudicato, successore non sia una manovra della finissima diplomazia vaticana tesa a rassicurare le anime semplici, costernate dall’improvvisa abdicazione e sbalordite dalla peregrina trovata del papa emerito e del papato bicefalo; non sia una malizia dei circoli progressisti e neomodernisti per mettere a tacere “ultrà” e “conservatori” che a buon diritto li criticano a voce sempre più alta; ma rappresenti la realtà.

Una calcolata manovra di approcci

VICARI DI CRISTO O POP STAR?


La lenta e astuta sostituzione di soggetti, da Gesù al papa, dal Vangelo alla neochiesa è incominciata col perfido discorso pronunciato da Roncalli: per la prima volta un papa suggeriva un confronto fra sé e il suo predecessore 
di Francesco Lamendola  

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Dei duecentosessanta papi che si sono succeduti al timone della Chiesa, da San Pietro a Pio XII, gli studi storici hanno indagato e rivelato virtù e vizi, sicché oggi lo studioso imparziale, o che si sforza d’essere tale, può formarsi un giudizio abbastanza esatto, tenendo conto delle svariate circostanze che, di volta in volta, hanno condizionato i singoli pontificati. Una cosa, tuttavia, dovrebbe trovare tutti d’accordo: fino a Pio XII, nessun papa ha anteposto deliberatamente la propria persona, né ha ricercato la propria popolarità, prima dell’immagine che i fedeli dovevano avere della Chiesa. Alcuni sono stati indegni dal punto di vista morale; altri sono stati smodatamente avidi, ambiziosi e anche lussuriosi; nessuno ha propalato l’eresia, nessuno è caduto nell’apostasia; nessuno ha distorto la dottrina e cercato d’ingannare i cattolici su questioni di fede. Inoltre, nessuno ha cercato di rubare il palcoscenico ai Santi; nessuno ha cercato di farsi credere santo, senza esserlo; nessuno ha fatto in modo che la gente fosse indotta a guardare più alla sua persona che al solo modello dell’unico Maestro, Gesù Cristo. Nessuno, neanche i papi moralmente peggiori, come Alessandro VI; neanche i papi mondani di Avignone, o i papi burattini dei tempi di Alberico e di Marozia. Nessuno, gonfiando il petto, ha incoraggiato il culto della propria persona, anteponendolo a quello dei Santi, di Maria e di Gesù Cristo; tutti, almeno formalmente, hanno riconosciuto la loro piccolezza e la loro indegnità davanti al solo Redentore, al solo Salvatore. 

La diagnosi di un medico saggio

Confessione: quel Sacramento indigesto ai Protestanti, ma anche alla nuova pastorale.



Prima di dare voce alla bellissima catechesi del già Prefetto della Congregazione della Dottrina per la Fede con il video che potrete ascoltare anche qui, sulla questione del Sacramento della Penitenza, è necessario avere a portata di mano IL CATECHISMO della Chiesa Cattolica, vedi qui, dove dobbiamo tenere bene a mente quanto segue:
– 1455 La confessione dei peccati (l’accusa), anche da un punto di vista semplicemente umano, ci libera e facilita la nostra riconciliazione con gli altri. Con l’accusa, l’uomo guarda in faccia i peccati di cui si è reso colpevole; se ne assume la responsabilità e, in tal modo, si apre nuovamente a Dio e alla comunione della Chiesa al fine di rendere possibile un nuovo avvenire.
– 1456 La confessione al sacerdote costituisce una parte essenziale del sacramento della Penitenza: « È necessario che i penitenti enumerino nella confessione tutti i peccati mortali, di cui hanno consapevolezza dopo un diligente esame di coscienza, anche se si tratta dei peccati più nascosti e commessi soltanto contro i due ultimi comandamenti del Decalogo, perché spesso feriscono più gravemente l’anima e si rivelano più pericolosi di quelli chiaramente commessi »:
«I cristiani [che] si sforzano di confessare tutti i peccati che vengono loro in mente, senza dubbio li mettono tutti davanti alla divina misericordia perché li perdoni. Quelli, invece, che fanno diversamente e tacciono consapevolmente qualche peccato, è come se non sottoponessero nulla alla divina bontà perché sia perdonato per mezzo del sacerdote. “Se infatti l’ammalato si vergognasse di mostrare al medico la ferita, il medico non può curare quello che non conosce”»

Ecco i polmoni malati,,!

Il Vaticano prepara il “piano Medjugorje”: più messe, sacerdoti e strutture per i fedeli

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Si va verso l'espansione del santuario mariano frequentato ogni anno da milioni di persone. L'inviato di Papa Francesco: è il polmone spirituale d'Europa

Il Vaticano è pronto a favorire l’espansione del culto di Medjugorje. Espandere significa favorire un tessuto di servizi e infrastrutture che possano agevolare i flussi di fedeli.