Il Cardinale Ciappi, il teologo di papi, da Pio XII a Giovanni Paolo II (all’inizio del suo pontificato): “Il Terzo Segreto dice che la grande apostasia nella Chiesa inizia dal suo vertice. La conferma ufficiale del segreto de La Salette (1846): “La Chiesa subirà una terribile crisi. Essa sarà eclissata. Roma (il Vaticano) perderà la fede e diventare la sede dell’Anticristo “.
ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...
mercoledì 6 marzo 2019
Le “parole talismano”
La peste del clericalismo
di Aurelio Porfiri
Un pensatore brasiliano come Plinio Corrêa de Oliveira, affermava l’esistenza di alcune “parole talismano”, cioè parole che vengono usate per far passare anche significati che con esse poco hanno a che fare. In “Trasbordo ideologico inavvertito e dialogo” dà questa definizione: “Lo stratagemma che qui denominiamo parola-talismano è uno dei mezzi più efficaci per attuare il trasbordo ideologico inavvertito. Questo consiste, essenzialmente, nell’impiegare con una tecnica accortissima e vocaboli più o meno elastici, proprio per agire in un modo molto sui generis sulla mente di Individui, gruppi o grandi collettività”. Questo è ciò che accade con la parola “clericalismo”, una parola che definisce un problema antico e forse inevitabile, ma che viene usata spesso per coprire comportamenti in cui il clericalismo può essere una componente, ma certo non la più importante.
I cristiani “anonimi”
La parabola del cristianesimo “anonimo”

«Vi è un peccato che è radicalmente mortale: nella parabola dei cristiani anonimi, in Mt. 25, 31-46 [1], l’eterno Giudice non chiede quali sono i canoni della dogmatica, né se nella vita di ogni uomo vi è stato o meno riferimento al mistero esplicito di Cristo. Egli chiede se avremo fatto qualcosa a favore dei bisognosi. Qui si decide tutto».
Qualcuno potrebbe pensare che queste parole sono di Papa Francesco, dato che egli si riferisce costantemente a Mt. 25, 31-46, dicendo: “saremo giudicati per come avremo trattato i bisognosi”; e invece queste parole sono dell’eretico della teologia della liberazione: Leonardo Boff, che le ha scritte nel suo libro “Gesù Cristo Liberatore”.
Come si vede da questo esempio, la teologia della liberazione non ha niente di propriamente suo, poiché in risposta all’appello di Carlo Marx [2], Boff applica il cristianesimo “anonimo” di Karl Rahner al deposito della fede, per trasformarlo e svuotarlo del suo contenuto sacro e religioso e farlo diventare qualcosa di umanitario.
«Vi è un peccato che è radicalmente mortale: nella parabola dei cristiani anonimi, in Mt. 25, 31-46 [1], l’eterno Giudice non chiede quali sono i canoni della dogmatica, né se nella vita di ogni uomo vi è stato o meno riferimento al mistero esplicito di Cristo. Egli chiede se avremo fatto qualcosa a favore dei bisognosi. Qui si decide tutto».
Qualcuno potrebbe pensare che queste parole sono di Papa Francesco, dato che egli si riferisce costantemente a Mt. 25, 31-46, dicendo: “saremo giudicati per come avremo trattato i bisognosi”; e invece queste parole sono dell’eretico della teologia della liberazione: Leonardo Boff, che le ha scritte nel suo libro “Gesù Cristo Liberatore”.
Come si vede da questo esempio, la teologia della liberazione non ha niente di propriamente suo, poiché in risposta all’appello di Carlo Marx [2], Boff applica il cristianesimo “anonimo” di Karl Rahner al deposito della fede, per trasformarlo e svuotarlo del suo contenuto sacro e religioso e farlo diventare qualcosa di umanitario.
martedì 5 marzo 2019
«Così è Maria in Noi»
Valtorta-Tre Fontane: misteri ancora sconosciuti: “Opponete l’arme che è Maria al gran Serpente che avanza”

Esiste una relazione molto interessante, che ho da poco scoperto, tra la mistica italiana Maria Valtorta e le apparizioni, messaggi e profezie della Vergine della Rivelazione alle Tre Fontane. Il testo che pubblico getta qualche luce su questo mistero.
La visione di Dio
EPPURE E' SEMPLICE !
Eppure è semplice: perché non si vuol capirlo? La felicità consiste nella visione di Dio "causa e sorgente" di ogni perfezione, anche se la Sua comprensione non appartiene all’uomo: la comprensione di Dio è riservata a Lui solo
di Francesco Lamendola
Eppure è semplice: perché non si vuol capirlo? La felicità consiste nella visione di Dio "causa e sorgente" di ogni perfezione, anche se la Sua comprensione non appartiene all’uomo: la comprensione di Dio è riservata a Lui solo
di Francesco Lamendola
La felicità è possibile? Perché, si dice, l’uomo è fatto per la felicità: tale almeno è il pensiero finalista, secondo il quale le cose sono ordinate ad un fine, e il fine dell’uomo non può essere che la felicità; perché la felicità è il bene, e non si vede perché l’uomo, se ha un fine, dovrebbe avere un fine diverso dal bene. Se avesse come fine il male si sarebbe già auto-distrutto; non si conserva ciò che non ha un po’ di amore per se stesso.
Si parva licet
Qualche legittimo dubbio su Formigoni. Se è permesso
Parecchi lettori chi hanno chiesto di approfondire il “casone” Formigoni. Abbiamo atteso che la questione decantasse qualche giorno, ma di fatto è ineludibile per chiunque metta a confronto il sincero e onesto impegno cattolico in politica con la condanna in Cassazione comminata all’ex Presidente della Regione Lombardia. Riportiamo quindi la lettera del signor Giuseppe Cattaneo, che ne riassume molte altre, convinti che trovi una valida risposta nel brillante e documentato articolo del nostro valente Roberto Dal Bosco.
Spettabile Direzione di Riscossa Cristiana,vi scrivo perché la vostra testata è l’unica fra quelle non allineate a sinistra ad avere il coraggio di dire senza mezzi termini ciò che andava detto sulla condanna di Roberto Formigoni per corruzione con l’articolo di Paolo Gulisano che non faceva una grinza. Sono lombardo, ho un discreto numero di anni e sono un professionista. Non sono di Comunione e Liberazione, neanche della Compagnia delle opere, e come tutti quelli come me che non hanno le fette di salame sugli occhi, scusate l’espressione, so bene che cosa è stato il potere formigoniano in tutti questi anni. Sono anche una cattolico, un semplice cattolico di parrocchia, e mi sono sempre trovato a disagio nel dovermi confrontare con il potere ciellino nel lavoro e nella fede. Mi sono sempre chiesto come fosse possibile tutto questo, ma mi sono sempre risposto che se si segue il metodo Formigoni non si può fare altrimenti. Ha ragione Gulisano: non si condanna la storia, si condannano i reati. Devo aggiungere che sono anche un leghista della prima ora che legge sempre i giornali. Ricordo quindi che a gennaio don Carron, leader di CL, attaccò sul “Corriere della Sera” i “sovranisti” e quindi la Lega per quanto stanno facendo di buono sull’immigrazione. Ora noto che i ciellini che difendono Formigoni sono gli stessi che attaccano la Lega e Salvini. Ci libereremo mai da questa pianta? Non è il caso di spiegare almeno ai cattolici senza paraocchi il fenomeno Formigoni?Grazie di cuore, Giuseppe Cattaneo
Non tutti i rabbini sioneggiano
Pio XII andrebbe collocato tra i «giusti» David Dalin "rabbino"
Pio XII debole o addirittura compiacente nei confronti di Hitler? La leggenda è assolutamente falsa. Pio XII andrebbe anzi collocato tra i «giusti» nel sacrario dedicato alla memoria della Shoah. A pensarla così non è un devoto cattolico, ma il rabbino David Dalin che racconta tutta la verità su Pio XII, smontando a una a una le accuse comunemente rivolte a quello che è stato considerato a lungo «il papa di Hitler».
Documenti e testimonianze mostrano come papa Pacelli sia stato fiero avversario dell’antisemitismo nazista fin dagli esordi, al punto che, prima di esser papa, gli stessi nazisti lo chiamavano «il cardinale che ama gli Ebrei». E numerose sono le testimonianze di parte ebraica che dimostrano il ruolo decisivo giocato da Pio XII nel sottrarre molti Ebrei alla persecuzione nazista. Tanto che al termine della guerra lo stesso rabbino capo di Israele, Isaac Herzog, ringraziò Pacelli per il suo operato.
Quella di Pio XII nemico degli Ebrei si rivela dunque una leggenda nera, costruita ad arte da Hitler in combutta con frange estremiste islamiche per screditare il papa e con lui la Chiesa Cattolica tutta. Un complotto legato al terrorismo islamico che ancora oggi minaccia la Chiesa e il mondo. Il suo recente libro è edito dalla Piemme
Vultum Dei quaerere
Volto Santo, la devozione che ha per fine il Paradiso
Oggi ricorre la festa del Volto Santo, che Gesù chiese di istituire attraverso le rivelazioni alla beata Pierina Maria de Micheli, la quale riuscì pure a diffondere la relativa medaglia malgrado gli ostacoli di Satana. Una devozione nutrita da moltissimi santi perché, spiega alla Nuova BQ il carmelitano Giorgio Maria Faré, «credo che Cristo, vero Dio e vero uomo, voglia centrare la nostra attenzione sulla sua sacra Umanità», in quanto «non c’è niente che ci rimanda alla persona più del suo volto».
«O Gesù, che nella Tua crudele Passione divenisti “l’obbrobrio degli uomini e l’uomo dei dolori”, io venero il Tuo Volto Divino, sul quale splendevano la bellezza e la dolcezza della divinità e che è divenuto per me come il volto di un lebbroso... Ma io riconosco sotto quei tratti sfigurati il Tuo infinito Amore, e mi consumo dal desiderio di amarti e di farti amare da tutti gli uomini. Le lacrime che sgorgano con tanta abbondanza dagli occhi Tuoi sono come perle preziose che mi è caro raccogliere per riscattare con il loro infinito valore le anime dei poveri peccatori. O Gesù, il tuo Volto adorabile rapisce il mio cuore. Ti supplico di imprimere in me la Tua somiglianza divina e di infiammarmi del Tuo Amore affinché possa giungere a contemplare il Tuo Volto glorioso. Amen».
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