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martedì 22 novembre 2011

Meglio tardi che mai..

Roma: presentazione del libro sulla conversione del filosofo ateo Antony Flew

E’ stato l’ateo più importante e incisivo della seconda metà del ’900, il paladino intellettuale di punta dell’ateismo “colto”, il padre dell’ateismo filosofico-scientifico. Il britannico Antony Flew è colui che ha coniato la nota “parabola del giardiniere” per sottolineare che le proposizioni teologiche sono infalsificabili e, di conseguenza, non informative. E’ il padrino dei cosiddetti “New atheist”, Richard Dawkins su tutti.
Eppure, dopo una grande carriera accademica alle spalle fra Oxford e gli Stati Uniti, nel dicembre 2004, ad un convegno a New York, ha annunciato di essersi completamente sbagliato. Alla luce delle ultime scoperte della biologia(specialmente il Dna) e della fisica, ha dichiarato di essersi arreso all’evidenza razionale dell’esistenza di Dio.
Dopo essere stato violentemente accusato dai “liberi pensatori” come Dawkins di soffrire di demenza senile, ha voluto scrivere un libro (che ha fatto letteralmente il giro del mondo) con il quale ha risposto accuratamente alle critiche e ha spiegato in dettaglio i motivi della sua conversione: “Dio esiste. Come il più famoso ateo del mondo ha cambiato idea” (Alfa & Omega 2010)
Racconta nel libro: «Sfidavo i religiosi a spiegare come dovessero essere comprese le loro assunzioni», comprendendo che «le tesi cosmologiche e morali a favore dell’esistenza di Dio non fossero valide. […] Sostenevo che una discussione sull’esistenza di Dio dovesse iniziare col supporre l’ateismo e che l’onore della prova dovesse spettare ai teisti». Eppure se si è convertito «pur avendo esposto e difeso l’ateismo per più di mezzo secolo, è per il quadro del mondo che è emerso dalla scienza moderna, in particolare credo che il materiale del Dna abbia dimostrato, con la complessità quasi incredibile delle disposizioni di cui si necessita per generare la vita, che l’Intelligenza debba essere stata così coinvolta nel far sì che questi elementi diversi operassero insieme».
Una conversione al deismo puramente basata sulla ragione, così come tanti altri prima di lui: «La ragione mi parla dell’impossibilità quasi di concepire l’universo e l’uomo come il risultato di un mero caso o di una cieca necessità. Questo pensiero mi costringe a ricorrere a una Causa Prima dotata di un’intelligenza», scrive ancora. Ad aiutarlo in questo passo incredibile furono anche gli studi di John Polkinghorne, prestigioso fisico teorico e sacerdote anglicano inglese. In molti parlarono di un avvicinamento di Flew al cristianesimo, ma lui negò: «Alcuni sostengono di aver stabilito un contatto con questa Mente. Io no. Ma chi lo sa cosa potrebbe accadere in seguito? Certamente la figura carismatica di Gesù è così speciale che è sensato prendere in seria considerazione l’annuncio che lo riguarda. Se Dio si è davvero rivelato è plausibile che lo abbia fatto con quel volto».
Come riporta il sito Evangelici.it, il libro verrà presentato mercoledì 23 novembre 2011 alle ore 18:00 a Roma pressol’Accademia di scienze umane e sociali (Asus) in viale Manzoni 24/C nell’ambito della “Settimana di filosofia”. Interverranno Leonardo De Chirico, docente di teologia; Enrico Garlaschelli, docente di filosofia; Gaspare Mura, docente di filosofia. Moderatrice è Angela Ales Bello del Centro italiano di ricerche fenomenologiche. Seguirà la Tavola rotonda interreligiosa dal titolo “Le religioni di fronte all’ateismo. Scontro dottrinario o dialogo responsabile?”.
Qui sotto una breve presentazione del libro a cura di Nazzareno Ulfo

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