ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 9 gennaio 2012

L'uomo separi?

Finché Rota non vi separi
Non più un privilegio per ricchi,richieste in aumento
VATICANISTA DE LA STAMPA
Matrimoni dichiarati nulli dal tribunale della Rota Romana, popolarmente noto come "Sacra Rota", un privilegio solo per ricchi? Oggi non è più così. La pratica, che consente ai coniugi di "cancellare" il proprio matrimonio e di risposarsi in chiesa, è diventata talmente diffusa che tempo fa costrinse Papa Benedetto XVI a un richiamo formale nei confronti dei giudici ecclesiastici: era il 29 gennaio dello scorso anno quando Joseph Ratzinger rivolse un appello a evitare «facili» dichiarazioni giudiziarie di nullità. Che le cause siano in aumento lo testimoniano i numeri: negli ultimi 14 anni sono cresciute esponenzialmente, attestandosi intorno alle tremila all'anno. Su questo molto ha influito la scelta della Chiesa di destinare parte dell'8 per mille al funzionamento dei tribunali ecclesiastici, abbattendone i costi.Ma quali sono gli effetti dell'annullamento? La possibilità di potersi risposare in chiesa non è il solo vantaggio. Il coniuge che ottiene l'annullamento, a differenza del divorziato, non è più tenuto a versare gli alimenti nei confronti dell'ex moglie. Una differenza di non poco conto in tempi di crisi. Considerato che i motivi per chiedere di invalidare un matrimonio sono spesso difficilmente dimostrabili, il rischio che un matrimonio dichiarato nullo, perchè viziato da un errore in origine, si trasformi in "divorzio mascherato" è alto. Gli esempi di cause di nullità che hanno coinvolto personaggi pubblici sono innumerevoli e innumerevoli quelli celebri. Joseph Kennedy, sposato da 12 anni con Sheilla Rauch, con due figli, ottenne la nullità del matrimonio dalla diocesi di Boston, per una presunta quanto oscura «mancanza della dovuta discrezione». Altro celebre annullamento fu quello che sciolse le nozze del duca Amedeo d'Aosta. Anche la contessa Alberica Filo della Torre chiese e ottenne l'annullamento del suo matrimonio. Così come lo ottenne, tempo prima, l'inventore e fisico italiano Guglielmo Marconi. Ma quali sono i motivi che rendono nullo un matrimonio? L'impotenza "copulativa" è uno di questi, purchè si riesca a dimostrare che sia antecedente al matrimonio e perpetua; seguono l'incapacità per insufficiente uso di ragione, incapacità per difetto di discrezione di giudizio, incapacità per cause di natura psichica, ignoranza, errore, dolo, simulazione, condizione e timore; infine il sacerdote che non abbia i requisiti formali di delega per assistere al matrimonio può determinare una causa di nullità per difetto di forma canonica.Quanto ai tempi, «dal momento in cui si avvia la causa di nullità fino al recepimento della sentenza nello Stato italiano, si calcola una media di 5-6 anni», spiega all'ADNKRONOS l'avvocato rotale Angelo Coccìa. Una volta ottenuta la dichiarazione di nullità, cioè dopo la sentenza del tribunale ecclesiastico regionale e in grado di appello presso la 'Rota Romanà, la sentenza viene recepita dall'ordinamento italiano attraverso un procedimento detto di 'delibazionè, valido grazie al Concordato. Recentemente però la Cassazione ha provato a porre un freno al recepimento automatico delle cause di nullità: con la sentenza 1343 del 20 gennaio 2011 ha stabilito che i matrimoni di lungo corso annullati dalla Chiesa non sono annullabili automaticamente dallo Stato. In questo caso, spiega l'avvocato Coccìa, «i coniugi sono liberi di sposarsi solamente in sede canonica, però il matrimonio non è riconosciuto nullo nello Stato civile». Ma a livello psicologico, quali sono gli effetti della nullità del matrimonio? È realmente possibile convincersi che non sia mai esistito? «È risaputo che c'è un divario tra le cose che si affermano in tribunale e la realtà psicologica - spiega Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia dell'età evolutiva dell'università Sapienza di Roma - Piuttosto bisogna chiedersi perchè a tutti i costi si vuole annullare un matrimonio. La nullità può fornire agli ex coniugi l'illusione di ripulire il proprio passato, perchè il passato non si può cancellare». Meglio rassegnarsi, quindi: divorzio o annullamento che sia, il passato non si cancella.
8/1/2012

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