ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 20 marzo 2012

Don Ricossa cade ancora su Donoso Cortés

Don Francesco Ricossa, sull’ultimo numero di Sodalitium (n°65[1], febbraio 2012, p. 14), persevera nell’ascrivere il consultore del Sillabo[2] Donoso Cortés al

“Tradizionalismo cattolico dell’età della Restaurazione, condannato dalla Chiesa per il suo fideismo, anche se non tutti i suoi esponenti sono stati condannati (de Maistre, de Bonald, Donoso Cortes, Lamennais, Ventura di Raulica, Gioberti, Bonnetty e gli Annales de philosophie chrétienne, Ubaghs e la scuola di Lovanio, Bautain ecc.)”.

Che dire? Perseverare est diabolicum.
Ripropongo quindi quanto scrissi nel 2004:
Donoso Cortés: ora pro nobis!


Vedi anche nel profilo biografico del Cardinal Fornari:
(“… Fu così che il F. avviò anche le consultazioni per la compilazione di quello che sarebbe stato il Sillabo, interpellando con un questionario vari personaggi e, tra essi, alcuni degli esponenti del più rigido conservatorismo cattolico (come lo spagnolo J. Donoso Cortés e il francese L. Veuillot), dai quali ebbe risposte molto pessimistiche sul nesso tra il diffondersi delle moderne eresie sociali e il processo di secolarizzazione dell'Europa occidentale”).

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