ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 24 aprile 2012

Prossimi beati piangono?


ANTONIO SIMONE
ASSESSORE ALLA SANITA' LOMBARDA
 
CARLA VITES MOGLIE DI ANTONIO SIMONE EX 


Carla Vites, moglie di Antonio Simone, arrestato la settimana passata per la vicenda legata alla Fondazione Maugeri cui sarebbero stati sottratti milioni di euro, in un'intervista a L'Infedele di Gad Lerner, ha commentato così l'arresto del marito: "È la seconda volta che mio marito finisce nelle patrie galere, la prima è stata 17 anni fa, ma questa volta per me è più pesante.
Voglio dire a tutti quelli che mi conoscono che non sono la pupa del gangster, che non devono aver paura che se vado a comprare i fagiolini estraggo una P38". E sempre sul marito: "Io non voglio dire che lui è un bravo ragazzo, potrebbe anche avere delle cose che dovrà scontare. Però primo, gli voglio bene e si può voler bene anche riconoscendo che l'altro sbaglia.
E secondo, questa situazione la stiamo pagando tutti". Infine chiude dichiarando: "Dopo la lettera che ho scritto al Corriere della Sera ho ricevuto qualche reprimenda ma anche una marea di congratulazioni. Secondo me dopo vent'anni, Roberto Formigoni ha dato. Se si ripresenterà con il Pdl non lo voterò più, se lo facesse con l'Udc ci penserei. Rocco Buttiglione ha grande intelligenza sulla situazione politica, come cristiana mi rappresenta".

2 - "GIUSSANI AVEVA I PANTALONI LISI QUESTI COMPRANO VILLE"
Gianni Barbacetto per il "Fatto quotidiano"
ROBERTO FORMIGONI jpeg
Li ha visti da vicino, i ciellini e la loro élite, i Memores Domini. Perché Bruno Vergani era uno di loro. "Ho incontrato Comunione e liberazione a Carate Brianza, dove abitavo. Avevo 14-15 anni e sono entrato nel movimento. Ero felice: invece di avere due o tre amici, ne avevo trecento. Ma ho preso la cosa molto seriamente e qualche anno dopo ho deciso di fare una scelta di dedizione totale a Dio.
DON GIUSSANI CON I SUOI ALLIEVI NEL jpeg
Era il 1976, avevo 19 anni. Ne ho parlato con don Luigi Giussani, il prete carismatico che aveva fondato Cl. Mi ha proposto di entrare in quello che allora era chiamato il ‘Gruppo adulto' di Cl e che poi si è chiamato ‘Memores Domini'. Prima di entrare, ho fatto un anno di noviziato. Ero il novizio più giovane d'Italia. Poi sono finalmente entrato nella Casa e dopo un altro anno ho fatto la ‘promessa': i tre voti di povertà, obbedienza e verginità, in linea con la tradizione monastica.
Eravamo in effetti una comunità monastica ispirata alla regola di San Benedetto e formata da piccoli nuclei dislocati in anonimi appartamenti metropolitani. All'interno di ogni Casa un responsabile, il capo Casa. A coordinare le Case un direttivo guidato da don Giussani. La mia Casa era a Concorezzo, vi abitavamo in cinque e capo Casa, o priore, era Alberto Perego".
Qualche anno dopo, Perego diventerà uno dei collaboratori più stretti di Roberto Formigoni, il titolare di conti all'estero ("Paiolo") e di società offshore (Candonly, Fondazione Memalfa) su cui affluiscono soldi misteriosi. Sarà anche il compagno di viaggio di Formigoni nelle vacanze del capodanno 2009, a Parigi e poi all'Altamer Resort di Anguilla, nelle Piccole Antille, a spese del faccendiere della sanità lombarda Piero Daccò.
 Luigi Giussani
"Ma allora Perego era solo un ragioniere che lavorava in uno studio di Milano. Avrebbe dovuto essere la guida anche religiosa del mio gruppo, ma era molto modesto. Eppure a lui dovevamo obbedienza assoluta. Obbedire a lui era come obbedire a Dio. Perché per la teologia di Cl, l'Ente supremo s'incarna in Gesù Cristo e poi nella Chiesa: ti prende fisicamente nel pezzo di Chiesa che tu hai incontrato.
ALBERTO PEREGO jpeg
Dovevamo rifiutare la fede intimistica, per una fede concreta. Don Giussani lo chiamava ‘processo analogico'. Per me, dunque, il Dio incarnato era Alberto Perego!". Vergani non regge a lungo. "Ero scisso tra i grandi ideali della fede e la infinita tristezza della vita quotidiana. Nel 1980 me ne sono andato".
Oggi è stupito dei soldi che circolano nelle mani degli uomini di Cl. "Allora ciascuno della Casa metteva il suo stipendio nella cassa comune , da cui si attingeva per pagare le spese. Ognuno prendeva poi per sé un piccolo contributo: io ci compravo i sigari e le scarpe.
Facevamo vita sobria: avanzavano sempre dei soldi che erano messi a disposizione del direttivo dei Memores, che li utilizzava per far crescere il movimento , comprare altre Case, ingrandire la corporazione... Ricordo don Giussani: aveva i pantaloni sempre un po' lisi, viveva in un modesto appartamento in via Martinengo a Milano. E ora leggo che Perego compra ville in Sardegna... Eppure sono convinto che questo esito era già scritto nella teologia di don Giussani: Perego e Formigoni non tradiscono, ma realizzano il pensiero del fondatore".
Jullian Carron - Foto Pizzi
Don Giussani era animato infatti dall'ossessione della "presenza": i cattolici, contro una visione intimista e individualista della fede, devono mostrarsi nel mondo, costruire cose visibili. "Sì, il problema è l'ontologia di don Giussani. Noi uomini siamo strappati dal nulla che ci incombe addosso, incontrando Cristo nella forma specifica che lui ha scelto: la Chiesa cattolica, luogo in cui si fa presente.
Nella concretezza, incontrando Cl. Il singolo uomo è in sé insignificante, è nulla. Per poter essere, deve diventare cellula appartenente alla corporazione ecclesiastica, come le api e le formiche sono nulla senza il loro gruppo organizzato. Anzi di più: per l'uomo la dipendenza ontologica è totale, come i buchi nel formaggio. Dio presceglie un gruppo di uomini, Cl, e questi lo rappresentano in Terra. Chi è scelto è tutto, in quanto appartiene (cioè obbedisce) al gruppo. Chi è fuori è nulla. È una teologia tribale".
Il successore di don Giussani, Julián Carrón, come l'arcivescovo di Milano Angelo Scola, sembrano prendere le distanze dalla deriva affaristica di Cl. "Ma hanno la medesima teologia del fondatore. Carrón ne ha ripreso proprio l'ontologia, negli esercizi spirituali dei giorni scorsi a Rimini".
ANGELO SCOLA jpeg
Alcuni ciellini provano disagio per lo stile di vita di Formigoni. E la ciellina Carla Vites, moglie di Antonio Simone (in carcere, come Daccò, per le indagini sui milioni sparita alla Fondazione Maugeri), ha avuto parole durissime nei confronti del presidente della Lombardia. "Carla Vites invitava Cl a ‘un sussulto di gelosia per la propria identità'. Ma Formigoni non ha tradito quell'identità, l'ha realizzata. Chi è dentro Cl è in missione per conto di Dio, può tutto, le regole sociali e il codice penale non contano più. La presenza di Cristo che vive nella storia coincide con Cl, come pure il senso della storia e il bene pubblico. Questa è la vera patologia, non le camicie a fiori di Formigoni".



P.s....
2 - AVVISI AI NAVIGATI MADE IN COMUNIONE & FATTURAZIONE...
Al povero Forminchioni, ogni giorno porta la sua pena. "Quella lettera di Daccò dal carcere: ‘Salutami Roby'. L'uomo finito in carcere per i 56 milioni di fondi neri della fondazione Maugeri parla di difficoltà economiche della sua famiglia. Scrive ad Alberto Perego, vicino a Formigoni: ‘Prego sempre il Gius, questo mi aiuta a sopportare" (Corriere, p. 13). Quel "Salutami Roby", al Sud, sarebbe veramente da paura.
CORTE DEI CONTIFONDAZIONE MAUGERI bmp

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