BENEDETTO SILENZIO! - IL VATICANO VOLEVA ‘DIMENTICARE’ EMANUELA: “SI È GIUNTI ALLA CONCLUSIONE CHE NON È OPPORTUNO UN CENNO AL CASO ORLANDI. IL FRATELLO SOSTIENE CHE AI VARI LIVELLI VATICANI CI SIA OMERTÀ SULLA QUESTIONE. IL FATTO CHE IL PAPA ANCHE SOLO NOMINI IL CASO PUÒ DARE UN APPOGGIO ALL’IPOTESI CHE ‘NON CI VEDE CHIARO’ SU COME È STATA GESTITA LA QUESTIONE”…
(...) Pietro Orlandi non lo sa ma sulla storia della sorella l'attenzione di Benedetto XVI è alta. Il pontefice segue da tempo la vicenda in prima persona. E don Georg, il primo assistente del pontefice legge ogni informazione che il capo della gendarmeria Domenico Giani riesce a raccogliere. Da una parte una famiglia che cerca la verità, dall'altra un'istituzione, il Vaticano, dove vige la regola aurea che un segreto non è più tale se lo sa più di una persona.
Pietro Orlandi si mostra determinato a raggiungere la verità sulla scomparsa della sorella. E nei sacri palazzi ci si chiede se accogliere o meno la sua richiesta. Tra i primi a intervenire, il prelato veneto Giampiero Gloder, capo dei «ghost-writer» che coadiuvano il Papa nella stesura dei suoi testi. Sul caso Orlandi e la richiesta del fratello per l'Angelus, il monsignore discute con padre Lombardi e con monsignor Ettore Balestrero, uno dei primi collaboratori di Bertone alla segreteria di Stato.
Così al discorso allega un approfondimento sul caso Orlandi: «Per quanto riguarda la menzione del caso Orlandi, dopo aver sentito Padre Lombardi, e nuovamente Mons. Balestrero, si è giunti alla conclusione che non è opportuno un cenno al caso. Il fratello della Orlandi sostiene fortemente che ai vari livelli vaticani ci sia omertà sulla questione e si nasconda qualcosa. Il fatto che il Papa anche solo nomini il caso può dare un appoggio all'ipotesi, quasi mostrando che il Papa "non ci vede chiaro" su come è stata gestita la questione.
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