- “NEL SUO LIBRO ATTRIBUISCE MOLTA IMPORTANZA ALLA LETTERA ANONIMA SECONDO CUI EMANUELA SAREBBE MORTA LA SERA STESSA DEL RAPIMENTO E SAREBBE STATA SEPOLTA A PRIMA PORTA. MA ALLORA PERCHÉ HA INSISTITO PER ISPEZIONARE LA TOMBA DI DE PEDIS?” - “PERCHÉ IL LEGALE DI FAMIGLIA DICE CHE EMANUELA È VIVA?” - “PIETRO ORLANDI HA DICHIARATO: ‘SO CHI HA RAPITO MIA SORELLA’. PERCHÉ NON NE FA MAI IL NOME?”…
Pino Nicotri per www.blitzquotidiano.it
Mettendo in fila tutti i dubbi e le contraddizioni di Pietro Orlandi, si ottiene una lista di undici punti interrogativi: cose che Orlandi non ha mai detto, cose che non ha mai spiegato, cose che ha detto e fatto contraddicendosi a 360 gradi.
Per capire meglio quel che sta succedendo proprio in questi giorni, può essere utile, e serio, rivedere quegli 11 interrogativi, che corrispondono ad altrettanti punti oscuri, per nulla privi di importanza.
1) - Pietro Orlandi attribuisce improvvisamente molta importanza alla lettera anonima pubblicata domenica 20 maggio da alcuni giornali, come per esempio La Stampa. La missiva figura da un anno nel libro di Pietro Orlandi "Mia sorella", edito nel maggio dell'anno scorso, ed è stata ricevuta da sua madre, Maria Pezzano, nel febbraio 2008 e da lei consegnata ai magistrati.
2) - Perché insiste a dire "mia sorella è stata rapita in quanto cittadina vaticana", visto anche che la cittadinanza con quanto scritto nella lettera anonima non c'entra nulla?
3) - Perché, nonostante una tale missiva, il legale rappresentante proprio di Maria Pezzano, avvocato Ferdinando Imposimato, insiste a dichiarare, e lo ha fatto anche molto di recente, che Emanuela invece è viva è sta in Turchia o in altro Paese orientale? A chi bisogna credere?
4) - Il 10 maggio dell'anno scorso Pietro Orlandi ha fatto a una serie di giornali, da Vanity Fair a Italia Sera e al Secolo XIX, una dichiarazione ben precisa: "Io so chi ha rapito mia sorella". E allora, se lo sa, perché non ne fa mai il nome?
5) - Pietro Orlandi dà tanta importanza alla lettera anonima pubblicata il 20 maggio 2012 dai giornali e da lui pubblicata nel maggio dell'anno scorso, secondo la quale Emanuela sarebbe sepolta nel cimitero di Prima Porta. Ma allora perché mai ha insistito come un matto per ispezionare la tomba di De Pedis, che si trova in S. Apollinare e non a Prima Porta?
- Pietro Orlandi continua a spiegare che lui le tracce della sorella le cerca ovunque. Ma allora perché non le va a cercare anche in Salita Monte del Gallo visto che sa benissimo cosa ho scritto nel mio libro del 2008 intitolato "Emanuela Orlandi, la verità"?
Nel libro ho scritto che una mia fonte vaticana mi ha spiegato di avere saputo da due agenti del Sisde che Emanuela è morta la sera stessa della scomparsa. Morta per la precisione in una casa di Salita Monte del Gallo, strada vicina al Vaticano sul lato che va verso il Gianicolo. Perché Pietro Orlandi non la cerca anche lì? Perché fa finta di non conoscere questa notizia su Salita Monte del Gallo, lui che è sempre pronto a rilanciare le notizie più improbabili?
8) - Crede a Alì Agca, a Sabrina Minardi, alle telefonate anonime a "Chi l'ha visto?", a chi per strada gli dice "la persona che fece salire in macchina Emanuela la conosci bene" e alle lettere anonime a sfondo clerico sessuale, crede cioè a un insieme di "rivelazioni" peraltro assolutamente inconciliabili tra loro, però preferisce far finta che non esista quanto scritto da un giornalista di lungo corso come il sottoscritto, con 35 anni a L'Espresso e una dozzina di libri nella sua carriera, certamente credibile almeno quanto quei personaggi e quegli anonimi. Pietro Orlandi è libero ovviamente di credere a quel che gli pare, ma l'ostracismo posto nei miei confronti, del tipo "O io o lui", in varie sedi televisive e giornalistiche non pare certo un contributo all'accertamento dei fatti e della verità sulla fine di sua sorella. Semmai, appare un tentativo di evitare che certe notizie arrivino all'opinione pubblica.
9) - Nell'ottobre dell'anno scorso ho consegnato ai magistrati inquirenti le registrazioni delle mie conversazioni telefoniche del 2004 con l'avvocato Gennaro Egidio, fin dal 1983 legale rappresentante sia degli Orlandi che dei Gregori, famiglia della quale faceva parte la giovanissima Mirella, scomparsa tre settimane prima di Emanuela. Di tali registrazioni ho anche pubblicato le trascrizioni. Dalle telefonate si apprende che è lo stesso avvocato degli Orlandi a negare che Emanuela sia stata rapita: "Si stratta di una scomparsa, ma non di un rapimento", e spiega brevemente il perché della sua affermazione.
Come mai Pietro Orlandi, che dà retta a qualunque "rivelazione" e segnalazione anonima, continua a far finta di non sapere cosa ha detto e spiegato il suo stesso avvocato di famiglia dopo ben 21 anni che si occupava del caso?
Quella sera il falso "ex agente segreto del Sismi, nome in codice Lupo", alias Luigi Gastrini, ha telefonato a Tele Roma Uno per annunciare in diretta a Pietro Orlandi che "Emanuela è viva e sta a Londra". Con la stessa telefonata in diretta il sedicente 007 ha anche avvertito Pietro Orlandi che scavando avrebbe avuto la sgradita sorpresa di scoprire che suo padre aveva maneggi illeciti di danaro "con l'Istituto Antonveneto". Peccato che la banca Antonveneta sia nata ben 19 anni dopo il 1983 al quale faceva riferimento "l'ex 007″.
Per scoprirlo, e scoprire quindi che il "Lupo" mentiva, bastava un banale controllo su Google. Per farlo, a me e ad altri colleghi sono bastati meno di 30 secondi. Eppure non se ne sono accorti e non hanno fatto controlli né un impiegato esperto di banca come Pietro Orlandi, impegnato nella banca vaticana IOR per oltre un quarto di secolo, né un giornalista del Corriere della Sera come Peronaci. Il primo infatti è partito con tanto di battage pubblicitario e troupe televisiva per Londra. Il secondo ha avvalorato sulla pagina 3 del Corriere della Sera di domenica 19 giugno 2011quanto aveva detto Gastrini.
Resta un piccolo mistero: come mai Gastrini, che vive in provincia di Bergamo, quel 17 giugno sia stato al corrente di quel che avevano in programma una tv romana e abbia sentito l'esigenza di telefonare in diretta. Sta di fatto che dopo qualche mese Gastrini è stato incriminato per millantato credito.
Non prima però che un avvocato milanese tentasse a suo nome con me e anche con altri colleghi, di farci sborsare oltre un milione di euro "per andare a Londra a ritirare Emanuela Orlandi e portarla in Italia". Tentativo di truffa del quale il 5 agosto ho inutilmente avvertito lo stesso Peronaci inviandogli un mio articolo.
11) - Con un ritardo di 29 anni e una volta crollata la pista "tomba De Pedis", Pietro Orlandi si è improvvisamente ricordato che suor Dolores, la direttrice del conservatorio frequentato da Emanuela nel palazzo di S. Apollinare, diffidava a tal punto dei costumi sessuali di don Vergari da ordinare alle studentesse di non frequentarne la chiesa. Si tratta di una affermazione che non trova nessun riscontro in quanto da me accertato nel 2001 e 2002 man mano che mi documentavo per il mio primo libro sulla scomparsa di Emanuela e neppure in seguito quando ho condotto altre ricerche per il secondo, edito nel 2008. Nel 1983 inoltre il conservatorio occupava solo un piano o una parte di un piano del palazzo di S. Apollinare, la basilica era ancora quasi sempre chiusa perché don Vergari stentava a rilanciarla e comunque non aveva ancora nulla a che vedere con il conservatorio. Stando così le cose, non c'era nessun motivo per cui chi frequentava questo frequentasse anche quella.
13 - Non li ha espressi neppure agli stessi Orlandi quando la sera stessa della scomparsa le hanno telefonato per avere notizie.
14 - Non li ha espressi agli stessi Orlandi quando si sono recati in gruppo, stando alle loro stesse dichiarazioni, a ispezionare nottetempo il conservatorio.
15 - Come è possibile che nel corso del sopralluogo da loro stessi condotto gli Orlandi non si siano accorti che a pochi metri di distanza, nella canonica della basilica, fosse successo quello che ora Pietro Orlandi sostiene sia successo e ci fossero le manovre di un'auto - ovviamente di De Pedis - per portar via il cadavere di Emanuela?
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-39228.htm
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