ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 17 giugno 2012

ANTIRICICLAGGIO, IL VATICANO BOCCIATO OTTO VOLTE


Benedetto XVI segue da vicino l’evoluzione delle indagini sulle fughe di documenti segreti e la loro pubblicazione sui media. Ieri pomeriggio, infatti, il Papa ha chiamato a rapporto i tre cardinali della Commissione da lui incaricata di “fare piena luce” sul caso Vatileaks, che hanno finora proceduto, con tanto di mandato pontificio, a un calendario di loro audizioni e accertamenti parallelamente all’indagine dei magistrati e della Gendarmeria. Il Pontefice ha ricevuto in Terza Loggia i tre cardinali, lo spagnolo Julian Herranz, giurista dell’Opus Dei, ex capo  dicastero per i Testi legislativi, che presiede la Commissione, lo slovacco Jozef Tomko, ex prefetto di Propaganda Fide, e l’italiano Salvatore De Giorgi, ex arcivescovo di Palermo, per farsi relazionare direttamente sulle informazioni raccolte finora.
E anche il fatto che la sala stampa vaticana abbia annunciato pubblicamente l’incontro testimonia che non si tratta certo di un passaggio di routine (Herranz   riservatamente ha già visto più volte il Pontefice) e che l’attenzione sulla fuga e la pubblicazione delle carte segrete non si esaurisce con l’indagine penale e con l’arresto del maggiordomo. gradazioni (non compliant; par tially  compliant). Il rapporto è stato consegnato anche a Giuseppe Maresca, direttore dell’ufficio V del ministero dell’Economia e Finanze, per la “prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a fini illegali”. Lo Stato   della Città del Vaticano, come un qualsiasi paradiso fiscale alla ricerca di una migliore reputazione, aveva chiesto e ottenuto nell’aprile 2011 di essere sottoposto alla valutazione di Moneyval. Lo scopo della Santa Sede era quello di essere posizionato nella “lista   bianca” dei paesi affidabili per le loro procedure e normative. Una valutazione positiva permette infatti maggiore fluidità nei rapporti internazionali e avrebbe quindi favorito l’attività delle istituzioni finanziarie come lo IOR. Il rapporto è stato stilato da cinque   esperti dei vari paesi più due membri del segretariato Moneyval e la parte più importante della valutazione è quella che riguarda le 16 raccomandazioni fondamentali sulle 49 complessive. La valutazione di otto delle 16 previsioni core and key, come le definisce   il rapporto, è negativa cioè “non conforme” o solo “parzialmente conforme”. Ora, l’inclu -   sione della Città del Vaticano nella lista grigia dei paesi poco affidabili durante l’assemblea plenaria   di Strasburgo che si terrà dal 2 al 6 luglio, sembra sempre più probabile. A nulla sono serviti i trattamenti di riguardo agli ispettori quando sono venuti a Roma per studiare sul campo lo IOR: erano stati alloggiati nella residenza Santa Marta, all’interno della Città del Vaticano, dove i cardinali sono ospitati durante il conclave. Ma la pace delle suite color pastello dell’ex convento ristrutturato alla fine degli anni Novanta   e il silenzio dei giardini vaticani non sono riusciti a mettere di buon umore gli esperti europei al punto da ribaltare il verdetto negativo. Il rapporto raffronta le procedure in vigore all’interno dello IOR, l’Istituto per le Opere Religiose che tutti chiamano banca  del Vaticano, anche se in realtà si comporta come una fiduciaria che scherma i suoi clienti, con le 49 raccomandazione elaborate   dal GAFI, il Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale costituito   a Parigi dal G7 per lottare contro il riciclaggio e il terrorismo. IL MONEYVALè il fratello minore   del GAFI che si occupa di dare le pagelle agli Stati del Consiglio d’Europa o anche esterni (come Israele) che però chiedono di essere valutati da Moneyval per poi essere ammessi alle procedure semplificate al fine di snellire le operazioni bancarie dei loro   istituti. Per questa ragione, nell’aprile del 2011 il Vaticano, che è un osservatore del Consiglio   d’Europa anche se non ne fa parte, ha chiesto di essere valutato. L’obiettivo era quello di incassare i meriti della legge anti-riciclaggio voluta da Benedetto XVI in   persona approvata nel dicembre del 2010 ed entrata in vigore proprio nell’aprile 2011. La valutazione era partita sotto i migliori auspici anche perché quella normativa istituiva un’autorità anti-riciclaggio interna al Vaticano, l’AIF, che avrebbe dialogato con l’UIF e le altre omologhe autorità anti-riciclaggio degli Stati membri e che avrebbe potuto raccogliere informazioni grazie ai suoi   autonomi poteri di ispezione sullo   IOR. Peccato che con una legge successiva del gennaio 2012, il Vaticano ha fatto una brusca marcia   indietro. Così l’Aif, presieduta dal cardinale Attilio Nicora, ha perso i suoi poteri ispettivi a beneficio   della Segreteria di Stato, diretta dal cardinale Tarcisio Bertone. I poteri congelati, secondo   la nuova legge del 25 gennaio scorso, sarebbero stati riattribuiti dalla Commissione Pontificia   con un regolamento che però non è mai stato emanato. Inoltre, con un’interpretazione caldeggiata dall’avvocato Michele Briamonte dello studio Grande Stevens   e dal presidente del Tribunale   del Vaticano, Giuseppe della Torre del Tempio di Sanguinetto,  è stato stabilito che lo IOR non fornirà alcuna indicazione sui   movimenti dei conti dei suoi   clienti antecedenti all’aprile 2011. Una retromarcia che avrà   fatto piacere agli illustri correntisti   che hanno potuto così chiudere i conti prima della data fatidica   dell’aprile 2011 (come ha raccontato anche Ettore Gotti Tedeschi ai magistrati) e che così   hanno ottenuto per sempre il segreto sui loro affari,ma che però è costata molto cara al Vaticano. Almeno 4 delle 8 bocciature Moneyval potrebbero essere state influenzate proprio dalla nuova legislazione meno rigida. In particolare, il Vaticano è stato bocciato   in cooperazione internazionale e non è un mistero che il flusso di informazioni tra le autorità   finanziarie anti-riciclaggio del Vaticano e italiane (AIF e UIF) si è fermato; anche la bocciatura sulla supervisione dell’AIF sullo IOR è stata influenzata dalla cancellazione   dei poteri ispettivi autonomi che ha di fatto impedito all’AIF di rispondere in modo esaustivo sui movimenti dei conti che interessavano alla Procura di Roma; nche la bocciatura in “adeguata ver ifica” cioè le informazioni che devono essere richieste dagli intermediari finanziari per identificare i propri clienti e l’origine dei loro fondi potrebbe essere figlia delle modifiche normative, come anche la bocciatura sulla segnalazione delle operazioni sospette. Ora il Vaticano spera nella riunione plenaria di Strasburgo per convincere gli ispettori a modificare almeno qualcuna delle 8 bocciature .  

(Marco Lillo).




Da Il Fatto Quotidiano del 17/06/2012.
http://ilsismografo.blogspot.com/2012/06/vaticano-antiriciclaggio-il-vaticano.html

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