ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 14 agosto 2012

Quaresima di preparazione al 50° del conciliabolo V.II°

14 AGOSTO - 28 SETTEMBRE: LA QUARESIMA IN ONORE DI SAN MICHELE
  

Il Rosario di San MicheleUna delle pratiche di devozione più raccomandabili ai fedeli cattolici in onore del glorioso arcangelo, è la recita della corona Angelica, detta il Rosario di San Michele. Questa devozione, approvata dalla Chiesa fin dal 1851, è arricchita da numerose indulgenze. Questa pratica di devozione è molto antica, poiché  San Michele l'ha portata lui stesso dal cielo alla terra. Essa è comunque poco conosciuta e soprattutto poco messa in uso. Solo alcuni devoti a San Michele, anche in mezzo ai ferventi, sono fedeli alla recita del rosario angelico. Si era nel 1751. E' allora che l'Arcangelo protettore della Chiesa apparve, in Portogallo, ad una illustre serva di Dio tanto devota al suo culto, ad Antonia d'Astonac, religiosa carmelitana. "Io voglio, le disse San Michele, che tu ripeta nove volte in mio onore un Pater e tre Ave, in unione con ognuno dei nove cori ...
... degli Angeli. Tu finirai queste nove salutazioni con quattro Pater, di cui il primo in mio onore, il secondo in onore di San Gabriele; il terzo, di San Raffaele; e l'ultimo, dell'Angelo Custode".
Tale è la pratica di devozione che suggerì il glorioso principe della corte celeste. Egli promise, in compenso, che chiunque gli avrebbe reso questo culto avrebbe, recandosi al santo Altare, un corteo di nove Angeli scelti nei nove cori. Inoltre, per la recita quotidiana di questo rosario, egli promise la sua assistenza e quella dei Santi Angeli durante tutto il corso della vita, e, dopo la morte, la liberazione dal purgatorio per sé e per i suoi genitori. Ecco quello che si trova relazionato nella vita della santa, libro II°, capitolo 74.
Non vi è, in queste magnifiche promesse, nulla che  sia difforme al carattere di San Michele ed ai differenti ministeri che la tradizione gli attribuisce. E' dunque una preghiera degna della nostra fiducia e del nostro rispetto. Propaghiamolo intorno a noi con tutto il nostro impegno; recitiamola noi stessi con fervore, al fine di meritare dal glorioso arcangelo San Michele una protezione speciale per la Chiesa,  noi stessi e le nostre famiglie.
Don Marcello Stanzione
 http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/737/98/lang,it/
Pontifex.RomaTra i cattolici devoti agli spiriti celesti ed in modo particolare all’Arcangelo Michele ad imitazione di san Francesco d’Assisi c’è l’usanza di fare la quaresima in onore del Principe delle schiere angeliche. Tale quaresima michaelitica suole cominciarsi circa la vigilia dell’Assunzione e terminare nella vigilia di san Michele. Ho detto circa, perché dal 14 agosto al 28 settembre sono 46 giorni e tolte le sei domeniche che potrebbero esserci restano 40 giorni, ma quando quell’anno ci fossero 7 domeniche, allora si dovrà iniziare il giorno 13 agosto. In che cosa consiste? E’ un periodo di particolari preghiere e “fioretti” in onore dell’Arcangelo. Come preghiere si consiglia per tutti i 40 giorni di fare la corona angelica o rosario di san Michele con le litanie e la consacrazione. Come “fioretto” ognuno scelga una penitenza per tutto quel determinato periodo che potrebbe essere ad esempio non fumare oppure non mangiare la carne, o non prendere il caffè o i dolci oppure ...
... non vedere la televisione.

Come testi di meditazione e di preghiere per questo periodo mi permetto di consigliare alcuni miei libri come ad esempio: “un mese con san Michele Arcangelo”, oppure “365 giorni con san Michele” oppure “ San Michele l’archistratega di Dio” editi dalla Segno di Udine ( tel. 0432575179), oppure anche “San Pio da Pietrelcina e l’Arcangelo san Michele” edito dalla Gribaudi di Milano ( tel. 0289302244).
In mezzo agli angeli, dice san Tommaso d’Aquino,  i più vicini a Dio sono contemporaneamente sia di una dignità altissima sia d’una scienza eminentissima. Se così è, qual è la gloria di san Michele? Quali sono le sue grandezze? Lui che vive, secondo la bella espressione dello Pseudo- Dionigi, nel vestibolo stesso di  Dio! Un gesuita contemporaneo scrive: “A capo degli Angeli buoni vi è Michele. Il nome dell’Angelo, che significa “Chi è come Dio”, indica l’essenza stessa dell’Angelo che lo porta. Michele è l’adoratore di Dio per eccellenza. Il suo programma è l’adorazione di Dio unico e l’obbedienza radicale a Lui. Il diavolo è l’esatto contrario di Michele. Adora solo se stesso e avversa Dio e tutto ciò che è divino. Per questo ha come nome “Satana”, che vuol dire l’Avversario. La negazione di Dio e l’adorazione di Dio si scontrano nelle sfere celesti. La vittoria arride agli Angeli buoni che instaurano di nuovo l’adorazione di Dio in quella parte del Regno celeste, abitata dal diavolo e dai suoi angeli. Ciò che avvenne in Cielo interessa da vicino noi che abitiamo sulla terra. Il mistero del male si presenta infatti in terra con le stesse caratteristiche di quando avvenne in Cielo”. (Carlo COLONNA, Cielo, Terra, Inferno e la vocazione mistica dell’uomo, Edizione Rinnovamento nello Spirito Santo, Roma 1995, p. 123).
Intelligenza ed amore, ecco l’angelo ed ecco san Michele. Ma in lui quale intelligenza! Egli è  sotto l’azione immediata della luce divina e ne riflette il meraviglioso splendore, per tanto che è possibile ad una creatura.
In lui quale amore! L’amore segue la conoscenza, dice san Tommaso. Non è vero che meglio si conosce e più si ama? Come dire allora l’amore di questo Serafino costantemente immerso nella contemplazione dell’infinita carità di Dio?
Con l’intelligenza e l’amore, Dio ha dato a san Michele la potenza e la gloria. Un giornalista cattolico contemporaneo scrive a riguardo: “Per premiarlo della sua fedeltà, Dio lo nominò Principe di tutte le schiere angeliche, secondo solo a Dio e a sua Madre, Regina degli Angeli. Patrono della Sinagoga prima di Cristo, e della Chiesa, dopo la sua venuta. San Michele è una figura di eccezionale importanza nella storia della nostra religione, la cui dimensione investe, oltre all’ambito specificamente biblico, tutti gli aspetti storico-devozionali, quanto quelli liturgico-artistici. Il più sublime insegnamento di tale celestiale creatura rimane il suo amore verso Dio, un amore tanto eccelso da tradursi senza indugio in un’avversione implacabile verso il male e il peccato, in particolare verso la menzogna e l’ingiustizia per questo San Michele è sempre raffigurato con la spada e la bilancia: la spada divide la verità dalla menzogna, la bilancia distingue ciò che è giusto ed equo da ciò che non lo è”. (Massimo VIGLIONE, in Radici cristiane, n° 7, settembre 2005, p. 7)
Giobbe parlando del suo terribile avversario, Satana, dice: “Non vi è né spada, né lancia, né corazza che possa resistere davanti a lui. Non vi è potenza che sia paragonabile alla sua”. Ora è questa potenza che Michele ha vinto. E’ questo terribile avversario che un solo sguardo ha messo in fuga. Davanti san Michele Satana fugge sempre: San Michele resta il suo eterno vincitore.
Da parte sua il profeta dell’Antico Testamento Ezechiele così descrive l’angelo superbo: “Tu eri, dice a Lucifero, il sigillo della rassomiglianza divina; eri pieno di sapienza e perfetto in bellezza; ogni tipo di pietre preziose formavano il tuo abito. Tu eri il cherubino che distende le ali e che protegge. Tu eri posto al vertice della sacra montagna di Dio. La tua strada era disseminata di diamanti: tu eri perfetto nelle tue vie”.
Tale era la bellezza, tale era la gloria di Lucifero al tempo del suo splendore. Tali sono ora la bellezza e la gloria di san Michele. Dio liberamente ha voluto dare ciò al difensore dei suoi diritti. San Michele è stato gratificato delle prerogative di Lucifero come un vincitore delle spoglie e del bottino del vinto. Il grande patriarca di Venezia san Lorenzo Giustiniani scrisse: “Sebbene noi dobbiamo sommamente onorare tutti gli Angeli della celeste milizia: nulla di meno più principalmente ciò dobbiamo fare verso il gloriosissimo San Michele loro duce e gran capitano. Veneriamo in lui una sublime grazia, una singolare prerogativa e ministero, una insuperabile virtù, l’amore del Creatore e la costanza dello stesso combattente: ma in virtù di Quello, che lui, e noi tutti creò”. (San Lorenzo GIUSTINIANI, Vescovo, Sermo de S. Michael, citato in G. Marangoni, Grandezze dell’Arcangelo San Michele, Roma 1739, p. 20).Un dotto frate francescano della fine del medioevo ha scritto: “Alcuni chiedono meravigliati la ragione per cui San Michele sia stato eletto da Dio ad un così alto onore e ufficio come già abbiamo detto poiché non è degli Angeli maggiori in Paradiso, anzi è dell’ordine dei Principati che sta nel mezzo di altri ordini. I santi Dottori rispondono che il Signore glorioso ha voluto fare comprendere che in verità l’onore non appartiene a nessuno per natura, né per sapere, né per potere, ma solo per volere di Dio, Signore nostro che vuole onorare chi Gli piace. Nel Libro di Ester, infatti, è scritto: “Sic honorabitum quem rex voluerit onorare”, cioè l’onore di cui gode San Michele gli è stato conferito dal Re del Cielo, che rende onore a chi gli piace. Per questa ragione, i santi Dottori dicono che molti si procurano onori dei quali sono indegni. A Dio Onnipotente questo dispiace molto, anche se lo permette, alla fine li manderà in rovina come ambiziosi e ladri, che si sono procurati gli onori che sono solo divini, agendo come quei malviventi che quando vogliono fare razzia non entrano dalla porta, ma sfondano la parete, di nascosto, e dalla parete escono, di fronte a tutti, come ladri”. (Francesc EIXIMENIS, Il Libro degli Angeli, Gribaudi, Milano 1999, pp. 204-205)Sull’importanza della devozione moderna a san Michele il fondatore dell’associazione Milizia di San Michele Arcangelo,ebbe a dire: “Nella mia lunga vita, ormai verso il tramonto, ebbi frequenti colloqui con Padre Pio da Pietrelcina, che fu veramente carismatico profeta nel convertire i cuori dei padri e dei figli e verso di me fu sempre benefico e segnalatore di provvide vie. Orbene il venerando religioso coi suoi devoti frequentatori insisteva talvolta sulla necessità morale che si rinnovasse il culto di San Michele Arcangelo: l’età apocalittica a cui si va incontro lo esige”. (Giuseppe DEL TON, Verità su Angeli e Arcangeli, Giardini Editori e Stampatori, Pisa 1985, p. 138).
Con la Chiesa chiamiamo san Michele il Principe gloriosissimo. Come lei, onoriamolo. “Ella onora ed invoca tutti i beati angeli del Signore, diceva il beato Pio IX , ma ella ha sempre voluto distinguere tra di essi, in onore ed in affetto, il glorioso arcangelo san Michele”. Come lei, preghiamolo. Vicino a Dio egli userà in nostro favore il suo potente credito, e tramite la sua preghiera egli ci aprirà le porte del cielo.
Don Marcello Stanzione (Ha scritto e pubblicato clicca qui)


Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.