ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 8 settembre 2012

Fucina di s-vocazioni


L CONVENTO DI SAINT-JACQUES A PARIGI (1969)

Facciata del Convento di Saint Jacques a Parigi (1968-69)
di Francesco Colafemmina

In questa ideale e breve storia del movimento della "nuova" arte e architettura sacra non poteva mancare il Convento di Saint Jacques, a Parigi. Nella precedente puntata abbiamo visto come l'azione ideologica dei novatores si fosse concretizzata in una chiesa di Digione che incarnava quella tensione verso la rottura col passato, tipica del circolo intellettuale aggregatosi attorno a L'Art Sacré
Quel circolo intellettuale perde smalto a partire dagli anni '60, mentre la rivista è sotto la direzione di P. Maurice Cocagnac. Questi sarà promotore della costruzione di un nuovo convento domenicano situato nel 13 arrondissement di Parigi. Sono gli anni nei quali si mette in opera proprio in quel quartiere di Parigi una grandiosa operazione urbanistica fondata sulle teorie dell'abitare di Le Corbusier: il progetto Italie 13. I risultati del progetto urbanistico saranno orribili. Il brutalismo applicato ad una città considerata fra le più belle del mondo indurrà il presidente Valérie Giscard d'Estaing a bloccare l'intero progetto nel 1974. I danni erano comunque irreparabili.
Maurice Cocagnac - copertina di un vinile del 1964: Il ballo dei resuscitati (sic!)
Nel 1968, mentre procede Italie 13, il Padre Cocagnac affida all'architetto della chiesa di Santa Bernadette a Digione, Joseph Belmont, la progettazione di un convento perfettamente integrato nelle logiche del brutalismo: il Convento di Saint Jacuqes. 
Di seguito alcune foto del Convento che si commentano da sé. Oggi fra i suoi ospiti c'è l'artista e frate Dino Quartana, in Italia sponsorizzato da CL. Sotto una sua celebre opera.
La chiesa del convento: sala proto-neocatecumenale?
L'altare visto dall'alto
Vetrata del Convento 
Dino Quartana: Salto alla corda - 1982

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