ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 30 settembre 2012

TEMPI PEGGIORI?

ROMA-ECÔNE QUALCHE DECENNIO FA. TEMPI PEGGIORI? Mentre qui sul territorio, nella realtà, le istanze dottrinali sono “l’ultima ruota del carro”
29-IX-2012
S. Michele Arcangelo
 «Troviamo una [limitata, ndr] soluzione pratica. Fate una dichiarazione attenuata sul Concilio e il nuovo Messale [che quindi, nel contesto di una tale presentazione, più che costituire un accordo dottrinale – e men che meno una piena accettazione generale o un annullamento – sembra piuttosto avere attinenza con l'istanza del favorire un “clima sociale” non troppo ostile alla regolazione pratico-canonica della questione, ndr], un po’ nello stile della formula che vi ha presentato Jean Guitton. In questo caso vi verrebbe accordato un Vescovo per le ordinazioni, si troverebbe un accomodamento con i Vescovi diocesani e voi continuereste come avete fatto finora. Chiedete un Cardinale protettore, fate le vostre proposte» (il card. Joseph Ratzinger a mons. Marcel Lefebvre, colloquio a Roma 14 luglio 1987).
«Beatissimo Padre […]

Posso permettermi di proporre qualche suggerimento riguardo a questa soluzione?

In primo luogo, sembra escluso riprendere i problemi dottrinali immediatamente, sarebbe come ritornare al punto di partenza e riaffrontare le difficoltà che durano da quindici anni.

L’idea di una Commissione che intervenga secondo il regolamento giuridico è la più adatta se si vuol trovare realmente una soluzione pratica. […]

Saremmo felicissimi di riannodare relazioni normali con la Santa Sede, ma senza cambiare, in una qualsiasi cosa, quello che siamo; è in tal modo che siamo certi di restare figli di Dio e della Chiesa romana.

DegnateVi di gradire, Beatissimo Padre, l’espressione della mia rispettosissima e filiale devozione in Gesù e Maria» (mons. Marcel Lefebvre a S.S. Giovanni Paolo II, lettera da Ecône del 20 febbraio 1988).

«Dichiariamo di accettare la dottrina contenuta nel numero 25 della Costituzione dogmatica Lumen Gentium del Concilio Vaticano II sul Magistero ecclesiastico e l’adesione che gli è dovuta [ovvero, in sostanza, la generale disposizione di ossequio verso il Magistero autentico, non infallibile, a motivo appunto dell’Autorità e pertanto del rispetto che le è dovuto. Oggi però, a motivo della Verità (cui sarebbe da farisei non dare un omaggio ancora più grande), non senza riserve (riserve dalla giusta visibilità, come ovvio per tutte le persone oneste, a ogni uomo d'onore e di coscienza): dal momento che il testo allora ammesso da entrambe le parti continua dicendo – pur nelle modalità dipendenti sia dal modo d’esprimersi di questi documenti sia dal concreto momento storico – quanto segue, ndr].

A proposito di certi punti insegnati dal Concilio Vaticano II o riguardanti le riforme posteriori della liturgia e del diritto, che ci sembrano difficilmente conciliabili con la Tradizione, ci impegniamo [non a deporle assolutamente, ma soltanto, ndr] ad avere un atteggiamento positivo di studio e di comunicazione con la Sede Apostolica, senza polemiche [limitatamente agli atti ufficiali e, evidentemente, per motivi di opportunità: ma se è previsto questo bilaterale studio critico, chiaramente le riserve, anche su atti ufficiali, restano; e la presenza di tali questioni aperte venne stimata compatibile con la regolarità canonica, ndr].

Dichiariamo inoltre di riconoscere la validità [e basta, ndr] del Sacrificio della Messa e dei Sacramenti [e anche questo condizionatamente a che siano, ndr] celebrati con l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa e secondo i riti indicati nelle edizioni tipiche del Messale romano e dei Rituali dei Sacramenti promulgati dai Papi Paolo VI e Giovanni Paolo II» (“Protocollo Ratzinger-Lefebvre”, Roma-Albano 5 maggio 1988).

Qualche vecchio accordista (non entrista e lontano dalla palude
in cui sono scomparsi gli allineati all’andazzo da protestanti)
che già nel 2001 espresse a mons. Fellay, allora antiaccordista,
preoccupata e argomentata contrarietà alla strada allora presa. 


INTENZIONE PARTICOLARE DI PREGHIERA per il mese del Santo Rosario

29-IX-2012 S. Michele Arcangelo

Quante volte abbiamo, anche noi, preferito il successo alla verità, la nostra reputazione alla giustizia. Dona forza, nella nostra vita, alla sottile voce della coscienza, alla Tua voce. Guardami come hai guardato Pietro dopo il rinnegamento (dalla Via Crucis romana del Venerdì Santo 2005).
Se ne pentiranno… ma sarà tardi! (Il Capo Invisibile del Corpo Mistico a suor Lucia).

Perché la Madonna – Regina del S. Rosario, Sede della Sapienza, Madre della Chiesa – liberi i Pastori della S. Chiesa dal pessimo “servizio” dei figli venduti, servili e ipocriti.

E susciti lo spirito, veramente con i Pastori e per i Pastori, dei Maccabei e di S. Caterina da Siena.

Circolo “Cattolici per la Tradizione”
www.cattolicitradizionalistimarche.org

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