ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 15 ottobre 2012

FORMINCHIONI AL CAPOLINEA


È STATO MOLLATO DA TUTTI: BANANA, MARONI, COMUNIONE & FATTURAZIONE, COMPAGNIA DELLE OPERE, COSTRUTTORI E QUELLA BORGHESIA MENEGHINA CHE S’È SEMPRE BEVUTA LA STORIA DEL “MODELLO-LOMBARDIA” - IL CELESTE HA UNA SOLA VIA DI FUGA: TRATTARE L’USCITA E RICICLARSI IN PARLAMENTO CON UNA LISTA “NORDISTA”, SATELLITE DEL CENTRODESTRA - SEMPRE CHE DALLA PROCURA NON ARRIVINO RINVII A GIUDIZIO SULLA VICENDA MAUGERI…

Marco Alfieri per "la Stampa"
ROBERTO FORMIGONI IN CONFERENZA STAMPAROBERTO FORMIGONI IN CONFERENZA STAMPA
Che beffa, per un ciellino, sentirsi dire che se ne deve andare per non insistere nell'accanimento terapeutico...». La battuta buona sul mesto tramonto di Roberto Formigoni è copyright del direttore di Europa, Stefano Menichini. Mollato dal segretario Alfano e dal suo partito; mollato dal mondo ciellino che tanto ha prosperato con lui al Pirellone; e mollato dai mondi della borghesia e delle professioni a lungo sedotti dal suo modello di governo regionale.
ROBERTO FORMIGONIROBERTO FORMIGONI
In fondo la dura intervista del sindaco di Milano Pisapia su Repubblica ("La Lombardia si ribelli"), più che l'interferenza di un alter ego istituzionale con cui non si è mai preso, segnala il distacco da una vasta maggioranza ben oltre il berlusconismo, che per anni lo ha sostenuto: imprenditori, artigiani, studenti, salotti chic, quel che resta delle grandi famiglie industriali, terzo settore e la rete del sociale. Un blocco che a Milano l'anno scorso aveva già mollato il centrodestra per il borghese di sinistra Pisapia. E che adesso gli scandali e la protervia allontanano anche dal Celeste.

ROBERTO FORMIGONI MANI ALZATEROBERTO FORMIGONI MANI ALZATE
Il capolinea di Formigoni è dunque l'ultimo anello di un gigantesco blocco di potere e consensi che si spappola nella culla del centrodestra. Nella primavera 2011 cade Milano. A novembre il Cavaliere deve dimettersi sotto i colpi dello spread. Ad aprile 2012 tocca a Umberto Bossi, travolto dagli scandali del clan di Gemonio. Due mesi dopo alle amministrative cadono i fortini di Monza, Como, la Brianza. Si scavalla l'estate e Formigoni è messo alle corde dagli scandali. Tutto si tiene ed è la fine di un mondo.
IL POLLICE VERSO DI ROBERTO FORMIGONIIL POLLICE VERSO DI ROBERTO FORMIGONI
Eppure per 15 anni il governatore è stato il pendant dell'antipolitica berlusconiana più greve. In molti salgono sul carro. "Formigoni è un'altra cosa dal Cavaliere, è un politico vero...", è la frase passepartout che ripetevano tutti in Lombardia. L'apogeo nel 2005 quando progetta (invano) di mettersi in proprio: correre per il Pirellone con una lista allargata al riformismo e al mondo delle professioni. Un laboratorio da esportare nel resto del Paese in chiave post Berlusconi.
LOGO FONDAZIONE MAUGERILOGO FONDAZIONE MAUGERI
Nella sua rete finiscono ex sindaci socialisti come Borghini e Tognoli, intellettuali come De Maio. Sono gli anni del Comitato strategico per il welfare in cui siede la creme: Umberto Veronesi, Lorenzo Ornaghi, Livia Pomodoro, Luigi Verzè e Girolamo Sirchia. Formigoni è talmente egemone da vincere nei momenti più bui del centrodestra, incorporando tutto e tutti: dai commercianti alla Compagnia delle Opere, dalle Coop rosse ai grandi costruttori, dall'Assolombarda ai signori della sanità privata che dipendono dai fondi regionali.
GIULIANO PISAPIAGIULIANO PISAPIA
Ma il tempo passa e il potere usura e si usura. In Regione partono gli scandali, il presidente ne è lambito e in alcuni casi coinvolto. Prima le cave, poi le bonifiche, poi ancora i fondi europei nei corsi di formazione, fino alla Sanità e la 'ndrangheta.
Già, e adesso? «Roberto sa di aver perso ma non vuole uscire dal Pirellone sotto il tiro delle monetine, come quello che si faceva pagare le vacanze ai Caraibi, mandato a casa dalla Lega e da Alfano», spiega un fedelissimo. Non farà strappi né potrebbe farli. «Ma vuol provare a costruire un percorso che sganci il voto regionale dal diktat leghista, magari già a febbraio dopo aver cambiato legge elettorale e abolito il listino che sa tanto di Nicole Minetti, e votato il bilancio», continua la fonte. Lo scoglio più grosso è però immaginarsi un futuro possibile, partendo da posizioni di isolamento e debolezza. Ovviamente punta su Roma, il sogno di una vita trasformatosi in ultima scialuppa.
Don Luigi Verze'DON LUIGI VERZE'
Se prevalesse l'idea del Pdl con intorno una serie di liste satellite, Formigoni potrebbe tentare la via di una Lista moderati del nord, con focus sulla macroregione Alpina, per garantirsi un posto in Parlamento. «Sta già provando a riattivare personalità riformiste e delle professioni da coinvolgere nella Giunta regionale a tempo e poi, eventualmente, nell'avventura romana». Sempre che dalla Procura non arrivino rinvii a giudizio sulla vicenda Maugeri.
GABRIELE ALBERTINIGABRIELE ALBERTINI
Da escludere un supplemento in Regione, dove si è aperta la partita della successione. Si parla di Gabriele Albertini nel caso di una riunione di tutti i moderati; dei leghisti Maroni, Castelli o Fontana nella logica di un nuovo accordo elettorale Carroccio-Pdl; di Bruno Tabacci (proiezione del modello Pisapia da Milano alla regione); di Umberto Ambrosoli o Alessandra Kustermann (centrosinistra con forte connotazione civica); o di Pippo Civati e Maurizio Martina (centrosinistra largo a trazione Pd). Siamo ancora ai primi assaggi. In attesa di capire come uscirà di scena Formigoni.


ULTIMO TANGO AL PIRELLONE - FORMINCHIONI MORDE ‘’REPUBBLICA’’: “MI ATTACCA PER GLI INTERESSI DI DE BENEDETTI NELLA SANITA’” (MAURO RISPONDE) - DAI VERBALI DI MAUGERI IL MEZZO MILIONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DEL CELESTE - SENZA MAZZETTE A DACCO’ E SIMONE NON SI RICEVEVANO FINANZIAMENTI, NE’ SI OTTENEVANO DELIBERE “SU MISURA” - LE SVACCANZE PAGATE DA DACCO’ SONO CINQUE, PER UNA SPESA CALCOLATA IN 4,6 MILIONI DI EURO…

1 - IL MANTRA DELLA DISPERAZIONE...
Da "la Repubblica"
CARLO DE BENEDETTICARLO DE BENEDETTIROBERTO FORMIGONI IN CONFERENZA STAMPAROBERTO FORMIGONI IN CONFERENZA STAMPA
Il mantra di Formigoni è il segno della sua disperazione politica. Ieri sera su La7 ha detto: "Domando a Repubblica di fare inchieste su questo: gli interessi della famiglia De Benedetti nel campo della sanità hanno a che fare con il furioso attacco che Repubblica va facendo a me da oltre un anno?». La sua reiterazione ci obbliga a ripeterci a nostra volta: Formigoni, abituato a confondere pubblico e privato, confonde allo stesso modo gli interessi legittimi di un'impresa con i diritti e i doveri di un giornale che, nella sua autonomia, racconta uno scandalo e la relativa indagine giudiziaria. Con grande chiarezza, a differenza delle risposte che fin qui ha saputo dare il governatore della Lombardia.
CARLO DE BENEDETTICARLO DE BENEDETTI
2 - "PAGAVO I FACCENDIERI PER CORROMPERE LA REGIONE". LE AMMISSIONI DI UMBERTO MAUGERI: QUANDO DACCÒ NON INTERVENIVA LE PORTE SI CHIUDEVANO
Davide Carlucci per "la Repubblica"
ROBERTO FORMIGONIROBERTO FORMIGONI
«Errori sì, ma mai atti contro la legge». «Nessun vantaggio da Daccò e lui nessuno da me». «In Lombardia non c'è nessun privilegio». «Con Daccò ho fatto solo due viaggi e ho pagato tutto io». L'autodifesa di Roberto Formigoni, ieri - nelle sue apparizioni tv tra Canale 5, Tgcom 24 e Sky - cozza con le affermazioni di decine di indagati e testimoni nell'inchiesta sulla fondazione Maugeri di Pavia che lo vede indagato per corruzione aggravata. Ecco che cosa dicono i nuovi verbali che descrivono tutte le illegalità nel sistema della sanità lombardo.
PIERANGELO DACCO'PIERANGELO DACCO'
"COSTRETTI A CORROMPERE"
È il 31 maggio. Umberto Maugeri, con gli avvocati Carlo Paliero e Fabrizio De Sanna, risponde alle domande dei pm Antonio Pastore e Laura Pedio. «... Il denaro da voi pagato a Daccò e Simone (i due faccendieri amici di Formigoni, ndr) è servito per far sì che pubblici ufficiali della Regione Lombardia asservissero la loro funzione discrezionale alle esigenze della fondazione? ».
«Sì - risponde Maugeri - è assolutamente così. Io ho avuto fin dall'inizio la consapevolezza che era un'attività di corruzione di pubblici ufficiali per ottenere provvedimenti favorevoli per fondazione Maugeri nell'ambito dell'esercizio delle funzioni discrezionali della Regione. Difficilmente avremmo potuto fare diversamente perché l'alternativa sarebbe stata quella di ridurre notevolmente l'attività, lasciando a casa più di mille dipendenti». Quattro giorni prima Maugeri aveva ammesso di aver anticipato «il pagamento di una somma tra i 400mila e i 600mila euro in quanto il presidente Formigoni ne aveva necessità per la sua campagna elettorale del 2010».
FORMIGONI SULLO YACHT DI DACCOFORMIGONI SULLO YACHT DI DACCO
LE DELIBERE PERFETTE
Maugeri ricostruisce il «lavoro molto intenso» che ogni anno precedeva l'approvazione dei finanziamenti. «La Regione ci veniva incontro suggerendoci anche qualche modifica, così da far sì che le delibere rispondessero perfettamente alle nostre esigenze». Chiedono allora i pm: ma questo tipo di "collaborazione" è normale? «Non è assolutamente normale - risponde Maugeri - e tale rapporto è stato possibile esclusivamente perché abbiamo pagato Simone e Daccò. Tant'è vero che quando - qualche volta - Daccò non interveniva, la Regione chiudeva le porte ».
EZIO MAURO FOTO AGF REPUBBLICA jpegEZIO MAURO FOTO AGF REPUBBLICA JPEG
"PROCEDURE ANOMALE E ILLEGALI"
Antonio Spanevello, dirigente della Maugeri, sentito il 19 aprile, dice: «Quando Formigoni fu eletto alle ultime regionali, Passerino mi disse di incominciare a pensare a progetti innovativi da presentare alla Regione per ottenere nuovi finanziamenti. Mi fece intendere che "il momento era propizio" per ottenere nuovi posti letto che avrebbero consentito di rimpinguare le casse della fondazione». Spanevello e i suoi preparano tre progetti. Li sottopongono al vaglio del ministero della Sanità. «I nostri progetti non avevano il "vestito" formale per cui la Regione Lombardia non avrebbe potuto erogare i finanziamenti».
LOGO FONDAZIONE MAUGERILOGO FONDAZIONE MAUGERI
Spanevello, con l'aiuto del direttore amministrativo Passerino, lavora alle modifiche. I progetti passano dalle mani di Carlo Lucchina e Alessandra Massei, due persone di fiducia di Formigoni indagate nell'inchiesta. E, dopo un ping pong tra Roma e Milano, lo specialista inserisce le modifiche necessarie. «Mi chiedete se sia corretto che il percettore finale di un finanziamento sia in grado di modificare il provvedimento, parte integrante di un rapporto tra due enti pubblici (ministero e Regione)... la procedura è anomala, anzi illegale».
antonio simone bANTONIO SIMONE B
LE CINQUE VACANZE
Formigoni continua a ridurre a due le vacanze con Daccò e dice di essersele pagate da solo. In realtà di viaggi esotici ne risultano cinque (dal 2007 al 2011) oltre a un soggiorno in Costa Azzurra nel 2011. Non è solo Daccò a dire di aver pagato quasi tutto ma anche il suo collaboratore, Giuseppe Danzi, che si occupava delle prenotazioni. Se poi si aggiungono le spese per gli yacht, il cui utilizzo da parte del governatore è confermato dai marinai, il conto dei regali "turistici" a Formigoni sale a 4,6 milioni.

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