ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 4 ottobre 2012

Orantes fratres..?

IL “SISTEMA DACCO’” FA IMPALLIDIRE ER BATMAN - NELLE TASCHE DEL “FACILITATORE” DEL PIRELLONE SAREBBERO FINITI 80 MILIONI DI SOLDI PUBBLICI, ALCUNI DEI QUALI SAREBBERO “GIRATI” AL CELESTE - SAN RAFFAELE E FONDAZIONE MAUGERI I POZZI SENZA FONDO DELLA CORRUZIONE - IL SUICIDIO DI MARIO CAL CONVINSE LA “TALPA” DONATI A VUOTARE IL SACCO - “CANTA” ANCHE IL PRIMARIO SPANEVELLO…
Piero Colaprico per "la Repubblica"
DACCO' - FORMIGONIDACCO' - FORMIGONI
Di lui, all'inizio dello scandalo, il presidente Formigoni diceva: «Mi pare faccia il consulente nel settore della Sanità». Poi emersero cinque lussuosi capodanni insieme. Yacht con equipaggio messi a disposizione. Cene senza limiti, eventi, feste. Da ieri sull'ex semisconosciuto Pierangelo Daccò sono piovuti 10 anni di carcere.
Cinquantasei anni, residenza in Svizzera ma dalla metà del novembre 2011 detenuto a Opera, assiduo della Regione, del "capo casa" di Formigoni Alberto Perego, dello stesso presidente che ha beneficiato per vari milioni di euro, Daccò è stato dunque condannato per concorso esterno in bancarotta. Quella dell'ospedale San Raffaele.

FORMIGONI SULLO YACHT DI DACCOFORMIGONI SULLO YACHT DI DACCO
Una condanna pesantissima. Ma occorre dire subito che gli indizi contro Daccò, nell'altra indagine, quella sulla Fondazione Maugeri, in attesa di rinvio a giudizio, sono ancor più copiosi e pesanti: «Noi possiamo fare anche a meno delle sue confessioni, parli o no per le indagini cambia poco», è la frase che trapela al quarto piano del palazzo di giustizia milanese, dove i detective sono certi di aver aperto nel «sistema Daccò» vaste e perenni crepe.
VIGNETTA BENNY FORMIGONI IN BARCAVIGNETTA BENNY FORMIGONI IN BARCA
Un retroscena è basilare. Il suicidio del numero due del San Raffaele, il brillante Mario Cal, aveva sconvolto il bergamasco Danilo Donati, il security manager dell'ospedale. Donati è stato poi arrestato. Ma aveva incontrato a lungo i magistrati del pool milanese come testimone. Il primo interrogatorio, cominciato alle 9.30 del mattino, era finito alle 3 di notte. E altri ne aveva resi. Donati, occupandosi di sicurezza, e quindi anche di proteggere gli incontri, sapeva molto dei contanti che Daccò riceveva da Mario Cal (in cambio delle sue raccomandazioni dentro la Regione per i rimborsi).
È una miniera d'informazioni, è lui a svelare che un costruttore, abituale fornitore del San Raffaele, proprio in quel periodo, aveva dovuto vendere la sua casa di riposo, della Fondazione Ombretta, intestata alla figlia morta, alla Fondazione Maugeri. Come intermediario immobiliare chi c'era? Il socio di Daccò, Antonio Simone, ciellino, ex assessore alla sanità ai tempi di Tangentopoli, uscito malvolentieri dalla politica attiva per gestirla da sullo sfondo. Solo per quella vendita, Simone incassa una commissione di 5 milioni di euro, finiti all'estero. Ecco profilarsi il «sistema Daccò».
DON VERZE E CALDON VERZE E CAL
Uguale per il san Raffaele e per la Maugeri. I pubblici ministeri seguono passo passo le tracce dei soldi pubblici che la Regione versa alla Fondazione Maugeri, eccoli che vengono «ritagliati» da Daccò, il quale intasca percentuali elevatissime. Prima del 25 per cento sui rimborsi regionali, poi del 12,5, e gira ogni volta la quota che spetta al socio Simone.
DON VERZE E MARIO CAL IN PISCINA IN BRASILE DA OGGIDON VERZE E MARIO CAL IN PISCINA IN BRASILE DA OGGI
La Regione ha assicurato di non avere nulla a che fare con questi maneggi, ma il primario pneumologo che coordina tutti i direttori sanitari della Fondazione Maugeri, il dottor Antonio Spanevello, sottoscrive cinque mesi fa un verbale che smentisce ogni versione minimalista: «Un giorno - ricorda il primario - mi sono incontrato casualmente con Passerino (il direttore generale,ndr), quando il presidente Formigoni era stato appena rieletto alle ultime elezioni regionali. Passerino mi disse di incominciare a pensare a dei progetti innovativi da presentare alla Regione al fine di ottenere nuovi finanziamenti. Egli mi fece chiaramente intendere che il "momento era propizio"».
Vengono quindi inventati tre progetti «in ambito riabilitativo (malattie rare, dolore cronico e trapianto)» e si apre una corsia speciale. Spanevello incontra infatti a Roma il direttore generale del ministero della Sanità Massimo Casciello, che gli dà i suggerimenti giusti per aggirare ogni barriera: «... Ho di sicuro riscontrato nei miei incontri in Regione Lombardia che sia Lucchina (Carlo, direttore generale sanità regionale), che Alessandra Massei (funzionario regionale, legata a Daccò, ndr), avevano già ricevuto i progetti essendone a conoscenza (...) Ricordo che Passerino mi chiamò nel suo ufficio e mi fece vedere una bozza di lettera (...) Mi si chiede se sia corretto...
FONDAZIONE SALVATORE MAUGERIFONDAZIONE SALVATORE MAUGERI
Corretto? «Effettivamente - ammette Spanevello - la procedura è stata anomala, anzi devo dire che è illegale (...) Ne parlai più volte al presidente Umberto Maugeri, evidenziando le stranezze della procedura adottata (...) Gli ho detto "per favore queste cose fatele fare a Passerino"».
I magistrati, nell'invito a comparire a Formigoni, puntavano il dito sul «sistematico asservimento della discrezionalità amministrativa » della Regione ai bisogni dei faccendieri. Come negarlo? A che titolo Daccò ha munto 80 milioni di denaro pubblico? È sparito in conti esteri, in parte prelevato in contanti: da dare a chi? È la domanda per ora senza risposta.
PIRELLONE BUNKER - LA CONDANNA A 10 ANNI INFLITTA A DACCÒ, FA TERRA BRUCIATA INTORNO A FORMINCHIONI - MA DOPO AVER PERSO IL LAZIO, IL BANANA NON VUOLE REGALARE ANCHE LA LOMBARDIA E HA CHIESTO AL ‘CELESTE’ DI RESISTERE A OLTRANZA FINO A PRIMAVERA - MARONI NON STACCA LA SPINA E GODE: “STA SCOMPARENDO IL PDL: LASCIAMOLI MACERARE, POLITICAMENTE PER NOI È UNA MANNA”…
Marco Alfieri per "la Stampa"
ROBERTO FORMIGONIROBERTO FORMIGONI
«Roberto resisterà a oltranza. Non ci sono alternative per lui né per il partito nella rotta in cui siamo. E poi una sua caduta per via giudiziaria minerebbe persino la navigazione del governo Monti. Stiamo parlando della Lombardia...», riassume lapidario un pidiellino di peso. La condanna inflitta a Pierangelo Daccò, il faccendiere amico e compagno di yacht del governatore Formigoni e di casa al Pirellone, era certo nell'aria ma non di queste proporzioni: il pm aveva chiesto 5 anni e 6 mesi di carcere, il Gup di Milano l'ha raddoppiata a 10 in rito abbreviato. «I suoi addebiti sono più gravi di quel che si pensasse...».
Ieri a Milano la scossa di terremoto in Emilia si è sentita forte e chiara. In cima al Pirellone anche di più. Consiglieri di maggioranza imbarazzati e silenti e l'opposizione unita (Pd, Idv e Sel) che torna a gonfiare il petto: «Situazione insostenibile, Formigoni rassegni le dimissioni. Gli affari illeciti di Daccò nella sanità non sono più solo una tesi dell'accusa, come il presidente ama ripetere. Ribadiamo la necessità che si vada al più presto al voto in Lombardia».
FORMIGONI SULLO YACHT DI DACCOFORMIGONI SULLO YACHT DI DACCO
Un leghista alto in grado che ieri lo ha incrociato descrive il «Celeste» come «poco sereno, nervoso». A metà pomeriggio gli va di traverso persino il titolo dell'Huffington Post che riporta una mezza frase confidata ai fedelissimi: «Non sono Fiorito», dunque non mi dimetto. Formigoni nega di averla pronunciata e pretende la smentita dal giornale telematico di Lucia Annunziata: «La vostra ricostruzione è assolutamente fasulla».
Dando il senso del bunker in cui è rinchiuso da mesi. La pressione per gli scandali è sempre più forte; «anche se il Pdl è talmente scassato tra Laziogate, guerra per bande e il limbo del Cavaliere che mollare adesso il fortino lombardo equivarrebbe a suicidarsi», ripete qualche generale pidiellino. «Dobbiamo difenderlo anche se spesso ci attacca, se togliamo il dito dalla diga del Pirellone, frana tutto...».
DACCO' - FORMIGONIDACCO' - FORMIGONI
Salvo clamorose escalation della Procura, si tirerà così fino a primavera, magari andando al voto anticipato insieme alle Politiche. Le mosse di queste ore sembrano tutte in questo senso: dalla richiesta di processo per il consigliere regionale Filippo Penati, ex capo della segreteria politica di Bersani, all'annuncio che Nicole Minetti non si dimette fino alla condanna di Daccò.
BERLUSCONI E MARONI A MONTECITORIOBERLUSCONI E MARONI A MONTECITORIO
Nel frattempo la linea del Pirellone è troncare e sopire. Regione Lombardia è «totalmente estranea e la sinistra specula, in maniera infondata e vigliacca», spiega una nota ufficiale. «A sedici mesi dall'apertura delle indagini sul San Raffaele la magistratura non ha sollevato nessun addebito nei confronti di nessun esponente e di nessun atto della Regione», si tratta infatti «di malversazione di denaro privato tra privati. Nessun euro dei cittadini lombardi è stato sprecato nella nostra regione».
Matteo SalviniMATTEO SALVINI
Come dire questo è il crac del San Raffaele, Formigoni è indagato per corruzione in concorso con l'amico Daccò ma sullo scandalo della clinica Maugeri. Separiamo i campi. Resistere è la linea del Piave.
La stessa Lega per ora resta in riva al fiume. Il segretario lombardo Matteo Salvini ha postato su Facebook la sua versione, invitando i giudici «a lavorare bene e in fretta». E «se in futuro Formigoni venisse giudicato colpevole di qualcosa... a casa!». A taccuini chiusi un generale leghista svolge così il tema: «Vedremo le motivazioni della condanna: se i reati commessi da Daccò siano stati o meno favoriti da abusi regolatori di Regione Lombardia che lo hanno favorito. In quel caso cambierebbe tutto... ».
Per ora il Carroccio non stacca la spina. «Comportamenti e frequentazioni di Formigoni sono molto discutibili, ma la verità è che sta scomparendo il Pdl. Lasciamoli macerare, politicamente per noi è tutta manna...».
Anche dentro Cielle la posizione di Formigoni appare sempre più in declino. Già al Meeting di Rimini l'autodifesa del governatore, che tirò persino in ballo il Papa e le sue preghiere, creò più di un imbarazzo ai vertici del movimento. Ieri c'era chi ricordava l'intervista anti berlusconiana ad Avvenire dell'europarlamentare Mario Mauro, ciellino in grande ascesa, l'unico citato dal premier Monti nel suo intervento riminese. La sua intervista è finita nella rassegna stampa del mensile di area «Tracce» che non riprende quasi mai cose politiche. Segnali deboli che contano...
 http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/pirellone-bunker-la-condanna-a-10-anni-inflitta-a-dacc-fa-terra-bruciata-intorno-44866.htm


1- PER MANTENERE LA FORMA GIUSTA PER LE SUE CAMICIE A FIORI, FORMIGONI SI DEDICA QUOTIDIANAMENTE ALLA CORSETTA DEL BENESSERE, MA CON DUE AUTO BLU AL SEGUITO - 2- VROOM! VROOM! LE AMMIRAGLIE SCODELLANO IL CELESTE SULLA “MONTAGNETTA” DI SAN SIRO, ASPETTANO COL MOTORE ACCESO CHE FINISCA IL JOGGING E LO RICARICANO A BORDO - 3- SARÀ PURE UNA NORMALE PRASSI DETTATA DA RAGIONI DI SICUREZZA TUTTAVIA SONO, VISTI I DACCÒ E I FIORITO, COMPORTAMENTI INOPPORTUNI CHE FANNO INCAZZARE I CITTADINI -

Cesare Balbo per ilsole24ore.com
roberto formigoni corsaROBERTO FORMIGONI CORSA
Si sa che il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni non ha certo gradito la pubblicazione delle foto che lo ritraggono ospite su panfili prima di tuffarsi in acqua. A maggior ragione quando certi inviti per i week end al mare provengono dal faccendiere Pierangelo Daccò condannato con rito abbreviato a dieci anni di carcere per bancarotta fraudolenta per il crac dell'ospedale San Raffaele e coinvolto in un'altra inchiesta sulla Fondazione Maugeri per corruzione in concorso con il governatore Formigoni. Il faccendiere che risolveva i problemi adesso li crea in quanto gli illeciti a lui contestati non sono più una tesi dell'accusa.
ROBERTO FORMIGONIROBERTO FORMIGONI
Era preferibile di gran lunga che uscissero altre foto, magari mentre si dedica alla corsa, di cui è nota la sua passione. Non sono immagini balneari oziose ma di duri e spartani allenamenti sul collinare del Monte Stella, la cosiddetta montagnetta di San Siro. Sulla rete si trova perfino un diario della sua preparazione per l'ultima Stramilano.
E' un ritratto ben diverso decisamente "sportivo" del governatore, sempre attento alla sua immagine vincente, ricco di lusinghieri accostamenti ai nomi dei grandi atleti che in passato si sono allenati in Montagnetta, come il campione olimpico Alberto Cova, a cui è stato dedicato un giro che porta il suo nome, e il campione mondiale Francesco Panetta.
formigoniFORMIGONI
Peccato che anche quando si fa una vita assai simile e vicina a gente comune come i corridori il politico non sappia rinunciare agli agi e privilegi. Il governatore lombardo arriva infatti agli allenamenti nella pausa pranzo assieme alla sua scorta su due auto blu, o meglio ammiraglie blu adeguate al rango presidenziale, che lo attendono fermi e a motore acceso nei periodi freddi, fino alla fine della seduta atletica.
Formigoni Roberto correFORMIGONI ROBERTO CORRE
Sarà pure una normale prassi dettata da ragioni di sicurezza tuttavia sono comportamenti che allontanano dai cittadini molto più di uno scatto bruciante alla Usain Bolt. Anche perché tutto ciò non avviene in modo discreto ma in maniera ostentata con le auto della scorta non sempre parcheggiate in modo corretto ma con una certa disinvoltura con conseguente disagio per altri automobilisti.
formigoni correFORMIGONI CORRE
Forse farebbe bene un bagno di umiltà, o meglio una doccia dopo l'allenamento, negli spogliatoi del campo "25 Aprile" ai piedi della Montagnetta per stare tra la gente e i suoi problemi quotidiani non solo nei periodi di campagna elettorale con troupe televisiva al seguito. Insomma al capitolo delle vacanze estive con scorta del Presidente della Camera Ganfranco Fini si potrebbe aggiungere anche quello della corsa con scorta del Presidente Formigoni, seppur decisamente più contenuto e modico come causa di sperpero di denaro pubblico.
formigoniFORMIGONI
Sappiamo bene che una legge tutelano i vari Presidenti delle nostre istituzioni, ma in tempi di spending review che annullano quel poco di welfare rimasto e salassi vari, basta ancora proteggersi oltre dietro le norme invocate oltre che dietro le scorte? A meno che le queste non servano proprio per difendersi e tenersi lontano dai cittadini, che urtati nella sensibilità faticano più di prima a comprendere e accettare certi episodi.
Da più parti si leva la richiesta di maggior sobrietà nei comportamenti o se vogliamo, nel giorno del Patrono di Italia, un ritorno allo spirito francescano da parte di tutti. Non c'è bisogno di fare sondaggi per saperlo.

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