ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 26 novembre 2012

Desiderio di cosa?


 IN PARADISO ANCHE I NON CATTOLICI ED I NON CRISTIANI

Questa è la conclusione a cui si giunge leggendo la risposta di Padre Serafino Lanzetta ad un mio commento lasciato ad un suo articolo ( http://catholicafides.blogspot.it/2012/10/un-ecumenismo-contro-lunita-e-lunicita.html ).

Il padre Serafino, eminente teologo, così rispose:

Chi si salva per mezzo del battesimo di desiderio non è "cattolico" e neppure cristiano, perché non riceve il sacramento e quindi il carattere sacramentale, ma ne ottiene solo gli effetti salvifici: è un uomo salvato dalla grazia di Cristo (per mezzo della Chiesa), ma non partecipa degli effetti conformativi a Cristo. Di qui l'importanza del sacramento del battesimo e dei sacramenti nella loro totalità.

Per carità, io non ho pretese, non sono minimamente a questo livello però mi sono sorti alcuni dubbi che vorrei esporre e da povero fedele mi sono interrogato su quanto affermato dal p. Lanzetta.
La Chiesa insegna:

1)      Fuori della Chiesa cattolica non c’è salvezza

2)      La Chiesa è il corpo Mistico di Cristo

Riguardo al primo punto parliamo di un dogma di Fede necessario alla salvezza e non credo sia necessario riportare tutti punti del magistero infallibile che lo affermano, ne ricorderemo solo alcuni. Riguardo al secondo invece è necessario soffermarsi maggiormente perché quest’affermazione non viene tenuta nel giusto conto anche riguardo al primo punto.
Nella prima lettera ai Corinzi e agli Efesini San paolo parla del corpo e delle sue membra e nella lettera ai Colossesi 1,24 dice chiaramente: “a favore del suo corpo che è la Chiesa”.

Dunque la Chiesa è un corpo.

Ma lo è realmente o simbolicamente, concretamente o in modo astratto, pneumatico?
Forse tanti hanno anche dimenticato la bellissima enciclica di papa Pio XII intitolata proprio Mystici Corporis dove si conferma che la Chiesa è il corpo mistico di Cristo ed essendo un corpo si comporta come tale, la differenza, qui finisce l’analogia, è che le membra sono uomini dotati di libero arbitrio.

Ma a legger le parole del P. Serafino sembra proprio che in paradiso ci siano anche musulmani, buddisti ed innumerevoli altri generi d’infedeli e non cristiani sic et simpliciter.
Vediamo però cosa insegna la Chiesa cattolica e quale è l’opinione comune dei teologi.

1)      Il battesimo per disposizione divina è necessario alla salvezza. De Fide

2)      Concilio di Trento s. 7 de Sacr. In gen. Can 4, Denz 847

3)      Il Concilio di Firenze (1442): Crede fermamente, confessa e predica che nessuno di quelli che sono fuori della chiesa cattolica, non solo pagani, ma anche Giudei o eretici e scismatici, possano acquistar la vita eterna, ma che andranno nel fuoco eterno, preparato per il demonio e per i suoi angeli (94), se prima della fine della vita non saranno stati aggregati ad essa;

Qui viene spiegato chiaramente che il pagano o chiunque sia deve essere aggregato alla Chiesa quindi deve appartenere al corpo mistico di Cristo e ciò smentisce categoricamente l’affermazione di p. Lanzetta poiché se è vero ciò che dice il francescano significa che ci sarebbero dei casi in cui questa affermazione dogmatica possa anche essere disattesa.

Nel canone del Concilio di Trento invece troviamo scritto che è necessario anche il desiderio dei sacramenti.

Inoltre è accertato che il battesimo incorpora a Cristo, se non alla parte visibile certamente all’anima.
Il catechismo di San Pio X al punto 290 recita: Il battesimo è il sacramento che ci fa cristiani, cioè seguaci di Gesù, figli di Dio e membri della Chiesa.

A questo punto dobbiamo chiederci: Il battesimo di desiderio è un battesimo o non è un battesimo? 

Ecco dunque i miei dubbi su questa affermazione ed alcuni argomenti che si possono opporre:

1) Per primo che desiderare qualche cosa è una certa mozione verso ciò che è appetito, ma la facoltà dell’anima della volontà presuppone una certa conoscenza di ciò che si appetisce infatti l’atto dell’intelletto è anche cronologicamente prima di quello della volontà, quindi è impossibile che si desideri ciò che non si conosce, infatti l'oggetto dell'intelletto è la ragione stessa di bene appetibile, mentre l'oggetto della volontà è il bene appetibile, la cui ragione si trova già nell'intelletto. (ST p. I q. 81 a 3 r)

Come dice Agostino: “si ama ciò che si conosce”.

E’ necessario però chiarire che la fede è “cogitare con assenso” ed in questo senso siamo al passo successivo dove la volontà determina l’intelletto (cfr S.T.).
Ma desiderare il battesimo significa, per così dire, desiderare Dio (G. Rambaldi , Battesimo in Enc. Catt. Vol. II, coll 1012) e voler essere rigenerati dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo, quindi aver conosciuto la Santissima Trinità, e questa è propriamente la Fede cattolica.
E’ necessario infatti che prima si creda e poi ci si battezzi secondo le parole “chi crederà e sarà battezzato sarà salvo”. (Mt. 16,16)
“Il battesimo risponde al desiderio di Dio, incorporando i fedeli a Cristo e rendendoli viventi della vita soprannaturale che in Gesù si trova nella sua pienezza” (Enc. Catt. Vol. II, coll 1012-1015)
Non ogni fede è utile, non ogni dio si può desiderare poiché è scritto “senza la Fede è impossibile piacere a Dio” a meno che il p. Lanzetta non voglia ammettere che in qualsiasi fede si può essere salvati.
2) Un secondo argomento può essere questo:

Essendo la fede un dono di Dio, essa ci viene data per mezzo di un’illuminazione poiché è risaputo che attraverso l’intelletto agente dagli effetti noi veniamo a conoscenza dell’esistenza di Dio che è un atto della potenza naturale1 mentre per la fede Dio agisce sull’intelletto possibile poiché altre cose eccedono la facoltà della ragione e la mente umana tutte queste cose non può conoscere senza essere illuminata in modo divino da un nuovo lume che si aggiunga a quello naturale (S. Tommaso, in Boetio De Trinitate Q1 a1 r).

Nel caso in questione, i pagani, non potendo essere stati illuminati dalla Chiesa o non avendo creduto alla sua predicazione riceveranno direttamente da Dio o da un angelo questa illuminazione. Questa infatti è l’opinione del dottore angelico (Quest. De Verit. Q14 a11 ad1).

Ma poiché, come sopra detto, si appetisce solo ciò che si conosce è necessario che essi siano istruiti su ciò che desiderano.

Ripugna, però, totalmente che Dio possa illuminare chiunque proponendo una Fede che non sia quella cattolica, pertanto l’infedele che riceverà l’illuminazione sarà istruito almeno sui due dogmi riguardanti la Trinità e l’incarnazione, come sostengono svariati teologi del passato.

3) Un terzo argomento può essere questo: La forma è principio d’operazione e la forma di questo corpo mistico è lo Spirito Santo che di esso ne è l’anima (Sant’Agostino, Mystici Corporis), ora, come causa formale, essa imprime nell’animo una certa qualità che è propriamente la vita della grazia (ST p. I-II Q110 a2 ad1) per mezzo della Carità che diviene per l’animo dell’uomo quasi come una nuova forma che a sua volta imprime l’operazione propria del corpo mistico di Cristo che è l’azione del suo divin Capo in ogni cattolico.
Anche in questo caso ripugna che chi riceva la grazia col battesimo di desiderio abbia un’operazione diversa da quella dell’anima che informa quel corpo quando ne fa parte.2

 4) Il quarto  argomento che si può portare in opposizione all’affermazione del p. Lanzetta è che l’effetto mantiene sempre una certa somiglianza con la sua causa, ora la causa del battesimo è Cristo ed il suo effetto, almeno uno, è proprio l’incorporazione a Lui (S.T. p.III q. 69).

Come si può sostenere: ne ottiene solo gli effetti salvifici ?

Divenire cristiani, invece, è un effetto dell’incorporazione a Cristo, quanto meno all’anima del suo corpo mistico che è la Chiesa.
Val bene ricordare che col battesimo l'uomo viene incorporato a Cristo e diventa suo membro.
È quindi conveniente che nelle membra incorporate si compia ciò che si è compiuto nel capo
(S.T. p. III q 69 a3 r)
Infatti il carattere del Battesimo, citato da p. Lanzetta, è il secondo effetto del battesimo e non il solo anzi l’effetto principale da cui traggono radice tutti gli altri è proprio l’incorporazione a Cristo. (Bartmann- manuale di teologia dogmatica Vol. III p. 86)3

 5) Possiamo per quinto addurre quest’altro argomento e cioè che la conoscenza delle cose divine sono da considerare in due modi:

1)      Rispetto a noi
      2)      Rispetto a se stesse e alla loro natura

Nel primo caso noi le conosciamo limitatamente secondo gli effetti, nel secondo caso esse sono di per sé massimamente conoscibili nel loro modo appropriato da Dio e dai Beati (Commento a Boezio De Trin. Q2 a2 r) pertanto Dio solo con certezza conosce chi è incorporato all’anima del Corpo Mistico di Cristo.

A noi potrà anche sembrare, anzi non lo vedremo mai in questo stato di viatori, che l’infedele sia tale, ma Dio vede e sa che è cristiano ed ha la fede cattolica così che resti valido il dogma “nulla salus extra ecclesiam”.

Inoltre di questa “società”, che è la Chiesa, qunidi del Corpo Mistico sappiamo che ne fanno parte anche i beati ed i santi, come fanno ad esserne parte se non sono cattolici e cristiani?

Forse che la Chiesa Trionfante in cielo perderebbe la sua natura?

Abramo che credette a cosa credette?

E di questa opinione è Mons. De Sègur che si domanda: “Può uno salvarsi fuori della Chiesa”?

Risponde: “Sì, in apparenza, no in realtà”4.

 6) Per sesto: poiché gli articoli di Fede e quindi i dogmi, sono “quasi dei principi”5 , come  dice il Dottore Angelico, se possono essere negati una sola volta non saranno mai validi oppure lo saranno per accidens e non per sé.

Prendiamo l’esempio del teorema di Pitagora se per una volta non fosse valido non lo sarebbe mai se non per accidens e così è lo stesso per il dogma “nulla salus”.

E’ vero che Dio agisce al di fuori dei sacramenti ma di quelli amministrati dalla Chiesa visibilmente e non certo contro i sacramenti stessi, ciò equivarrebbe a dire che Dio possa agire contro se stesso ciò è impossibile essendo stati istituiti da Lui.

Dio non inganna e non può ingannarsi.

Nulla vieta, inoltre, che il sommo sacerdote Gesù Cristo, fonte di ogni sacramento (battesimo di desiderio), li amministri direttamente essendo sempre il capo della Chiesa anche se noi non lo vediamo.

Cristo non è legato dai suoi sacramenti: Egli può produrre l’effetto con un semplice atto di volontà. (Bartmann-Manuale T.D. Vol. III p. 328)

7) Infine come ultimo argomento possiamo dire che la Fede non appartiene all’essenza dell’ uomo ma è un accidente che si aggiunge e specificatamente una qualità che, sebbene  può essere cambiata, sembra più un possesso che una disposizione come afferma il Filosofo (Categorie 8).

Ora l’essenza è ciò che è espressa dalla sua definizione e sotto lo stesso rapporto è o non è ma anche gli accidenti, sebbene per essere hanno bisogno di un soggetto su cui inerire, posseggono un’essenza ed una sua definizione anche se in maniera incompleta e relativa.
Preso in concreto l’essere cattolico dunque è un accidens, una qualità o abito.
Ma cattolico è colui che professa la fede cattolica mentre musulmano (ad esempio) è colui che
professa la fede islamica e questa è la loro definizione.
Poiché le due definizioni sono opposte non possono sussistere sullo stesso soggetto, una cosa è o non è.
Ma la virtù della Fede è un abito e l’abito è una qualità stabile dell’animo così l'abito della fede inclina l'anima umana ad accettare le cose che collimano con la vera fede, e a respingere le altre.(ST p. II-II Q1 a4 ad1)

Ma in musulmano il cui abito è quello della fede musulmana (pur col battesimo di desiderio) se mantiene quell’ abito non può avere quello della Fede cattolica di conseguenza dobbiamo ammettere che in paradiso ci sono anche coloro che mantengono l’abito della falsa fede e quindi chiunque.

Quod repugnat!

 Con questo ci sembra quanto meno di poter dissentire con decisione dall’affermazione di P. Serafino Lanzetta.

Concludo: “Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù” (1 Gal. 3;28)


Vogliamo dire che non sia vero? 

                                                                                                                      Stefano Gavazzi

 NOTE:

1) In realtà la Causa prima muove anche l’intelletto agente.

2) Si potrebbe obiettare che tanti fanno parte del corpo ma non seguono il principio dell’operazione di quest’anima.

Ma l’obiezione in tal caso è facilmente superabile opponendo due argomenti:

Il primo argomento è un’analogia che si deduce dal corpo umano, infatti in natura ci sono alcune cellule malate che non contribuiscono a perseguire il fine di tutto il corpo pur facendone parte e tal volta l’operazione viene negata a tutto il corpo quando è la testa ad essere colpita da malattia. (vorrei portare un esempio doloroso per me ma lascio a chi legge pensarne  uno)

Il secondo è che abbiamo detto che le cellule di questo corpo hanno libero arbitrio e liberamente possono scegliere di seguire l’operazione di questa “nuova forma” o rifiutarne la qualità pur conservando l’unità col corpo solo esteriormente. 

3) Quasi nessuno degli autori che sostengono queste tesi, vedasi anche p. Bellon, non tengono conto del fatto che si parla di casi in cui l’uomo sta per passare dalla vita alla morte, un tentativo estremo, come invece perfettamente sottolinea il Concilio di Firenze, che dice “finchè sono in vita” perché nel caso in cui coloro che ricevono il battesimo di desiderio non perissero dovrebbero, poi per salvarsi,  mettere in pratica la dottrina cattolica e appartenere visibilmente al corpo di Cristo (sacramenti ecc.) acconsentendo alla Grazia, condurre una vita da cattolici con tutti i problemi connessi.

4) La Chiesa per Mons. De Sègur. Cap. V Roma 1883

5) Quel quasi non si riferisce alla certezza del principio ma al fatto che essendo oggetto di Fede non sono dimostrabili.

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