ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 21 ottobre 2013

Cosa ho visto ad Albano Laziale

Testimonianza su quanto avvenuto il 15 ottobre scorso
ai funerali del capitano Erich Priebke


Questa lettera è stata pubblicata sul sito EFFEDIEFFE

noi la riproduciamo col permesso dell'Editore






20 0ttobre 2013

Quella mattina assieme a mio genero, siamo andati ad Albano Laziale per fare un lavoro di riparazione sul terrazzo del fabbricato della Fraternità Sacerdotale San Pio X perché vi erano delle infiltrazioni d'acqua. La richiesta d'aiuto ci era stata fatta da Don Pierpaolo la domenica precedente, prima della celebrazione della S. Messa delle 10,30.

Già dalla mattina erano giunti diversi sacerdoti amici loro e da diverse località, tutti Diocesani ma amici loro, costoro e quelli della Fraternità, hanno avuto un incontro nel salone sottostante da dove noi lavoravamo alla riparazione, poi abbiamo sentito i canti della celebrazione della Santa Messa, all'ora di pranzo, siamo scesi al refettorio e Fra Pio ci ha portato le vivande ma in una saletta attigua, però abbiamo potuto vedere il refettorio pieno di sacerdoti ed altri ragazzi che sono lì come 'seminaristi', già avanti col pranzo.

Dopo, siamo risaliti per continuare il lavoro, alle ore 16,30 circa, è salito un sacerdote e ci ha detto che ci sarebbe stato un funerale, e noi, non sapendo nulla abbiamo chiesti chi era deceduto e dopo un pò, ci ha confermato quello che tutti sanno.

Nel frattempo alcuni sacerdoti Diocesani, sono andati via, ma altri erano rimasti a chiacchierare fra loro in giro per il parco e noi dall'alto vedevamo tranquillamente tutto,.....poi notammo che al cancello d'ingresso c'erano persone fuori, non molte e via via aumentate come una piccola folla,... mentre noi continuavamo il lavoro e finirlo prima dell'imbrunire, la piccola folla diventava rumorosa, infatti era in arrivo la salma del capitano tedesco Erich Priebke per le esequie ed era pure arrivata in forze la polizia e carabinieri. Poi siamo scesi per vedere che succedeva, si era creato un via vai di dirigenti di poliziotti e poliziotte, tutti rigorosamente in borghese e alcuni ufficiali dei carabinieri in divisa, la piccola folla si era ingrandita con l'aggiunta di curiosi, fotografi, cameramen e aiutanti vari, erano arrivati pure altri agenti in divisa e in borghese, la piccola folla pareva a quell'ora del tramonto, una indistinta marmaglia che gridava, soprattutto le 'donne', gridavano cose che non immaginavo potessero uscire dalla bocca di signore e/o signorine di buona educazione, spalleggiate da altri tipi (sempre gli stessi), ne dicevano di tutti i colori verso il cancello, verso il deceduto, verso i preti, verso le forze dell'ordine ecc. ecc.

Una cosa inaspettata per noi, non ne sapevamo nulla, infatti venne Don Pierpaolo per scusarsi con noi e ci ha spiegato il perché aveva dato il consenso a quella cerimonia alla famiglia e al legale di Priebke, dicendoci le stesse cose più o meno così come le ha poi dichiarate successivamente nel comunicato stampa, noi naturalmente da semplici Cristiani e Cattolici, gli abbiamo detto che aveva fatto bene e che non si preoccupasse per noi se per un po’ non saremmo potuti uscire col camioncino con cui avevamo portato il materiale e gli attrezzi adatti alla bisogna.

Finito il lavoro, siamo scesi così come eravamo, con gli abiti da lavoro e scarponi, un po’ trasandati non potendoci cambiare.

Nel frattempo abbiamo assistito a tutto quello che è avvenuto, ma da dentro e anche quello che succedeva fuori dal cancello principale e da quello secondario, un po’ meno dal cancelletto più piccolo ubicato più a nord del parco. Ho salutato l'avvocato di Priebke, abbiamo chiacchierato un pochino in quanto era quasi sempre al telefonino e potevamo sentire tutto quello che diceva, Naturalmente gli interlocutori, erano le dirigenze di polizia. della prefettura, dello stesso Pecoraro, il Prefetto e i famigliari. Dato che le autorità avevano chiuso ogni passaggio per entrare a via Trilussa 45, come pure il sindaco con un'ordinanza di divieto ecc. ecc. e che non si poteva fare il funerale come pattuito col Prefetto, spazientito e tradito, l'avvocato, ha telefonicamente demandato il suo incarico di legale rappresentante della famiglia e della salma del capitano. Poi evidentemente gli interlocutori dell'avvocato, hanno chiesto che tale decisione fosse confermata con una firma dello stesso avvocato, che nel frattempo aveva ingiunto a chiunque di filmare o fotografare il feretro, passata una buona ora e mezza, l'avvocato è andato via passando dal cancello posto a nord del parco. Nel frattempo gli astanti presenti al Priorato dentro e fuori dal fabbricato, parlavano, si scambiavano opinioni sulla situazione che vedeva la piccola folla gridare, spostarsi dal cancello principale a quello secondario su una strada vicina, dove noi avevamo portato delle tavole per un eventuale ingresso della salma in quanto vi era un gradino su cui poteva cozzare lo stesso carro funebre e presenziato da polizia e contestatori e contestatrici molto ignoranti e blasfemi nei confronti dei sacerdoti. Nel tempo trascorso ad aspettare che si facesse il rito, si discuteva anche fra noi e le forze dell'ordine presenti all'interno della Fraternità, criticandoli perché non sfollassero quei pochi debosciati da davanti il cancello, era come parlassimo ad un muro di gomme, ci venne detto solo che da Roma avevano deciso che nessuno doveva entrare o uscire, per cui anche noi eravamo sequestrati dentro le mura della Fraternità, abbiamo anche sentito i pareri dei sacerdoti diocesani, criticare il Papa per quella decisione folle di negare una chiesa per i funerali, ho sentito affermare da uno di loro mentre discutevamo sul fatto della negazione da parte del Vicariato, che il Vaticano oramai è in man a Satana, un altro ha affermato che Bergoglio oramai è un pagliaccio, proprio così, un sacerdote diocesano definire il Papa un pagliaccio, mai ho sentito parole gravi come queste da sacerdoti della Fraternità.. e se lo dicono loro, i diocesani, penso che lo affermino per cognizioni interne alle loro diocesi o parrocchie.

Nel mentre tutto si svolgeva, fuori si cantavano canzoni comuniste, improperi conto la Fraternità, lancio di uova, bestemmie, parolacce ecc. dall'interno chi voleva uscire non poteva uscire e se voleva uscire doveva essere scortato, così come è avvenuto per Don Curzio Nitoglia, già bersagliato al momento dell'entrata. Lui per uscire ha dovuto essere scortato fino alla sua automobile e con lui sono uscite pure le suore, sempre scortate. Nel mentre eravamo dentro e non potevano uscire col camioncino perché a detta della polizia, ce lo avrebbero demolito e chissà che altro, la polizia ha posto un mezzo col dietro rivolto al cancello secondario, con le portiere posteriori aperte in modo tale che si poteva caricare da dentro senza che nessuno poteva vedere che cosa o chi, lo hanno fatto perché nel frattempo, evidentemente l'avvocato uscito tempo prima aveva posto quella firma su un documento che attestata la sua rinuncia a rappresentare la famiglia Priebke e la salma del capitano, per cui una volta avuto tale atto, chi ha deciso di prelevare il feretro, l'ha fatto con la sicurezza che quell'atto fosse legittimo, penso che sia stato o il ministero dell'interno o il Prefetto, infatti tutti i dirigenti all'interno della Fraternità erano costantemente in contatto telefonico coi superiori, lo si capiva dai discorsi che facevano  davanti a noi o poco nascosti per non farsi sentire ma si capiva.. malgrado ci fosse un piccolo gruppo di cinque o sei persone a vegliare sul feretro, posto in una saletta del fabbricato adattata a camera ardente con tanto di candele e fiori, la polizia evidentemente ha distratto l'attenzione di costoro e del Priore Don Pierpaolo, ha sottratto di forza la salma e caricata su quel mezzo posto sul cancello secondario. Fu in quel momento che la 'folla', gridando, è corsa dal cancello principale a quello secondario, avvertita da quelli li presenti, è stato l'unico momento in cui la forza pubblica è intervenuta, ha lanciato un lacrimogeno, si è sentito un grosso botto, la gente che indietreggiava verso la salita di via Trilussa accompagnata dal fumo come nebbia leggera e sotto la pioggia appena iniziata a cadere più cospicuamente.

Sono bastati pochi secondi, trenta o un minuto e tutto è tornato nel silenzio, non si sono più sentite grida e non si sono più visti i soliti deficienti urlatori, sempre gli stessi, volatilizzati da una pernacchia della polizia o carabinieri in assetto antisommossa, la piccola folla di circa quaranta o cinquanta attivisti venuti da Roma e quei pochi di Albano, spariti nel nulla, era circa la mezzanotte passata, pioveva, forse non volevano bagnarsi ulteriormente, sia i contestatori che i poliziotti e carabinieri e in poco più di uno o due minuti tutto era calmo, c'erano solo le forze dell'ordine e qualche curioso e ovviamente pochi cameramen o fotografi come pure giornalisti.. un poliziotto nel frattempo, ci aveva spiegato che la faccenda era in presa diretta Skai e per tanto, loro finché c'era la diretta, avevano l'ordine di stare fermi... poi tutto s'è mosso in pochissimi minuti, il trafugamento della salma, il botto, in fuggi fuggi e tutto è terminato nel nulla, la sceneggiata è finita, gli attori se ne sono andati e pure gli spettatori sono tornati alle loro case, come pure noi col camioncino verso l'una e trenta siamo tornati alle nostre case, a casa mia, mia moglie e le figlie con le nipotine, guardato il televisore, si sono messe a recitare il Rosario, chiedendo alla Madonna che piovesse su quella gente...

Un fatto però lo devo dire, quei signori che dovevano sorvegliare il capitano, sono stati fregati dalla polizia o li hanno neutralizzati, io e l'altro che era con me, in quel momento eravamo verso il cancello principale, ci spostavamo di tanto in tanto e non abbiamo visto il trafugamento della salma da parte dei ladri in divisa, ce lo hanno detto chi aveva visto perché era lì sul posto, vicino al fabbricato. Dico questo perché tra le altre cose, dopo che l'avvocato aveva rimesso il mandato telefonicamente e prima ancora aveva interdetto foto o video del feretro, noi abbiamo fatto una foto alla bara di Priebke nella camera ardente coi fiori sopra e le candele al fianco... costoro, ci avevano chiesto (separatamente), a me e all'altro, ancora vestiti da lavoro, se avevamo degli attrezzi, certi attrezzi, evidentemente loro erano decisi a trafugare loro la salma, portandola fuori di nascosto, passando dietro il fabbricato, tagliando la rete metallica, magari d'accordo con qualcuno già contattato appositamente, peccato per loro che noi non avevamo quegli attrezzi perché non ci servivano per il lavoro svolto sulla terrazza...non li avevamo portati .....ecco c'è stato anche un possibile tentativo di trafugare la salma da parte dei sorveglianti civili, tutti camerati e decisi a tentarlo e rischiare di brutto, ma sono stati fregati dalla polizia...

Sulla questione del funerale, cosa principe di tutto il marasma avvenuto, devo confermare, che Don Pierpaolo, ha fatto comunque il rito sia pure in quelle condizioni, ha reso cristianamente il funerale del tutto legittimo davanti a Dio e alla Chiesa, con la benedizione della salma, il rito con le preghiere tutto in latino e la incensazione della bara alla fine, il tutto mentre fuori avveniva tutto quello che tutti sanno.

Ieri pomeriggio sono tornato a continuare il lavoro nel pomeriggio, c'è stato in deficiente che fuori dal cancello principale, ha gridato qualcosa contro i 'preti', è stato per pochi secondi poi silenzio, Don Pierpaolo che era intento a spaccare la legna li vicino, ha continuato senza fermarsi a spaccare la legna, poi è venuto sul terrazzo e abbiamo chiacchierato proprio sul funerale,.... il funerale malgrado tutto il 'casino', è stato cristianamente comunque eseguito ed è valido.

Questa mattina sono tornato a lavorare sul terrazzo, è venuto su Fra Pio col caffè, e mi ha confermato che dal cancello, ogni tanto qualcuno si ferma e li ringrazia per quello che hanno fatto,.... e.... qualcun'altro invece no... ma chi se ne frega!... fine della puntata!

Per fortuna c'è la Fraternità Sacerdotale San Pio X

Un saluto al Direttore e a tutta la 'Fraternità'  FDF.

Alberto M.
Roma 

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