ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 20 ottobre 2013

“ Cristiani da pasticceria”.


Secondo i mass media qualche giorno fa Papa Francesco ha coniato l’ennesima espressione : “ Cristiani da pasticceria”.
Chi sono i Cristiani "da pasticceria" come dice il Papa Francesco?
Uno studente di teologia ha ammesso candidamente : “ Ho cercato tra i miei dizionari di teologia, la definizione di Cristiani da Pasticceria. Nemmeno consultando i miei libri di Patristica e quelli del Magistero, ma anche in quel caso le ricerche non hanno dato buoni risultati. Qualcuno può darmi una definizione chiara e papale?
Un Seminarista  salendo prematuramente  in cattedra gli ha risposto distribuendo, come fanno i suoi insegnanti, frustate a destra e a sinistra per non scontentare nessuno ...

“... dall'espressione del Papa ho intuito che i cristiani “da pasticceria” fossero quelli belli solo per stare in vetrina. 
Quelli dei primi posti nelle chiese, degli onori nelle piazze, delle grandi feste e delle lunghe processioni.
Quelli che vanno a messa, ma non si lasciano interrogare dal Vangelo. 
Quelli che nel tragitto dal sagrato a casa hanno dimenticato già tutto. Che la fede è importante, ma poi la vita è una cosa seria. Tutta un’altra cosa.
Ma i cristiani “da pasticceria” sono anche quelli che si vedono solo in alcune occasioni. Per opportunità o tradizione ( veramente la Tradizione della Chiesa insegna esattamente il contrario N.d.R.). 
Quelli che pensano che la Chiesa sia soltanto un organismo esistenziale. 
Che Gesù è stata tanto una bella persona ma poi la sua Parola non influisce sulla mia vita e non riguarda le mie scelte. 
Quelli della messa a Natale e Pasqua (oltre ai funerali), senza nessuna appartenenza alla comunità cristiana ( fra poco per colpa dei continui sconvolgimenti innovativi dentro la Chiesa non ci saranno più neppure loro ! N.d.R.). 
Quelli che vanno dietro al prete bravo, simpatico e bello, come se fosse tutto un teatro e basta ( ahaahaha ! proviamo a trascrivere questa frase con una piccola variazione : Quelli che vanno dietro al Papa bravo, simpatico e bello, come se fosse tutto un teatro e basta dopo aver flagellato il precedente perché non era abbastanza mondano ... N.d.R.) .
Infine ci sono i cristiani “da pasticceria” come quelli solo devoti e sdolcinati. 
Che sorridono a tutti, senza amare nessuno. Che vivono di rassegnazione senza assumersi alcuna responsabilità. 
Quelli che baciano Gesù e Maria, ma non abbracciano chi è solo ( Un po’ di demagogia pupulista non fa mai male vero ? … N.d.R.).
Di questi cristiani non abbiamo bisogno, insomma ( e chi lo dice che non c’è bisogno di questi cristiani ? “ Siano bene impresse nei cuori e delle menti dei vocati le parole che il grande Papa Benedetto XVI ha ripetuto anche ai suoi confratelli vescovi :  " Nessuno è di troppo nella Chiesa. Ciascuno, senza eccezioni, in essa deve potersi sentire “a casa sua”, e mai rifiutato. Dio, che ama tutti gli uomini e non vuole che alcuno perisca, ci affida questa missione facendo di noi i Pastori delle sue pecore. ?". Gli ha fatto eco il suo successore Papa Francesco nell'udienza generale del 9 ottobre scorso N.d.R.).
E mi permetterei di suggerire   al Papa  ( un seminarista che pretende di suggerisce al Successore di Pietro ??? ) di citare anche i cristiani “da yogurteria”. 
Quelli acidi, astiosi e lamentosi. 
Quelli con le risposte sempre pronte e dalle domande assenti. 
Quelli che vedono nemici, invece che fratelli; problemi, invece che persone. 
Quelli che assumono, come criterio interpretativo, la paura, invece della speranza. ( Frase in parte condivisibile e qui rimandiamo il link all’ultimo intervento di Francesco Colafemmina QUI N.d.R.).
Ma c’è anche il “salato”. 
Ed è proprio dei cristiani “come il sale” che ha bisogno il mondo. 
E lo aveva detto Gesù.
Allora cristiani, profeti gioiosi, come il sale. 
Chiamati a dare sapore e a preservare dalla corruzione il mondo. 
Cioè chiamati a rivelare con la propria vita, gesti e parole, il senso vero della storia e di ogni esistenza. 
Rendendo tutto degno di essere vissuto. 
Chiamati a esaltare il valore di ogni persona e la bellezza di ogni stagione della vita. 
Mescolati al mondo, senza perdere autenticità.
Pochi, rifiutati, ma coerenti e liberi da ogni sorta di compromesso. 
Discepoli del Vangelo e non dei sondaggi di opinioni. 
Senza la pretesa di dare risposte certe, ma capaci di suscitare domande autentiche. 
Disposti a perdere la propria vita, ma non il suo sapore, il suo senso pieno.
Come il sale. Che vale poco, poco visibile, così silenzioso. 
Eppure necessario a dare sapore alla vita e bellezza al mondo. Senza pretese”.

Poichè il dotto seminarista non ha citato per intero la ( bella ) frase del Papa lo facciamo noi : 
“Ma non possiamo fare un cristianesimo un po’ più umano?' dicono: senza Croce, senza Gesù, senza spogliazione. 
E diventeremo cristiani di pasticceria, come belle torte, come belle cose dolci… Bellissimo, ma non cristiani davvero! 
Qualcuno dirà: ‘Ma di che cosa deve spogliarsi la Chiesa?’. 
Ma deve spogliarsi oggi di un pericolo gravissimo, che minaccia ogni persona nella Chiesa, tutti: il pericolo della mondanità. 
Il cristiano non può convivere con lo spirito del mondo. 
La mondanità che ci porta alla vanità, alla prepotenza, all’orgoglio. 
E questo è un idolo, non è Dio. 
E’ un idolo! 
del sito Radio Vaticana )

Una domanda al seminarista  : come inquadrerebbe lei gli organizzatori della Veglia Mariana nel Santuario del Divino Amore di Roma del 12 ottobre scorso ? 

Cristiani da pasticceria, cristiani da yogurteria o cristiani salati ?

Dal blog Chiesa e post concilio prendo la testimonianza di Alessandra che ha scritto : “Sabato sera al Divino Amore era presente un gran folla. Sono andata al santuario con la mia famiglia e con un'amica ed i suoi figli per partecipare alla veglia. 
Nel Santuario nuovo, gremito di fedeli, era stato allestito un grande maxischermo con schieramento di stampa e TV. La mia sorpresa è stata grande nel vedere che, anziché la recita del Santo Rosario era stato allestito un vero e proprio spettacolo. Il tempio era attraversato da fasci di luci e la preghiere erano interrotte da "meditazioni" lette da un'attrice e dall'esibizione di ballerine. 
Il nostro piccolo gruppo era abbastanza in fondo. 
Ci siamo raccolti per recitare il Santo Rosario, compresi i bambini. 
Dopo un po' siamo stati interrotti da alcuni giovani sacerdoti, che ci hanno detto "smettetela con quella cantilena". 
A quel punto siamo andati via. Ma non siamo stati i soli. 
Erano parecchi quelli che uscivano pieni di sorpresa e delusione. (Alessandra) [Guardare per credere]

Con la scusa del nuovo Papa, ma un Papa può controllare tutto ? dalla Via Crucis del GMG alla veglia mariana al Divino Amore ? , anche la devozione mariana, la forma più toccante, bella e salvifica che nasce dal cuore dell’uomo, si è riempita di fatue espressioni di sapore carismatico e pentecostale in cui il sensazionalismo ha usurpato la preghiera intima ed il professionalismo – degli attori e dei cantanti pop-rock- è unilateralmente proiettato verso una dimensione orizzontale …
Un fedele ha commentato : “Io ho visto la diretta su Sat 2000 e ne sono rimasta scandalizzata.
Pregavo la Madonna di ascoltare le preghiere che arrivavano dalle chiese di altre parti del mondo (in collegamento, giusto per poter scandalizzare un po' anche loro)e di perdonare l'orribile "spettacolo" inscenato al Divino Amore. 
Ho notato anch'io lo sconcerto nel volto dei presenti che si aspettavano una veglia di preghiera e che parecchi non resistevano si alzavano e se ne andavano.
Orribili davvero le performance "artistiche" e la lettura recitata mettendo in bocca alla Madonna parole discutibili con le attrici che parlavano in prima persona a suo nome.
La preghiera spezzettata, 5 Ave Maria alla volta e senza il Gloria, canti sguaiati, sembrava quasi una provocazione...”

“ …le persone ovviamente erano disgustate da quel che hanno trovato in un luogo di preghiera. 
Poi, guarda caso - ma questo me lo tira fuori perché viene da sé - mi ricorda molto quel che è successo a Copacabana durante una cosiddetta "Via Crucis": la "Via Dolorosa" trasformata in esibizioni da discoteca. Se non è dissacrazione questa!

Dissacrazione mondana che stride con le parole ( sopra citate ) del Papa : “Il cristiano non può convivere con lo spirito del mondo. 
La mondanità che ci porta alla vanità, alla prepotenza, all’orgoglio. E questo è un idolo, non è Dio. 
E’ un idolo! 
E l’idolatria è il peccato più forte, eh!

Andrea Carradori

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