ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 12 novembre 2013

Paramenti e musica

Paramenti papali, le innovazioni di Francesco e la lezione del passato

Chissà cosa penserebbe oggi Urbano VIII, immortalato a imperitura memoria in un celebre ritratto di Pietro da Cortona verso il 1627, dando un’occhiata anche veloce all’abbigliamento di Papa Francesco. Niente rosso, niente ermellino. Neppure le scarpe appropriate al ruolo. Certo, nel Seicento qualche Papa si faceva confezionare abiti alla moda (rigorosamente bianchi) da indossare sotto la candida veste. Nessuno, però, si sarebbe mai sognato di portare calzoni neri e scarponi consumati con i lacci.
Urbano VIII, invece, indossa tutto ciò che è utile a indicarne l’appartenenza sociale, lo stato, la funzione. Dal camauro alla mozzetta bordata d’ermellino, dal rocchetto alla falda, fino alle scarpe con la croce. Il tutto in un’alternanza di bianco e rosso, i colori propri del vicario di Cristo. Erano i tempi in cui i papi neoeletti non solo si facevano realizzare paramenti adeguati al rango e (spesso) alla ricchezza del blasone famigliare, ma facevano tessere stoffe con il proprio stemma per tappezzare ogni salone e stanza del Quirinale e del Palazzo apostolico vaticano. L’ultimo a farlo è stato Clemente XIII, salito al Soglio nel 1758. Scrive la storica dell’arte Marzia Cataldi Gallo, nel suo libro “Vestire il Pontefice” (Sagep, 80 pp., 12 euro) presentato qualche giorno fa ai Musei capitolini, che “nel passato vaste fasce di popolazione potevano anche non saper leggere e scrivere, ma certamente sapevano leggere il significato di certe fogge d’abito”. Quest’ultimo, infatti, “era – ed è? – un mezzo di comunicazione immediato, una dichiarazione diretta”.
La chiesa, fedele a questo principio, non si è discostata troppo dal solco fatto di sacralità e bellezza, “e ha sempre mirato a sottolineare il ruolo del celebrante in generale e, con maggior forza, quello del Pontefice, ammantandolo di paramenti speciali”. La storia della chiesa, infatti, “è percorsa da un fil rouge: da una costante e ininterrotta consapevolezza dell’opportunità che la figura centrale della liturgia e, ancor più, la figura centrale della chiesa tutta, vestisse parati adatti a evidenziarne il ruolo di guida e di faro sul quale potessero convergere gli occhi e il sentire dei fedeli”.
Un rapporto, quello tra liturgia e bellezza che era stato messo in luce da Benedetto XVI nell’“Esortazione Sacramentum Caritatis”: un legame che, scriveva il Papa oggi emerito, “non è mero estetismo, ma modalità con cui la verità dell’amore di Dio in Cristo ci raggiunge, ci affascina, ci rapisce”. Molto si è scritto e speculato sulla scelta di Francesco di rinunciare  – fin dalla prima apparizione sulla Loggia delle Benedizioni, il 13 marzo scorso – ai simboli che per secoli identificavano la figura del Pontefice.  La motivazione, con ogni probabilità, è legata alla voglia di liberarsi di quelle vestigia rinascimentali sopravvissute al vento del Concilio e alla spoliazione iniziata da Paolo VI con l’abbandono del triregno. Eppure, il rosso ha una sua storia, una sua radice che affonda nei secoli passati: “Fin dal Duecento – scrive Marzia Cataldi Gallo – la veste bianca e rossa del Papa diventa tradizionale, ed è con la Controriforma che il duplice simbolismo cromatico divenne più forte”. Il bianco a simboleggiare la purezza, il rosso il sacrificio della Passione. Dietro la scelta di Francesco, però, potrebbe anche esserci una seconda lettura: il rosso come richiamo al potere temporale e rinvio all’“immantatio”, la cerimonia con cui il neoeletto veniva rivestito della cappa rubea. Manto rosso e tiara, simboli di quel Papa re che Francesco vuole confinare per sempre nei libri di storia.


Il canto nuovo del Maestro Domenico Bartolucci


bart
“La musica è Arte con la ‘A’ maiuscola. La scultura ha il marmo, l’architettura l’edificio… La musica la vedi solo con gli occhi dello spirito, ti entra dentro. E la Chiesa ha il merito di averla coltivata nelle sue cantorie, di averle dato la grammatica e la sintassi. La musica è l’anima della parola che diventa arte. In definitiva, ti dispone a scoprire e accogliere la bellezza di Dio. Per questo più che mai oggi la Chiesa deve sapersene riappropriare”.
Così Domenico Bartolucci, ultimo grande maestro della Cappella Sistina, fatto cardinale da Benedetto XVI, concludeva una fiammeggiante intervista al musicologo dell’Espresso Riccardo Lenzi:
Era il 2006 e Bartolucci era sulla soglia dei 90 anni. Dall’alba di oggi, 11 novembre 2013, festa di san Martino, in cielo sono gli angeli a cantare con lui il canto nuovo.
Quell’intervista è tutta da rileggere. Attualissima.
Si è spento stamani a Roma il cardinale Domenico Bartolucci, già Maestro Direttore della Cappella Musicale Pontificia detta "Cappella Sistina": aveva 96 anni. Nato il 7 maggio 1917 a Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze, entrato nel seminario fiorentino si dedica subito alla musica con Francesco Bagnoli, maestro di cappella del duomo di Firenze. Per questo, assai presto viene incaricato di accompagnare all'organo le esecuzioni corali in cattedrale. Alla morte di Bagnoli gli succede e negli stessi anni inizia a comporre le prime messe, i primi mottetti, le musiche organistiche e cameristiche, i madrigali, ma soprattutto La Tempesta sul Lago del 1935, il suo primo oratorio.
Nel 1939 due avvenimenti decisivi: l'ordinazione sacerdotale, il 23 dicembre, e il diploma in composizione e direzione d'orchestra con Vito Frazzi al conservatorio fiorentino. Alla fine del 1942, dopo aver insegnato nei seminari della diocesi d'origine, si reca a Roma per maturare una più profonda conoscenza della musica sacra, grazie al contatto con la pratica delle allora fiorenti cappelle musicali. Iniziata così la sua permanenza a Roma, ospite presso l'Almo Collegio Capranica. Oltre a frequentare Raffaele Casimiri, illustre studioso palestriniano, è subito affiancato a Lavinio Virgili come vice direttore della Cappella di San Giovanni in Laterano.
Nel 1947 il cardinale Elia Dalla Costa lo vuole parroco di Montefloscoli, un piccolo centro nel Mugello, in Toscana. Dopo l'esecuzione del suo poema sacro Baptisma al Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, è nominato maestro della Cappella liberiana di Santa Maria Maggiore e docente di composizione e direzione polifonica proprio al Pontificio Istituto di Musica Sacra. Nel 1952, su indicazione di Lorenzo Perosi, è nominato vice maestro della Cappella Sistina; in questo stesso anno compone l'oratorio L'Ascensione, con il quale viene inaugurato a Città del Messico il nuovo santuario della Vergine di Guadalupe.
Morto Perosi nel 1956, Pio XII lo nomina direttore perpetuo della Cappella Sistina, incarico che ha ricoperto fino al 1997. Nel 1959, riceve da Giovanni XXIII l'approvazione per il progetto di riorganizzazione della Cappella Musicale Pontificia. Ottiene così una sede adeguata per le prove e per l'archivio, viene definito l'organico stabile dei cantori adulti e si dà vita alla Schola puerorum dedicata esclusivamente alla formazione dei ragazzi.
Nel 1965 il maestro è nominato accademico di Santa Cecilia. Proprio l'Accademia più volte programma i suoi oratori nelle passate stagioni sinfoniche invitandolo a dirigerne le esecuzioni: tra esse occupano un posto particolare il Gloriosi Principes presentato a tutti i padri conciliari, presente Paolo VI, e l'Ascensione offerta a Giovanni Paolo II quando rientra a Roma per riprendere il suo ministero pastorale dopo l'attentato.
Nel corso degli anni, oltre all'impegno nelle esecuzioni nelle liturgie papali, promuove con profonda convinzione l'attività concertistica della Sistina, ritenendola uno strumento privilegiato di evangelizzazione. Oltre alla direzione della Cappella Papale, si dedica all'insegnamento presso il conservatorio statale di Santa Cecilia a Roma e il Pontificio Istituto di Musica Sacra, tiene corsi di polifonia palestriniana in Italia e all'estero, dirige i principali complessi sinfonico-corali italiani e viene insignito di alte onorificenze e premi nazionali ed internazionali.
Il maestro toscano è autore di una vastissima produzione musicale. Il corpus di opere già pubblicate dalle Edizioni Cappella Sistina supera i quaranta volumi e comprende sei libri di mottetti, sei di messe, laudi, inni, cantici e una serie di oratori e messe per soli, coro e orchestra. In occasione del suo 85° compleanno, con l'obiettivo di conservare e diffondere il notevole patrimonio musicale da lui composto, viene costituita la Fondazione Domenico Bartolucci. Di esso ha fatto parte l'allora cardinale Joseph Ratzinger. In questi anni la fondazione ha realizzato numerose manifestazioni musicali e ha costituito un coro polifonico che è stato protagonista, tra l'altro, di un concerto offerto a Benedetto XVI nella Cappella Sistina il 24 giugno 2006.
Un altro concerto viene offerto a Papa Benedetto XVI dal maestro Bartolucci, ormai cardinale, il 31 agosto 2011 nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. Per l’occasione il Maestro compone il pezzo Benedictus, dedicato al Papa come preghiera e ringraziamento al Signore per il Suo Ministero.
Benedetto XVI lo aveva creato cardinale nel Concistoro del 20 novembre 2010, della Diaconia dei Santissimi Nomi di Gesù e Maria in via Lata.
del sito Radio Vaticana
Il Papa ha espresso il suo “profondo cordoglio” per la morte del cardinale Domenico Bartolucci, spentosi stamattina a Roma intorno alle 8.00. Il porporato, già maestro direttore della Cappella Musicale Pontificia detta "Cappella Sistina”, aveva 96 anni. In un messaggio inviato ai familiari, il Papa ricorda “con affetto” il cardinale Bartolucci, “caro e stimato sacerdote, illustre compositore e musicista, che ha esercitato il suo lungo e intenso ministero specialmente mediante la musica sacra che nasce dalla fede ed esprime la fede”. In particolare, rammenta “con viva gratitudine la sua feconda opera quale direttore della Cappella Sistina e la valorizzazione sapiente del prezioso tesoro della polifonia, tesa ad elevare il cuore nella lode a Dio”. Eleva quindi “fervide preghiere al Signore affinché, per intercessione della Beata Vergine Maria, accolga questo suo generoso servitore e insigne uomo di chiesa nel gaudio e nella pace eterna”.
Mercoledì 13 novembre, alle ore 15.30, il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, presiederà le esequie all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana. Al termine della Celebrazione eucaristica, il Santo Padre presiederà il rito dell’Ultima Commendatio e della Valedictio”.

***

Il cardinale Domenico Bartolucci, già Maestro Direttore della Cappella Musicale Pontificia detta "Cappella Sistina" era nato il 7 maggio 1917 a Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze. 
Entrato nel seminario fiorentino si dedica subito alla musica con Francesco Bagnoli, maestro di cappella del duomo di Firenze. 
Per questo, assai presto viene incaricato di accompagnare all'organo le esecuzioni corali in cattedrale. Alla morte di Bagnoli gli succede e negli stessi anni inizia a comporre le prime messe, i primi mottetti, le musiche organistiche e cameristiche, i madrigali, ma soprattutto La Tempesta sul Lago del 1935, il suo primo oratorio.
Nel 1939 due avvenimenti decisivi: l'ordinazione sacerdotale, il 23 dicembre, e il diploma in composizione e direzione d'orchestra con Vito Frazzi al conservatorio fiorentino. Alla fine del 1942, dopo aver insegnato nei seminari della diocesi d'origine, si reca a Roma per maturare una più profonda conoscenza della musica sacra, grazie al contatto con la pratica delle allora fiorenti cappelle musicali. Iniziata così la sua permanenza a Roma, ospite presso l'Almo Collegio Capranica. Oltre a frequentare Raffaele Casimiri, illustre studioso palestriniano, è subito affiancato a Lavinio Virgili come vice direttore della Cappella di San Giovanni in Laterano.
Nel 1947 il cardinale Elia Dalla Costa lo vuole parroco di Montefloscoli, un piccolo centro nel Mugello, in Toscana. Dopo l'esecuzione del suo poema sacro Baptisma al Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, è nominato maestro della Cappella liberiana di Santa Maria Maggiore e docente di composizione e direzione polifonica proprio al Pontificio Istituto di Musica Sacra. 
Nel 1952, su indicazione di Lorenzo Perosi, è nominato vice maestro della Cappella Sistina; in questo stesso anno compone l'oratorio L'Ascensione, con il quale viene inaugurato a Città del Messico il nuovo santuario della Vergine di Guadalupe.
Morto Perosi nel 1956, Pio XII lo nomina direttore perpetuo della Cappella Sistina, incarico che ha ricoperto fino al 1997. Nel 1959, riceve da Giovanni XXIII l'approvazione per il progetto di riorganizzazione della Cappella Musicale Pontificia. 
Ottiene così una sede adeguata per le prove e per l'archivio, viene definito l'organico stabile dei cantori adulti e si dà vita alla Schola puerorum dedicata esclusivamente alla formazione dei ragazzi.
Nel 1965 il maestro è nominato accademico di Santa Cecilia. 
Proprio l'Accademia più volte programma i suoi oratori nelle passate stagioni sinfoniche invitandolo a dirigerne le esecuzioni: tra esse occupano un posto particolare il Gloriosi Principes presentato a tutti i padri conciliari, presente Paolo VI, e l'Ascensione offerta a Giovanni Paolo II quando rientra a Roma per riprendere il suo ministero pastorale dopo l'attentato.
Nel corso degli anni, oltre all'impegno nelle esecuzioni nelle liturgie papali, promuove con profonda convinzione l'attività concertistica della Sistina, ritenendola uno strumento privilegiato di evangelizzazione. Oltre alla direzione della Cappella Papale, si dedica all'insegnamento presso il conservatorio statale di Santa Cecilia a Roma e il Pontificio Istituto di Musica Sacra, tiene corsi di polifonia palestriniana in Italia e all'estero, dirige i principali complessi sinfonico-corali italiani e viene insignito di alte onorificenze e premi nazionali ed internazionali.
Il maestro toscano è autore di una vastissima produzione musicale. 
Il corpus di opere già pubblicate dalle Edizioni Cappella Sistina supera i quaranta volumi e comprende sei libri di mottetti, sei di messe, laudi, inni, cantici e una serie di oratori e messe per soli, coro e orchestra. 
In occasione del suo 85° compleanno, con l'obiettivo di conservare e diffondere il notevole patrimonio musicale da lui composto, viene costituita la Fondazione Domenico Bartolucci. Di esso ha fatto parte l'allora cardinale Joseph Ratzinger. 
In questi anni la fondazione ha realizzato numerose manifestazioni musicali e ha costituito un coro polifonico che è stato protagonista, tra l'altro, di un concerto offerto a Benedetto XVI nella Cappella Sistina il 24 giugno 2006.
Un altro concerto viene offerto a Papa Benedetto XVI dal maestro Bartolucci, ormai cardinale, il 31 agosto 2011 nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. 
Per l’occasione il Maestro compone il pezzo Benedictus, dedicato al Papa come preghiera e ringraziamento al Signore per il Suo Ministero.

Benedetto XVI lo aveva creato cardinale nel Concistoro del 20 novembre 2010, della Diaconia dei Santissimi Nomi di Gesù e Maria in via Lata.



http://traditiocatholica.blogspot.com/2013/11/la-morte-del-m-card-bartolucci-che-ha.html

in memoriam di
S. Em. Rev.ma il Signor Cardinale
M° Domenico Bartolucci






Oggi, 11 novembre 2013, si è spento S. Em. Rev.ma il Signor Cardinale Maetro DOMENICO BARTOLUCCI, Maestro perpetuo della Cappella Sistina, strenuo difensore della Messa tradizionale, che ha sempre celebrato. 
Requiescat in pace

Nato a Borgo San Lorenzo nel 1917, ordinato sacerdote nel 1939, direttore della cappella del Duomo di Firenze fino al 1942, si reca a Roma alla fine del 1943.
La capacità di direzione e compositiva, già rivelatasi accanto al maestro di cappella di Santa Maria del Fiore Francesco Bagnoli, matura sempre di più in questi anni in cui Bartolucci si muove tra Roma, dove ricopre incarichi legati alla musica sacra, e la diocesi di Firenze dove è parroco, dal 1947, di Montefloscoli.

Morto Lorenzo Perosi nel 1956, Pio XII lo nomina direttore della Cappella Sistina, incarico perpetuo ma nel quale viene sostituito nel 1997 per venire – si dice – incontro ad innovazioni utili alle grandi celebrazioni liturgiche.
Per la nomina a cardinale, che asciugò le amarezze, scelse come motto: “Psallam Deo meo”, “Salmodierò al mio Dio”.

Il corpus bartolucciano supera 40 volumi, con sei libri di mottetti, sei di messe, laudi, inni, cantici, oratori. Un patrimonio che è custodito e diffuso dalla Fondazione a lui dedicata e creata in occasione del suo 85esimo compleanno.
Si vedano le interviste da noi pubblicate

2006 Intervista con mons. Domenico Bartolucci - già Maestro perpetuo della Pontificia Cappella Musicale Sistina - di Riccardo Lenzi

2009 Riforma liturgica e riforma della riforma - Intervista di Pucci Cipriani





Mercoledì 13 novembre 2013, alle ore 15.30, all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, avranno luogo le Esequie del Signor Cardinale Domenico Bartolucci, della Diaconia dei SS. Nomi di Gesù e Maria in via Lata, già Maestro della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”.
La Liturgia Esequiale sarà celebrata dal Sig. Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, insieme con gli Em.mi Signori Cardinali e gli Ecc.mi Arcivescovi e Vescovi.
Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre Francesco presiederà il rito dell’Ultima Commendatio e della Valedictio.
I Signori Cardinali, gli Ecc.mi Arcivescovi e Vescovi che desiderano concelebrare vorranno trovarsi alle ore 15 nella sagrestia della Basilica Vaticana per indossare le vesti sacre, portando con sé: i Signori Cardinali la mitra bianca damascata, gli Ecc.mi Arcivescovi e Vescovi la mitra bianca semplice.
Coloro che, in conformità al Motu Proprio “Pontificalis Domus”, fanno parte della Cappella Pontificia e intendono partecipare al Sacro Rito, indossando il proprio l’abito corale completo, sono pregati di trovarsi per le ore 15 presso l’Altare della Cattedra per occupare il posto che sarà loro indicato.
Città del Vaticano, 11 novembre 2013

Per mandato del Santo Padre
Mons. Guido Marini
Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie


Si è spento il card. Domenico Bartolucci, già maestro direttore della Cappella Sistina: aveva 96 anni


Si è spento stamani a Roma il cardinale Domenico Bartolucci, già Maestro Direttore della Cappella Musicale Pontificia detta "Cappella Sistina": aveva 96 anni. Nato il 7 maggio 1917 a Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze, entrato nel seminario fiorentino si dedica subito alla musica con Francesco Bagnoli, maestro di cappella del duomo di Firenze. Per questo, assai presto viene incaricato di accompagnare all'organo le esecuzioni corali in cattedrale. Alla morte di Bagnoli gli succede e negli stessi anni inizia a comporre le prime messe, i primi mottetti, le musiche organistiche e cameristiche, i madrigali, ma soprattutto La Tempesta sul Lago del 1935, il suo primo oratorio.

Nel 1939 due avvenimenti decisivi: l'ordinazione sacerdotale, il 23 dicembre, e il diploma in composizione e direzione d'orchestra con Vito Frazzi al conservatorio fiorentino. Alla fine del 1942, dopo aver insegnato nei seminari della diocesi d'origine, si reca a Roma per maturare una più profonda conoscenza della musica sacra, grazie al contatto con la pratica delle allora fiorenti cappelle musicali. Iniziata così la sua permanenza a Roma, ospite presso l'Almo Collegio Capranica. Oltre a frequentare Raffaele Casimiri, illustre studioso palestriniano, è subito affiancato a Lavinio Virgili come vice direttore della Cappella di San Giovanni in Laterano.

Nel 1947 il cardinale Elia Dalla Costa lo vuole parroco di Montefloscoli, un piccolo centro nel Mugello, in Toscana. Dopo l'esecuzione del suo poema sacro Baptisma al Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, è nominato maestro della Cappella liberiana di Santa Maria Maggiore e docente di composizione e direzione polifonica proprio al Pontificio Istituto di Musica Sacra. Nel 1952, su indicazione di Lorenzo Perosi, è nominato vice maestro della Cappella Sistina; in questo stesso anno compone l'oratorio L'Ascensione, con il quale viene inaugurato a Città del Messico il nuovo santuario della Vergine di Guadalupe.

Morto Perosi nel 1956, Pio XII lo nomina direttore perpetuo della Cappella Sistina, incarico che ha ricoperto fino al 1997. Nel 1959, riceve da Giovanni XXIII l'approvazione per il progetto di riorganizzazione della Cappella Musicale Pontificia. Ottiene così una sede adeguata per le prove e per l'archivio, viene definito l'organico stabile dei cantori adulti e si dà vita alla Schola puerorum dedicata esclusivamente alla formazione dei ragazzi.

Nel 1965 il maestro è nominato accademico di Santa Cecilia. Proprio l'Accademia più volte programma i suoi oratori nelle passate stagioni sinfoniche invitandolo a dirigerne le esecuzioni: tra esse occupano un posto particolare il Gloriosi Principes presentato a tutti i padri conciliari, presente Paolo VI, e l'Ascensione offerta a Giovanni Paolo II quando rientra a Roma per riprendere il suo ministero pastorale dopo l'attentato.

Nel corso degli anni, oltre all'impegno nelle esecuzioni nelle liturgie papali, promuove con profonda convinzione l'attività concertistica della Sistina, ritenendola uno strumento privilegiato di evangelizzazione. Oltre alla direzione della Cappella Papale, si dedica all'insegnamento presso il conservatorio statale di Santa Cecilia a Roma e il Pontificio Istituto di Musica Sacra, tiene corsi di polifonia palestriniana in Italia e all'estero, dirige i principali complessi sinfonico-corali italiani e viene insignito di alte onorificenze e premi nazionali ed internazionali.

Il maestro toscano è autore di una vastissima produzione musicale. Il corpus di opere già pubblicate dalle Edizioni Cappella Sistina supera i quaranta volumi e comprende sei libri di mottetti, sei di messe, laudi, inni, cantici e una serie di oratori e messe per soli, coro e orchestra. In occasione del suo 85° compleanno, con l'obiettivo di conservare e diffondere il notevole patrimonio musicale da lui composto, viene costituita la Fondazione Domenico Bartolucci. Di esso ha fatto parte l'allora cardinale Joseph Ratzinger. In questi anni la fondazione ha realizzato numerose manifestazioni musicali e ha costituito un coro polifonico che è stato protagonista, tra l'altro, di un concerto offerto a Benedetto XVI nella Cappella Sistina il 24 giugno 2006.

Un altro concerto viene offerto a Papa Benedetto XVI dal maestro Bartolucci, ormai cardinale, il 31 agosto 2011 nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. Per l’occasione il Maestro compone il pezzo Benedictus, dedicato al Papa come preghiera e ringraziamento al Signore per il Suo Ministero.

Benedetto XVI lo aveva creato cardinale nel Concistoro del 20 novembre 2010, della Diaconia dei Santissimi Nomi di Gesù e Maria in via Lata.

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