ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 15 dicembre 2013

La chiesa dei principi zombies

La chiesa nella città dei morti

Cosa vede lo sguardo lucido di Schönborn nelle macerie d’Europa

Il principe di Santa romana chiesa, cardinale Christoph von Schönborn, tratteggia un quadro fosco sul futuro della chiesa. A Vienna, la capitale imperiale dell’antica Austria felix, un tempo la più cattolica tra le cattoliche d’Europa, si cedono le chiese alle confessioni religiose che ancora hanno fedeli con cui riempirle. Il trend è drammatico, quaranta per cento di cattolici tendenti al trenta. “Non so che fare”, dice Schönborn, giungendo le mani come a cercare nella preghiera il conforto divino.
E’ preoccupato da ciò che sarà la sua chiesa tra dieci anni, sempre più schiacciata da quella cultura meramente positivista contro la quale alzava la voce, nel memorabile discorso ai Bernardini di Parigi, Benedetto XVI. Avvertiva, il Papa teologo, che la rimozione come “non scientifica” della domanda circa Dio nel campo soggettivo avrebbe comportato “la capitolazione della ragione, la rinuncia alle sue possibilità più alte”. Tradotto, “il tracollo dell’umanesimo”. Scenario drammatico. Ciò che vale per la vecchia Vienna, in piena e radicata crisi demografica, ridotta a museo abitato per lo più da anziani che passeggiano al Prater, potrebbe valere per ogni altra metropoli dell’Europa ormai preda della compiuta secolarizzazione. E’ una crisi demografica, ma anche spirituale. Guarda anche alle cosiddette patchwork family, Schönborn: quelle famiglie formate da divorziati e risposati, una o più volte. La famiglia moderna che ha soppiantato quella cristiana, che da essere la normalità è diventata l’eccezionalità. Il primate d’Austria si dice curioso di conoscere le decisioni del Sinodo sulla famiglia, cui una parte consistente della chiesa tedesca già guarda come l’occasione propizia per ribaltare prassi e tradizioni.
Ha il suo bel daffare, il prefetto dell’ex Sant’Uffizio, nel dire che dare la comunione ai divorziati risposati è andare contro la volontà divina. Misericordia e clemenza anche per le nuove famiglie, si invocano da più parti. Si prenda spunto dagli ortodossi, dice il segretario del Sinodo, monsignor Baldisseri: loro lo permettono. Bisogna essere elastici, la discussione deve essere aperta, senza steccati, spiega da Monaco il cardinale Reinhard Marx. Sembrano averlo preso in parola i vertici della Conferenza episcopale svizzera, che hanno deciso di realizzare un questionario alternativo a quello di Roma. Tra i quesiti, si chiede se si è favorevoli o meno alla “benedizione delle coppie omosessuali o divorziate”. Lo sguardo lucido ma scoraggiato del domenicano Schönborn si posa sulle chiese vuote e sullo sgretolamento della famiglia cristiana, segni della fine di quella cultura millenaria senza la quale, per citare ancora il “Professor Ratzinger”, lo sviluppo dell’Europa, il suo ethos e la sua formazione del mondo sono impensabili.

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