ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 20 dicembre 2013

Lc10:38-42 : Santa Marta, la parte migliora l'ha scelta Maria!

(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla) Una definizione sommaria, ma concettualmente veritiera, dice che la "geopolitica" è una disciplina che studia le relazioni tra un luogo fisico e l'azione politica.
Ogni singola Nazione – si aggiunge - ha una sua politica di rapporti con altri Paesi fortemente condizionata dalla sua collocazione geografica. Questi concetti ci servono per introdurre sinteticamente quanto sia fondamentale, si potrebbe dire strategico  che Papa Francesco abbia deciso di vivere e lavorare presso il Convitto di Santa Marta.
Nel bilancio dei primi mesi di pontificato, che coincidono con la fine dello straordinario 2013, Santa Marta è punto d'origine di molte cose che saranno annoverate tra i grandi fatti dell'anno. Perché? Perché Santa Marta, in questo pontificato, è più che una residenza: è uno sguardo ravvicinato e immediato sul mondo e sull'umanità,  sulla Chiesa e il suo popolo. Santa Marta è una finestra al piano terra da dove si vede il volto delle persone e questo, come i principali fatti dell'anno lo dimostrano, è una svolta nei papati degli ultimi secoli.
La scelta di Santa Marta è alla base di un "modo di fare il Papa" inedito, e in molti momenti e aspetti, sorprendente. Di per sé restare a vivere a Santa Marta, come fece il cardinale Jorge Mario Bergoglio in quanto uno dei 115 conclavisti, non ha nulla di particolare anche se mediaticamente appare accattivante, soprattutto dopo alcuni secoli di svariate residenze papali in Vaticano e a Roma, a seguito di una notevole "irrequietezza abitativa" dei Papi, dal IV secolo in poi.
La singolarità è un'altra e si potrebbe riassumere così: da Santa Marta la visione, l'orizzonte, la prospettiva di ogni cosa, il Vaticano, la Chiesa e il mondo, è necessariamente un'altra, diversa da quella che offre il Palazzo Apostolico, da dove "le persone si vedono come piccoli puntini che si muovono" (frase attribuita a un Papa).
Quindi, come insegna la geopolitica, la collocazione fisico-geografica influisce o condiziona l'azione politica. In questo caso si dovrebbe dire "l’azione pastorale" (e la governance). Il mondo, e l'umanità, sono realtà sempre e ovunque divise in centri e periferie e i punti di vista, gli sguardi, le urgenze e le priorità, sono diversi a seconda la collocazione fisica perché il "luogo" determina vicinanze, lontananze, accresce o anestetizza la sensibilità, e un "puntino che si muove" diventa un volto, un sorriso, un dolore, una gioia ... una persona vera. In un certo modo si potrebbe die che Santa Marta è, nel cuore della Chiesa, una singolare periferia e Papa Francesco pensa che a volte "la realtà si capisce meglio non dal centro, ma dalle periferie". (26 maggio 2013)
Nella sua intervista rilasciata a “La Civiltà Cattolica”, Papa Francesco offre questa riflessione che illumina molte cose: "Ho scelto di abitare qui, nella camera 201, perché quando ho preso possesso dell’appartamento pontificio, dentro di me ho sentito distintamente un “no”. L’appartamento pontificio nel Palazzo Apostolico non è lussuoso. È antico, fatto con buon gusto e grande, non lussuoso. Ma alla fine è come un imbuto al rovescio. È grande e spazioso, ma l’ingresso è davvero stretto. Si entra col contagocce, e io no, senza gente non posso vivere. Ho bisogno di vivere la mia vita insieme agli altri».
Santa Marta, quindi, consente, facilita e garantisce ciò che a questo punto si potrebbe chiamare "geopolitica comunitaria" di Papa Francesco; geopolitica che fa leva su un punto chiave, insostituibile: "Vivere la mia vita (anche da Papa) insieme agli altri (...) perché io senza gente non posso vivere". Come spiegazione e giustificazione ciò che ha Papa Francesco è più che completo ed esauriente. E' incontestabile.
Un Papa piuttosto isolato, con rapporti umani e relazioni sociali scarse, oppure limitate e fortemente codificate, è diverso da un Papa con contatti personali continui, spontanei, diversificati e con poche mediazioni. E' una cosa che capita a chiunque, a ogni essere umano e certamente non solo ai Papi. In questo caso, la differenza tra la prima e la seconda situazione è determinata proprio dal luogo fisico scelto per vivere, appunto Santa Marta. Il Papa ha una "casa" e un "ufficio" e lavora indistintamente sia in un ambiente che nell'altro. Nel Convitto, Papa Francesco incontra molte persone, laici ed ecclesiastici e tra questi missionari, cardinali residenziali, cardinali di Curia, arcivescovi e vescovi di ogni continente e Paese, e molta, moltissima gente semplice. Incontra persone nella hall, negli ascensori, nella cappella e nel refettorio. Le udienze informali in una giornata possono essere molte. Questi incontri e gli interlocutori del Santo Padre sono "orecchie e occhi" sul mondo.
Santa Marta è alla fine una comunità cosmopolita, piena di dinamismo e in continuo movimento, cosa molto diversa dell'imbuto al rovescio di cui ha parlato il Pontefice. Perciò nel bilancio de questo fine 2013, Santa Marta avrà un luogo più che rilevante anche perché è il luogo da dove, quasi tutti i giorni, Papa Francesco con le sue omelie (ormai 150) diffonde un magistero essenziale, tempestivo e profondo, alla portata di tutti: un altro modo di avere un rapporto quotidiano con il mondo.
Il cardinale Bergoglio ripeteva spesso: "Non si amano i concetti. Non si amano le parole. Si amano le persone". (7 settembre 2008). Sono parole che svelano molto di Papa Francesco.
http://ilsismografo.blogspot.com/2013/12/geopolitica-pastorale-papa-Francesco-santa-marta.html

PAUPERISTI UN CORNO! SE BERGOGLIO SI È “RIFUGIATO” NELLA MODESTA CASA SANTA MARTA, BERTONE E LO 007
GIANI SI CONCEDONO SUPERLUSSI EDILIZI IN VATICANO

Il generale Domenico Giani, comandante della Gendarmeria Vaticana, ha commissionato lavori di ampliamento (in Italia sarebbero stati abusivi) della sua superdimora con affaccio su Borgo Pio - Bertone trasforma la sua residenza a San Calisto in una reggia che si mormora arrivi a 400 metri quadrati… - -

Marco Lillo per ‘Il Fatto Quotidiano'
Papa Francesco continua a lanciare messaggi inequivocabili sulla Chiesa che immagina intorno a sé. Il 17 dicembre, giorno del suo compleanno, ha invitato alla messa mattutina a Santa Marta e poi alla colazione che ne è seguita, tre clochard, uno dei quali accompagnato dal cane che condivide la sua esistenza randagia nel quartiere vicino a piazza San Pietro.
Domenico GianiDOMENICO GIANIDOMENICO GIANI jpegDOMENICO GIANI JPEG
Alla celebrazione della messa il Papa ha voluto partecipasse anche il personale della Domus Santa Marta per ricreare un clima quanto più possibile familiare. Bergoglio continua a vivere nella Domus mentre l'enorme appartamento papale nel Palazzo Apostolico rimane vuoto, a parte i fugaci passaggi dell'Angelus domenicale. A poca distanza dalla sua dimora, dentro le Mura Leonine, alti prelati e potenti laici della gerarchia vaticana, invece di seguire il suo buon esempio continuano però a comportarsi come prima, peggio di prima.

Per misurare la distanza tra la predica del pastore fuori le mura e gli atti delle pecore nel recinto vaticano bisogna fare una passeggiata a Porta Sant'Anna. Gli operai del Gruppo Alfano, una società di Busto Arsizio specializzata in ristrutturazioni di chiese e oratori, stanno ultimando i lavori di ampliamento della dimora del generale Domenico Giani. Il comandante della Gendarmeria Vaticana era dato in partenza verso un alto incarico all'Onu al quale era stato proposto dallo Stato italiano.
CARDINALE TARCISO BERTONECARDINALE TARCISO BERTONE
Dopo che erano uscite le carte relative ai pedinamenti fatti nel territorio italiano dalla Gendarmeria sotto il suo comando, dopo lo scandalo destato dalle conversazioni telefoniche intercettate dalla Procura di Roma nelle quali Giani scriveva su carta intestata agli organi italiani di Polizia per aiutare Monsignor Nunzio Scarano a recuperare 400 mila euro date all'agente dei servizi segreti Giovanni Zito, le sue quotazioni sembravano in ribasso.
Era quindi difficile che rimanesse al suo posto di responsabile della sicurezza del papa dopo che si era mostrato così incauto da mettersi a disposizione di un soggetto che, secondo i pm, aveva dato 400 mila euro a un agente dei servizi segreti italiani non per fare opere di bene ma per corromperlo al fine di far rientrare 20 milioni di euro dalla Svizzera.
CARDINALE TARCISO BERTONECARDINALE TARCISO BERTONE
Persino il Papa aveva scaricato il contabile salernitano con una frase mai pronunciata da un pontefice: "Se un monsignore è finito in carcere non è certo perché assomigliava alla Beata Imelda", come forse pensava Giani quando beveva le sue frottole.

In Vaticano chi non vuol bene al generale dice che l'unica cosa che hanno in comune Giani e Bergoglio è l'appartenenza onoraria al Rotary. Eppure, invece di levare le tende, Giani ha raddoppiato. Quando era andato ad abitare in territorio italiano in una casetta sull'Aurelia, in molti avevano pensato a un suo progressivo allontanamento. Niente di tutto ciò. Giani ha lasciato il suo appartamento con affaccio su via di Porta Angelica perché è in corso una dispendiosa ristrutturazione.

Da poco sono state tolte le transenne e sopra il terzo piano è comparso all'improvviso un piano nuovo con tre finestre e due ampie vetrate che illuminano una sala con vista. A completare il sopralzo ci sono due bagni nuovi di zecca con una vasca idromassaggio e una terrazza mozzafiato con affaccio sull'Italia e Borgo Pio.

Ai tempi di papa Ratzinger il generale Giani era costretto a vivere in una casa media in uno dei pochi palazzi grigi con le persiane consunte della Città del Vaticano. Nell'era francescana ha visto estendere la sua dimora e riverniciare il tutto di arancio sgargiante con grondaie in rame e verande in legno esotico.
BERTONE-BERGOGLIOBERTONE-BERGOGLIO
Giani è noto per le sue scorribande investigative in territorio italiano ma quando si tratta di affari personali i confini tornano sacri: se il sopralzo fosse avvenuto due metri dopo, in territorio italiano, saremmo di fronte a un colossale abuso edilizio. Nonostante le transenne (a tutela dei pellegrini che rischiavano di essere colpiti dai calcinacci) si trovino in Italia, in via di Porta Angelica, però, per pochi metri, la casa del gendarme numero uno, (soprannominato Kappa Zero in Vaticano) è in uno Stato estero.
suite santa martaSUITE SANTA MARTA
Così Sovrintendenza e vigili urbani devono stare a guardare. Come direbbe in dialetto salernitano monsignor Scarano, 'o pesce puzza dalla capa. Uno dei maggiori sponsor di Giani, l'ex Segretario di Stato Tarcisio Bertone, non è stato da meno del suo protetto.

Gli uomini di papa Francesco, pur di spedirlo lontano avevano proposto al presidente della Commissione di vigilanza sullo Ior un appartamento lussuoso a San Calisto. L'ex segretario di Stato invece ha preteso una casa nel cuore del Vaticano, nel palazzo San Carlo, di fronte alla celebre pompa di benzina con il rifornimento più economico d'Italia. Anche Bertone non si è accontentato dell'appartamento ordinario abitato in passato dal predecessore di Giani, Camillo Cibin. Da mesi sono in corso i lavori per inglobare l'appartamento vicino e trasformare la residenza in una reggia che si mormora arrivi a 400 metri quadrati.
VATICANO RESIDENZA SANTA MARTAVATICANO RESIDENZA SANTA MARTA

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