ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 22 aprile 2014

Il ruolo della Chiesa nella società.

 Lettera aperta al Presidente della CEI – di Patrizia Stella

Verona, Santa Pasqua 2014
Al Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Card. Angelo Bagnasco, Piazza Matteotti, 4 – 16123 Genova
e, p.c.
al Segretario Generale della CEI,  Mons. Nunzio Galantino, Circonvallazione Aurelia, 50 - 00165 Roma
al Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della famiglia, Don Paolo Gentili, Via Aurelia, 468- 00165 Roma
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LETTERA APERTA:  UN RINGRAZIAMENTO PUBBLICO E UNA PETIZIONE
Sento il dovere di ringraziare la Conferenza Episcopale Italiana, nelle Vostre Ill.me Persone, per aver avuto il coraggio di bloccare il tentativo delle autorità civili italiane di pretendere che le Istituzioni ecclesiastiche si sostituiscano a quelle politiche nel combattere la pedofilia tra il clero.
Infatti la denuncia pubblica dei preti colpevoli di questo reato da parte dei rispettivi Vescovi ai tribunali civili, denunce che hanno creato sofferenze, traumi, umiliazioni e defezioni a tutto il clero mondiale, per la stragrande maggioranza innocente, perché compiute oltretutto in maniera plateale, ostentativa, da parte di una “Chiesa” che si è arresa e consegnata senza contraddittorio nelle mani della giustizia civile, è una pretesa allucinante che, grazie alla Vostra fermezza, è stata adesso bloccata, anche se in ritardo, purtroppo.
Infatti, non solo esistono per tale scopo i tribunali ecclesiastici con la dovuta riservatezza per ciascun caso, onde evitare la gogna mediatica e lo scandalo pubblico sempre deprecabile, ma, al di là di questo, come fedeli cattolici, ci chiediamo:
  • come può un Vescovo, come da Voi egregiamente espresso, trasformarsi in Pubblico Ministero che denuncia chi si rivolge a lui manifestando le sue debolezze e chiedendo magari aiuto per venirne fuori, soprattutto se pentito e desideroso di cambiare radicalmente vita?
  • Come può un Vescovo o un Sacerdote che vengono a conoscenza di altri reati, anche da parte di laici, a maggior ragione se confessati nel Sacramento della Riconciliazione, (es. omicidio, truffa, usura, ricettazione, rapporti innaturali di vario genere, spaccio di droghe ecc…) come possono costoro “svestirsi” del loro specifico ruolo ministeriale che prevede, a norma del diritto canonico e della prassi della Chiesa, il silenzio più assoluto, (sia pure unito al rigore verso i singoli colpevoli col dovere di riparare), per diventare una sorta di “delatore pubblico” assumendo la veste di giudice implacabile che consegna il penitente che a lui si affida alla giustizia umana?
Con queste premesse, rischia di venire svilito non solo il sacramento della Confessione, che nulla ha da spartire con i tribunali umani, ma anche la figura del Vescovo come Pastore d’anime che rischia di trasformarsi in spietato carabiniere. Chi ha perduto di vista la missione della Chiesa come realtà umana-soprannaturale, anzi, chi la vede come un nemico da abbattere, è ovvio che cerchi di ridurla a una delle molte istituzioni umane da tenere al guinzaglio e da strumentalizzare per i propri interessi.
Questo nulla toglie, ovviamente, alla gravità del reato di pedofilia e al dovere sacrosanto che hanno tutti i Vescovi di intervenire con fermezza nei confronti dei sacerdoti colpevoli con le pene ecclesiastiche previste, nella consapevolezza, comunque, che in mezzo a uno tsunami di denunce mai provate a sufficienza, anche verso sacerdoti defunti che non si potevano difendere, sono state inoltrate anche molte denunce false, che nessuno ha avuto il coraggio di verificare. E’ grave ingiustizia mettere nel mazzo dei colpevoli anche gli innocenti, e sappiamo purtroppo che alcuni sono morti di crepacuore, altri si sono suicidati perché accusati falsamente! Io stessa, ad esempio, ho dovuto testimoniare in favore di ben due sacerdoti accusati ingiustamente di questo reato, uno per odio nei suoi confronti, (te la faccio pagare io!), e l’altro perché tre scaltri sedicenni (minori ma non certo bambini) avevano complottato per spillargli soldi in cambio di “infossare” le calunnie. Davanti a questi falsi accusatori, i due poveri sacerdoti hanno tribolato le pene dell’inferno per provare la loro innocenza, e per questo bisogna essere molto prudenti prima di accettare ciecamente ogni denuncia come fosse indiscutibile verità.
Tutto ciò premesso e come già espresso in una mia lettera di anni addietro dal titolo “I preti e la pedofilia”, ci si chiede:
  • come può questa società dell’ipocrisia e della lussuria sbandierata con orgoglio, avere il coraggio di denunciare le “baby squillo” e i preti pedofili quando favorisce la cultura del gender con programmi mirati che insegnano ai bambini sin delle primarie a toccarsi, a esplorarsi, a invertire il loro sesso, lasciandosi andare alle più basse “tendenze”, nella profanazione della loro innocenza?
  • Ma se il gender non è altro che una scuola di prostituzione legalizzata e incentivata da una società diabolica che vuole pervertire l’umanità, ci meravigliamo del proliferare di queste ovvie e terribili conseguenze, e del cedimento di alcuni sacerdoti costretti a nuotare con fatica in mezzo alla melma putrida, spesso circondati da ricatti di ogni tipo?
  • Ci meravigliamo di tutte le miserie che stanno venendo a galla anche nei parlamenti di tutto il mondo? Politici regolarmente sposati che consumano rapporti e orge con chicchessia, e che sprecano danaro pubblico per i loro luridi piaceri, mentre il popolo fa la fame? La perversione sessuale apre la strada verso ogni altro tipo di iniquità e di immoralità.
Allora perché far pagare solo alla Chiesa Cattolica queste colpe se è la società che le impone subdolamente a tutti? Nella storia della Chiesa si ricorda che più di una volta Papi e Vescovi hanno alzato la loro voce contro le iniquità di Re e Imperatori chiedendo alla società civile di fare ammenda dei loro peccati! Adesso purtroppo è il contrario perché vediamo una Chiesa stracciona prostrata ai piedi del mondo che si pente di “esistere” come se fosse un’Associazione a delinquere. Questo Gesù Cristo non lo potrà tollerare per molto tempo, perché interverrà presto a far luce e giustizia.
Purtroppo, mentre si continua a denunciare la situazione degli immigrati, dei poveri, dei politici corrotti ecc. non si ha il coraggio di ammettere che questa corruzione politica globale ha le sue radici nella perversione sessuale voluta dal diavolo, attraverso il peccato di sodomia nelle sue varie “sfaccettature”! E’ un peccato che Dio da sempre ha severamente punito (col diluvio e col fuoco dal cielo) perché rovina l’uomo come immagine e somiglianza di Dio e la famiglia da Lui voluta secondo il suo progetto, e se l’uomo non cambia il cuore, aspettiamoci una terza grande punizione per questi gravissimi peccati. E’ vero che si sono levate alcune voci autorevoli, quali il Presidente della Cei, Card. Bagnasco, il nostro Vescovo di Verona, Mons. Zenti, quello di Bologna, di Trieste, di Torino, di Ferrara…, la stessa Nota Pastorale della Cei del Triveneto del 2 febbraio ecc., tuttavia questo è ancora troppo poco, perché ci aspettiamo una forte reazione a livello Ecclesiale Nazionale perché la situazione attuale è a dir poco drammatica!
NOI CHIEDIAMO AI VESCOVI ITALIANI DI REAGIRE ALLA CORRUZIONE RIVENDICANDO:
  1. la libertà di difendere l’unica, vera famiglia formata da un uomo e da una donna;
  2. il diritto del bambino ad avere un padre e una madre;
  3. la libertà di pensiero e di opinione;
  4. il divieto di insegnamento del gender nelle scuole che profana l’innocenza dei nostri bambini.

PER QUESTO VENIAMO A CHIEDERVI UMILMENTE DI CHIAMARE A RACCOLTA TUTTE LE DIOCESI, LE ASSOCIAZIONI, MOVIMENTI, ECC. PER UNA MANIFESTAZIONE PUBBLICA RILEVANTE, COME NEL “FAMILY DAY” DEL 2007, POSSIBILMENTE ENTRO GIUGNO, cioè prima che venga approvato il disegno di legge Scalfarotto che prevede il carcere per i “reati” di opinione, cioè quella legge contro l’omofobia dove il bambino viene considerato solo oggetto per soddisfare le voglie di false “coppie” che, per loro struttura, sono coppie solo all’apparenza perché in realtà si uniscono a più persone, fatto di cui non fanno mistero e, Dio non voglia, che prima o poi, non si portino a letto anche il loro disgraziato figlio adottivo, sempre in ossequio alle loro tendenze e al loro orientamento che è da ritenere “sacro, intoccabile, indiscutibile e impunibile!”.
                Con l’auspicio che nostro Signore Gesù Cristo, morto e risorto per la salvezza degli uomini, con l’intercessione della Vergine Maria e di San Giuseppe, come recita la preghiera: “ci liberi dai mali che ora ci affliggono e ci conduca alla salvezza eterna”.


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Patrizia Stella

P.S.  Si invitano coloro che leggono e condividono, Movimenti, Parrocchie, Istituzioni, Associazioni, privati o altro, a inoltrare analoga richiesta alla Cei unendosi compatti. L’unione fa la forza. Coraggio!
http://www.riscossacristiana.it/il-ruolo-della-chiesa-nella-societa-lettera-aperta-al-presidente-della-cei-di-patrizia-stella/

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