ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 22 maggio 2014

Et erit lux?

UN GIRO DI SOLDI SU CUI C'E' DA FARE LUX - NEL 2010 LO IOR AVEVA STRONCATO L'OPERAZIONE "LUX VIDE", CHE INVECE PARTI’ NEL 2012. CON UN PRESTITO A BERNABEI DI 15 MILIONI CHE NON SI SA PERCHE' TRANSITANO PER MALTA E LONDRA

In pratica, con l'operazione in questione (realizzata per volere di Cipriani-Bertone e dopo l’uscita di Gotti Tedeschi), Bernabei è stato finanziato direttamente dallo Ior, che poi si è ritrovato il buco di 15 milioni per quella cessione, decisa lo scorso dicembre, a favore di una fondazione. Ma a che titolo è stata fatta?...

Nel dicembre 2010 "l'operazione Lux Vide" venne stroncata dallo Ior. «È antieconomica », si legge nei verbali redatti all'epoca dal consiglio di amministrazione della banca del Vaticano, «non porterà vantaggi », perché la società di produzione ha un valore reale che «è meno della metà» di quello virtuale con cui viene presentata.
Tarcisio BertoneTARCISIO BERTONE
Insomma, non c'era ragione per concedere i 15 milioni di euro in obbligazioni che Ettore Bernabei era andato personalmente a chiedere all'allora presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi. Anche un rapporto dell'advisor Deloitte sconsigliava l'affare e Tarcisio Bertone, allora presidente della commissione cardinalizia di vigilanza dell'Istituto, fu informato. Due anni più tardi, con un'inversione di rotta ancora tutta da spiegare, lo Ior sottoscriverà quelle stesse obbligazioni, finite poi in una fondazione di diritto vaticano. Perché?
«Era cambiato tutto - racconta a Repubblica una fonte qualificata che lavora all'interno della Santa Sede - dopo il licenziamento di Gotti Tedeschi, il 24 maggio del 2012, per nove mesi lo Ior è stato guidato del presidente ad interim Hermann Schmitz, ma di fatto è stato in mano al direttore generale Paolo Cipriani e al suo vice Massimo Tulli (entrambi indagati e poi citati a giudizio diretto per violazione delle norme antiriciclaggio, ndr). Cipriani è uomo vicino a Bertone e non è un caso che proprio in quel momento lo Ior dia l'ok all'operazione Lux Vide».
Tarcisio BertoneTARCISIO BERTONE
La fonte continua: «Una follia sotto tutti i punti di vista, a cominciare da quel triplo passaggio di denaro... Perché per fare un favore a Bernabei, che è dell'Opus Dei ed è amico di vecchia data di Bertone, si è dovuti ricorrere a un fondo di investimento a Malta?». È questa la domanda che si stanno facendo anche i finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria, che sulla transazione indagano per conto della procura di Roma.
Paola Pitagora Andrea Vianello e Ettore BernabeiPAOLA PITAGORA ANDREA VIANELLO E ETTORE BERNABEI
I soldi, dunque. La Lux Vide spa, arrivata a valere sul mercato 80 milioni di euro, ne era sempre a caccia per la realizzazione di coproduzioni e prevendite con la Rai, unico suo cliente. Chi conosce la storia della società di produzione di fiction di successo quali Don Matteo" e Bibbia, fondata dall'ex direttore generale Rai, ne ricorda le tante metamorfosi dell'azionariato. Soci che entrano e soci che escono dopo pochi mesi, come l'avvocato romano Vittorio Caporale nel 2009. Ed è proprio per subentrare a quest'ultimo che Intesa Sanpaolo sottoscrive il 18 novembre 2009 un prestito in obbligazioni convertibili da circa 8
milioni, al tasso di interesse annuo del 4,5 per cento.
Andrea Vianello Ettore BernabeiANDREA VIANELLO ETTORE BERNABEI
La famiglia Bernabei, che controlla la Lux Vide attraverso la Rml Comunicazione (tra i soci ci sono anche Tarak Ben Ammar, la Cei e il banchiere Pellegrino Capaldo), a questo punto ha un problema, perché il 31 gennaio 2013 quel prestito scade. Le servono 15 milioni di euro. Ettore Bernabei si è già visto sbattere due volte la porta in faccia: dal Cda dello Ior nel dicembre 2010, poi da Gotti Tedeschi che ha cestinato "l'invito" di Marco Simeon, ex direttore Rai Vaticano, di far comprare allo Ior il 25 per cento della Lux Vide.
Ecco allora «il triplo passaggio».
La Movie Invest, società londinese che possiede una quota rilevante di Rml, emette un prestito obbligazionario di 15 milioni. Siamo tra il settembre e il dicembre 2012. Ad acquistarlo è il fondo di investimento maltese Futura, che lo cede poi a titolo oneroso a un altro soggetto che fa riferimento allo Ior. Perché quel transito a Malta e a Londra? Non è chiaro. In pratica Bernabei è stato finanziato direttamente dallo Ior, che poi si è ritrovato il buco di 15 milioni per quella cessione, decisa lo scorso dicembre, a favore di una fondazione. Ma a che titolo è stata fatta?

IORIORIOR istituto per le opere di religioneIOR ISTITUTO PER LE OPERE DI RELIGIONEGotti TedeschiGOTTI TEDESCHIhttp://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/giro-soldi-cui-fare-lux-2010-ior-aveva-stroncato-77688.htm

Grana (Vaticanista FQ): “Il Papa ridimensiona Bagnasco. Bertone esca dal Vaticano e vada in comunità salesiana”



Papa-Bergoglio
Di Marco Guerra
“Papa Bergoglio ha rifilato una sferzata alla Conferenza episcopale italiana, altro che carezze ai vescovi”. È quanto sostiene ad IntelligonewsFrancesco Antonio Grana, vaticanista del ilfattoquotidiano.it, commentando l’apertura da parte del Santo Padre dell’assemblea generale dei vescovi italiani.
Cosa emerge dopo le due prolusioni di apertura, quella del Papa e quella di Bagnasco,  dell’assemblea annuale della Cei?
“Anzitutto va sottolineato il dato principale: per la priva volta nella storia un pontefice ha aperto i lavori dei vescovi italiani. Con la sua presenza il Papa ha sottolineato che la leadership di Bangnasco è in forte calo e ha sferzato l’episcopato a parlare in faccia con chiarezza a non vivere nella gelosia e nei pettegolezzi che dividono il clero. Sono richiami eloquenti e chi dice il contrario o è miope o fa finta di non vederli. Il giorno seguente,  presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, è poi tornato sui temi toccati dal Papa, ovvero nell’ordine famiglia, lavoro, migrati. Ma ha invertito la scaletta parlando in primis dei migranti, poi del lavoro e infine della famiglia. A me sembra come una correzione dell’ordine delle priorità fissato dal Papa. Ma l’accusa di trascurare i migranti non può essere sostenuta contro Bergoglio, basta ricordare che il suo primo viaggio è stato a Lampedusa, dove ha rifiutato la presenza di politici e autorità, poi è andato a Cagliari a parlare delle difficolta sociali legate al mondo del lavoro”.
Ci sono altri elementi di contrasto?
Resta aperto tra il Pontefice e i presuli italiani un tira e molla iniziato subito dopo l’elezione di Bergoglio, il quale – essendo stato presidente dei vescovi argentini e conoscendo bene i meccanismi delle conferenze episcopali nazionali – ha chiesto che anche l’episcopato italiano eleggesse il suo presidente come avviene in tutte le altre Conferenze episcopali  (Ora è indicato dallo stesso Papa poiché è il vescovo di Roma). Per fare  questo bastava una semplice modifica dello statuto della Cei; trovo assurdo che non sia stata ancora apportata”.
Il Papa torna sempre sulla misericordia, anche in questa occasione…
“Si infatti basta vedere come è stato trattato il tema della famiglia. Bagnasco si è pronunciato in modo salomonico contro i matrimoni gay, mentre Bergoglio in questo momento quando si occupa di famiglia pone l’accento sull’apertura ai divorziati e riposati. Ha detto chiaramente che non si possono chiudere le porte a chi ha visto fallire il proprio progetto di vita. Certamente il Papa difende la famiglia tradizionale, definita come piccola Chiesa domestica, ma è stato chiaro in una recente omelia a Santa Marta, dicendo che  se venisse un extraterrestre sulla terra e chiedesse i sacramenti noi dovremmo darglieli, il clero non può mettere in un buco nero nessuno”.
Sulle voci di un’inchiesta sull’ex segretario di Stato Bertone cosa pensa?
Su Bertone l’errore principale e uno solo: questi cardinali che hanno ricoperto potere al momento di lasciare continuano a vivere in dimore di lusso in Vaticano, il che significa continuare a gestire in maniera velata un potere e non consentire ai successori di lavorare con una certa serenità. Se Bertone, anziché continuare a risiedere in un appartamento di 700 m2 dentro le mura leonine, si ritirasse in una comunità salesiana (ordine a cui appartiene ndr) la pressione mediatica si allenterebbe immediatamente”.
Siamo alla vigilia dal viaggio del Papa in Terra Santa, cosa bisogna attendersi da questo evento?
“Oltre ad essere il viaggio nella terra di Gesù e di Pietro, colui che ha fondato la Chiesa, quindi il più importante dal punto di vista spirituale, è una visita rilevante anche dal punto di vista politico. I media integralisti israeliani hanno definito il Papa il ‘Che Guevara dei Palestinesi’  e ultimamente non sono mancati segnali di intolleranza contro i cristiani. La Chiesa ha sempre riconosciuto il diritto all’esistenza di uno stato Palestinese, Bergoglio confermerà questa linea”.  

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