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giovedì 19 giugno 2014

Si ride per non piangere..?!

Con il Papa si può anche ridere

La copertina del libro
LA COPERTINA DEL LIBRO

Intervista al vignettista “RobiHood”, autore di “I love Francesco”

«Dopo un anno di pontificato, decine di libri hanno svelato il passato e il presente di questo Papa che sta rinnovando a ritmi ultraveloci le comunità cristiane e il mondo». Con queste parole estrapolate dall’introduzione, don Valerio Bocci presenta un simpatico libro disegnato da Roberto Benotti, “I love Francesco” (editrice Elledici). In 145 pagine, il vignettista in arte RobiHood – scrive ancora Bocci – ha colto e illustrato saggiamente gli episodi più curiosi, le parole più originali e i gesti più sorprendenti del Papa “venuto quasi dai confini del mondo”.


A distanza di poche settimane dalla chiusura della XXVII edizione del Salone del Libro di Torino, Roberto Benotti racconta a Vatican Insider com’è nata l’idea di un libro come I love Francesco e il successo che va riscuotendo ultimamente.

Perché hai scelto proprio papa Francesco come soggetto delle tue vignette?
«Le dimissioni di papa Benedetto XVI mi hanno profondamente colpito, soprattutto per le ripercussioni che avrebbero avuto. Così ho iniziato a seguire a modo mio, con le vignette, tutto il periodo che ha portato al Conclave. Quando poi ho sentito il nome che aveva scelto il nuovo Papa, ho capito che nulla sarebbe stato come prima. Il nome, per un Papa, non è un accessorio, ma identifica il suo percorso, dà indicazioni sul suo modo di essere pastore. Chiamarsi Francesco è veramente impegnativo, ma nello stesso modo fantastico».

Com’è nata l’idea di raccogliere in un libro le vignette che hai realizzato su Francesco?
«Per puro caso. Avevo regalato alla zia di mia moglie, suora salesiana, copia delle prime quaranta vignette. Lei le ha fatte conoscere a tutte le suore che incontrava e le ha spedite a don Valerio Bocci, direttore dell’editrice Elledici. È stato lui che mi ha chiamato e fatto la proposta di un libro».

Ti aspettavi di riscuotere “successo” con I love Francesco?
«No, assolutamente. Io sono abituato a far vedere le mie vignette a poche persone, non avevo idea dell’impatto che poteva avere un libro di vignette su Francesco. Certo, dopo l’esperienza del Salone del Libro di Torino mi rendo conto che è un prodotto unico e innovativo».

Hai avuto qualche riscontro da parte dei lettori che al Salone si fermavano a sfogliare le tue vignette?
«Tanti riscontri. Bocci mi aveva proposto di disegnare in diretta alcune vignette su dei fogli di carta. Ebbene, è stata la carta vincente. La gente si fermava a guardare, sorridere e informarsi del libro. Una famiglia di Chivasso (Torino) tornava ogni 30 minuti a vedere le mie nuove produzioni…».

Le sue vignette sono state notate anche da alcuni personaggi noti?
«Anche su questo aspetto sono rimasto piacevolmente sorpreso. Mai avrei immaginato che persone come don Antonio Mazzi, Enzo Bianchi, padre Spadaro della Civiltà Cattolica – solo per citarne alcuni – si sarebbero interessati alla mia pubblicazione. Uno comunque è stato l’incontro che mi ha colpito di più, quello con il Segretario di Stato, il cardinale Parolin. Con Bocci siamo riusciti a donargli una copia del libro, ma non contento gli ho mostrato una vignetta che lo riguardava (Il Papa telefona al cardinale Bertone e gli dice: “Tarcisio, devo dirti due parolin!”). Il Cardinale, allora, ci ha sorriso e ha detto: “Biricchini!”».

C’è un messaggio che con le sue vignette spera di far giungere ai lettori?
«Uno in particolare, che lo stesso papa Francesco costantemente ripete, e che dobbiamo riconquistare il sorriso. Siamo stati creati per essere felici».

“I love Francesco”, di Roberto Benotti, Elledici, 2014, 168 pagine, 9 euro.

ANTONIO CARRIERO
TORINO

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