ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 19 ottobre 2014

Dies irae


Paolo VI, beato !? 



E siamo a 3.
Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II sono stati canonizzati; sono annoverati tra i Santi, adesso si beatifica Paolo VI.
Quanto si aspetterà per beatificare a suo tempo Benedetto XVI, sempre che non lo si farà mentre è ancora in vita… visto il continuo “aggiornamento” delle norme…?
Mentre per Francesco I la beatificazione è già stata sancita dal mondo.
Siamo al completo. Tutto il Vaticano II è posto sugli altari.
Se c'era bisogno di aspettare chissacché per stabilire che la Chiesa conciliare è l'unica Chiesa veramente e interamente “santa”, questa nuova beatificazione di papa Montini rompe gli indugi e permette di professare questo nuovo articolo del Credo: Credo nella Chiesa conciliare, unica interamente santa.

D'altronde, quando si cade nel ridicolo, non ci si ferma se non si arriva fino in fondo!
È la legge dei corpi pesanti, che oggi può tranquillamente applicarsi a questa nuova Chiesa conciliare che ha rinunciato a tutte le qualificazioni di ordine soprannaturale per rinserrarsi nella mera natura… e la natura, di per sé, è pesante e trattiene nella pesantezza terrena ogni cosa e ogni essere che si abbandoni ad essa.

Chi era questo Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini, ieri papa cattolico e dal 19 ottobre 2014,  “beato” Paolo VI?

Era il 1998, quando il compianto Don Luigi Villa dava alle stampe il libro dal titolo: Paolo VI, beato?, per dimostrare che questo papa controverso non era degno degli altari, e non è del tutto azzardato ritenere che la sua beatificazione possa essere stata ritardata dalla poderosa documentazione fornita da Don Villa.
Su questo lavoro si può vedere la nostra recensione di allora e chi non avesse ancora il libro in casa, può scaricarlo qui in formato pdf.

La vignetta che abbiamo posto all'inizio di questa pagina illustra in maniera realistica la figura di questo demolitore della liturgia e della dottrina della Chiesa cattolica, che piangeva sul latte da lui stesso volutamente versato.
Figura che è ben illustrata anche dalle immagini di repertorio di questo Papa modernista tutto dedito a traformare la Chiesa di Cristo invisa al mondo nella Chiesa moderna amata dal mondo.
Celebre la sua foto in cui benedice con la mano sinistra, a significare la sua reale collocazione dalla parte dei capri e non delle pecore (Cfr. Mt. 25, 33); a cui si accompagna l'altra in cui ostenta con protervia il simbolo del gran sacerdozio ebraico, ad indicare la sua doppia appartenenza, per niente riconducibile alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana.
E non è un caso che la Chiesa odierna oggi voglia beatificarlo, infatti non si tratta più della Chiesa cattolica, ma della “chiesa conciliare”, del tutto diversa dalla prima.


dall'Ephod pende il fioccho 



l'Ephod di Paolo VI

Non ci dilunghiamo oltre, perché su questo papa che concluse il Vaticano II e ne firmò tutti i documenti stracolmi di equivoci, di errori voluti e di ribaltamenti della dottrina bimillenaria della Chiesa, è stato detto così tanto che sembra siano state proprio tutte le critiche cattolicamente fondate ad aver indotto il Vaticano a beatificarlo.

Chiudiamo con una sorta di promemoria, perché non ci si dimentichi dei moniti del Vangelo.





Che il Signore abbia pietà di noi peccatori e preservi la Sua Chiesa dalle conseguenze delle malefatte degli uomini di Chiesa.

 di un fedele scandalizzato
http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV993_Paolo-VI_beato.html

Comunicato della Casa Generalizia della Fraternità Sacerdotale San Pio X circa la beatificazione del Papa Paolo VI


Domenica 19 ottobre 2014, al termine del Sinodo straordinario sulla Famiglia, Papa Francesco procederà alla beatificazione del Papa Paolo VI. La Fraternità San Pio X esprime le più gravi riserve sulle beatificazioni e canonizzazioni degli ultimi Papi, con le nuove procedure accelerate che si smarcano dalla saggezza delle regole secolari della Chiesa.
Certo il Papa Paolo VI è il Papa dell’Humanae vitae[1], che portò luce alle famiglie cattoliche quando i princìpi del matrimonio erano fortemente attaccati, proprio come lo sono stati ora, in modo scandaloso, da alcuni partecipanti a questo ultimo Sinodo.
Ma Paolo VI è anche il Papa che portò a termine il Concilio Vaticano II, introducendo nella Chiesa il liberalismo dottrinale che si esprime in errori come quelli della libertà religiosa, della collegialità e dell’ecumenismo.

Ne seguì un turbamento che Paolo VI stesso riconobbe nel discorso del 7 dicembre 1968: «La Chiesa si trova in un’ora di inquietudine, di autocritica, si direbbe di autodistruzione. (…) Come se la Chiesa percuotesse se stessa». L’anno dopo, riconosceva: «In numerosi campi, il Concilio non ci ha dato finora la tranquillità, ma ha piuttosto suscitato dei turbamenti e dei problemi non utili al rinforzarsi del Regno di Dio nella Chiesa e nelle anime». Fino al grido d’allarme del 29 giugno 1972: «da qualche fessura è entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio. C’è il dubbio, l’incertezza, la problematica, l’inquietudine, l’insoddisfazione, il confronto». Ma si limitò alla constatazione, senza prendere misure adatte a fermare questa autodistruzione.
Paolo VI è il Papa che, con un fine ecumenico, impose la riforma del rito della Messa e di tutti i riti dei sacramenti. I Cardinali Ottaviani e Bacci denunciarono questa nuova messa dicendo che essa rappresentava «sia nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa, quale fu formulata nella Sessione XXII del Concilio Tridentino»[2]. Al loro seguito, Mons. Lefebvre definì la nuova messa «impregnata di spirito protestante», e dicendo che racchiudeva «un veleno dannoso per la fede»[3].
Sotto il suo pontificato furono numerosi i sacerdoti e i religiosi perseguitati e anche condannati per la loro fedeltà alla Messa tridentina. La Fraternità San Pio X ricorda con dolore la condanna inflitta nel 1976 a Mons. Marcel Lefebvre, dichiarato sospeso a divinis per il suo attaccamento a questa Messa e per il suo categorico rifiuto delle riforme. Solo nel 2007, fu riconosciuto da Benedetto XVI che la Messa tridentina non era mai stata abrogata.
Seguendo il proprio Fondatore, la Fraternità San Pio X rinnova il suo attaccamento alla Tradizione bimillenaria della Chiesa, persuasa che questa fedeltà, lungi dall’essere un irrigidimento sul passato, porta con sé il rimedio salutare all’autodistruzione della Chiesa.
Menzingen, 17 ottobre 2014


[1] 25 luglio 1968
[2] Nel Breve esame critico della nuova messa, lettera di presentazione dei Cardinale Ottaviani e Bacci, 3 settembre 1969, §1.
[3] Lettera aperta ai cattolici perplessi, XIII.


3 commenti:

  1. Magari fosse vero. jane

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  2. Se fosse vero che la sacrosanta Chiesa Romana e' stata retta da santi Pontefici dal 1958 ad oggi, e' ragionevole dedurre che attualmente la Chiesa non sarebbe afflitta da piaghe spirituali quali il calo delle vocazioni sacerdotali, l'abbandono della pratica religiosa, la confusione dottrinale, la disubbidienza degli "episcopati", la cosiddetta "apostasia silenziosa", il laicismo dilagante e l'epidemia di fallimenti matrimoniali.

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