ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 22 gennaio 2015

Il signor Pietro

Continua la Marcia Trionfale (o la danza macabra?) : “Fratello gay – Sorella divorziata”  “La Sacra Scrittura e la pratica tradizionale della Chiesa vedono nelle famiglie numerose un segno della benedizione divina e della generosità dei genitori.”

(Catechismo della Chiesa Cattolica, n.2373)
“Le famiglie numerose sono le aiuole più splendide del giardino della Chiesa, nelle quali, come su terreno favorevole,  fiorisce la letizia e matura la santità. Più volte, e non a torto, si è voluto mettere in risalto la prerogativa delle famiglie numerose nell’essere culle di Santi; si citano, tra tante, quella di San Luigi Re di Francia composta da dieci figli, di Santa Caterina da Siena da venticinque, di San Roberto Bellarmino da dodici, di San Pio X da dieci.”
(Venerabile Pio XII, 20 gennaio 1958)
“…tanti figli: questa è anche una prova della fede, della fede in Dio. Se oggi viviamo questa grande crisi demografica, crisi della famiglia, crisi della paternità, crisi della maternità, è proprio una conseguenza della mancanza della fede in Dio.”
(San Giovanni Paolo II, 4 maggio 1986)
“Come dovremmo, se amassimo la Chiesa, temere lo scandalo degli umili, lo smarrimento del popolo, lo sgomento di quanti non sanno più riconoscere il volto della Madre nelle novità che predichiamo e sollecitiamo nella vita e disciplina della Chiesa”
(Don Divo Barsotti)
-Le citazioni riportate sopra sono state riprese dalla pagina ufficiale di face book di Antonio Socci.
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 di Pucci Cipriani
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I grandi mezzi di comunicazione, i quotidiani, i settimanali, le televisioni – per la maggior parte  appartenenti al mondo “liberal” e radicale – sono uniti da tempo in un coro di “Osanna”, accompagnati da un suonar di trombe, trombette, grancasse, tamburi, timpani, clarinetti, pifferi, violini e…tromboni…sì sono proprio i vecchi tromboni che guidano il coro di encomi solenni, evviva, eia eia –  alalà, all’indirizzo del “vescovo di Roma” che, contento, disinvolto, rubizzo e pieno di salute, incassa gli applausi e i cori da stadio e si getta, a pesce, tra la folla, a cercar bambini da accarezzare, ammalati da baciare, studentelli brufolosi ai quali firmare l’ingessatura, e intanto si fa scattare  foto ricordo…poi riparte a incontrare i turisti che gli porgono l’Erba Mate e se la beve mettendo la rotondità delle sue labbra sulla cannula…dove altri  già avevano messo la loro bocca . Getta al vento lo zuccotto e si fa mettere in capo, da una selva di mani che si levano dalla folla, una serie di cappellini di varie fogge o, tanto per far contenti genitori e bambini, che glielo porgono, si mette il naso rosso da clown…poi via, a razzo, presso la locanda “Santa Marta” a telefonare, novello “Signor Pietro”.

Che, per chi non lo sapesse, detto Signor Pietro, era un distinto personaggio televisivo degli anni Cinquanta che ciascuno sperava suonasse alla propria porta, in quanto, questo gentile inviato del “Concorso Idrolitina” (l’acqua “con le bollicine”, fatta con le bustine), portava ai sorteggiati, che avessero mandato in precedenza alla Azienda dell’acqua frizzante un certo numero di punti , un assegno di un milione.
E la sera tutti ad aspettare questo ipotetico e sperato arrivo…come le telefonate di Bergoglio.
E, dopo, a “Carosello”, ecco che ti ripetevano: “attenzione, domani potrebbe suonare alla tua porta il Signor Pietro” e allora una musichina e un coro intonavano questa canzoncina:
“E’ arrivato il Signor Pietro\ E’ arrivato stamattina \ Con il premio da un milione \ del concorso Idrolitina…”
Qui il Signor Pietro, seppur in versione riveduta e corretta, lo abbiamo sempre davanti agli occhi e la sua voce delizia le nostre orecchie (“aures intendentes”)…Finalmente son finiti “tempi bui” della Chiesa preconciliare e trionfalistica, lo capimmo da quella sera della sua elezione che si presentò, per la benedizione “Urbi et Orbi”, senza la mozzetta e la stola che sono  le insegne papali,  con quell’orribile croce di ferro di Chagall, con quel suo irrituale “Buonasera” che conquistò subito la folla ansiosa di novità…Finalmente era stato mandato al diavolo anche quel “Sia lodato Gesù Cristo” che sapeva tanto di devozionismo. Ma il “clou” fu raggiunto allorché disse di voler essere chiamato soltanto “Vescovo di Roma” e quando, al primo Angelus, salutò con il (ora consueto) “Buon pranzo”…E poi, parliamoci chiaramente,entusiasmava ed entusiasma tuttavia vedere questo prelato argentino con le scarpe da zampognaro, con l’abito bianco trasparente da cui si intravedono i pantalani; entusiasmava ed entusiasma tuttavia vederlo partire con la borsona da Mary Poppins, che porta in mano, per non affaticare il codazzo di trenta o quaranta  persone al suo seguito; mandava e manda in visibilio quel suo non inginocchiarsi (anzi l’aver fatto togliere gl’inginocchiatoi dalla cappella Santa Marta) di fronte al Santissimo Sacramento, quel suo rifiuto di ogni vestiario che potesse dargli un aspetto regale (“Va vestito come un letto sfatto – mi diceva un altro prelato Vaticano, chi sa che qualche mattina non ce lo vediamo arrivare in tuta”)…Insomma – diceva Buffon – “Lo stile è l’uomo”… e questo è Bergoglio e… il suo stile.
Uno stile diretto che va direttamente al… cuore. E mentre altri papi ti trafiggevano con San Tommaso e San Roberto Bellarmino o, semmai, ti citavano il Tasso e la sua “Gerusalemme Liberata” o Dante e la sua Commedia, davvero Divina, questo ti cita Roberto Benigni, a proposito dei Comandamenti Divini, quel Benigni autore, tra l’altro, di quell’alto Componimento poetico dal titolo “L’Inno del Corpo sciolto” (clicca qui per leggerlo. Meglio lontano dai pasti – NdR)
Il mio lattaio,” vecchio – nostalgico – Capo del Sessantotto – mai – pentito- né dissociato”, che l’altr’anno è andato a San Leo a “fare lo sbattezzo” e che rivendica il suo ateismo vantandosi di non aver messo piede in chiesa da cinquant’anni almeno, ora è diventato una sorta di “portavoce in sedicesimo” del vescovo di Roma argentino e spiega come, finalmente, l’attuale Pontefice (ma non era solo “vescovo di Roma” ?) favorisca il primato della prassi sulla teoria…e al sottoscritto che lo guarda stupito – (Io  ricordavo, il mio lattaio, quando nei cortei guidava i cori : “Uno, dieci, cento Ramelli con la sbarra tra i capelli”  e rivolto ai ragazzi in divisa del Battaglione Mobile dei Carabinieri : “Camerata, basco nero, il tuo posto è al cimitero” e quindi alla polizia ” PS = Esse Esse” e ai poveri cittadini che guardavano sbalorditi e sgomenti : “Borghesi maiali, domani prosciutti”) – cerca di far capire, con sussiego, come Bergoglio abbia ribaltato tutto ma che la dottrina resta immutabile anche se, poi, nella pastorale ad ognuno è concesso di agire secondo la propria coscienza . “Del resto – dice Carlino, il lattaio – a Buenos Aires il Pontefice ha sempre dato la Comunione ai divorziati risposati… ma Lei – dice rivolto a me – non usa la Misericordia – e questo quasi lo sussurra come in un sibilo-  come invece comanda il Santo Padre (et voilà!)…Voi tradizionalisti avete trasformato la Parola in pietra e vi divertite a buttarla in capo ai fedeli…”
Rimango basito. Carlino che, notoriamente, era considerato un povero bischero, è diventato un pozzo di scienza e mi sovrasta citandomi a diritto e a rovescio il Magistero Papale e al sottoscritto che, umilmente, gli fa rilevare come da due anni sia costretto a subire le angherie di un suo inquilino “nordafricano e musulmano”, che non paga l’affitto e nonostante ciò non se ne voglia andare ed anzi… invii al povero ‘proprietario’  anche il conto dell’acqua e minacci l’ufficiale giudiziario che, periodicamente, gli notifica le sentenze di sfratto emesse dal Tribunale,  risponde irato:
“Ma guardi che la proprietà privata sia, in effetti, un furto, non lo dice solo Carlo Marx e tutti i pensatori comunisti ma anche il Papa (Francesco) che a una domanda del giornalista Tornielli che gli chiede se restino ancora valide le parole della “Populorum Progressio” nella quale si dice che la proprietà privata  non è un diritto assoluto ma è subordinata al bene comune risponde : “Non solo sono affermazioni ancora valide, ma più il tempo passa e più trovo che siano comprovate dall’esperienza”.
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Ieri mentre le gazzette di tutto il mondo riportavano l’eclatante notizia dei sette milioni di filippini che incontravano il Papa, “Vatican Insider” usciva con questo titolo: “Manila, mai così tanti fedeli per un Papa”… E sul suo blog Antonio Socci (una delle pecore nere dei neomodernisti e dei “normalisti”) riporta un lapidario e sapido commento : ” Per un Papa (tanti fedeli n.p.c.) Non per Cristo?”.
Ci spiace ma, in questo caso, ha ragione “Vatican Insider”: i fedeli non erano lì per ascoltare la Messa (ora bisogna dire “Il Ricordo della Cena”), non erano lì per fare l’adorazione del SS. Sacramento e per pregare, non erano lì per testimoniare la loro Fede e per difendere quei “princìpi non negoziabili” che per Bergoglio non esistono più.
Erano lì per assistere a una grande Kermesse, con canti e balli esotici, dove un consumato attore, una grande “star”, si esibiva disinvoltamente di fronte a un colorito pubblico…come del resto di recente, in piazza San Pietro, mentre in tutto il Mondo migliaia di cristiani venivano trucidati dai “nostri fratelli musulmani”,  (clicca qui per leggere “Tango in San Pietro mentre la barca va alla deriva” di Roberto de Mattei e clicca qui per leggere “Cristiani in terra d’Islam. Beati i perseguitati” di Sandro Magister) centinaia di coppie di ballerini si esibivano nel Tango, per deliziare il papa argentino, allo stesso modo con cui si deliziavano i Principi rinascimentali …
Nessuna menzione papale per quei poveri cristi martirizzati per la loro Fede, per quei poveri  fratelli nigeriani che hanno avuto il torto di credere in Dio e non di oltraggiarlo come facevano i vignettisti blasfemi anarco-comunisti di “Charlie Hebdo”…
Del resto più le piazze sono piene,  più vengono bruciati grani d’incenso dei papolatri  al nuovo  idolo e più le nostre chiese sono desolatamente vuote e i confessionali (ammesso che si possa ancora trovare un confessore) desolatamente deserti. Eppure continuano a salir lodi al “vescovo Roma” e sembra che il Mondo (quel Mondo dalle cui lusinghe Cristo ci mette in guardia),  che fino a poco tempo fa insultava e dileggiava Benedetto XVI, quel mondo che ha sempre portato avanti battaglie di morte, si sia schierato a fianco di Bergoglio, anzi abbia eretto intorno a lui un muro a sua difesa.
Al “papa laico” Eugenio Scalfari  – il cui quotidiano abortista e comunista pare sia diventato la tribuna ufficiale di Roma, dopo la “Civiltà Cattolica” – Jorge Mario Bergoglio ha fatto le dichiarazioni più esorbitanti : “Basta che uno segua la sua coscienza, non esiste il Male e il Bene in assoluto…se uno fa male ma crede di far bene ok” (cito a memoria) . Per cui il Direttore di “Repubblica” può, a ragione, affermare :  “Questo è papa Francesco . Se la Chiesa diventerà come lui la pensa sarà cambiata un’epoca”…gli fa eco Marco Giacinto Pannella che, tramite la Bonino – quella che ha sulla coscienza oltre diecimila bambini uccisi con le proprie mani e tracimati con una pompa da bicicletta nell’utero materno – incontra il Papa che  lo prega di interrompere il digiuno per poter riprendere le proprie battaglie; ovvero  battaglie contro la vita (aborto), per i matrimoni gay, per la droga libera, per l’eutanasia, per l’ideologia del gender , per l’educazione (perversione) sessuale nelle scuole, in cui si spiega, con dovizia di particolari iconografici, l’accoppiamento uomo- donna, uomo- uomo, donna – donna…etc, etc…
Poi tutte  le donnine allegre che fanno politica sono prese dal fascino della figura di quest’uomo, vestito di bianco con le scarpe da zampognaro, che viene dalla fine del mondo, per sovvertire l’Istituzione Ecclesiale : perfino la Pascale, la concubina di Silvio Berlusconi – più giovane di lui di cinquant’anni , ha un debole per “Francesco” e si getta, a pesce, in difesa dei diritti del matrimonio omosessuale, dettando la linea al vecchio ex cavaliere che sembra rimbambito, e che ora è passato dalla minorenne marocchina Rubi Rubacuori al (o alla) Trans Luxuria che, insieme alla detta Pascale, sembra dettare la linea “etica” di Forza Italia…
Insomma sono finiti i tempi in cui Benedetto XVI  veniva bruciato in effigie senza che un Capo di Stato spendesse una parola per difenderlo, sono finiti i tempi in cui il radicalume manifestava contro Ratzinger al grido di “Vatican – Taleban”…
Ora il celeberrimo “Time” ha proclamato Bergoglio “Person of the year” ovvero Uomo dell’anno (in precedenza erano stati nominati anche Hitler, Stalin, Bill Gates, un Computer) e, alla fine del 2013, ecco che la rivista americana “The Advocate”, la più accreditata e prestigiosa rivista americana del mondo LGTB (Lesbiche – Gay – Bisessuali – Trans) si allinea al “Time” e mette sulla copertina, a tutta pagina, la foto di Francesco con, in alto, la scritta : “Chi sono io per giudicare un gay”, le parole pronunziate in aereo dal “vescovo di Roma ” argentino al ritorno dal Brasile; sulla guancia del sorridente faccione papale la scritta “NOH” ( che nel gergo dell’ambiente pederastico significa “Nessun Odio”)…Insomma un’adesione completa, senza se e senza ma, della comunità omosessuale alla “pastorale “Bergoglio Kasper Fortiana” avallata dalle profetiche parole del neuroscenziato omosessuale Simon Le Vay (Cambdrige – Oxford) che, entusiasta – forse sicuro di essere seguito dal “Vescovo di Roma” – scrive sulle stesse colonne di “The Advocate” : “Certo, vedo la clonazione come un beneficio per i gay(…) e anche la xenogravidenza (far partorire un feto umano da una specie differente n.p.c.) potrebbe essere di enorme beneficio , specialmente alle coppie di maschi gay che attualmente devono pagare 400 dollari per avere un bambino. L’idea ti rivolta? Ma perché? Sceglierei senza problemi l’utero di un maiale sobrio, non-drogato, non-fumatore, invece di un normale ambiente naturale”
Ecco, di ritorno da Manila il Papa, ha tenuto – more solito – una lunga conferenza stampa ai giornalisti al seguito e, tra l’altro ha detto che i cattolici devono smetterla di far figli come conigli, raccontando di come abbia severamente ripreso una donna – che gli era stata presentata dal vescovo locale come un esempio “eroico” – che era al settimo parto con cesareo ammonendola che, così facendo, gli altri figli avrebbero rischiato di rimanere orfani. Insomma ci vuole una “maternità responsabile” (ma fino ad ora il Magistero non invitava ad aprire ogni atto d’amore alla vita?) .
Quello che avvilisce è il linguaggio da trivio usato da questo Pontefice che ricalca  le “battutacce” oscene fatte dalla peggiore teppaglia al passaggio di una coppia con molti figli… persone eroiche invece coloro che danno la vita (ricordate Santa Beretta Molla?), persone da cui tutti noi dovremmo imparare, perché non solo seguono la Dottrina morale della Chiesa, ma  hanno il coraggio di “mettersi in gioco” e di dedicare il loro tempo, il loro lavoro, la propria disponibilità umana,  alla famiglia, ai figli, il dono più bello che il Signore possa fare a una coppia di genitori.
Ebbene questi genitori eroici (ora si può comprendere anche l’odio bergogliano nei confronti dei genitori di p.Manelli, il fondatore dei frati francescani dell’Immacolata, che generarono 21 figlioli e nei cui confronti è stato aperto il Processo di Beatificazione!) vengono considerati animali (“conigli”)… troppo prolifici… Insomma, al diavolo l’Humanae Vitae e quella mania, tutta polacca, di San Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, di impedire l’uso del profilattico e della pillola, rendendo così le coppie animalesche (“come i  conigli”)… e poi, in casi eccezionali, non si potrebbe ricorrere anche all’aborto in quanto, in fin dei conti, la legge assassina 194 è una “buona legge”?.. e in alcuni casi… per proteggere la vita della madre, per non rendere i figli rimasti orfani… via…
Chi sa se domenica, all’Angelus, il “vescovo di Roma” non rivolga un messaggio alle famiglie “conigliesche”  : “Quando tornerete a casa e troverete il quarto bambino dategli un cazzotto e ditegli : questo te lo manda il papa”.
Guardate che non sto esagerando; infatti Francesco ha già fatto le prime aperture (“le sue dichiarazioni hanno avuto un effetto devastante per i difensori della vita” dichiarò il Capo del Movimento “pro life” americano) allorché ha affermato che “non esistono principi non negoziabili” e che coloro che si associano in difesa della vita contro l’aborto sono dei “fissati”….
In altre parole queste dichiarazioni bergogliane, che trattano sprezzantemente da animali (“conigli”) le coppie che seguono la morale cattolica , stanno producendo un impatto davvero devastante tra i cattolici “perplessi”… e questo – mentre i microcefali “normalisti” cercano di arrampicarsi vergognosamente sugli specchi –  ben l’ha compreso il filosofo ateo-gnostico Vito Mancuso (il pupillo del Card Carlo Maria Martini) che su “Repubblica” del 20 gennaio , pur rimanendo anche lui perplesso per la crudezza del linguaggio, afferma che ormai nella Chiesa nulla sarà come prima. Infatti,  Bergoglio disteso e in ottima forma, che ha fatto queste apprezzabili affermazioni, dovrà dare alle coppie anche una soluzione “per non fare come i conigli” … pillola? Profilattico? Aborto? Forse le tre cose insieme? Ne discuterà il prossimo Sinodo… Intanto Mancuso, eccitato per questa marcia rivoluzionaria dell’allievo di Martini, un consiglio al Papa lo dà, eccome: la sua (quella di Jorge Mario Bergoglio) sarà pure stata un’espressione volgarotta e troppo cruda ma una pedata nel “posto dove non batte mai il sole” (Verbo papale) ai cardinali conservatori che non vorranno allinearsi al cambiamento gliela dia davvero…
Già, come se fino ad ora  avesse scherzato….
L’Incipit del nuovo Sinodo sono state le offese alle coppie cattoliche (“conigli”), l’explicit sarà  – speriamo di no, ma c’è già chi l’ha messo in conto – uno scisma, perché non tutti i cattolici vorranno rinnegare la loro Fede.

–  di Pucci Cipriani



Redazione

1 commento:

  1. ... Ma, e se poi fosse? Una separazione netta da sto strumento d'un argentino, uno "scisma" dalla sua sinagoga satanica, cosa accadrebbe? Esploderebbe l'universo?

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