ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 8 gennaio 2015

Realtà o fantascienza?

La Lettera di Natale 2014 dei “preti di frontiera” friulani

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Ogni tanto arrivano a Riscossa Cristiana lettere di questo tenore: “perché volete vedere solo quello che non va?”, oppure “Non sapete far altro che criticare”, e così via.
Ebbene, se pubblichiamo certe cose, se cerchiamo di informare i nostri lettori sui tanti – troppi – eventi spiacevoli, tanto per parlar garbato, che costellano la vita della Chiesa, non è certo per il macabro gusto di vedere solo il brutto e lo sgradevole. Piuttosto ci pare sempre più urgente che i fedeli si rendano conto delle strade pericolose imboccate con disinvoltura e baldanza da preti e/o vescovi che non si capisce più a quale “fede” si riferiscano, di quale “chiesa” facciano parte.

Questa consapevolezza è necessaria perché quanti amano la Chiesa, Una, Santa, Cattolica e Apostolica non sottovalutino, con un ottimismo incosciente, la situazione e di conseguenza moltiplichino le loro preghiere per la Santa Chiesa e per i pastori nella confusione. Questa consapevolezza è necessaria perché è in gioco la salvezza delle anime dei credenti, anche se questa salvezza sembra interessare sempre di meno un clero che non parla più, o ne parla en passant e quasi con un po’ di vergogna, di Nostro Signore Gesù Cristo, ma in compenso ci regala dissertazioni sociologiche, ambientaliste, melasse buoniste e sfrenato desiderio di armonia con un mondo che è sempre più immerso nel materialismo e nel sincretismo (che è l’anticamera dell’ateismo).
Un amico ci ha inviato il testo completo della “Lettera di Natale 2014” dei cosiddetti “preti di frontiera” friulani. Primo firmatario è Don Pierluigi Di Piazza, fondatore del “Centro di accoglienza e di promozione culturale Ernesto Balducci”, un’associazione che fa tante belle cose, ma per la quale è più che lecito chiedersi a quale “religione” si riferisca.
Già, perché se parliamo di Fede cattolica, ossia della Vera Fede, ci chiediamo che posto abbiano affermazioni come questa (il sottolineato è nostro): “…la dottrina e l’ortodossia sono importanti, ma solo se al servizio della vita delle persone; Dio si cerca, si incontra e si cerca ancora; non è cattolico. E’ Dio. E Gesù è la sua rivelazione nella storia, è il riferimento continuo della fede. Non esistono verità assolute neanche per i credenti: l’assoluto è slegato, la verità è l’amore che si vive con Dio e con gli altri nella storia. La coscienza per il credente e il non credente è il santuario delle decisioni personali. Non ci sono valori non negoziabili, ma valori su cui riflettere e impegnarci sempre in rapporto con le storie delle persone” (clicca qui).
Lo stesso Don Di Piazza del resto ci parlò di Margherita Hack, atea dichiarata e battagliera, come di un grande esempio di applicazione dei valori evangelici. E non c’è da stupirsi, considerando altri luminosi precedenti, come la solidarietà con Beppino Englaro, l’uomo che decise l’uccisione per fame e per sete della figlia Eluana.
Ma andiamo per ordine. Vi consigliamo, anche se è lunga e verbosa (purtroppo lo “spirito del sessantotto” è duro a morire) la lettura della “Lettera di Natale 2014”. Qui estraiamo solo alcune “perle”:
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Nelle nostre esperienze avvertiamo la tribolazione, la ricchezza di ogni storia personale.
Negli incontri spesso ci si interroga sul senso ultimo del vivere, relazionarsi, dedicarsi,
impegnarsi, soffrire, morire e queste domande riguardano anche Dio, la sua presenza o la
sua assenza; spesso nel dialogo entra Gesù di Nazareth in modo discreto e vicino per la sua
straordinaria disponibilità ad accogliere e incoraggiare.
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Osservando con gli occhi del cuore e della coscienza la Terra trascurata, abbandonata, allagata
e colpita, usurpata, cementificata, violentata dai rifiuti tossici delle organizzazioni
criminali e anche dalle armi atomiche, constatiamo con sdegno e tristezza quanto siamo
ancora lontani dal sentirla viva in quanto custodisce e genera la vita: è uno straordinario
organismo vivo che articola realtà fisiche, chimiche, energie terrene e cosmiche. Questa
modalità di relazione con la terra come creatura vivente induce a un rapporto fatto di rispetto,
attenzione, cura e armonia.
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Alla urgente crescita culturale deve accompagnarsi la sensibilità e l’impegno delle istituzioni
e della politica che avvertiamo tiepide e incoerenti con il dettato stesso della nostra
Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra”. Nel mondo interdipendente sempre più si avverte
la necessità di riconoscere l’ONU, da riformare, come unica istituzione deputata a livello
mondiale a intervenire per tutelare la dignità dei popoli e promuovere una convivenza
pacifica, attraverso azioni di indirizzo, mediazione e interposizione, per le quali va dotata
degli strumenti operativi necessari.
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La memoria del Natale è sovversiva, non edulcorata, non ingrediente sociale di questo
sistema. Dio si fa presente nell’umanità di un piccolo bambino, si incarna nella storia, la
rende umana; lui stesso diventa così umano, “totalmente umano da non poter non essere
Dio” (Leonardo Boff). Seguire questo Gesù di Nazareth significa investire le migliori energie
per cercare di essere ogni giorno più umani e di ritrovare il volto umano anche di nostra
Madre Terra.
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Eccetera. La non meglio precisata “Madre Terra” e l’ONU paiono essere nuove divinità, che hanno preso il posto di quanto di vecchio e noioso la Chiesa ci ha raccontato da secoli… Leonardo Boff, ex-frate, ex-prete, convivente more uxorio con una donna, luminoso esempio di coerenza e impegno cattolici, diviene fonte di saggezza teologica.
Il titolo della ”Lettera di Natale 2014”, dove non si fa il minimo accenno all’incarnazione del Verbo, è “Giustizia, pace, accoglienza, salvaguardia dell’ambiente”. Parole in libertà, che vanno bene per tutti e che non creano grane con nessuno. Chi infatti si sognerebbe di invocare “Ingiustizia, guerra, egoismo, distruzione dell’ambiente”?
Quante belle cose fa il Centro Ernesto Balducci. Può far concorrenza a Onlus, Patronati, Centri Sociali, et similia. E poi è anche tanto, tanto rispettoso delle diversità, per cui si guarda bene dall’indicare Gesù Cristo come il Salvatore. Non sia mai! Con timidezza si accenna a una “spiritualità incarnata nella storia”: “il riferimento iniziale al Vangelo apre alle diversità culturali e religiose e alimenta una spiritualità dell’accoglienza”. (clicca qui)
Sia ben chiaro! Il riferimento al Vangelo deve essere “iniziale”, poi todos Caballeros, nella nuova religione mondiale del volemose bene all’insegna della lotta antimafia, anticorruzione, dell’ecologia, della giustizia sociale, dei “valori “ della Costituzione… e che monotonia!
Questa, cari amici, è la “nuova” Chiesa, questa è la Chiesa dove, senza alcuna ragione logica – ma con molta ragione luciferina – si è demolita la Congregazione dei Francescani dell’Immacolata, dove gli insegnanti di religione devono stare attenti a non fare troppo i cattolici, pena il posto di lavoro e il pubblico ludibrio. Questa è la Chiesa tradita.
Questa è la Chiesa che non ci stanchiamo di denunciare, non per cattiveria nostra, ma perché sempre di più si preghi per la conversione di preti che hanno perso la Fede e di vescovi che, o pusillanimi o a loro volta smarrirti, non sanno né vogliono più fermare e correggere questi preti. Perché sempre più si preghi in riparazione delle offese fatte al Sacro Cuore di Gesù.
Questa è la Chiesa che impone a chi voglia vivere da cattolico, e da cattolico morire per salvare la propria anima, di essere sempre più attento nella scelta dei pastori. “Beati voi, quando vi oltraggeranno e perseguiteranno e falsamente diranno di voi ogni male a causa del Mio Nome”. Un metro di valutazione c’è…

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