ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 25 febbraio 2015

In favore e contro...

In favore è in favore.
In favore non è contro.


Le parole hanno un proprio peso specifico ed un proprio significato preciso per chi non è avvezzo a giocarci. Con le parole come con le persone.

Questione di punti di vista. E anche di buona o mala fede.

Intendiamoci, non siamo tipi da lasciarci impressionare, ma colpisce il dispendio di intelletto ed energia investito a scavare e scovare errori, a suscitare illazioni e congegnare ipotesi, a fare processi alle intenzioni e alle persone. Non è impegno costruttivo e soprattutto non è sano. È patologico.

Tale atteggiamento costituisce in se stesso una denuncia di paura e di limitatezza. Dà prova di fallimenti personali, di situazioni che sfuggono di mano, di desiderio di controllo, di senso di inadeguatezza che impedisce di argomentare, di confutare, di sostenere tesi, di riscontrare fatti. Dimostra paura di misurarsi e di mettersi veramente in gioco. È già in se stesso una rinuncia e, dunque, una sconfitta.
Oltretutto costituisce una disfatta ed una umiliazione per l’intelletto, ridotto a stratagemma anziché a conoscenza e di comprensione.


La lotta richiede coraggio, abnegazione, perseveranza, impegno.


Ma tutto questo si può aggirare. O meglio, i furbi, credendosi tali, si inventano strade alternative per evitare il vero e buon e leale confronto ed invece di affrontare colui che individuano e catalogano quale avversario, preferiscono colpire alle spalle, evitandone lo sguardo.


Appunto.
In favore è in favore.
In favore non è contro.
Siamo “IN FAVORE DEI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA”, gruppo Facebook, costituito da persone che, FEDELI AL CARISMA ORIGINARIO ED AI FONDATORI DELL’ISTITUTO, stanno seguendo il Commissariamento in atto. Oltre a cattolici e persone che per diritto di cronaca vogliono informarsi sulla vicenda, il gruppo è costituito da persone che, con tempi e modalità diverse, sono venute in contatto con l’Istituto e con i Francescani dell’Immacolata e che da essi hanno ricevuto doni di straordinaria ricchezza spirituale. Questi doni non sono stati dimenticati da nessuno e non c’è nessuna intenzione di dimenticarli. Una grande riconoscenza e senso di devota filiazione sono i legami che ci uniscono ai Francescani dell’Immacolata ed in particolare ai Fondatori. Oltre ad una partecipazione vera e reale, con il cuore e con la preghiera, alle sofferenze e prove che i provvedimenti del Commissariamento innegabilmente hanno comportato a ciascuno di loro. A tutti.

Stiamo assistendo a queste sofferenze, che sono diventate le nostre sofferenze.

Stiamo assistendo ai toni, ai sistemi ed alle modalità di attuazione del Commissariamento.
In paziente attesa.
Non in silenzio.
Non contro.

Ma in Favore dei Francescani dell’Immacolata ed in attesa che si concretizzino quei frutti del provvedimento di Commissariamento, decretato “al fine di tutelare e promuovere l'unità interna degli Istituti religiosi e la comunione fraterna” (Decreto di Commissariamento PROT. N. 52741/2012 dell’11/07/2013).

C’è chi invece ci ha voluto catalogare come avversari.


Chi ha voluto premeditatamente ed immotivatamente attribuire al nostro gruppo l’etichetta di esser “contro”: “di attaccare l’autorità del Commissario, di scrivere post contro il Santo Padre ed il suo Magistero”.
Bene.


C’è chi, grondando mala fede da tutti i pori, consegna al nostro gruppo, in modo gratuito ma non disinteressato, la veste di “piattaforma di agitazione e detrazione che non rende servizio nemmeno a coloro che presume di difendere”. Queste le parole usate. Parole taglienti e giudizio tranchant che colpisce, oltre che per il contenuto, per le modalità comunicative.
Bene.


C’è poi chi, ha detto, sempre in riferimento al nostro gruppo, che esso “è amministrato da un gruppo di laici che con toni volgari e aggressivi attaccano l’autorità del Commissario e dei suoi collaboratori inserendo nei post qualche preghierina per far credere di essere “cattolici devoti”.
Bene.


E poi c’è chi da appena due giorni ha aperto una pagina FB con lo stesso nome del nostro gruppo “In Favore dei Francescani dell’Immacolata”, appunto.
Bene anche questo.
Nulla in contrario, anzi ci lusinga avere emuli.


Non possiamo, però, fare a meno di notare come, per una strana e simpatica coincidenza, le iniziative in favore del nostro gruppo si siano negli ultimi giorni, moltiplicate.
Le invettive e gli attacchi, dunque, condotti in modo così sfacciato e maldestro, si stanno rivelando controproducenti per chi li ha intrapresi e non minano, ma rafforzano, il nostro desiderio di ricerca della verità, quella verità che altri, evidentemente, ritengono di avere già in tasca.


Sarebbe stato auspicabile il confronto, ma comprendiamo, che il dialogo sia prerogativa di chi vuole costruire.

Invece ci hanno reso oggetto di un processo sommario su web con verdetto di condanna. Non senza un obbiettivo. Certamente senza buona fede. E soprattutto senza vere prove.

Tra le righe di queste iniziative non è possibile non leggere una certezza che deriva da un equivoco di base. La certezza di chi, confondendo il giudice con il boia, ha fondato tutte le proprie aspettative, valutazioni e scelte di posizione personali su una condanna dei Fondatori, ritenuta certa quanto inevitabile. Come se il Commissariamento in atto non potesse che attuare un giustizialismo rapido e sommario Da questo malinteso di base sono scaturiti tutti i linciaggi mediatici ai Fondatori, al carisma dell’Istituto e, tutto sommato, è scaturita anche la condanna del nostro gruppo. Storie parallele, stessi sistemi, stesso concetto di giustizialismo sostituito alla giustizia che dovrebbe contraddistinguere un provvedimento di commissariamento. Tutto documentato e riscontrabile, purtroppo, proprio su quei gruppi FB e social network che con ingenuità ed eccessiva leggerezza i siti web ufficiali dei FFI (Frati Francescani dell’Immacolata e immacolata . com) hanno salutato e definito “degni di nostra conferma”.


La nostra posizione è di attesa e di osservazione attenta e puntuale dei fatti legati al Commissariamento dei FFI.

Stiamo assistendo a queste iniziative a noi rivolte.

Stiamo assistendo ai toni ed alle modalità di queste iniziative.


Stiamo proseguendo la nostra opera in silenzio. E scegliamo di non difenderci dalle accuse e dai marchi. Lo riteniamo superfluo. Il nostro è un gruppo aperto. Aperto significa che, chiunque ne abbia voglia, può leggere e verificare quanto è postato e commentato. Tutti possono vedere. Conoscere. Capire. Scegliere.

I circa 2500 membri e tutti coloro che ci leggono sono testimoni dei contenuti e del codice comunicativo da noi adottato, mai in contraddizione con il nostro essere cattolici operanti alla luce della Verità, nell’amore per Cristo, per l’Immacolata, per la Rivelazione, per il Papa e per la Santa Madre Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Baluardi certi ed indiscutibili di chiunque voglia essere dei nostri.

In corde Matris,

Maddalena

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