ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 24 febbraio 2015

Sulla fallibilità

Fallibilità del magistero ordinario del Papa solo

Il Papa che insegna ordinariamente la fede e la morale in unione con i Vescovi del mondo con lui comunicanti è infallibile, in quanto Gesù Dio ha promesso assistenza proprio ai Vescovi per confermare la fede dei credenti. Invece il Papa che insegna ordinariamente la fede e la morale da solo, con atto proprio, sia diretto (personalmente) o indiretto (tramite un suo organo esecutivo), non gode della stessa assistenza divina, che lo renda immune da errori. Gli esempi che dimostrano tale fallibilità sono vari.

Il Papa, però, con atto straordinario, può, da solo, insegnare la fede con precisa formula (detta dogmatica), facendo appello diretto ed esplicito all’assistenza divina promessa da Gesù a Pietro, di cui è successore, e in questo caso sarebbe immune da errori.
Questo atto straordinario si è verificato poche volte nella storia. L’ultima volta fu esercitato da Pio XII per il dogma dell’Assunzione corporea di Maria nella gloria divina.
Quanto al Sinodo d’autunno, esso non dimostra affatto l’unanimità dei Vescovi in comunione con Pietro, anzitutto perché nel Sinodo c’è contrasto e soprattutto perché il Sinodo è composto da rappresentanti, eletti solo a maggioranza nelle rispettive assemblee episcopali. Perciò il Sinodo non dimostrerebbe affatto la condizione del magistero ordinario dei Vescovi col Papa.
Don Ennio Innocenti

Fallibilità del Sinodo d'autunno

Il Sinodo dei Vescovi è composto da rappresentanti dei Vescovi. Inoltre esso non è organo di magistero, ma solo recente strumento di consultazione. Se il Papa vuole, può accogliere i suoi suggerimenti. Ma tale accoglienza non sarebbe, per sé, un atto di magistero, ma solo atto d’indicazione pastorale. È vero che esso avrebbe un significato implicito magisteriale, ma esso sarebbe solo rappresentativo di una parte dell’Episcopato: non rappresenterebbe affatto l’unanimità dei Vescovi.
Certo, oggi il Papa avrebbe la facilità di consultare tutti i singoli Vescovi, ma ha preferito ascoltare la disputa su questioni aperte in seno ad alcuni Episcopati.
In ogni caso il Papa ha escluso che le questioni disputate riguardino la fede o il dogma definito (almeno in autunno).
Se il Papa fa proprio il consiglio maggioritario del Sinodo d’autunno, l’implicito indirizzo dottrinario in esso contenuto diventerebbe magistero ordinario? No. Resterebbe opinabile.
In ogni caso, il solo magistero del Vescovo di Roma da solo, non sarebbe né “ordinario” né “straordinario” (a meno che tale non fosse dichiarato).
Ma per le questioni d’autunno Papa Francesco ha già dichiarato che esse non toccano il dogma.
Don Ennio Innocenti

2 commenti:

  1. Mah ! , staremo a vedere .

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  2. Intanto è importante pregare perché si torni a a riconsiderare la necessità di un linguaggio dogmatico, l'unico che possa togliere le ambiguità dei linguaggi pastorali (dico-non dico-volevo dire- forse-però- chissà etc.) come ben espresso in pochi siti come ad esempio
    http://www.cooperatoresveritatis.net/it/custos-qui-de-nocte

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