ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 3 maggio 2015

Buon senso sulla Sede vacante

I Concili possono sciogliere i Papi eretici,
Ma è Cristo a deporli, perché la Chiesa viva.
Buon senso sulla Sede vacante - I

I sacerdoti domenicani di Avrillé, Francia, hanno fatto a tutti noi un grande favore ripubblicando le considerazioni sulla Sede vacante di Roma, scritte circa 400 anni fa da un famoso teologo tomista della Spagna, Giovanni di San Tommaso (1589–1644). Essendo un successore fedele di San Tommaso d’Aquino, egli beneficiava di quella saggezza più alta del Medioevo, quando i teologi potevano ancora misurare gli uomini sulla base di Dio, invece di dovere misurare Dio sulla base degli uomini, una tendenza questa che ebbe inizio per necessità (se le anime non potevano più prendere la penicillina medievale, dovevano prendere una medicina più debole), ma che culminò nel Vaticano II. Qui di seguito, molto abbreviate, vi sono le principali idee di Giovanni di San Tommaso sulla deposizione di un Papa:—



I – Può un Papa essere deposto?

Risposta, sì, perché i cattolici sono obbligati a separarsi dagli eretici, dopo che gli eretici siano stati avvertiti (Titus III, 10). Inoltre, un Papa eretico mette tutta la Chiesa in uno stato di legittima difesa. Ma il Papa deve essere avvertito prima, per quanto possibile ufficialmente, nel caso volesse ritrattare. Anche la sua eresia deve essere pubblica, e dichiarata ufficialmente come possibile, per evitare grossolane confusioni tra i cattolici, dato il dovere per tutti di seguire le autorità ufficiali.

II – Da chi deve essere dichiarato ufficialmente eretico?

Risposta, non dai cardinali, perché anche se possono eleggere un Papa, non possono deporne uno, perché è la Chiesa universale ad essere minacciata da un Papa eretico, e quindi solo l’autorità più universale possibile della Chiesa può deporlo, vale a dire un Concilio composto di un quorum di tutti i Cardinali e i Vescovi della Chiesa. Questi non sarebbero convocati autoritativamente (cosa che solo il Papa può fare), ma si auto-convocherebbero.

III – Con quale autorità un Concilio potrebbe deporre il Papa?

(In questo sta la principale difficoltà, perché Cristo dà al Papa il potere supremo su tutta la Chiesa, senza alcuna eccezione, come definito dal Vaticano I nel 1870. Lo stesso Giovanni di San Tommaso fornì degli argomenti di autorità, ragione e Diritto Canonico, per dimostrare questo potere supremo del Papa. Allora come può un Concilio, essendo sottoposto al Papa, deporlo? Giovanni di San Tommaso adotta la soluzione prevista da un altro famoso teologo domenicano, Tommaso Cajetano (1469–1534). La deposizione del Papa da parte della Chiesa graverebbe non sul Papa come Papa, ma sul vincolo tra l’uomo e il suo Papato. Il che può sembrare un cavillo, ma è logico.)

Da un lato non c’è un solo Concilio che abbia autorità sul Papa. Dall’altro la Chiesa è tenuta a scartare gli eretici e proteggere il gregge. Pertanto, come in un Conclave i Cardinali sono i ministri di Cristo per legare quel tal uomo al Papato, ma solo Cristo gli dà l’autorità papale, così il Concilio agirebbe come ministro di Cristo per sciogliere quell’eretico dal papato, tramite una loro dichiarazione solenne, ma solo Cristo, con la sua autorità divina sul Papa, lo deporrebbe autoritativamente. In altre parole, il Concilio deporrebbe il Papa non dall’alto, autoritativamente, ma solo dal basso, ministerialmente. Giovanni di San Tommaso conferma questa conclusione con la Legge Canonica della Chiesa, in cui si afferma a più riprese che Dio solo può deporre il Papa, ma la Chiesa può dare un giudizio sulla sua eresia.

Ahimè, come fanno notare i Domenicani di Avrillé, quasi tutti i Cardinali e i Vescovi della Chiesa odierna sono così largamente infettati di modernismo che non c’è speranza umana per un Concilio che veda così chiaro da condannare per modernismo i Papi conciliari. Possiamo solo pregare e attendere la soluzione divina, che giungerà nel tempo scelto da Dio.

Tratteremo dopo la domanda: Non è un Papa automaticamente deposto per la sua semplice eresia?

Kyrie eleison.

Un Papa eretico è ancora capo della Chiesa,
Anche se, personalmente, come membro di essa è morto.

Buon senso sulla Sede vacante - II

Per quanto riguarda la deposizione di un papa eretico, i Domenicani Tradizionali di Avrillé, in Francia, ci hanno fatto un grande favore pubblicando non solo le classiche considerazioni di Giovanni di San Tommaso (cfr. CE 405), ma anche quelle di altri valenti teologi. In breve, le migliori menti della Chiesa insegnano che l'argomento semplice e popolare di oggi, e cioè che un papa eretico non può essere membro della Chiesa e tanto meno il suo capo, è fin troppo semplice. In breve, nel Papa c'è molto di più che nel semplice cattolico che perdendo la Fede perde con essa l'appartenenza alla Chiesa, non appena cada nell'eresia. Per la Chiesa, il Papa è molto di più di un semplice cattolico. Per chiarezza, presentiamo gli argomenti di questi teologi in forma di domanda e risposta:—

Prima di tutto, è  possibile che un Papa cada nell'eresia?

Se egli impegna tutte e quattro le condizioni del suo Magistero Straordinario, non può insegnare l'eresia, ma che possa cadere personalmente nell'eresia è l'opinione più probabile almeno dei teologi più anziani.

Allora, se cade nell'eresia, questo non lo fa cessare di essere membro della Chiesa?

Come un semplice fedele cattolico, sì, ma come Papa, non necessariamente, perché il Papa è molto di più che un semplice fedele cattolico. Come ha detto Agostino, il sacerdote è cattolico per se stesso, ma è sacerdote per gli altri. Ora, il Papa è Papa per tutta la Chiesa.

Ma supponiamo che la grande maggioranza dei cattolici possa rendersi conto che egli è un eretico, perché la cosa è evidente. In questo caso, la sua eresia non renderebbe impossibile che lui sia il Papa?

No, perché anche se la sua eresia fosse evidente, molti cattolici potrebbero ancora negarlo, ad esempio per “pietà”€ verso il Papa, e quindi per evitare che nell'intera Chiesa insorga la confusione, perché i cattolici rimangano uniti si rende necessaria una dichiarazione ufficiale di eresia del Papa. Tale dichiarazione dovrebbe venire da un Concilio della Chiesa, riunito per la bisogna.

Ma se l’eresia fosse pubblica e notoria, questo sarebbe sufficiente per deporlo?

No, perché in primo luogo ogni eretico deve essere ufficialmente avvisato prima di essere deposto, così che possa recedere dalla sua eresia. E in secondo luogo, nella Chiesa o nello Stato ogni alto funzionario è al servizio del bene comune, e per il bene comune deve rimanere in carica fino a che non venga deposto ufficialmente. Quindi, come un vescovo rimane in carica fino a quando non venga deposto dal Papa, così il Papa rimane in carica fino alla dichiarazione ufficiale della sua eresia da parte di un Concilio che permetta a Cristo di deporlo 
(cfr CE 405).
Ma se un eretico non è membro della Chiesa, come può esserne il capo, il membro più importante?

Perché la sua appartenenza personale è una cosa diversa dalla sua autorità ufficiale. Per la sua appartenenza personale egli riceve la santificazione della Chiesa. Con la sua autorità ufficiale egli dà alla Chiesa il governo ufficiale. Ricevere non è la stessa cosa che dare. Cadendo nell’eresia, egli cessa di essere membro vivo della Chiesa, è vero, ma non per questo smette di essere in grado di governare la Chiesa, anche se è un membro morto. La sua appartenenza alla Chiesa per la fede e la carità è incompatibile con l’eresia, ma il suo governare la Chiesa con la sua giurisdizione ufficiale, che non richiede la fede o la carità, è compatibile con l’eresia.

Ma con la sua eresia un ex Papa ha gettato via il suo Papato!

Personalmente e in privato, questo è vero, ma non è vero ufficialmente e in pubblico fino a quando un Concilio non abbia non solo reso pubblica ma anche ufficiale la sua eresia. Fino ad allora il Papa deve essere considerato come Papa, perché per la tranquillità della Chiesa e il bene comune, Cristo mantiene la sua giurisdizione.

Kyrie eleison.


Eleison Comments CDVII 
Vacancy Sense – II
Commenti settimanali di
di S. Ecc. Mons. Richard Williamson
Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X


  2 maggio 2015
Pubblichiamo il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson, relativo all'effettivo potere di un Concilio nella possibile deposizione del Papa. - Parte II

Questi commenti sono reperibili tramite il seguente accesso controllato:
http://stmarcelinitiative.com/eleison-comments/iscrizione-eleison-comments/?lang=it



http://www.unavox.it/Documenti/Doc0849_Williamson_2.5.2015.html

21 commenti:

  1. Io chiedo : Se durante l' elezione di un papa qualcuno dei i cardinali votanti non si attiene alla giusta prassi, ma attraverso sistemi o di coercizione o di ricatto o pecuniario ( faccio esempi per dire ) stravolge l' elezione mettendo sulla cattedra di Pietro un papa della sua risma , l' elezione è valida ? Il papa che vi risiederà è vero papa ? Lo Spirito Santo potrà agire comunque o il Suo operare non sarà possibile in quanto falso papa ? E che spirito soffierà su di lui ? Lo spirito dell' iniquo ? E quindi dirà e farà cose contrarie alla dottrina della Chiesa ? jane

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    1. Sì , perfino in caso di simonia , l'elezione è valida :

      78. Se nell'elezione del Romano Pontefice fosse perpetrato - che Dio ce ne scampi - il crimine della simonia, delibero e dichiaro che tutti coloro che se ne rendessero colpevoli incorreranno nella scomunica latae sententiae e che è tuttavia tolta la nullità o la non validità della medesima provvista simoniaca, affinché per tale motivo - come già stabilito dai miei Predecessori - non venga impugnata la validità dell'elezione del Romano Pontefice.

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  2. Il commento sopra pare uscire dalla bottega del socci. Possibile che coercizioni o imbrogli siano potuti succedere solo con l'elezione di Bergoglio? Che mi dice cara signora degli altri papocchi da GXXIII a BXVI tutto ok? Non mi dica che il GPII colui che ha fatto invadere l'Italia da extracomunitari, che ha firmato i nuovi patti lateranensi (mettendo la religione cattolica al pari delle sette), che ha baciato il corano ecc..ecc... e che è apparso tra le fiamme fu scelto dallo Spirito Santo nevvero? Su faccia qualche sforzo in più vedrà che ci arriva anche lei.

    Lo vogliamo capire o no che tutto il male che vediamo è stato suggellato con il conciliabolo vat2 ? Altro che ermeneutica della continuità sbandierata a destra e a manca anche da Lanzetta dei FI.... Chi chiude gli occhi di fronte a queste realtà e si attiene ad un malinteso senso dell'obbedienza è anch'esso complice. Punto.

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    1. Caro amico dall ' A alla Z, la mia è una domanda che richiederebbe una risposta precisa e giusta. Non sono comunque così scema da non capire che tanti guasti vengono da un preciso momento della storia della Chiesa . jane

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    2. Anche se certi problemi è possibile farli risalire a una data stagione , non è pensabile che la chiesa sia stata abbandonata da Cristo per oltre mezzo secolo. Il sedevacantismo non è la soluzione a certe derive.
      Non si sa quante siano le tesi sedevacantiste, non si sa da chi ricevono i sacramenti costoro ecc.
      Lefebvre stesso , pur riconoscendo ai sedevacantisti qualche ragione , non ha mai sostenuto questa tesi:

      http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV378_Catechismo_Sedevacantismo.html

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    3. Ma quale risposta precisa e giusta cara signora se tutto ciò che avviene al Conclave deve rimanere secretato? Ancora,quale risposta se ciò che fa Bergoglio è ciò che hanno fatto anche gli altri solo con sfumature diverse?

      Se è vero che ha capito lo dimostri magari puntando il dito su chi ha voluto il conciliabolo e chi lo ha portato avanti a tutti i costi insistendo con inesistenti ermeneutiche o cavolate del genere ... che ne dice?

      La Chiesa quella vera ha sempre condannato gli errori con nomi e cognomi, così da mettere in guardia le sue pecorelle e salvarle dai lupi e dai mercenari.

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    4. Caro signor dallaAallaZ, penso anch'io, a rigor di logica, che Bergoglio non sia la causa di tutti i problemi ma che anche la legittimità dei suoi successori è, a parer mio, quanto meno in dubbio. Ma non concordo con lei nel dire che sia stato il conciliabolo vaticano II la causa di ogni male. Ammettiamo pure che il conciliabolo vaticano II sia stato, e ne sono convinto, il vaso di pandora, ora è chiaro che la causa della devastazione che oggi abbiamo sotto gli occhi sia da ricercarsi in colui o coloro che lo hanno pian piano aperto, senza contare le colpe di chi ancora si rifiuta di chiuderlo. Ratzinger ad esempio si è comportato come uno che per impedire l'allagamento della casa anziché fermare la perdita e poi riparare i danni si è messo in testa di usare un secchio per raccogliere l'acqua mentre questa non smette di scorrere. Infatti è annegato nei suoi stessi tentativi. Ripeto, a parer mio, l'evento che ha dato origine del problema è da ricercarsi nel tempo che intercorre tra la morte di PioXII e il conclave del 1958. E' in quel lasso di tempo che si è consumato il tradimento contro Dio che ha aperto la fessura per la quale si è introdotto Satana, Regnante PioXII invece si sono realizzate le premesse ed è stata perfezionata la volontà di consumare il tradimento. Dal Concilio Vaticano II ad oggi Satana sta raccogliendo i frutti che gli sono stati offerti da coloro che hanno tradito Nostro Signore.

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    5. Caro Anonimo non posso che concordare con lei. Infatti è proprio così, accuso il concilibolo vat2 per semplificare poichè nel mio precedente commento ho scritto che il male della Chiesa è stato "suggellato con il conciliabolo vat2".

      Giustissimo quando lei scrive:

      " l'evento che ha dato origine del problema è da ricercarsi nel tempo che intercorre tra la morte di PioXII e il conclave del 1958. E' in quel lasso di tempo che si è consumato il tradimento contro Dio che ha aperto la fessura per la quale si è introdotto Satana, Regnante PioXII invece si sono realizzate le premesse ed è stata perfezionata la volontà di consumare il tradimento. "

      Fu Pio XII che riammise a "corte" il signor Montini che divenne poi il nefasto PVI....

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    6. Si sbaglia, fu Roncalli che, guarda caso, lo ammirava al punto che, se solo fosse stato eleggibile, avrebbe votato per Montini nel Conclave che invece "elesse" lui. Semmai Pio XII allontanò Montini nominandolo Arcivescovo di Milano senza nemmeno concedergli la porpora! Mi corregga se sbaglio...

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    7. Da quel che mi risulta nominare qualcuno ad Arcivescovo di Milano (la diocesi più importante del nord Italia) è pari ad elevarlo agli onori di papabile come poi è successo. Pio XII doveva mandarlo nelle lande più deserte possibili, invece non lo ha fatto.... Dunque entrambi GXXIII (che si scelse il nome di un antipapa) e Pio XII sono responsabili in primis del nefasto conciliabolo e del PVI e di conseguenza degli altri papocchi postconciliari e del disatro che stiamo vedendo.

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    8. Si dice che fosse la prima Sede disponibile e tale era la fretta di toglierselo dalle scatole che non poté fare altrimenti. Non penso che si possano attribuire colpe a PioXII, se non quella di essersi accorto troppo tardi di essere circondato da lupi travestiti da agnelli....

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    9. Inoltre bisogna considerare anche lo scossone che si sarebbe prodotto se da un giorno all'altro un potente prelato fosse stato costretto alla clausura. Oltretutto la vicenda sembra abbia indebolito e scoraggiato parecchio il Pontefice sia spiritualmente che fisicamente.... Del resto già sotto San Pio X gli effetti della Rivoluzione francese nella Chiesa stavano cominciando ad essere difficilmente arginabili.. e la Massoneria dopo aver rovesciato la Corona puntava dritta contro la Tiara..... e il resto è storia, una miserabile, empia, vergognosa storia.

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    10. Cari Anonimo e Dalla a alla Z: quando Pacelli seppe del tradimento di Montini, che faceva la spia al Cremlino fornendo i nomi dei preti infiltrati da Pio XII in URSS per sostenere la Chiesa del silenzio, per poco non ci rimase secco. Ancora a letto, decise di allontanare subito Montini da Roma, e lo avrebbe voluto destinare ad un convento ai confini del mondo, perché meditasse e si riabilitasse. Ma sembra, e sottolineo sembra, che sia statr minacciato se non lo inviava a Milano (da sempre fucina di modernisti), e così fece. Comunque non lo volle più vedere e n on lo nominò cardinale (l'unico caso di un Arcivescovo di Milano non cardinale). Montini, dal canto suo, ricambiava la gentilezza: come ebbe a confessare in seguito, pregava perché Pio XII morisse presto, e fece sapere ai russi che, dopo Pio XII, le cose sarebbero radicalmente cambiate, cioè l'atteggiamento del Vaticano nei confronti del comunismo sarebbe mutato radicalmente. Poi ci fu l'accordi di Metz e l'Ostpolitik con Casarli. Ma nel frattempo c'era stato lo strano caso del Conclave 1958: fumata bianca e poi nera, lotta selvaggia attorno alla stufa, minacce di morte a Siri se non avesse rinunciato all'elezione, già avvenuta (aveva già scelto il nome: Gregorio XVII). Notizie tratte da un promemoria dell'FBI, divulgato a fine anni '90. e da un'intervista concessa da Siri poco prima di morire (disse: in quel conclave sono successe cose tremende, ma non posso parlare, perché sono legato dal segretr):

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  3. Se però vogliamo dirla tutta su Lefebvre, Egli negli ultimi anni si pose il problema della effettiva validità dei "papi" post conciliari. E propendeva nettamente per il no. Con questo, non voglio certo affermare di essere io l'arbitro della questione. Mi chiedo solo se, in fin dei conti, esista poi questa gran differenza tra un papa falso e un papa - ancorché formalmente" valido" - desideroso di distruggere la Chiesa di Cristo...

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    1. Se però vogliamo dirla tutta su Lefebvre, Egli negli ultimi anni si pose il problema della effettiva validità dei "papi" post conciliari. E propendeva nettamente per il no.

      Non mi risulta!!! Dirò di più se davvero così fosse perchè non divenne sedevacantista?

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    2. Quando lessi la biografia di Lefebvre del mons. Tissier, ricordo di aver appreso che proprio negli ultimi mesi della sua esistenza terrena, l'Arcivescovo prospettava l'eventualità di preparare i fedeli all'idea che gli "anticristi in Vaticano" fossero degli Impostori.

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  4. Se però vogliamo dirla tutta su Lefebvre, Egli negli ultimi anni si pose il problema della effettiva validità dei "papi" post conciliari. E propendeva nettamente per il no. Con questo, non voglio certo affermare di essere io l'arbitro della questione. Mi chiedo solo se, in fin dei conti, esista poi questa gran differenza tra un papa falso e un papa - ancorché formalmente" valido" - desideroso di distruggere la Chiesa di Cristo...

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  5. cos'è che determina la validità dell' elezione petrina ? una formula di consacrazione ? o più modalità ?. Per esempio : se i cardinali non fossero del numero giusto, oppure si dimenticassero ( dico per assurdo ) l' aspersione con l' acqua santa o cose simili, sarebbe ugualmente valida ? grazie jane

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    1. Non sono un esperto, ma credo che tutto dipenda dall'accettazione che fa l'eletto (Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice? http://w2.vatican.va/content/paul-vi/it/apost_constitutions/documents/hf_p-vi_apc_19751001_romano-pontifici-eligendo.html, n.87 CAP. VI CIÒ CHE SI DEVE OSSERVARE O EVITARE NELL'ELEZIONE DEL ROMANO PONTEFICE, tratto dal testo riportato anche sopra da Angheran che ha citato il n.78).

      Riguardo poi alla seconda parte del tuo primo post (Lo Spirito Santo potrà agire comunque o il Suo operare non sarà possibile in quanto falso papa ? E che spirito soffierà su di lui ? Lo spirito dell' iniquo ? E quindi dirà e farà cose contrarie alla dottrina della Chiesa ? jane) riporto una parte di un vecchio post che trassi da D.Dolindo Ruotolo, che mi era sembrato chiaro contro il sedicente sedevacantismo:

      "L'avere egli profetato [riferito a Caifa] pur essendo un empio ci fa pensare a quelli che rappresentano Dio sulla terra, in generale, ed in particolare al Papa, i cui atti e le cui parole rivelano a noi la divina volontà, o annunziano i divini disegni. Il Signore non abbandona le anime nostre alle passioni dei ministri infedeli, ma utilizza le loro stesse perversità, a volte per guidarci nelle ardue vie dei suoi disegni, e li costringe loro malgrado ad essere luce nel cammino, quando essi, magari,hanno la cattiva volontà solo di farci del male o di ostacolarci la via. Dobbiamo vivere di fede e tenere lo sguardo al Signore per non smarrirei, soprattutto quando siamo oggetto di persecuzioni o di contrarietà da parte di quelli che stanno in alto e, lungi dall' adirarci con loro, dobbiamo guardare più in alto, abbandonarci a Dio, nostro amorosissimo padre, e riposare nella sua volontà.

      http://apostatisidiventa.blogspot.it/2012/03/don-dolindo-vs-cassiciacum.html

      Comunque complimenti cara Jane, hai suscitato un bel vespaio di commenti, tutti interessanti ed intelligenti, perché ,mi pare, testimonino il sentimento di amore che ci anima alla nostra amata Chiesa.
      Ci sentiamo tutti sulla stessa barca sbattuta dai flutti e piena di falle ..papali..
      Ma con fede e coraggio perseveriamo anche se il Signore pare che dorma, ma non lo fa.

      In fondo " morto un Papa se ne fa un altro" ma ..morto Cristo, risorge, non se ne fa un altro!

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  6. Cari amici, scusate non volevo suscitare scompiglio, ma la confusione alle volte regna sovrana e allora si cerca la via della giustizia e della verità . Non so come sia il vostro animo, ma il mio è spesso colmo di tristezza e di dispiacere nel vedere tanto rovesciamento e scombinamento da parte del nostro Pastore e dei nostri pastori, che più che essere pastori sembrano mercenari e ci danno in pasto ai lupi . Restiamo uniti nella preghiera e vogliamoci bene come ci ha insegnato Gesù. Siamo poveri peccatori e anche in questo momento quasi sconfitti, ma con l' aiuto dell' Immacolata la VERITA' trionferà. Vi abbraccio tutti con affetto e un grazie di cuore a Brontolo. jane

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