ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 14 agosto 2015

Bagliori di Fatima?

L'Ucraina, Bergoglio e Putin

Dopo il colpo di Stato ucraino (gestito dagli Statunitensi), che subito si è rivelato non solo filoeuropeo, ma apertamente antirusso, Putin ha favorito la secessione della Crimea (senza alcuna violenza) e l’autonomia delle regioni orientali ucraine filorusse (contrastata con la violenza).
In questo contrasto fra cristiani Papa Bergoglio non poteva che incoraggiare la cessazione della violenza.

D’altronde questo contrasto (ora attenuatosi) non può ripercuotersi che nelle relazioni ecumeniche, perché la regione filorussa è interamente ortodossa.
Anzi tale contrasto (alimentato dalle provocazioni americane) si percuote anche nel malessere europeo e specialmente italiano, perché gli Statunitensi hanno obbligato l’Unione Europea ad interrompere per l’intero 2015 importanti relazioni commerciali con la Russia, con immediato danno economico e occupazionale dell’Unione Europea e in particolare dell’Italia e della Grecia.
Perciò la Santa Sede non può che favorire la cessazione di tale contrasto, come vuole Putin in esecuzione degli accordi di Minsk.
Del resto la Santa Sede non può dimenticare che gli Statunitensi appoggiarono bellica mente l’indipendenza del Kossovo e che questo bel risultato ebbe la conseguenza dell’ambizioso sogno della grande “Grande Albania”, ossia uno Stato islamico, che comprenda Albania, Kossovo e Bosnia, nel cuore dell’Europa cristiana, appoggiato dalla Turchia … e solo Putin è in grado di far riflettere beni Turchi su questo incauto sogno.
Don Ennio Innocenti

Il Cardinale Pietro Parolin e la Cina

A volte la fantasia dei nostri corrispondenti è sorprendente, come è il caso di uno che auspica una possibile mediazione dei Russi presso i Cinesi a favore della Santa Sede. Solo il Cardinale Parolin, Segretario di Stato e specialista dei rapporti con la Cina potrebbe rispondere.
E tuttavia non è da escludere che l’ambasciatore cinese a Mosca interessi il proprio Ministro degli Esteri sul modello offerto dal Patriarcato di Mosca, che pur garantendo adesione e sostegnopatriottico, nomina adesso i Vescovi in completa autonomia.
Certamente la politica cinese è interessata a trovare l’intesa con i cristiani (che sono circa 100 milioni, di cui forse la metà cattolici) dal momento che i mussulmani provocano problemi più acuti già al presente (e altri ne provocheranno con l’accrescimento degli interessi commerciali cinesi in territori musulmani).
Se politici cinesi si accorgessero che il modello patriottico del Patriarcato di Mosca è imitabile, potrebbero far sapere che sono interessati e forse troverebbero attenzione presso il Cardinale Parolin.
Naturalmente tutto sarebbe più “oleato” se i rapporti ecumenici tra Roma e Mosca fossero progrediti. Ma questo lo potremo sapere solo nel 2016, dopo il “Concilio” ortodosso convocato dal Patriarca di Costantinopoli, al quale parteciperà il Patriarca di Mosca.
Don Ennio Innocenti

[VIDEO] Dugin a Rovereto: “Il migliore dei mondi possibili?”


Dugin_alterfestival_Russia_Ucraina
Nella cornice dell’ Alterfestival edizione 2015 – “Il migliore dei mondi possibili?”, lo scorso 22 maggio 2015 a Rovereto si è tenuta la conferenza “Russia chiama Unione Europea: analisi e prospettive per un mondo multipolare”. Si ringrazia per la trascrizione dell’intervento il dott. Eliseo Bertolasi.
Relatori, giunti dalla Russia: il professor Aleksandr Dugin presidente del Consiglio superiore dell’International Eurasian Movement e Darya Mitina Segretaria del Comitato Centrale del Partito Comunista unificato moscovita. Ecco, trascritto, l’intervento iniziale del professor Dugin.


Domanda: Esiste una soluzione negoziale al conflitto ucraino? Esiste una pace che non sia solamente una pace in Ucraina ma un accordo strategico tra la Russia di Putin e la NATO e l’Unione Europea?
Dugin: Comprendere la situazione non è facile, poiché in questa questione non è neutrale l’azione della propaganda: la grande propaganda antirussa, oggi, in occidente. La maggior parte delle cose che si dicono sul conflitto ucraino non sono vere. Gli occidentali fanno una propaganda atlantista pro-NATO, pro-occidentale, gli ucraini insistono sul loro nazionalismo radicale antirusso, storicamente e tradizionalmente legato agli ucraini dell’Ovest, questo non è nuovo. Anche la difesa russa contro gli attacchi occidentali non è totalmente veritiera, perciò non è possibile pensare al conflitto ucraino in maniera oggettiva o neutra, semplicemente perché non è possibile mantenere una posizione neutra.
Possiamo essere occidentali, pro-NATO, pro-ucraini, pro-russi ma non possiamo essere nessuno, perché la nostra identità appartiene a una o all’altra realtà storica. È per questo che la questione ucraina è difficile.
Credo che l’unica soluzione per comprendere il conflitto ucraino stia nella visione geopolitica.  La geopolitica da due visioni, come Mackinder fondatore della geopolitica diceva: c’è il punto di vista della civilizzazione del mare, c’è il punto di vista della civilizzazione della terra. Le due posizioni descrivono la stessa situazione geopolitica e vanno d’accordo con questa descrizione ma i risultati conseguenti sono diversi e opposti.
In questa situazione il conflitto in Ucraina è un conflitto tra il mondo unipolare e il mondo multipolare. Questo è il senso più importante e più profondo di questo conflitto.
Il mondo unipolare è rappresentato dall’egemonia atlantista americana che vuole imporre i suoi valori, le sue procedure, le sue idee e suoi principi, come universali. La civiltà occidentale insiste sull’equivalenza tra lo sviluppo della società occidentale e lo sviluppo dell’unità, in questo senso il liberalismo, come nella situazione e nella fase attuale dello sviluppo dell’occidente, rappresenta il destino generale universale. Questa è la ragione atlantista, il punto di vista della civilizzazione del mare, dell’occidente, degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti pensano che il liberalismo sia il destino universale dell’umanità, tutti quelli che si oppongono a questa visione sono per loro retrogradi, appartengono al passato e sono ostacoli per il progresso universale dei diritti umani, della democrazia, del liberalismo, del libero mercato, dell’egemonia americana come difensore assoluta e centrale di tutti questi principi.
Se Kiev nel momento dell’Euromaidan ha scelto questa parte: occidentale, atlantista, democratica liberale allora sono “santi”, magari sono nazisti, ma essendo a favore della democrazia e dell’universalismo non possono essere considerati nazionalisti, russofobi.. Questa, di fatto, è la posizione della civilizzazione del mare: gli ucraini sono “buoni” perché sono a favore dell’Occidente, e l’Occidente è “buono” perché è universale, liberale, democratico, progressista.. mentre i russi sono “i cattivi” sono “i delinquenti” perché vanno contro questo sviluppo universale, vogliono mettere ostacoli e non lasciano uscire, “i buoni” ucraini, dalla storia, dal passato, dall’occupazione criminale dei russi (sui “poveri” ucraini). Questa è la storia occidentale, è logico, rappresenta tutto ciò che va d’accordo con la visione dell’universalismo liberale, occidentale, globalista di egemonia americana come la difesa dell’occidente. Tutta questa storia presenta la forma del totalitarismo liberale attuale. Tutto deve andare d’accordo con questa visione. Ma c’è un’altra visione: la visione russa del conflitto ucraino. I russi, tutti i russi: Putin e la maggior parte del popolo russo pensano che il mondo dovrebbe essere multipolare. Multipolare significa, per noi, che i popoli e le civiltà sono plurali: sono tradizionali o moderne, sono occidentali o orientali e non si muovono verso lo stesso fine con la stessa velocità. Vanno verso fini diversi con velocità diverse. Anche i fini sono diversi perché il fine appartiene all’identità culturale, alla storia, alla tradizione. Per un musulmano, un cinese, un russo, un europeo, un americano, un africano o un indiano, i fini dello sviluppo sono diversi non solo le rispettive velocità.
Questa è l’idea della pluralità delle civiltà. I russi pensano che si possa creare un mondo senza egemonie, senza universalismo accettando la possibilità, per i popoli, di scegliere i propri fini di sviluppo.
L’Ucraina rappresenta il campo di battaglia tra due visioni del mondo: la visione unipolare filoamericana, occidentalista, egemonica e il mondo multipolare rappresentato dalla Russia. L’Ucraina in questo senso è un Paese con due popoli. Non è una nazione storica, ma è una creazione artificiale con due popoli, con due coscienze, con due identità. L’identità degli ucraini dell’Ovest e degli ucraini dell’Est. Due identità che sono compatibili: sono slavi, sono ortodossi, ma l’esperienza storica e le rispettive identità sono differenti. I russi dell’Est dell’Ucraina appartengono alla civiltà euroasiatica per la loro esperienza nell’impero degli zar, dall’altra parte, nell’Ovest dell’Ucraina, gli ucraini appartengono a un’altra entità storica: la Polonia, l’Austria e altre. Se vogliamo creare un’Ucraina unitaria dobbiamo rispettare i due popoli le due identità.
La protesta di Maidan è stata la risposta a Janukovich quando ha scelto di non entrare immediatamente nell’Unione Europea e nella NATO, questa è stata la risposta del polo occidentale dell’Ucraina. Maidan ha rappresentato la forma del nazionalismo radicale russofobo ucraino; ucraino però della parte ucraina, della parte di Euromaidan. Dopo questo evento c’è stata la risposta dell’Est contro l’Ovest dell’Ucraina: l’unificazione della Crimea e la rivolta popolare del Donbass. Ma come spiegarlo! Questo era inevitabile! Quando questa guerra tra le due identità dei due popoli ucraini è cominciata, dopo la guerra, dopo il sangue versato, ormai non è più possibile pensare di restaurare lo stato ucraino. La tregua degli accordi di Minsk non può salvare la situazione. È tardi per questo. L’unica possibilità di salvare la situazione è di riconoscere il diritto dell’Est dell’Ucraina di uscire da questa costruzione, oggi creata solo dall’Ovest: dare la possibilità alle due identità ucraine, liberamente, senza pressioni esterne di scegliere il proprio destino.
L’aspetto più importante di tutta la questione è la decisione sul futuro del mondo. O il mondo sarà unipolare, o il mondo sarà multipolare. La Russia lotta non solo per i suoi interessi nazionali, o nazionalistici, o imperialistici, ma per la multipolarità, anche perché la stessa Europa, a sua volta, può diventare il polo particolare del mondo multipolare. Questo deve essere compreso, almeno dall’elite intellettuale europea. Grazie.
Trascrizione di Eliseo Bertolasi
http://www.associazionelatorre.com/2015/08/video-dugin-a-rovereto-il-migliore-dei-mondi-possibili/


Declino dell'imperialismo finanziario USA



Nel 1944 gli USA, ormai i protagonisti mondiali, proposero agli Stati che intrecciavano rapporti economici che si sarebbe potuto provvedere ai pagamenti con un’unica moneta, il dollaro, che gli Usa erano in grado di garantire con l’oro.
Tutti abboccarono (accordi di Bretton Woods). Ma nel 1971, allo scadere degli accordi, gli USA dissero che non potevano più garantire il dollaro con l’oro. Nessuno si fece avanti e così gli Usa, nel 1973, imposero all’organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio di ricevere i pagamenti in dollari.
Da quel momento il dollaro fu agganciato non più all’oro, ma al petrolio, e così tutti subirono la variazione del valore del dollaro, che controllava tutte le economie come se fossero colonie: il commercio e l’afflusso di valuta avvantaggiarono gli Usa con le variazioni del tasso di interesse (che attirano capitali utilizzati per commerciare).
Crollato il muro di Berlino, nacque l’euro in giusto vantaggio sul dollaro: l’euro oggi ha rubato al dollaro il 23% degli scambi mondiali; al dollaro resta oggi il 60% degli scambi mondiali.
Ma ecco che ora la Russia è stata spinta nella solidarietà economica e finanziaria con la Cina (e anche con l’India) e così sta avanzando una terza potenza che potrebbe erodere un altro 30% all’area residua del dollaro.
Dopo di che agli Statunitensi resterebbe da rimboccarsi le maniche per non campare solo sul commercio delle monete soggette al governo del dollaro.
Don Ennio Innocenti

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