ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 13 novembre 2015

Ascolta, si fa notte fonda!

Si scrive: “Dio prioritariamente misericordioso”; si legge: “Dio cattivo”  

Concepire Dio come essere prioritariamente (o persino unicamente) misericordioso conduce ad un fallimento teologico, perché genera una palese contraddizione.

di Corrado Gnerre
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zzzzpvrnIl teologo, monaco, priore (non si sa come definirlo) Enzo Bianchi è tra gli invitati fissi di una trasmissione serale di Radio Uno dal titolo “Ascolta si fa sera…”.
Nella puntata di qualche giorno fa il Nostro ha detto con molta chiarezza che in Dio non ci sarebbe una coesistenza paritaria e omogenea tra giustizia e misericordia, perché questa (la misericordia) sarebbe nella natura dell’Onnipotente prioritaria rispetto alla giustizia. Poi ha perfino citato Nietzsche e la sua convinzione secondo cui Dio “sarebbe morto” nel sacrificio di Cristo.
Su quale logica possano essere dette certe cose, non si sa. Resta il fatto che ancora una volta Bianchi si distingue per convinzioni che sono in palese rottura con la dottrina cattolica di sempre. Il problema però è che non è solo lui. C’è una lunga (troppo lunga) ed autorevole (troppo autorevole) schiera di teologi, ecclesiastici e quant’altro che la pensano allo stesso modo.

E allora un po’ di ripasso su queste questioni è utile, se non altro per non farsi irretire da certe convinzioni (come quelle di Enzo Bianchi) che sono niente altro che pure e sostanziali eresie.
La dottrina cattolica di sempre afferma che Dio è assoluto e, in quanto assoluto, nella sua natura vi sono tutte le virtù al grado massimo. E’ virtù la misericordia (infatti Dio è massimamente misericordioso), ma è virtù anche la giustizia (e infatti Dio è massimamente giusto). Se si dicesse che Dio è solo massimamente misericordioso ma non anche massimamente giusto, si ammetterebbe o che la giustizia non è una virtù (il che sarebbe sciocco) oppure che Dio non è assoluto (il che sarebbe sciocco ugualmente) perché in una delle sue virtù (in questo caso la giustizia) mancherebbe di qualcosa.
La buona teologia insegna che in Dio può esserci la “contrarietà” (giustizia e misericordia sono in un certo senso virtù contrarie), ma in Dio non può esserci la contraddizione. Non possiamo dire che Dio è giusto e non-giusto nello stesso tempo, o che è misericordioso e non-misericordioso nello stesso tempo. La contraddizione è presente nell’imperfezione creaturale, non nell’assoluta perfezione del Creatore.
Questo è ciò che da sempre il Cattolicesimo ha insegnato. Ma veniamo ad una questione importante che, valutata, ci fa capire tante cose. Concepire Dio come essere prioritariamente (o persino unicamente) misericordioso conduce ad un fallimento teologico, perché genera una palese contraddizione.
Vediamo qual è questa contraddizione. Se si afferma che Dio è prioritariamente misericordioso è perché si teme che ricordando che in Dio c’è anche la giustizia al grado massimo, Dio stesso potrebbe sembrare troppo rigoroso, perfino “vendicativo”. E non ci si accorge invece che è proprio il contrario. E’ proprio quando Dio si presenta solo come essere misericordioso che si corre davvero il rischio di presentarlo come cattivo.
Non ci vuole molto a capire che in una simile prospettiva perde significato la permissione del male da parte di Dio. Mi spiego meglio: se Dio è prioritariamente misericordioso e dunque non c’è una sua eventuale giustizia che esige di compensare il peccato, perché allora Dio permette che l’innocente soffra? Perché permette che muoiano i bambini? E perché ha permesso che patisse e morisse in quel modo Suo Figlio?
E’ vero, infatti, che il male in sé non è voluto da Dio, ma è sempre da Lui permesso. Inoltre va detto che se il male morale è ripugnato da Lui, il male fisico può essere persino voluto da Dio (in questo caso si dice “per accidens”), cioè voluto indirettamente come conseguenza del peccato originale o come mezzo per ottenere un fine più elevato: il merito e la salvezza dell’anima.
Insomma, un Dio che non è anche giustizia al massimo grado è un Dio che lascia insoluta la questione del male.
Ed ecco perché oggi nessuno parla più di sacrificio e della centralità della Croce. Questa (la Croce) è stata rimossa perfino dagli altari. E’ sempre più diffusa la moda di costruire Crocifissi senza la Croce, sculture o dipinti dove il corpo di Gesù è come sospeso nell’aria e non più inchiodato dolorosamente al patibolo.
Ed ecco anche perché oggi un po’ tutti nella Chiesa affermano che dinanzi alla sofferenza dell’innocente la “risposta” migliore sarebbe il non rispondere. Eresia anche questa. La risposta c’è, eccome: la causa è il peccato che si è introdotto nella storia.
E così è tutto un disorientamento, un dubbio, un’inquietudine angosciante… quando invece il Cristianesimo ha questo di straordinariamente consolante: può sì sfuggire il singolo significato della sofferenza, ma è certo che dietro ad ogni sofferenza c’è un significato più grande che solo Dio conosce.
Ed è solo su questa certezza che si può affrontare coraggiosamente e gioiosamente l’avventura dell’esistenza. Non certo concependo un Dio “debole”, “impotente” che dinanzi all’ineluttabilità del male ritirerebbe se stesso non sapendo cosa fare se non avere misericordia …ma verso cosa?
In Cordibus Jesu et Mariae
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fonte: Il Cammino dei Tre Sentieri  

–  di Corrado Gnerre



Redazione

1 commento:

  1. Il ragionier enzo bianchi (ragioniere per modo di dire, perchè i suoi ragionamenti lasciano molto a desiderare) non è nient'altro che una di quelle persone che circolano liberamente, e liberamente possono parlare grazie alla sciagurata legge basaglia del 1978.
    E anche quelli che gli permettono di diffondere pubblicamente certe cose, fanno parte anch'essi di quelli che sono in circolazione sempre grazie alla suddetta legge.

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