ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 17 maggio 2016

Un cristianesimo svuotato, dall’interno.

IL DUPLICE ATTACCO ALLA CHIESA

    La Chiesa sotto il duplice attacco della persecuzione e della seduzione diabolica. Molti cattolici non hanno una reale consapevolezza di quel che sta accadendo. Il Diavolo e la sua azione per allontanare l’uomo dal suo Creatore 
di Francesco Lamendola  


Che la Chiesa cattolica sia sotto attacco, e che lo sia, nel suo insieme, la presenza cristiana nel mondo, è un fatto evidente e innegabile: attacco che in molti Paesi, specie nell’area islamica e induista, prende le forme di una persecuzione violenta vera e propria, mentre in Europa assume piuttosto le caratteristiche di una pressione strisciante, ma continua e fortissima, fatta non solo di sottile irrisione e di sferzante ironia, ma anche di azioni giudiziarie, più frequenti e invasive di quanto comunemente si sappia e si creda (in Norvegia, ad esempio, un padre di famiglia è stato di recente condannato da un tribunale civile, perché giudicato “troppo severo” nel trasmettere una educazione cristiana ai suoi figli).

Tuttavia, c’è un altro aspetto dell’attacco, che, a nostro parere, tende a sfuggire alla percezione dell’opinione pubblica, e persino a quella di molti degli stessi cristiani e degli stessi membri della Chiesa cattolica: vale a dire la continua, massiccia, arrogante infiltrazione di atteggiamenti, tendenze e iniziative contrarie alla Tradizione e alla retta interpretazione delle Scritture, in nome di una lettura modernista, razionalista e semi-protestante del Vangelo;
in altre parole, la continua, silenziosa, ma onnipresente avanzata del processo di secolarizzazione, che, dopo aver investito e, in gran parte, conquistato ogni spazio nell’ambito della società laica e della cultura profana, ora sferra l’assalto finale alla stessa cultura cattolica, alla spiritualità cattolica e alla Chiesa medesima, in tutti gli ambiti pressoché contemporaneamente: teologico, pastorale, liturgico, e in tutti gli spazi, dalle parrocchie alle diocesi, dalla stampa alla radio e televisione, dai seminari alle facoltà universitarie, dal catechismo alle associazioni di volontariato d’ispirazione cattolica; e che è giunta ormai a lambire la stessa Santa Sede. Si tratta, in buona sostanza, di una resa, sotto le apparenze di un “dialogo” e di una vantata “apertura”, alle logiche del mondo; di una penetrazione, anzi, di una irruzione, dei punti di vista e delle strategie operative laicisti, profani, materialisti; di un attivismo disordinato, che finisce per negare la spiritualità; di un “realismo” che cancella il senso della trascendenza; di un “ecumenismo” che annacqua e distrugge la specifica identità cristiana e cattolica; di un “pluralismo” che si trasforma in relativismo e indifferentismo religioso, e che sta lentamente, ma inesorabilmente, trasformando la religione cattolica romana in una specie di grande magazzino d’impronta New Age, dove ciascuno trova quel che gli va di trovare e dove ciascuno si sente autorizzato a proclamare dai tetti la sua “verità”, con la giustificazione che Dio è accogliente, misericordioso, che perdona, che non rifiuta nessuno (il che è teologicamente falso e aberrante); che bisogna finirla coi metodi educativi basati sulla “paura”, e che bisogna gettare, sempre e comunque, dei ponti e non erigere dei muri, neppure davanti alle aggressioni più evidenti e neppure in presenza di una assoluta e dichiarata indisponibilità, da parte dell’altro, al dialogo e al confronto pacifico.
La solitudine in cui sono stati lasciati, proprio dai vertici della Chiesa cattolica, gli organizzatori del Family Day del gennaio 2016, e, con essi, migliaia e migliaia di cattolici, uomini e donne, padri e madri di famiglia, mentre il Parlamento portava avanti, verso il sospirato traguardo, il disegno di legge che parifica le coppie di fatto alle unioni matrimoniali, ivi comprese le coppie omosessuali, e che apre la strada a scenari ancor più inquietanti, come l’adozione di bambini da parte delle coppie omosessuali o come la possibilità di praticare la fecondazione eterologa o il cosiddetto “utero in affitto”, cose che già sono legali in altri Paesi, e che molti italiani possono fare recandosi all’estero, salvo ottenere una riconoscimento post factum al loro rientro in Italia, è eloquente in tal senso; e lo è tanto più, se si confronta l’atteggiamento dei vertici della Chiesa cattolica su altri temi, come quello dell’immigrazione clandestina, rispetto ai quali esiste una pluralità di posizioni all’interno del mondo cattolico, pluralità che viene però totalmente ignorata, a favore di una direttiva categorica, l’accoglienza indiscriminata, per far valere la quale il papa e i vertici della Conferenza Episcopale Italiana, nonché la grande stampa cattolica, esercitano una pressione fortissima – in quel caso, sì, eccome - sul Parlamento e sul governo.
Sta di fatto che molti cattolici non hanno una reale consapevolezza di quel che sta accadendo, e che specialmente le giovani generazioni, nate dopo il Concilio Vaticano II, non si rendono conto che ci troviamo in presenza di una tendenza complessiva a modificare, stravolgere e persino a capovolgere il Magistero di sempre, quello che fa della Chiesa cattolica ciò che è stata per duemila anni, con delle posizioni molto chiare e molto ferme su questioni etiche fondamentali, dal divorzio alle sue conseguenze (comunione ai divorziati), dall’aborto all’eutanasia, dal celibato ecclesiastico alla pratica dell’omosessualità, dal sacerdozio maschile al rifiuto di una lettura in chiave ideologica della dottrina sociale della Chiesa (per cui la teologia della liberazione, ad esempio, è un errore in se stessa, non suscettibile di aggiustamenti o correzioni). Le cose, anzi, sono arrivate a un punto tale che la religione cattolica assomiglia sempre più, almeno nella pratica di certe comunità e di certi “pastori”, ad una auto-celebrazione dell’uomo, della natura, della dimensione terrena, che non ad una preparazione alla vita eterna, al distacco dall’io e ad una rinascita in Cristo dell’uomo nuovo,sciolto dalle passioni disordinate ed egoistiche, e interamente rinnovato nel solo amore di Dio.
Ebbene: proprio perché molti cristiani hanno perso la relazione costante con il soprannaturale, con il senso e con la pratica della vita divina, insomma con la preghiera, sfugge loro l’origine ultima, e decisiva, di questo subdolo assalto, fatto non di persecuzione, ma di seduzione, che fa leva sull’orgoglio, sulla superbia intellettuale, sulla pretesa di auto-sufficienza dell’uomo di fronte a Dio: vale a dire l’invidia del Diavolo e la sua azione nefasta per allontanare l’uomo dal suo Creatore.
Scrive padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, in uno dei suoi numerosi libri, L’ora di Satana (con Diego Manetti; Milano, Edizioni Piemme, 2009, pp. 131-132; 134; 136):

D. (MANETTI): Dopo aver visto come l’umanità sia sottoposta quasi a un tiro incrociato da parte di Satana – che tenta in modo particolare i giovani, le famiglie, che cerca di strappare dai cuori dei fedeli la pace – prendiamo ora in esame l’attività diabolica rivolta nello specifico contro la Chiesa, per colpire le anime consacrate: i sacerdoti, i religiosi e le religiose. Non si tratta di un attacco cominciato ai nostri giorni, ma risale alle origini della Chiesa, secondo quanto testimoniato dall’Apocalisse relativamente alla Chiesa di Smirne: “Non tenere per ciò che stai per soffrire; ecco, il Diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere per mettervi alla prova, e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita” (Ap 2, 10). Vorrei dunque chiederti, padre Livio, di esaminare la situazione odierna della Chiesa, per cogliere i segni dell’attacco satanico tuttora in corso.
R. (FANZAGA): Anzitutto non è scandaloso che satana tenti la Chiesa e che addirittura attacchi il papa: come ha tentato Gesù Cristo nel deserto, così il Diavolo cerca di fare con il suo vicario, il Santo Padre. Lo stesso Gesù ha ricordato a Pietro, rima della Passione, che Satana ha ottenuto il permesso di vagliare gli apostoli nella fede (Lc 22, 31-32). Pensiamo poi al traditore. Satana sceglie Giuda come strumento del suo piano diabolico perché sa che far cadere un pastore può voler dire far cadere numerose anime. Perciò non dobbiamo assolutamente scandalizzarci, anzi essere coscienti di questi attacco di Satana alla Chiesa e proprio per questo dobbiamo proteggerla con la preghiera, quindi più che avere uno sguardo critico nei confronti della Chiesa, rimproverandole cadute e debolezze, avere un atteggiamento di responsabilità.
Ora, parlando del’attacco del Diavolo alla Chiesa, possiamo individuare una duplice strategia: da una parte la persecuzione dall’altra la seduzione. La prima è una realtà vecchia come la Chiesa, se Gesù ha detto: “Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Gv 15, 20). Dio permette la persecuzione perché dinnanzi al mondo sia evidente la differenza tra il buon grano e la zizzania. L’altra arma è quella della seduzione: forse è quella di maggior successo, perché opera con letale discrezione, laddove il Demonio insinua la tentazione di secolarizzare la Chiesa, di indebolire l’ideale di vita religiosa. Questa tentazione strisciante colpisce le anime consacrate con maggior facilità, poiché Satana è bravo a nascondersi e la coscienza strada ad accorgersi del pericolo. […]
Si tratta di una minaccia particolarmente grave, poiché Satana conosce a fondo la natura umana- la conosce meglio di noi – essa di volta in volta con quale dei sette vizi capitali sia più facile far cadere un’anima. Poiché Satana sa bene che gli uomini sono deboli e che portano con sé l’eredità del peccato originale, cioè l’inclinazione al male. Ogni uomo nasce con tale concupiscenza affinché nel combattimento spirituale, possa meritarsi la salvezza: benché il battesimo restituisca la grazia che il peccato originale ha tolto, rendendo l’uomo creatura nuova e Figlio di Dio, è vero infatti che la santità resta frutto della scelta e della condotta personale dell’individuo. Questo vale per i cristiani in generale e per i religiosi in particolare: quando si entra nella vita religiosa abbandonando il mondo – la tematica famosa della “fuga mundi”, della fuga dal mondo – ci si porta comunque il mondo appresso. Per cui i Padri del deserto lasciavano le città in cui c’era la corruzione, si ritiravano nel deserto e lì, da soli, si trovavano ugualmente a combattere contro i demoni. Questa è la maggior insidia per la vita religiosa: la mancanza di percezione che il “mondo” è in noi, che le radici del male sono in noi, che la concupiscenza è in noi e che il combattimento spirituale va fatto ogni giorno, con grande forza, con profonda mortificazione, sempre pronti a ricominciare da capo, poiché se tu cedi le armi, se cadi nella tiepidezza, Satana e lo spirito del mondo riprendono il possesso di te. […]
Le anime consacrate sono dunque oggetto di attacchi particolarmente crudeli da parte del Maligno che riesce in certi casi a riportare vittoria, come dimostra la descrizione dell’Inferno che viene offerta da sor Faustina Kowalska  nel suo “Diario”, laddove riporta la visione che ha avuto delle anime dei sacerdoti là sprofondati: “Allora il sentiero ch’io seguivo s’aprì e mi trovai in un’altra cavità sopra la prima e più orribile. Là si tenevano i sacerdoti indegni che avevano avuto l’audacia di ricevere sacrilegamente nelle loro mani e nel loro cuore il Figlio della Vergine. Quei miserabili soffrivano tali torture che tutte quelle di cui ho parlato non sono nulla al loro confronto. Erano tormentati specialmente nelle parti del loro corpo che avevano toccata l’ostia consacrata; pel dolore si facevano scoppiare le mani che erano divenute come carboni ardenti; le loro lingue erano come fatte a pezzi e penzolavano fuori della loro bocca per significare i loro sacrilegi; tutto l’interno del loro corpo e specialmente il loro cuore era divorati dal fuoco e in preda a orribili dolori. Là io vidi drizzarsi, come un serpente che vuol saltare, un cattivo sacerdote ch’io conobbi e che era morto subitaneamente dopo aver dato gravi scandali. Mi fissò con rabbia e subito ricadde nel più profondo della fornace”.

Proprio il mancato riconoscimento della vera posta in gioco e della vera matrice da cui parte l’attacco odierno contro la Chiesa e contro i cristiani, fatto non solo di persecuzione, ma anche di sottile e sotterranea seduzione, spacciata per “aggiornamento”, per “rinnovamento” e per “apertura” ad una sfera più ampia e inclusiva di vita cristiana, mentre invece i veri valori cristiani vengono offesi, sminuiti, appannati, deturpati: proprio questo ci fa capire quanto in profondità si stia spingendo la secolarizzazione della Chiesa e quanto grave sia l’avvelenamento di cui sono vittime moltissimi cristiani, i quali non se ne rendono affatto conto, e anzi, semmai, ritengono che ad essere bisognosi di ravvedimento e di consapevolezza siano quei loro confratelli i quali non si lasciano ingannare dalle apparenze e, in mezzo alla confusione generale - e, purtroppo, alla colpevole latitanza o indifferenza di molti pastori -, stringono le file e si richiamano costantemente al vero significato della Buona Novella, nella sua intergale perentorietà e nella sua esigente ricerca di verità e di santità, aliene da qualunque compromesso con lo spirito del “mondo”.
Perché il punto è proprio questo. Non si tratta di vedere se sia meglio restare fedeli alla Tradizione o aprirsi alle novità del secolo; si tratta di comprendere che un cristianesimo svuotato, dall’interno, della sua carica dirompente, della sua perenne sete di Dio, non sarebbe altro che un guscio vuoto e uno strumento nelle mani del Diavolo; e il solo antidoto a un tale esito non è il fare, ma il pregare, secondo l’insegnamento del divino Maestro (Luca, 18, 1): Pregate sempre, senza stancarvi mai…


La Chiesa sotto il duplice attacco della persecuzione e della seduzione diabolica

di Francesco Lamendola

1 commento:

  1. Come si fa a 'non scandalizzarsi assolutamente' (padre Fanzaga) di fronte a tutto ciò che accade nella Chiesa???
    Come mai padre Fanzaga si è scandalizzato (e anche infuriato) di fronte ad apologeti - storici collaboratori a costo zero della sua radio - rei di aver sollevato dubbi sul l'ortodossia di dichiarazioni bergogliane, scandalizzato al punto di averli messi alla porta con infamia da ora a fra mezz'ora?

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