ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 7 giugno 2016

“Il maiale lavato torna a rotolarsi nel fango”.

FALSI PROFETI E FALSI MAESTRI

    E' l’ora del peccato contro lo Spirito. Qualcuno ha mai udito un rabbino, dopo che i cristiani si sono scusati con il mondo intero per i propri errori, scusarsi a sua volta perché i suoi antenati misero in croce un certo Gesù Cristo 
di F. Lamendola 


Vi sono parecchi sedicenti cristiani i quali leggono poco la Bibbia e leggono poco perfino il Nuovo Testamento; conoscono a mala pena iVangeli e gli Atti degli Apostoli, forse qualcuna delle epistole paoline. Non sanno quasi niente delle altre lettere cattoliche; e, quanto all’Apocalisse, la conoscono forse meno di qualsiasi altro libro, sia del Vecchio che del Nuovo Testamento: con la scusa che è troppo “difficile”, non provano nemmeno a sfogliarlo e non tentano affatto di capire che cosa significhino le visioni escatologiche in esso descritte. Per il resto, si affidano a quel che si sente dire in giro. Della dottrina, sanno quel che è stato insegnato loro quando frequentavano il catechismo, da bambini; il Catechismo degli adulti non hanno mai provato il bisogno di leggerlo. Del Magistero, sanno ancor meno: si fidano di quanto ne riportano i media, la stampa e la televisione; se, poi, si tratta della stampa “cattolica”, la prendono a scatola chiusa, come fosse oro colato. Basta che Avvenire, o magari Famiglia cristiana, riferiscano che il Papa ha detto questo, o fatto quest’altro, e quella è, per loro, la pura verità.
Se, per caso, acquistano un libro, ogni tanto, è sufficiente che sia stampato dalle Edizioni San Paolo, e quella è, per essi, la garanzia assoluta della sua ortodossia e veridicità. In genere, però, si accontentano di molto meno: di quel che ha detto il sacerdote nell’omelia domenicale, durante la santa Messa: e allora c’è solo da sperare che si tratti d’un vero uomo di Dio e non di uno dei frequenti preti infedeli, modernisti e progressisti, tutti presi dalla smania di attualizzare il messaggio di Gesù Cristo e tradurlo nelle forme e nei contenuti che siano più bene accetti agli orecchi esigenti degli uomini d’oggi.
A  parziale discolpa di questi cristiani un po’ troppo ingenui, e soprattutto assai pigri, si può dire che, fino a meno di due generazioni fa, effettivamente ci si poteva fidare: ci si poteva fidare che la stampa cattolica riferisse fedelmente le parole e le azioni del Papa; che i sacerdoti, nella omelia domenicale, esponessero fedelmente il Magistero; che le case editrici cattoliche pubblicassero libri perfettamente in linea con la Tradizione e rispettosi della Scrittura, che si trattasse dei classici della patristica e della spiritualità cristiana, o di opere edificanti e teologiche moderne, oppure di biografie, romanzi, saggi di psicologia, inchieste di qualsiasi genere. Ma ormai non è più così, purtroppo: i lupi travestiti da cani pastore si sono intrufolati nell’ovile e si apprestano a sbranare le pecorelle, che, in teoria, dovrebbero proteggere; gli stessi pastori si sono trasformati in briganti e assassini, e infatti non entrano nell’ovile per la porta, né le pecore riconoscono la loro voce; ma vi entrano scavalcando la recinzione, di soppiatto, come ladri e malintenzionati, quali sono, esattamente come Gesù aveva predetto che sarebbe accaduto, parlando con i suoi discepoli e mettendoli in guardia contro i falsi maestri (Giovanni,1, 10, 1).
Si può dire che viviamo in tempi che vedono proliferare i falsi profeti e i falsi maestri. Vediamo lupi travestiti da agnelli che si permettono di snaturare il Magistero e di stravolgere la dottrina cattolica, cioè di sovvertire il Vangelo. Vediamo un Enzo Bianchi, per esempio, e tanti altri come lui, insegnare ai cristiani che la Chiesa deve accettare i divorziati e gli omosessuali, in nome della misericordia e della carità, e che deve aprire le porte al sacerdozio femminile e alle famiglie “atipiche”; altri vanno predicando che solo i cristiani devono vergognarsi per la loro intolleranza, mentre tutte le religioni non cristiane sono belle, brave e buone; altri ancora, che Gesù Cristo era un grand’uomo, ma insomma, un uomo, e che la vita dopo la morte è soltanto un’ipotesi di lavoro, una pia speranza (con la “s” minuscola, cioè non come virtù teologale), e dunque che noi possiamo contare con certezza solamente su questa vita terrena che abbiamo qui, fra le mani, adesso; mentre domani, chi lo sa. Subdolamente, gradualmente, una legione di falsi profeti e di falsi maestri va dicendo che Dio non è cattolico, che Dio ci vuole “adulti” e quindi liberi, non superstiziosi, non troppo dipendenti da lui; che ci vuole fieri della nostra umanità (vero) e fiduciosi nelle nostre capacità di redimerci (assolutamente falso). Soprattutto, costoro vanno dicendo, in perfetta sintonia con lo stile della cultura e della società moderne, che è giusto seguire la natura, gli istinti, i desideri; che non bisogna “mortificarsi”, non bisogna rinunciare ai propri “sogni” (e poco importa di che tipo di sogni si tratti); che tutto ciò che è libero e spontaneo, ad esempio qualsiasi forma di “amore”, fosse anche l’amore di due uomini o due donne, o quello di costoro per dei “figli” da adottare, non può essere che un bene, perché l’uomo è stato creati buono e, dunque, basta lasciar emergere la sua naturalità perché ne esca, per forza di cose, un risultato di segno positivo.
Ebbene: tutti costoro, dal primo all’ultimo, altro non sono che dei lupi travestiti da agnelli: stanno seminando la peggior confusione fra le pecore del gregge di Cristo, le stanno frastornando, le stanno blandendo e incantando con false dottrine, che contraddicono frontalmente quel che la Chiesa ha insegnato, sulla base immodificabile della Tradizione e della Scrittura, per due millenni; stanno pretendendo di cambiare niente di meno che il Vangelo di Gesù, sulla misura dei gusti, delle mode e della tendenze del mondo moderno, per venire incontro ai vizi, alle perversioni e alle aberrazioni di una generazione che si è allontanata da Dio e che se la ride della santità della vita cristiana, il modello perenne cui ogni credente dovrebbe ispirarsi. Hanno praticamente smesso di pregare, o, se lo fanno, le loro preghiere sono bestemmie: non sono più le preghiere della Chiesa cattolica, le loro, ma strane litanie nelle quali, in ultima analisi, ad essere esaltato e celebrato non è Dio, ma l’uomo, con tutto il suo ego, il suo orgoglio, la sua superbia. E così sono costoro, infatti: gonfi di ego, perché cercano la facile popolarità delle masse, “liberalizzando” il cristianesimo in modo da adattarlo alla misura delle umane debolezze; e gonfi di orgoglio e di superbia, perché si vantano dei loro studi e “aggiornamenti”, delle loro dotte ricerche, bibliche, archeologiche, storiche, sulla base delle quali vengono a dirci, press’a poco, che gli Apostoli, i Padri della Chiesa, i maggiori teologi e filosofi, come san Tommaso d’Aquino, i santi, e circa 260 pontefici, con centinai di vescovi e abati e con migliaia e migliaia di sacerdoti, di religiosi, di suore, si sono sbagliati; che hanno predicato un  cristianesimo tropo severo; che hanno confessato i peccatori con troppa durezza; che hanno parlato troppo del male e troppo poco della misericordia di Dio; che hanno chiuso la porta in faccia alle anime che volevano entrare, a causa di una concezione ottusa, meschina e autoritaria del Vangelo. Ma adesso, per fortuna, sono arrivati loro, e il “vero” cristianesimo sta venendo a galla, benché sia rimasto seminascosto e malamente interpretato per tutto questo tempo, e proprio da parte di coloro i quali avrebbero dovuto predicarlo.
E allora, tanto per schiarirci le idee, andiamo a rileggerci quel che quasi duemila anni orsono scriveva il capo degli apostoli, colui al quale Gesù Cristo in persona aveva affidato la sua nascente Chiesa, nella Seconda epistola di Pietro 2, 1-27):

Un tempo, in mezzo al popolo di Dio ci furono anche falsi profeti. Allo stesso modo verranno anche tra voi falsi maestri. Essi cercheranno di diffondere eresie disastrose e si metteranno perfino contro il Signore che li ha salvati; ma andranno presto in rovina. Molti li ascolteranno e vivranno, come loro, una vita immorale. Per colpa loro, la fede cristiana sarà disprezzata. Per il desiderio di ricchezza, vi imbroglieranno con ragionamenti sbagliati. Ma la condanna di questi falsi maestri è già pronta; la loro rovina non si darà aspettare.
Dio non ha lasciato senza punizione quegli angeli che avevano peccato, ma li ha gettati nell’abisso buio dell’inferno, tenendoli rinchiusi per il giorno del giudizio. Allo stesso modo, Dio non ha lasciato senza punizione il mondo antico, pieno di uomini malvagi: ha mandato il diluvio a distruggerlo. Invece ha salvato Noè, che insegnava come si vive da uomini giusti, e altre sette persone insieme con lui.
Dio ha condannato le città di Sodoma e Gomorra: le ha distrutte con il fuoco, e ha lasciato un esempio per quelli che in futuro avrebbero vissuto una vita malvagia. Invece Dio ha liberato Lot che era un uomo giusto e rattristato per il comportamento immorale dei suoi contemporanei. Quest’uomo buono abitava in mezzo a loro e vedeva e udiva tutto quello che facevano; ogni giorno, quella vita scandalosa era un tormento per la sua anima giusta. Dunque, il Signore è capace di liberare dalle difficoltà quelli che lo amano, ed è capace di tener da parte i malvagi, per punirli nel giorno del giudizio. Egli punirà soprattutto quelli che seguono i desideri più schifosi e disprezzano l’autorità di Dio.
Ora, questo falsi maestri sono spavaldi e superbi: non hanno paura nemmeno di offendere gli spiriti dell’universo. Gli angeli, invece, che sono ben più forti e potenti, non portano davanti a Dio simili accuse offensive contro di loro. Ma questa gente agisce solo per istinto, come stupide bestie che nascono solo per essere catturate e uccise. Essi bestemmiano ciò che non conoscono. Moriranno come bestie, e così riceveranno la ricompensa per la loro vita corrotta.
La loro felicità è il piacere che dura un giorno. Quando fanno festa con voi e si vantano dei loro imbrogli, la loro presenza è una vergogna e uno scandalo. I loro occhi cercano sempre nuove possibilità di adulterio; non sono mai stanchi di far peccati. Prendono in trappola le persone fragili; il loro cuore è avvelenato dal desiderio di guadagnare. La maledizione di Dio è su di loro., Hanno abbandonato la strada diritta e si sono smarriti. Hanno seguito l’esempio del profeta Balaàm, figlio di Bosòr. Egli volle guadagnare soldi facendo il male, ma poi fu rimproverato per la sua cattiveria da un’asina che si mise a parlare. Ciò, mandò a vuoto lo stupido progetto di questo profeta.
Questi falsi maestri sono come fontane senz’acqua, come nuovo e spinte dalla tempesta: Dio ha preparato per loro le tenebre più nere. Fanno discorsi gonfiati e vuoti di significato; poi si servono dei più vergognosi desideri per tirare in trappola quelli che da poco si sono allontanati da una vita di errori. Promettono libertà, ma in realtà essi stessi sono schiavi della corruzione. Perché ognuno è schiavo di ciò che lo ha vinto.
Ci sono alcuni che si sono allontanato dalle azioni corrotte del mondo quando hanno conosciuto Gesù Cristo, nostro Signore e Salvatore. Ma se poi si lasciano ancora prendere e dominare da quelle corruzioni, la loro situazione finisce per essere peggiore di prima. Per loro sarebbe stato meglio non aver mai conosciuto la strada giusta, piuttosto che averla conosciuta e poi voltare le spalle al santo comandamento che hanno ricevuto. Si sono comportati proprio come dicono i Proverbi: “Il cane torna a ciò che ha vomitato; e”: “Il maiale lavato torna a rotolarsi nel fango”.

Sono parole di una attualità sorprendente, se si pensa che furono scritte pochissimi anni dopo la definitiva partenza di Gesù Cristo dal mondo terreno e dopo la discesa dello Spirito santo sugli apostoli e sulla Madonna. Il cane torna a mangiare ciò che ha vomitato, e il maiale si rotola nuovamente nel fango, dopo essere stato lavatosono parole molto forti, ma che rendono perfettamente il concetto dell’apostasia. Perché qui san Pietro non parla dei pagani, che ignorano il Vangelo, e nemmeno dei Giudei, che non lo hanno mai creduto, né accettato (a proposito, tanto per la par condicioqualcuno ha mai udito un rabbino, o un qualsiasi esponente del Giudaismo, dopo che i cristiani si sono scusati con il mondo intero per i propri erroriscusarsi a sua volta perché i suoi antenati misero in croce un certo Gesù Cristo, uomo buono e innocente, mediante un processo in cui vennero calpestate una trentina di volte le stesse regole della legge giudaica?); no: qui si sta parlando delle prime comunità cristiane. Il problema esisteva già allora: cioè, praticamente, fin dall’inizio. Già allora c’erano dei falsi profeti e dei falsi maestri, che si spacciavano per cristiani, ma che adulteravano, rovesciano e tradivano la dottrina di Gesù Cristo. Per costoro, San Pietro dice addirittura che sarebbe stato meglio che non avessero mai udito predicare la verità: perché, dopo averla udita, l’hanno rinnegata, ma non apertamente, bensì subdolamente e perfidamente: e questo è il peccato imperdonabile contro lo Spirito, contro il quale cui Gesù stesso aveva severamente messo in guardia. Le parole del divino Maestro, che taluni vorrebbero sempre e solo mite e misericordioso, erano state terribili: In verità, di una cosa vi assicuro: potranno essere perdonati tutti i peccati che gli uomini avranno commesso e tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo non sarà mai perdonato, perché ha commesso un peccato irreparabile (Mc, 3, 28-29). 

Falsi profeti e falsi maestri: è l’ora del peccato contro lo Spirito

di Francesco Lamendola

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