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giovedì 16 giugno 2016

Olet pecunia?

Il Vaticano rifiuta assegno del governo argentino

Su richiesta di Papa Francesco la fondazione "Scholas Ocurrentes" ha respinto una donazione di oltre un milione di euro proveniente dal governo argentino. Quel numero "666" che non è piaciuto a Bergoglio
Il Vaticano ha respinto al mittente una ricca donazione (un milione di euro) proveniente dal governo argentino.









Il beneficiario, come riposta La Stampa, era "Scholas Ocurrentes", fondazione internazionale di diritto pontificio per la promozione dell'integrazione sociale e la cultura dell'incontro. Ne fanno parte circa 430mila scuole, sparsi in ogni angolo del mondo.
Ma per quale ragione il denaro è stato mandato indietro? Sarebbe stato il Papa stesso a chiederlo alla fondazione: "Il governo argentino deve rispondere a tante necessità del popolo, non avete diritto di chiedergli un centesimo" (queste parole sono state attribuite a Bergoglio). Il pontefice, come precisa Andrea Tornielli, non avrebbe gradito, tra l'altro, il numero "666" che compariva nell'importo stanziato dal governo: 16 milioni e 666mila pesos. Com'è noto "666" è il numero che simboleggia il diavolo.
Ma il rifiuto della donazione non sarebbe dovuta ai numeri e ai simboli satanici. Il motivo sarebbe un altro: il Papa teme strumentalizzazioni. In che senso? La donazione è stata presentata come un gesto distensivo che il nuovo governo argentino voleva fare nei confronti del Vaticano. Ma Bergoglio spesso viene tirato in ballo, da una parte e dall'altra, con motivazioni politico-ideologiche. Questo avveniva già prima che divenisse Papa.
Ben consapevole di questo il Papa ha preferito rinunciare alla donazione. Anche se alcuni vedono, dietro alla scelta del Vaticano, il desiderio di dare "un segnale forte alla dirigenza, alla sua gestione e all'uso delle risorse che ottiene". Il governo argentino, che aveva risposto a un'esplicita richiesta della fondazione, ha preso atto del no del Vaticano, pur dicendosi disposto a continuare a sostenere la Scholas.

1 commento:

  1. Sembra la consueta ricopertura di melassa ad opera di qualche zelante funzionario di fronte all'imbarazzo per un rifiuto basato più su logiche politiche che altro.






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