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lunedì 25 luglio 2016

Divide et impera?


Francescani dell’Immacolata verso una soluzione “cecoslovacca”?

Il caso dei Francescani dell'Immacolata continua a suscitare molto interesse sul web. Ogni tanto ne parlo anche io sul blog. Ho conosciuto personalmente i frati molti anni fa, ma poi non ho più frequentato le loro chiese. L'ultima volta che sono andato a una Messa celebrata da un Francescano dell'Immacolata risale ai tempi di Papa Wojtyla. Non ho mai fatto parte né del loro Terz'Ordine né della Milizia dell'Immacolata Mediatrice. Non sono in contatto con nessuno dei frati. Ho premesso ciò per far comprendere che non ho nessun interesse personale in questa vicenda... 

È evidente che su alcune questioni come la liturgia ci siano opinioni diverse tra i frati. Ma come risolvere questa vicenda? Una delle ipotesi che circolano è una “soluzione alla cecoslovacca”, cioè una separazione consensuale tra i due gruppi di frati con sensibilità diverse.
A dir la verità, già un anno prima del commissariamento ho sentito parlare dell’ipotesi di una “separazione consensuale” tra i due gruppi, dando così la possibilità ai frati che non condividevano più la “linea Manelli” di vivere in maniera diversa la vocazione francescana.

Che dire in proposito? Se da un lato una “separazione consensuale” (come avvenne nel 1992 per la Cecoslovacchia, che in maniera pacifica si separò in due stati distinti) potrebbe sembrare una scelta estrema, dall'altro potrebbe davvero mettere la parola fine a questa annosa vicenda. Del resto la storia della Chiesa è ricca di esempi del genere, infatti sono tanti gli istituti religiosi che sono nati mediante una sorta di “scissione” da altri istituti, penso ad esempio a: Cappuccini, Camaldolesi, Eremiti Camaldolesi Montecoronesi, Cistercensi, Cistercensi della Stretta Osservanza, Benedettini Olivetani, Carmelitane Scalze, Frati Minori Rinnovati, ecc. Gli stessi Francescani dell'Immacolata nacquero da una “scissione” dai Frati Minori Conventuali, quindi non possiamo escludere che in futuro possa nascere qualche nuovo istituto di spiritualità francescana. Staremo a vedere quel che accadrà, spero solo che questa crisi possa essere risolta al più presto, per il bene di tutti.

Una cosa che mi ha fatto molto riflettere è il fatto che una parte dei frati (anche sacerdoti) che sono usciti dall'istituto ai tempi del generalato di Padre Stefano Maria Manelli, simpatizzavano per la Messa tridentina. Dunque questa vicenda è un caso complesso che non riguarda semplicemente questioni di gusti liturgici. 

Lo scopo di questo post non è di analizzare i motivi che hanno portato alla deposizione del “Governo Manelli” o di fare dei rilievi sull'attuale governo dell'istituto. La mia speranza è che possa essere trovata una soluzione che metta tutti d'accordo. Trovare una buona soluzione a questa vicenda conviene a tutti.

Conviene ai frati che non hanno nostalgia del “Governo Manelli”, dato che la Congregazione dei Francescani dell'Immacolata ha bisogno di serenità per svolgere la propria missione apostolica, mentre le accese polemiche che divampano su internet non portano giovamento. Ad esempio proviamo ad immaginare un ragazzo che è affascinato dalla spiritualità mariano-kolbiana dell'istituto e vorrebbe entrare in esso; probabilmente ragionerebbe così: “Il carisma dell'istituto mi piace molto, ma tutte queste polemiche mi preoccupano. Prima di chiedere di poter fare un'esperienza vocazionale preferisco aspettare che la situazione torni tranquilla”. 

Inoltre in questo momento i frati che non condividono la “linea Manelli” potrebbero sfruttare l'oggettiva posizione di forza per ottenere da eventuali trattative dei risultati particolarmente vantaggiosi. Pertanto a loro converrebbe una soluzione rapida della videnda perché non si sa se in futuro (ad esempio col prossimo Papa) potranno contare ancora sull'attuale posizione di forza.

A beneficiare di un accordo sarebbero anche i cosiddetti “manelliani”, cioè i frati che conservano un bel ricordo del “Governo Manelli”. Attualmente questi frati si trovano in una posizione di svantaggio, nel senso che oggettivamente hanno un potere contrattuale non molto elevato, tuttavia anche se riuscissero ad ottenere solo un “bicchiere mezzo pieno”, sarebbe comunque un risultato positivo.

Penso che anche il Papa sarebbe felice se venisse trovata una soluzione condivisa che mettesse fine a questa dolorosa vicenda. Sarebbe contento principalmente per il bene delle anime. Inoltre, visto che il papato comporta il dover affrontare e risolvere tanti problemi ecclesiali, potrebbe finalmente togliersi dai piedi una questione fastidiosa.

Alcuni diranno: “In effetti un accordo condiviso andrebbe a vantaggio di tutti, anche dei tanti fedeli laici e benefattori che attualmente sono turbati da tutte le polemiche che sono sorte. Tuttavia, non hai detto quali potrebbero essere le possibili soluzioni oltre a quella cecoslovacca”.

Penso che le soluzioni potrebbero essere varie, tuttavia i principali protagonisti di questa vicenda sono persone intelligenti ed esperte di questioni ecclesiali, quindi sanno bene quali potrebbero essere i punti su cui discutere nel caso venissero avviate delle trattative.

Se venisse trovato un accordo che ponga fine alle divergenze, il più felice di tutti sarebbe il Capo supremo della Chiesa Cattolica, ossia Gesù Cristo, il Re della pace.

Approfitto dell'occasione per ringraziare i Francescani dell'Immacolata per avermi fatto ascoltare diverse volte nelle loro Messe un bellissimo canto gregoriano che tra le altre cose afferma:

Congregavit nos in unum Christi amor.
Exultemus, et in ipso iucundemur.
[...]
Et ex corde diligamus nos sincero.
[...]
Cessent iurgia maligna, cessent lites.
Et in medio nostri sit Christus Deus.


LUNEDÌ 25 LUGLIO 2016