ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 20 luglio 2016

Il frutto dell’influsso del demonio

Barbarie islamica 

Non abbiamo il diritto di difenderci e di difendere soprattutto gli innocenti adottando anche misure drastiche che potrebbero arrivare all’espulsione di tutti i musulmani presenti in Europa in quanto potenziali fiancheggiatori degli assassini dell’ISIS? Questo fecero nel XV secolo i Re Cattolici di Spagna Ferdinando e Isabella, ammirati ed onorati per questo nei secoli successivi, ma condannati e disprezzati in questo  nostro tempo scristianizzato in cui si aprono le porte a tutti e si arriva a costruire le moschee col denaro dei contribuenti italiani.

di Carla D’Agostino Ungaretti
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z.lpntChe cosa può aggiungere un’umile cattolica “bambina” al grido di orrore, di esecrazione e, mi sia concesso dirlo, anche agli umanissimi sentimenti di rabbia e di furore che si levano in tutto l’Occidente (quello rimasto cristiano, perché l’altro, rassegnato all’ineluttabile, sembra capace solo di leccarsi le ferite in un fiume di retoriche deplorazioni) di fronte alla barbarie musulmana che non si ferma neppure di fronte alla concreta possibilità di uccidere insieme agli “infedeli” anche i suoi correligionari? Non può aggiungere nulla, se non piangere e pregare per le vittime innocenti, e cercare di reprimere i sentimenti di odio che sente montare dentro di sé perché sarebbero solo frutto dell’influsso del demonio.

Nessuno più di me è convinto che, come dice S. Paolo, bisogna sconfiggere il Male operando il Bene, ma in un angolo recondito della mia mente si agita un pensiero (forse peccaminoso e allora lo confesso pubblicamente e ne chiedo perdono a Dio) che preme per essere gridato al mondo. E’ mai possibile che il mondo occidentale non abbia i mezzi militari e strategici per schiacciare come una noce quel famigerato ISIS prima che il demonio lo rafforzi ancora di più approfittando dell’imbelle inerzia dei governi occidentali, purtroppo ormai ex cristiani? Anche S. Tommaso d’Aquino ammetteva la liceità delle guerre “giuste”, cioè quelle di difesa come le Crociate che non furono affatto guerre di conquista, o imperialiste come si dice oggi con disprezzo, ma guerre finalizzate a difendere ciò che apparteneva incontestabilmente alla Cristianità, come il S. Sepolcro di Cristo, contro l’invasione (quella sì di conquista e imperialista) dell’Islam che si stava facendo strada sulle coste meridionali del Mediterraneo a forza di guerra e di violenza.
Mi si obietta che se ipoteticamente gli USA si unissero all’Europa coalizzata per intervenire sui centri di addestramento dei terroristi (che sicuramente sono ben conosciuti dalla CIA e dallo spionaggio internazionale) si scatenerebbe forse una carneficina a livello planetario e per di più l’Occidente perderebbe l’amicizia (ammesso che questa sia sincera) di tutti i governi islamici cosiddetti “moderati”. Ma questi ultimi sono davvero moderati? O recitano solo il ruolo del “pesce in barile” pensando che, dopotutto, le stragi operate dai loro correligionari al grido di “Allah akbar” sono un utile passo avanti verso la distruzione del Cristianesimo? E’ notorio che l’Islam non predica l’amore tra tutti i figli di Dio (anzi, questa per loro è una bestemmia perché Dio, totalmente trascendente, non ha figli come l’uomo) ma vuole solo sottomissione e predica l’uccisione, come recita la “Sura della Giovenca” e come è avvenuto a Dacca, di chi non si sottomette recitando il Corano, anche a pappagallo.
A questo mira l’Islam: alla conquista del mondo e in primis di Roma, la capitale del Cristianesimo, come ha spiegato esaurientemente il Prof. Massimo Viglione nella conferenza tenuta lo scorso 4 luglio presso la Fondazione Lepanto. Tutti i precedenti assalti all’Europa, da terra o dal mare, sono stati concepiti come preparazione alla conquista del centro della Cristianità e se sono falliti lo dobbiamo all’impegno della maggior parte dei Papi che furono capaci di guidare la difesa cristiana, oltre che alla protezione speciale di Cristo che ha promesso che la navicella della Chiesa non naufragherà mai.
Ma se non dobbiamo dubitare di questa promessa, dobbiamo nondimeno rassegnarci a vedere quella navicella ridotta ad essere governata solo dal comandante e dal timoniere? Che dobbiamo fare nel frattempo? Non abbiamo il diritto di difenderci  e di difendere soprattutto gli innocenti adottando anche misure drastiche che potrebbero arrivare all’espulsione di tutti i musulmani presenti in Europa in quanto potenziali fiancheggiatori degli assassini dell’ISIS? Questo fecero nel XV secolo i Re Cattolici di Spagna Ferdinando e Isabella, ammirati ed onorati per questo nei secoli successivi, ma condannati e disprezzati in questo  nostro tempo scristianizzato in cui si aprono le porte a tutti e si arriva a costruire le moschee col denaro dei contribuenti italiani.
Sono molto cattiva a pensare tutto questo? Mi rendo conto che il mio è un discorso teorico, ispiratomi dal dolore per quanto sta avvenendo nel mondo per opera di chi, più o meno coscientemente travisa la Parola di Dio,  e che il fenomeno dell’immigrazione dai paesi islamici è talmente avanzato che difficilmente si potrà tornare indietro, dopo che per tanti anni abbiamo tollerato la loro arroganza e la loro pretesa di mantenere in Europa i loro tribali costumi atavici, ma mi tornano in mente le parole del Card. Biffi, grande cristiano e grande pastore, che avrebbe voluto aprire i confini europei e in particolare italiani solo agli immigrati di religione cristiana al fine di garantire la tenuta morale e sociale del nostro continente. Ma questo avrebbe presupposto il riconoscimento delle radici cristiane dell’Europa, che invece l’Europa stessa ha rinnegato. E allora che cosa ci aspettiamo? I musulmani disprezzano gli occidentali proprio per il loro ateismo pratico e il loro edonismo ed eccone le conseguenze: tanti giovani islamici, figli di immigrati e divenuti cittadini dei paesi che li ospitano, si convertono al terrorismo e  lanciano bombe o sparano su quelli che ormai sono loro connazionali, perché vedono un enorme divario tra la fede in cui sono stati allevati e l’empietà dei paesi che li ospitano nei quali si sentono sempre più estranei.
Mentre scrivo queste mie povere parole di cattolica “bambina”, non certo esperta di politica né di governo dei popoli, la vista dello schermo del mio computer si confonde perché i miei occhi si sono riempiti di lacrime e provo la tremenda tentazione dell’odio per quelli che, invece, come mi ha insegnato Cristo sono pur sempre miei fratelli. E comprendo anche che, assecondando questi pensieri, sto per dare soddisfazione al demonio  Non mi rimane allora che affidare l’umanità a Dio e alla Sua Santissima Madre, la sola capace di schiacciare col piede la testa del serpente, nella speranza che essi ispirino il rinsavimento politico e sociale dell’Occidente, ma soprattutto la sua “metànoia”.
Redazione

VIDEO. Aleppo, i “ribelli moderati" sostenuti dagli USA, decapitano un bambino palestinese

VIDEO. Aleppo, i “ribelli moderati sostenuti dagli USA, decapitano un bambino palestinese


In un video i cosiddetti ribelli siriani, sostenuti dagli Stati Uniti, decapitano un ragazzo palestinese accusato di essere “vicino” al governo siriano.

Nel video si può vedere come uno dei cinque uomini lo prende per i capelli. Poi lo stesso uomo, taglia la testa del bambino che, secondo la BBC, potrebbe avere meno di 10 anni.

Il video lo pubblichiamo qui. Vi avvertiamo che contiene immagini terribili, si astengano dalla visione minori e persone sensibili

I fatti hanno avuto luogo ad Handarat, a nord di Aleppo, dove ci sono stati pesanti scontri negli ultimi giorni.
2013. ">L'area coincide con la posizione di campo profughi palestinese non ufficiale di Ein El Tal, che ha ospitato circa 7.000 persone prima di essere occupato dai gruppi armati che combattono il governo di Damasco nel 2013
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Inoltre, smentendo alcune accuse dell’opposizione siriana, quasi come a giustificare l’uccisione del bambino, la Brigata Palestinese "Liwaa Al-Quds" che affianca l’Esercito siriano nei combattimenti ha negato la circostanza che Abdollah Isa, l’adolescente ammazzato, fosse un loro combattente.



Fonte: Hispantv