ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 25 luglio 2016

Il suo canto del cigno?

In prigione il segretario della Prefettura. Ma hanno dimenticato di licenziarlo

balda
L'articolo di padre Federico Lombardi che apre l'ultimo numero de "La Civiltà Cattolica" è il suo canto del cigno come direttore uscente della sala stampa della Santa Sede, ruolo che ha impersonato per anni con impeccabile professionalità.
Ma è anche forse per lui un nuovo inizio, non più come umile e fedele portavoce delle autorità vaticane, ma come "opinion maker" in prima persona.
L'articolo, infatti, è un perfetto esemplare di entrambi i ruoli. Riguarda la sentenza di primo grado del processo noto come "Vatileaks 2" e da un lato ne fornisce la ricostruzione con la dovuta neutralità e con ricchezza di particolari tecnici, ma dall'altro lato va oltre le considerazioni strettamente giuridiche e fornisce ai lettori riflessioni che sono farina del suo sacco.

Un articolo tutto da leggere, dunque, e anche ben scritto. Dispiace che "La Civiltà Cattolica" consenta di scaricarlo solo a pagamento, contrariamente a quanto fa per gli articoli che ritiene di particolare rilevanza e quindi meritevoli di ampio e gratuito accesso.
C'è un passaggio, però, delle considerazioni di padre Lombardi che fa sorgere una domanda.
È il passaggio in cui l'illustre gesuita tratteggia il profilo di monsignor Lucio Ángel Vallejo Balda, condannato in primo grado a 18 mesi di reclusione.
Scrive padre Lombardi:
"La vicenda personale del principale imputato richiede di essere vista con occhio di compassione e misericordia. Posto di fronte a una responsabilità molto grande e delicatissima – troppo grande per lui? –, in quanto segretario della Cosea [cioè della Commissione referente di studio e indirizzo sull’organizzazione delle strutture economico-amministrative della Santa Sede], egli ha vissuto questo impegno con grande intensità, con attese ambiziose e, di fronte ad esiti differenti da quelli da lui auspicati – dal punto di vista sia oggettivo sia soggettivo –, ha assunto un atteggiamento di reazione negativa, che si è espresso – come può purtroppo avvenire in questi casi – nella diffusione di informazioni e documenti riservati della Commissione, cioè tramite un rapporto con la stampa contraddittorio con i suoi chiari impegni istituzionali.
"In effetti, essendo egli già da qualche tempo segretario della Prefettura degli affari economici della Santa Sede, la sua nomina a segretario della Cosea era in sé giustificata; tuttavia certe caratteristiche della sua personalità emerse nel corso del dibattimento fanno pensare che in realtà si sia trovato a svolgere un ruolo più complesso di quanto egli fosse in grado di portare avanti con serenità. Di qui la sua 'entrata in crisi', con la conseguenza di comportamenti anomali e non consoni alla sua condizione ecclesiastica e non più sottoposti al controllo dovuto, fra cui la divulgazione dei documenti".
La domanda che sorge dalla lettura di queste righe di padre Lombardi è la seguente: se tale è il personaggio, perché continua ad essere mantenuto in carica come segretario della Prefettura degli affari economici?
Sarà pur vero che il futuro di questa Prefettura è appeso a un filo, dopo che è stata costituita in Vaticano la segreteria per l'economia presieduta dal cardinale George Pell.
Ma fintanto che la Prefettura è in vita, che cosa giustifica che a vigilare formalmente sulle attività economiche della Santa Sede continui ad esserci un monsignor Vallejo Balda, palesemente inadatto al ruolo e condannato proprio per questa sua inettitudine?
Che riforma della curia è questa che non sa nemmeno cambiare mestiere a un tipo così?

Settimo Cielo di Sandro Magister 24 lug