ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 24 luglio 2016

Persa la fede si è perso tutto

E' un'altra religione... è certo!



Il Cristianesimo nel corso di duemila anni ha portato l'umanità a guardare costantemente al cielo come centro, come senso, come obiettivo. Ha insegnato agli uomini di ogni tempo, condizione e pensiero a guardare la realtà con occhi diversi, con gli occhi del cielo. Esso si è sviluppato, propagato e ha messo radici nelle diverse culture attraverso la predicazione degli apostoli, dei padri della Chiesa, dei sacerdoti, dei missionari e così via. Questo fu il mandato di Cristo: "Andate in tutto il mondo predicando il vangelo a ogni creatura" (Mt 28, 15) In cosa consiste il vangelo secondo le parole di Gesù? "Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati" (Lc 24, 46).
Conversione, cioè cambio di mentalità che porta a un cambiamento nelle scelte di vita; perdono dei peccati, che sono azioni oggettivamente contrarie all'amore di Dio e all'amore del prossimo. Tutta la predicazione evangelica nel corso di duemila anni ha sempre avuto questo carattere essenziale: conversione e perdono dei peccati. Possiamo dire a ragione che il Cristianesimo si fonda sulla persona di Gesù Cristo e sul sul messaggio che è un messaggio di perdono e di conversione. Perdono da parte di Dio nei confronti dell'uomo che quindi si scopre peccatore e conversione dell'uomo peccatore nei confronti dell'amore di Dio che prima avversava con il peccato e, una volta convertito, accoglie e asseconda con scelte buone e sante. Il messaggio cristiano proclama che c'è una verità che illumina tutti i popoli che da essa devono farsi illuminare e guidare nelle scelte e nelle leggi. Questa verità non è un ideale astratto - seppur trascendente - ma è la Persona stessa di Gesù Cristo. Il Padre Onnipotente, la prima persona della Santissima Trinità, per tre volte nelle sacre pagine, dice: "Questi è il mio Figlio prediletto, ascoltatelo" (Mt 17, 5). La potestà di Cristo infatti non si limita solo all'ambito religioso, ma abbraccia tutti gli ambiti possibili. Papa Leone XIII nell'Enciclica Annum Sacrum del 25 maggio 1899, consacrò il genere umano al Sacro Cuore di Gesù, per affermare una volta per tutte che a Cristo "E' stato dato ogni potere, in cielo e sulla terra" (Mt 28, 18) e che "Nel suo Nome ogni ginocchio deve piegarsi, nel cielo, sulla terra e sotto terra" (Fil 2, 10). Dio ha dei diritti e l'uomo ha verso Dio molti doveri. La potestà di Cristo però non è una potestà tirannica e pesante ma è "un giogo leggero e soave" (Mt 11, 30) per quanti si lasciano plasmare dall'azione rinnovatrice dello Spirito Santo. Il messaggio cristiano dunque era fin troppo chiaro per poter essere vinto facilmente, così si è pensato di svuotarlo da ogni contenuto scomodo per i falsi valori laici di "libertà, uguaglianza e fraternità". La laicità dello stato - di per sé - è oggettivamente un tradimento della società civile nei confronti di Cristo re e dei suoi diritti regali e divini. Nella predicazione attuale sono praticamente del tutto scomparsi i novissimi - verità eterne - morte, giudizio, inferno, paradiso - verità centrali nella predicazione di Gesù e nella predicazione apostolica originaria, nonché intrinseca al messaggio portato avanti dalla Chiesa nel corso di duemila anni. E' scomparsa la predicazione contro il peccato, contro il demonio, contro lo spirito del mondo e quindi l'invito alla conversione è stato abbandonato. Il primo comandamento che parla dei dovere verso Dio è stato eclissato dal secondo comandamento che parla dei dovere verso il prossimo. L'uomo sta sempre più spodestando Dio, oltre che nella società civile, anche nella sua casa. L'uomo al posto di Dio. Lo si vede nelle chiese moderne dove il tabernacolo che contiene le specie vive del Corpo e Sangue di Cristo sotto le specie del pane e del vino, è stato spostato - esiliato spesso - dalla navata centrale. Molte volte lo si ritrova in cappelle laterali, senza alcun segno che indichi la presenza viva del Signore in quel punto nascosto della chiesa. Al posto del tabernacolo, sull'altare, è stata collocata la sedia del sacerdote. L'uomo al posto di Dio nella liturgia della Chiesa. Lo si vede anche dalla religiosità vissuta dalla gente comune: se si chiede loro cosa è la Messa, il più delle volte parleranno - bene o male - dell'omelia del sacerdote senza neanche lontanamente pensare che la Messa è un sacrificio, il sacrificio della croce rinnovato in modo reale e incruento sull'altare. Non c'è più Cristo al centro della fede vissuta e recepita della gente. L'uomo al posto di Dio nella fede della gente. Altro ambito in cui si può vedere questo stravolgimento è il primato che ha preso l'azione sull'orazione. L'orazione è il primato del rapporto dell'uomo con Dio, l'azione è il primato dell'opera dell'uomo sul mondo. Il cristianesimo moderno tende a eclissare la preghiera mettendola in secondo piano rispetto all'azione, anche buona, delle persone. Lo si vede nel braviario - la preghiera del sacerdote - che con la riforma liturgica è andato sempre più perdendo per quantità e qualità il peso di sacralità ed esattezza dottrinale; lo si vede nella Messa, vissuta sempre meno con atteggiamento interiore ed esteriore adatto al mistero che si sta celebrando; lo si vede nelle ultime traduzioni della Bibbia, sempre più diverse, sempre più accomodanti, sempre più lontane dalle traduzioni antiche. L'uomo al posto di Dio nella sua quotidianità. Lo si vede nella formazione dei sacerdoti e laici, che ignorano le basi fondamentali del catechismo e spesso anche i comandamenti. Lo si vede ancora nel modo in cui i sacerdoti fanno i sacerdoti: non sono più gli uomini testimoni del mistero, ma sempre più sono i responsabili delle assistenze sociali, gli psicologi dei paesi, gli studiosi di turno di tutto, basta che non sia la dottrina cattolica. L'uomo al posto di Dio nella vita dei sacerdoti. Potrei continuare a elencare punti della vita della chiesa che non sono solo diversi ma sono addirittura l'opposto di quanto la fede cattolica ha sempre predicato, insegnato e incarnato. Un cristianesimo svuotato di ogni riferimento al trascendente, pieno solo di tante e vuote parole - spesso confuse e confusionarie - e riferimenti all'uomo, alla sua dignità, alla sua grandezza, alla sua divinità persino, non è la fede cristiana, è un'altra religione. Si sta assistendo a passi lenti ma audaci allo svuotamento e quindi allo stravolgimento del cristianesimo. Questo a opera non degli esterni ma degli interni. Come è accaduto questo? "Attraverso qualche fessura il fumo di satana è entrato nella Chiesa" (29 giugno del 1972) e chi ha aperto queste fessure mi chiedo?...
Sono dati di fatto innegabili, sotto gli occhi di chiunque abbia voglia e interesse sincero di appurare la realtà dei fatti. Persa la fede si è perso Dio. Persa la fede si è perso l'uomo. Persa la fede si è perso tutto.

"ROMA PERDERA' LA FEDE E DIVENTERA' LA SEDE DELL'ANTICRISTO"
(Nostra Signora di La Salette, Francia, 19 settembre 1846)
https://gloria.tv/article/temTqGDgfCcBJc2NDVdgS7jYu

sei cattolico se ...

GIURAMENTO ANTIMODERNISTA

(Acta Apostolicæ Sedis, 1910, pp. 669-672)

IO ….. fermamente accetto e credo in tutte e in ciascuna delle verità definite, affermate e dichiarate dal magistero infallibile della Chiesa, soprattutto quei principi dottrinali che contraddicono direttamente gli errori del tempo presente.
Primo: credo che Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza e può anche essere dimostrato con i lumi della ragione naturale nelle opere da lui compiute (cf Rm 1,20), cioè nelle creature visibili, come causa dai suoi effetti. Secondo: ammetto e riconosco le prove esteriori della rivelazione, cioè gli interventi divini, e soprattutto i miracoli e le profezie, come segni certissimi dell'origine soprannaturale della religione cristiana, e li ritengo perfettamente adatti a tutti gli uomini di tutti i tempi, compreso quello in cui viviamo. Terzo: con la stessa fede incrollabile credo che la Chiesa, custode e maestra del verbo rivelato, è stata istituita immediatamente e direttamente da Cristo stesso vero e storico mentre viveva fra noi, e che è stata edificata su Pietro, capo della gerarchia ecclesiastica, e sui suoi successori attraverso i secoli. Quarto: accolgo sinceramente la dottrina della fede trasmessa a noi dagli apostoli tramite i padri ortodossi, sempre con lo stesso senso e uguale contenuto, e respingo del tutto la fantasiosa eresia dell'evoluzione dei dogmi da un significato all'altro, diverso da quello che prima la Chiesa professava; condanno similmente ogni errore che pretende sostituire il deposito divino, affidato da Cristo alla Chiesa perché lo custodisse fedelmente, con una ipotesi filosofica o una creazione della coscienza che si è andata lentamente formando mediante sforzi umani e continua a perfezionarsi con un progresso indefinito. Quinto: sono assolutamente convinto e sinceramente dichiaro che la fede non è un cieco sentimento religioso che emerge dall'oscurità del subcosciente per impulso del cuore e inclinazione della volontà moralmente educata, ma un vero assenso dell'intelletto a una verità ricevuta dal di fuori con la predicazione, per il quale, fiduciosi nella sua autorità supremamente verace, noi crediamo tutto quello che il Dio personale, creatore e signore nostro, ha detto, attestato e rivelato. Mi sottometto anche con il dovuto rispetto e di tutto cuore aderisco a tutte le condanne, dichiarazioni e prescrizioni dell'enciclica Pascendi e del decreto Lamentabili, particolarmente circa la cosiddetta storia dei dogmi.
Riprovo altresì l'errore di chi sostiene che la fede proposta dalla Chiesa può essere contraria alla storia, e che i dogmi cattolici, nel senso che oggi viene loro attribuito, sono inconciliabili con le reali origini della religione cristiana. Disapprovo pure e respingo l'opinione di chi pensa che l'uomo cristiano più istruito si riveste della doppia personalità del credente e dello storico, come se allo storico fosse lecito difendere tesi che contraddicono alla fede del credente o fissare delle premesse dalle quali si conclude che i dogmi sono falsi o dubbi, purché non siano positivamente negati. Condanno parimenti quel sistema di giudicare e di interpretare la sacra Scrittura che, disdegnando la tradizione della Chiesa, l'analogia della fede e le norme della Sede apostolica, ricorre al metodo dei razionalisti e con non minore disinvoltura che audacia applica la critica testuale come regola unica e suprema. Rifiuto inoltre la sentenza di chi ritiene che l'insegnamento di discipline storico-teologiche o chi ne tratta per iscritto deve inizialmente prescindere da ogni idea preconcetta sia sull'origine soprannaturale della tradizione cattolica sia dell'aiuto promesso da Dio per la perenne salvaguardia delle singole verità rivelate, e poi interpretare i testi patristici solo su basi scientifiche, estromettendo ogni autorità religiosa e con la stessa autonomia critica ammessa per l'esame di qualsiasi altro documento profano. Mi dichiaro infine del tutto estraneo ad ogni errore dei modernisti, secondo cui nella sacra tradizione non c'è niente di divino o peggio ancora lo ammettono ma in senso panteistico, riducendolo ad un evento puro e semplice analogo a quelli ricorrenti nella storia, per cui gli uomini con il proprio impegno, l'abilità e l'ingegno prolungano nelle età posteriori la scuola inaugurata da Cristo e dagli apostoli. Mantengo pertanto e fino all'ultimo respiro manterrò la fede dei padri nel carisma certo della verità, che è stato, è e sempre sarà nella successione dell'episcopato agli apostoli (1), non perché si assuma quel che sembra migliore e più consono alla cultura propria e particolare di ogni epoca, ma perché la verità assoluta e immutabile predicata in principio dagli apostoli non sia mai creduta in modo diverso né in altro modo intesa (2). Mi impegno ad osservare tutto questo fedelmente, integralmente e sinceramente e di custodirlo inviolabilmente senza mai discostarmene né nell'insegnamento né in nessun genere di discorsi o di scritti. Così prometto, così giuro, così mi aiutino Dio e questi santi Vangeli di Dio.
1 IRENEO, Adversus haereses, 4, 26, 2: PG 7, 1053. 2 TERTULLIANO, De praescriptione haereticorum, 28: PL 2, 40.

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