ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 8 luglio 2016

Il tema scottante e il prezzo da pagare

Editoriale di Le Sel de la terren° 96, primavera 2016L'impaginazione e le immagini sono nostre



Nostro Signore Gesù Cristo

Pilato chiede a Gesù: «Dunque tu sei re?». E Nostro Signore gli risponde: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità.» (Gv. 18, 37).
Il prezzo da pagare per aver risposto a questa domanda scottante, confessando che Egli era re, fu per Nostro Signore il supplizio della Passione.

Alla sua sequela, anche tutti i cristiani, membri del Suo Corpo Mistico, devono confessare la verità rispondendo ad una domanda scottante, e per questo essere pronti a pagarne il prezzo.


Monsignor Lefebvre

Mons. Lefebvre, che Dio ha chiamato a Sé esattamente venticinque anni fa (il 25 marzo 1991), ha dovuto pagare anche lui il prezzo gravoso per aver reso testimonianza alla verità.
Lui, che tanto aveva meritato dalla Chiesa per la sua opera missionaria, è stato condannato due volte dalla gerarchia ed è morto ufficialmente «scomunicato». Tutto perché, come si sa, egli rispose alla domanda: Si può accettare il concilio Vaticano II e la detronizzazione di Nostro Signore Gesù Cristo da parte delle autorità romane?

Joseph Fadelle

Il prezzo da pagare è il titolo del libro nel quale Joseph Fadelle (Mohammed al-Sayyid al-Moussaoui) racconta la sua conversione al cristianesimo e le prove incredibili che ha dovuto subire prima di giungere al battesimo (1).
Ogni cristiano dovrebbe leggere questo libro per comprendere come il demonio tenga prigionieri nell’errore centinaia di milioni di musulmani e le difficoltà umanamente insormontabili che essi incontrano se vogliono passare dal regno delle tenebre a quello della luce.
Ma Joseph Fadelle non ha finito di pagare il prezzo. Poiché adesso che conosce la verità egli vuole farla condividere ai suoi vecchi correligionari.
In particolare, egli risponde alla domanda: Possiamo tollerare l’islam o dobbiamo combatterlo cercando di convertire i musulmani?
Questo gli procura delle difficoltà, non solo con i musulmani, che è cosa comprensibile, ma anche con le autorità della Chiesa conciliare, che non vogliono più delle missioni verso l’islam – obbligate dall’ecumenismo e dal dialogo religioso.

Il tema scottante

Ad ogni epoca corrisponde un tema scottante, quello al quale gli amici di Nostro Signore Gesù Cristo devono rispondere pagandone il prezzo:


Il giorno di Pentecoste, uscendo dal Cenacolo, gli Apostoli non si lasciarono fermare da vani scrupoli quando si trattò di rimproverare ai príncipi e ai magistrati di Gerusalemme l’assassinio giuridico del Salvatore; e per aver osato affrontare in quel momento un tema così scottante, furono prima fustigati e poi messi a morte.

Da allora, ogni eroe della nostra gloriosa armata deve la sua celebrità al tema scottante la cui soluzione gli è toccato affrontare, al tema scottante del giorno, non al tema superato, arretrato, che ha perduto il suo interesse, né al tema futuro, ancora da venire e che si nasconde nei segreti dell’avvenire (2).

Per Nostro Signore il tema fu la Sua regalità, per Joseph Fadelle la conversione dei musulmani al cristianesimo, per Mons. Lefebvre il rigetto delle novità conciliari.

E oggi, nella primavera del 2016?
Il tema è quello della «normalizzazione» delle opere della Tradizione: bisogna chiedere e accettare una situazione canonica legale dalla Roma conciliare?

Dopo lo scacco dei negoziati intrapresi tra Mons. Lefebvre e Roma, nel 1987 e 1988, le opere della Tradizione hanno continuato a svilupparsi ai margini delle strutture ufficiali della Chiesa conciliare. Poi, a partire dal 2000, sono ripresi dei negoziati fra Roma e le autorità della Fraternità San Pio X, in vista di un riconoscimento canonico.
Noi abbiamo già risposto a questa questione ne Le Sel de la terre n° 88 (primavera 2014, p. 138) e n° 89 (estate 2014, p. 215): un tale riconoscimento non dev’essere accettato fintanto che le autorità romane continuano ad essere sottomesse agli errori del Concilio.
D’altronde, fu questa la posizione di Mons. Lefebvre a partire dal maggio 1988 e fino alla sua morte e fu la posizione tenuta ufficialmente dalla Fraternità San Pio X fino al 2011.

Oggi il tema è diventato scottante e quelli che vi rispondono lealmente devono aspettarsi di pagarne il prezzo.

Qual è la posta?

Il giuoco vale la candela? Bisogna accettare questo riconoscimento che ci viene offerto, dal momento che noi manteniamo la nostra posizione?

Supponiamo per un istante – per assurdo – che le autorità romane non chiedano alcun compromesso dottrinale: né di accettare il Concilio, né di riconoscere la legittimità della nuova Messa, né tampoco, cosa che sarebbe più sorprendente, di sottomettersi al nuovo Codice di Diritto Canonico. In questo caso, si può accettare un tale riconoscimento?
Qui risponderemo brevemente (3) citando una parte della conclusione dell’ultimo grande sermone pubblico di Mons. Lefebvre, del 29 novembre 1989 a Bourget, in occasione del 60° anniversario del suo sacerdozio:

Noi sappiamo molto bene che lo scopo delle sette segrete è un governo mondiale con degli ideali massonici, cioè i diritti dell’uomo, vale a dire l’uguaglianza, la fraternità e la libertà, intese in un senso anticristiano, contro Nostro Signore. Sappiamo che questi ideali saranno difesi da questo governo mondiale, che stabilirà una specie di socialismo ad uso di tutti i paesi, e in seguito un congresso delle religioni, comprendente tutte le religioni, compresa la religione cattolica, che sarà al servizio del governo mondiale come gli ortodossi russi sono al servizio del governo dei Soviet. Vi saranno due congressi: il congresso politico universale che dirigerà il mondo e questo congresso delle religioni che verrà in soccorso di questo governo mondiale e che evidentemente sarà al soldo di tale governo (4).

E’ sempre più chiaro che il Vaticano attualmente fa il giuoco del mondialismo, in particolare per mezzo dell’ecumenismo, del dialogo interreligioso e dell’incoraggiamento dato all’arrivo dei musulmani in Europa.
Mettersi sotto l’autorità diretta e ordinaria del Vaticano attuale significa mettersi, volensnolens, al servizio di questo mondialismo.

Come in ogni «democrazia» moderna, il Vaticano accetterà una certa contestazione – il Papa non accetta di essere contestato da certi cardinali sulle sue posizioni relative alla morale (5)? – ma a condizione che i contestatori gli siano sottomessi in termini di giurisdizione: giuocando su questo potere, gli sarà facile, in pochi anni, distruggere ogni seria opposizione.

E’ per questo che su questo tema scottante bisogna essere pronti a pagare il prezzo per conservare la nostra libertà, che non è altro che la libertà della Chiesa di fronte alla Contro-Chiesa: «Dio non ama niente di più al mondo che la libertà della Sua Chiesa. Egli non vuole una serva per Sua Sposa» (6).

NOTE

1 – Joseph Fadelle, Le prix à payer (Il prezzo da pagare), Pocket, 2012. La recensione a questo libro è stata pubblicata su Le Sel de la terre n° 76, primavera 2011, pp- 186-193.
– Don Félix Sarda y Salvany, Le libéralisme est un péché, Avrillé, Le Sel de la terre, 2004, p. 12.
3 – [NdT] Su questo stesso numero de Le Sel de la terre è pubblicato un commento al testo diffuso da Don Franz Schmidberger, FSSPX, per sostenere la necessità del riconoscimento canonico della Fraternità San Pio X. Noi abbiamo già pubblicato, su questo nostro sito UnaVox, questo articolo che porta il titolo di «Normalizzazione»?.
4 – Sermone di Mons. Lefebvre a Bourget del 29 novembre 1989. Mons. Lefebvre metteva in guardia anche contro l’invasione dell’islam: «Voi conoscete gli avvenimenti, l’invasione delle religioni nei nostri paesi e in particolare quella dell’islam, invasione non solo in Francia, invasione in Inghilterra, invasione in Belgio, invasione in Germania. Sapete che due anni fa 100.000 Turchi hanno sfilato nelle vie di Monaco gridando slogan contro la Germania e contro il cristianesimo. 100.000 Turchi nelle vie di Monaco! Ecco dei fatti che sono sintomatici. E’ a questo che siamo destinati se i nostri governi non  fanno attenzione e lasciano che Cristianità venga invasa dall’islam. Non è per niente che San Pio V e altri papi hanno voluto arrestare la marea dell’islam che altrimenti avrebbe fatto già sparire la Cristianità».
5 – La rivoluzione ha bisogno di una opposizione per progredire, perché essa è essenzialmente dialettica (tesi, antitesi, sintesi). Al bisogno, se viene a mancare, è essa stessa che suscita l’antitesi.
6 - «Nihil magis diligit Deus in hoc mundo quam libertatem Ecclesiae suae […] liberam vult esse Deus sponsam suam, non ancillam», Sant’Anselmo, Ep. IV, 9, PL 159, 206 (lettera indirizzata a re Baldovino di Gerusalemme verso il 1102). Questa citazione è spesso impiegata falsamente dai liberali: è evidente che Sant’Anselmo reclama per la Chiesa la libertà di insegnare la verità, e non la libertà di diffondere l’errore.




Sant'Anselmo d'Aosta o di Canterbury

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