ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 22 luglio 2016

In buona compagnia..

PAPA E ALTRI NEMICI PUBBLICI

Papa Francesco e altri nemici pubblici. La fabbrica dei migranti e i suoi numeri incredibili: il Papa si presenta come colui che garantisce la possibilità di immigrare in Europa un salvatore ma sta facendo marketing a spese nostre
                                                                              di Marco della Luna  


Dopo le recenti e frequenti stragi islamiche, molti intellettuali e opinionisti hanno ritrovato la libertà di parola, di dire pane al pane. Senza temere di essere emarginati. Ad esempio, dire che non tutti gli islamici sono terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici.
Pochi giorni fa Giampaolo Pansa ha giustamente osservato che la paura diffusa del terrorismo consente di introdurre uno stretto sistema di controllo sulla gente, cioè di realizzare lo Stato di polizia. Viene quindi da pensare che la scelta politica di consentire un’immigrazione indiscriminata sia diretta a creare le condizioni per realizzare uno stato di polizia o di sorveglianza utile alla casta per restare al potere anche in un clima di degrado economico e di tensioni sociali dovuto alla sua inefficienza e corruzione.

Questo non è l’unico vantaggio della politica dell’accoglienza a porte aperte che il governo Renzi mantiene, apparentemente senza una logica, anche dopo che Francia e Austria hanno bloccato l’uscita dall’Italia degli immigrati,  facendo sì che si accumulino nel nostro paese. Gli altri vantaggi sono: i lauti profitti per tutta la galassia di ONLUS e organizzazioni cattoliche e di sinistra, la disponibilità di lavoratori sottocosto e in nero, la disponibilità di manodopera per attività criminali e prostituzione. Raccomando, in subjecta materia, il saggio Profugopoli di Mario Giordano.
La giustificazione umanitaria all’accoglienza  non regge, anche perché non si tratta di qualche milione di persone che vogliono venire qui, ma di decine e decine di milioni, che non calano mai di numero, ma all’opposto aumentano, dato il ritmo riproduttivo di quei popoli: si pensi che l’Iraq, ad esempio, aveva, nel 1991, 18 milioni di abitanti, e oggi, nonostante due guerre e il micidiale embargo anche sui farmaci imposto dagli USA, ne ha 37! E l’Africa ha triplicato la sua popolazione in 40 anni circa. La fabbrica dei migranti sforna a ritmo crescente. E’ una questione di numeri. Aprire le porte significa farsi travolgere e sommergere. L’unica strada è consentire un’immigrazione utile e qualificata come fa l’Australia.
Nella realtà, dietro la politica dell’accoglienza e i suoi utili portatori d’acqua sentimentali, abbiamo una convergenza di interessi tra affarismo partitico, affarismo parareligioso, affarismo mafioso, imprenditoria che deve risparmiare sui salari per non uscire dal mercato (si chiama, oggi “virtuosità”).
Oltre a questi interessi politico-affaristici l’immigrazione massiccia e rapida sta servendo anche, in un piano di ingegneria sociale di lungo termine, a dissolvere le identità  e solidarietà storico-nazionali nonché la distinzione tra cittadini e non cittadini, onde trasformare i popoli in una massa amorfa, indistinta. È inoltre noto che l’osservanza delle regole da parte di una popolazione, più ancora che dalle leggi ufficiali calate dall’alto, dipende dall’autoregolazione della gente, dall’interiorizzazione di norme e valori. Ma affinché questa interiorizzazione avvenga bisogna che ci sia condivisione culturale di norme, valori, identità, concezioni. Questa condivisione matura solo spontaneamente e in tempi lenti, storici (nell’Italia unitaria, così come nell’Unione Europea, non è maturata). L’introduzione rapida e naturale di grandi masse di immigrati di altre culture fa sì che essa non avvenga, anzi che si dissolva, e produce quindi anomia sociale, anomia morale, diffusi comportamenti devianti, inefficienza sistemica, cioè una Babele. E anche questa situazione di anomia, che sempre più vediamo intorno a noi, compromettendo il funzionamento dell’organismo sociale, contribuisce a creare i presupposti per uno stato di polizia che “finalmente” imponga un ordine forzato dall’alto.
Papa Francesco incoraggia, legittima e fomenta l’immigrazione a porte aperte per farsi bello e ottenere consensi e adesioni per sé e la sua Chiesa in Africa e in alcune zone dell’Asia, cioè in quelle aree dove la sua Chiesa può ancor espandere il suo gregge e raccogliere vocazioni, mentre in Europa ormai definitivamente sta perdendo mercato. Il Papa si presenta agli africani e a popoli in condizioni simili come colui che, assieme alla sua Chiesa, garantisce a loro la possibilità di immigrare in Europa e di essere qui accolti e assistiti. Un salvatore. Quindi sta facendo marketing per la sua azienda a spese nostre. I suoi interessi si saldano con quelli, poco evangelici, sopra nominati. Amen.

P.S. Capto e riferisco, senza commenti, la bizzarra ipotesi che Ratzinger sia stato così inopinatamente e stranamente sostituito in corsa perché non era disponibile a mettersi a capo “morale” della politica di immigrazione a porte aperte, mentre questa politica era già stata decisa, soprattutto perché l’Italia, continuando ad accogliere i migranti e a farli transitare verso il resto dell’Unione Europea, si sarebbe resa utile alle strategie terroristiche di infiltrazione, quindi sarebbe stata risparmiata, come è stata risparmiata fino ad ora. Invece adesso che, per le ragioni suddette, non può più fare il paese di transito, l’Italia non è più utile in quel senso; ecco che ora quindi si deve attendere qualche attentato.
 
Papa Francesco e altri nemici pubblici
di
Marco Della Luna
http://www.ilcorrieredelleregioni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=9227:papa-francesco-e-altri-nemici-pubblici&catid=114:civiltaoccidentale&Itemid=145 


The floating bridge – Un progetto per Lampedusa

Pubblichiamo un video a cura di Simone Assi e Simona Rizzi, studenti del liceo artistico Manzù di Bergamo. Una riflessione sull’arte e sul mondo contemporaneo.



FORTEZZA WASP

pubblicato in data 21 Lug 2016 
In un mondo in cui vi è stato imposto l’integrazione forzata con altre popolazioni profondamente diverse senza che mai il vostro governo vi abbia prima chiesto se effettivamente questa fosse la vostra più intima volontà, vi siete mai fermati a chiedervi qual’è invece il contrario dell’integrazione ? Ve lo dico io si chiama autoghettizzazione, ne sanno qualcosa gli americani che l’hanno inventata e implementata prima di tutti, alla faccia quindi che il diverso è bello e piace. Dopo l’ennesimo attentato terroristico di matrice islamica in Europa, a cui ne seguiranno purtroppo molti altri ancora, dopo l’escalation di disagio popolare che molte istituzioni faticano ormai a contenere, si perde ormai il numero di sindaci che respingono alle prefetture i cosiddetti finti profughi assegnati d’ufficio ai vari comuni italiani, qualcuno inizia a guardare avanti pensando a come difendersi o come fuggire da tutto questo. Purtroppo con una nazione drogata e plagiata da questa vile deriva aberrante di stampo cattocomunista, per la maggior parte della popolazione il futuro è tutt’altro che roseo. Ci sono lettori che mi scrivono chiedendo che cosa possono fare per i loro figli: pensate prima a voi stessi ed auspicate che la vostra discendenza sia dotata di geni atti a non farsi sopraffare; il titolo di studio, tranne qualche caso isolato, non servirà a nulla, anzi magari li schiaccerà ancora più in basso a dove si trovano ora. Ma ritorniamo sui primi passi, come dicevo l’unica soluzione fai da te che si può per adesso implementare per proteggersi e per proteggere la propria famiglia è l’autoghetizzazione ossia ritirarsi a vivere all’interno di comunità residenziali chiuse dal resto del mondo.
Detta così sembra stia parlando di un altro pianeta in realtà si tratta di aree residenziali molto peculiari, riservate ad una fascia della popolazione generalmente benestante che predilige uno stile di vita in cui determinate minacce, rischi e pericoli sono completamente assenti. Tecnicamente si chiamano gated community oppure anche walled community ossia nuclei residenziali recintati e monitorati. In Italia non sono ancora presenti in misura massiva, ma basta aspettare e lo diventeranno presto. Dopo due anni di valutazioni e considerazioni personali anch’io ho scelto di andare a vivere in una struttura residenziale di questo tipo. Esistono in tutto il mondo occidentale, si va dal Messico a Cipro, dalla Spagna agli USA: rappresentano complessi urbani solitamente molto distanti dalle aree metropolitane, caratterizzati da grandi spazi verdi e vegetazione lussureggiante, molti di essi anche per ragioni di marketing sono ubicati in prossimità di aree costiere, ma mai a ridosso del mare, questo per evitare la massa, il rumore o i tipici fastidi che si hanno quando si vive a stretto contatto con persone appartenenti alle fasce economiche più basse (low class people). Queste gated community che solitamente sono costruite all’interno di grandi campi da golf sono dotate di un servizio di vigilanza e polizia privata: per entrare o uscire dalla comunità si deve passare per un check point vigilato giorno e notte in cui vengono registrati e monitorati gli accessi dei visitors ossia gli ospiti dei residenti. Ogni residence community al proprio interno è molto simile ad un piccolo paesino all’italiana, è presente tutto quello che serve per vivere senza pensieri, supermercato, pub, palestra, ogni sorta di impianto sportivo, scuola primaria, clinica medica, veterinario, boutique, wine bar, sportello bancario, edicola, parrucchiera, estetista, un ventaglio di ristoranti ed in taluni casi anche una chiesa (cappella privata).
Le auto circolano all’interno della comunità al massimo dei 30km orari ed in ogni caso vige un sistema di telecamere interno per sanzionare eventuali infrazioni, ognuno ha il proprio parcheggio numerato e coperto davanti casa sotto le fronde di qualche salice o betulla cosi che non si impazzisce a cercare un posto in cui lasciare l’auto, tutta la community si sviluppa attorno a sentieri immersi nel verde e viali per piste ciclabili o passaggi pedonali di modo che tanto persone anziane quanto bambini possono girare liberamente senza angoscia per i rispettivi genitori. Non ci sono spacciatori, violentatori, scippatori o balordi per i viali interni. Qui viene il bello che dimostra quanto l’integrazione forzata sia la più grande menzogna di questo secolo propagandata in Italia dal PD & Company: chi se lo può permettere si autoghettizza ossia si ritira a vivere in queste tipologie di enclave residenziali in cui state certi non vedrete mai islamici, asiatici, diversamente bianchi o sovietici. Tasso di criminalità interno pari allo zero per cento. Potete lasciare la vostra mountain bike da mille euro in giardino o al parcheggio del supermarket interno senza catenaccio, tanto non ve la tocca nessuno. La notte potete dormire senza serrare la porta di ingresso tanto nessuno si sogna di entrare. La vigilanza gira (con molta discrezione) armata giorno e notte, non c’è posto al mondo in cui ti puoi sentire più sicuro. Tecnicamente siete in una fortezza wasp. Questo acronimo sta per white anglo saxon protestant ed era utilizzata un tempo per indicare un cittadino statunitense discendente dei colonizzatori originari inglesi, non appartenente quindi a nessuna delle tradizionali minoranze etniche (afroamericani, ispanici o asiatici). Oggi invece è utilizzata per indicare la cultura e il modo di vita di gruppi circoscritti di persone, generalmente bianchi cristiani benestanti di origine nord europea, conoscitori della lingua inglese, stanziatisi a vivere in altri paesi da quello loro nativo.
Molte di queste gated community che arrivano ad accogliere nella generalità dei casi oltre cinquemila persone possono anche essere sono concepite come retirement village ossia complessi residenziali per accogliere ed ospitare anziani pensionati autosufficienti: la Florida ha creato un business unico al mondo attorno a queste realtà. In Europa abbiamo il Portogallo, con la regione dell’Algarve che ha fatto copia e incolla. Le comunità sono chiuse su se stesse per definizione: per acquistare una proprietà immobiliare (villetta indipendente, appartamento, casa a schiera) dovete essere ammessi dal consiglio di amministrazione della community, presentare determinate credenziali personali e avere referenze professionali, questo con lo scopo di proteggere e tutelare chi ha già scelto di viverci prima di voi quanto chi ha deciso di effettuare eventualmente un investimento immobiliare. Cosi facendo si evita ad esempio che possano entrare come residenti in pianta stabile nella comunità persone generalmente non gradite alla moltitudine. L’approccio può sembrare discriminatorio o a sfondo razzista in realtà rappresenta tanto una forma di difesa quanto una espressione di libertà assoluta ossia voglio essere libero di scegliere con chi vivere e di chi avere a fianco come vicino di casa. Questa è la motivazione principale che spinge ad effettuare queste scelte di vita radicali. Come italiani invece siamo ormai da più di tre anni che abbiamo persone all’interno delle nostre farlocche istituzioni che decidono per voi proclamandosi detentori della verità assoluta ed obbligandovi ad accettare la ricchezza culturale (chiamiamola cosi) di genti disperate che arrivano nel nostro paese con la certezza di andare alla fiera della cuccagna. Molti lettori mi scrivono chiedendo dove possono andare a vivere via dall’Italia per scappare da questo contesto delirante, tuttavia la risposta non è data da una nazione in sé ma dal come vorrete vivere all’interno di quel paese prescelto. L’escalation di terrorismo islamico ed una voluta immigrazione/invasione non controllata sono appena all’inizio. In questi termini la gated community (leggasi fortezza wasp) specie se avete figli ancora in tenera età, vi potrà aiutare a superare questa epoca di follia generazionale nella consapevolezza che il futuro difficilmente potrà essere migliore di adesso.
http://www.eugeniobenetazzo.com/autoghettizzazione-unica-difesa/