ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 20 luglio 2016

Orgoglio di Bergoglio

Cambi in Vaticano: Schönborn al posto di Muller?

Ormai le voci sono più che insistenti: il cardinale Christoph Schönborn, oggi arcivescovo di Vienna, dovrebbe sostituire il cardinale Gherard L. Muller come prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede. Lo riporta Religion Digital, ma le voci si rincorrono da diversi mesi; dopo l’estate, al massimo dopo la conclusione dell’Anno della Misericordia, potrebbe avvenire questo importante passaggio di consegne. Voluto, dicono, da Papa Francesco.

Il passaggio sarebbe tra due porporati considerati “discepoli” di Ratzinger, ma le posizioni di Schonborn come interprete “ufficiale” dell’esortazione post-sinodale Amoris laetitia, sono ben diverse da quelle che il cardinale Muller ha tenuto prima, durante e dopo il sinodo sulla famiglia. Non a caso, fanno notare dalle sacre stanze, proprio Schönborn è stato indicato dal Papa per poter interpretare al meglio la recente esortazione. L’attuale prefetto della Dottrina della Fede, invece, sarebbe destinato a sostituire il cardinale di Magonza, Karl Lehmann, prelato da sempre vicino alle posizioni del cardinale Kasper e membro di quel Gruppo di San Gallo recentemente tirato in ballo anche da monsignor Ganswein, durante una presentazione di un libro sul pontificato di Benedetto XVI.
Se il passaggio da Muller a Schönborn dovesse davvero realizzarsi è chiaro che un tassello importante prenderebbe il suo posto, ma è difficile dire se queste sono semplici chiacchiere da ombrellone, oppure vi sono concrete possibilità. È innegabile che il feeling tra l’attuale arcivescovo di Vienna e Papa Francesco è migliore rispetto a quello che lo stesso pontefice ha mostrato di avere con l’attuale prefetto della Dottrina della Fede. E la stessa cosa si verificherebbe se si confermassero le voci relative al cardinale Oscar Maradiaga, indicato come prossimo prefetto del nuovo dicastero per laici, famiglia e vita. Il porporato dell’Honduras è membro del cosiddetto C9, il gruppo di cardinali stretti collaboratori del Papa, ma è anche considerato “grande elettore” di papa Bergoglio. Una curia con Schönborn e Maradiaga in ruoli così importanti sarebbe certamente più orientata secondo lo stile di papa Bergoglio.
Questi due colpi, se le voci fossero confermate, sarebbero davvero un ulteriore passo nella riforma della Curia, la quale si cambia soprattutto con gli uomini, più che con i semplici mutamenti di struttura. É sempre in questo ambito che va letta anche la recente poderosa riforma del settore comunicazioni, ormai in mano al prefetto della nuova Segreteria per le Comunicazioni, don Dario Edoardo Viganò. É di questi giorni la nomina del laico numerario dell’Opus Dei Greg Burke come direttore della Sala Stampa vaticana al posto di P. Federico Lombardi, ma il vero “potere” sulle comunicazioni vaticane (Radio Vaticana e Centro Televisivo Vaticano) è ormai completamente nelle mani di Viganò. E bisognerà capire quale fine farà l’Osservatore romano, visto che proprio in questi giorni il papa ha nominato un suo amico protestante, Marcelo Figueroa, come direttore dell’edizione argentina del giornale del Papa.
Infine, dobbiamo registrare l’approssimarsi di un’altra stagione di avvicendamenti in grandi diocesi, come ad esempio quelle di Milano e Cracovia, dove i cardinali Scola e Dziwisz sono prossimi al pensionamento. Se a Milano si parla insistentemente dell'attuale vescovo di Novara, monsignor Franco Brambilla, per Cracovia qualcuno indica il cardinale Rylko, ma in tutto questo l'esperienza insegna che con papa Francesco i pronostici sono spesso un mero esercizio da bar.
di Lorenzo Bertocchi20-07-2016 

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-cambi-in-vaticano-schnborn-al-posto-di-muller-16824.htm

Schönborn al posto di Muller?

AP2598947_Articolo
Le voci sono più che insistenti: il cardinale Christoph Schönborn, oggi arcivescovo di Vienna — indicato da papa Francesco come suo interprete ufficiale dell’Amoris laetitia — dovrebbe sostituire il cardinale Gerhard Ludwig Muller come prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, che sarebbe destinato a Magonza, in Germania. Al massimo dopo la conclusione dell’Anno della Misericordia, potrebbe avvenire questo importante passaggio di consegne. Voluto, dicono, dal papa-re Francesco in persona.
Mettere Schönborn a difendere la Fede è come mettere Hitler a difendere gli ebrei. Del resto, è evidente che l’unica “dottrina” che il Vescovo di Roma vuole difendere è la propria.

Vaticano, tutti i prossimi movimenti nella Curia

Matteo Matzuzzi
Il Malaysia Herald, nella sua versione online, ha dato conto delle indiscrezioni che ormai da mesi circolano nei palazzi vaticani, secondo le quali sarebbe imminente una tornata di nomine che vedrebbe coinvolti cardinali di primo piano. Il tutto avverrebbe a settembre, dopo la pausa estiva e prima dell’impegnativo viaggio in Georgia e Azerbaijan, programmato tra la fine del mese e i primi giorni d’ottobre.
I CAMBI DOPO LA GMG DI CRACOVIA
Ma, sempre secondo quanto scrive il Malaysia Herald (ripreso anche da Religion Digital, ben più addentro alle questioni vaticane) la ragione principale dell’attesa sarebbe dovuta alla Giornata mondiale della gioventù che a partire dalla prossima settimana vedrà sfilare a Cracovia, con il Papa, migliaia e migliaia di ragazze e ragazzi provenienti da ogni parte del globo. Francesco avrebbe infatti scelto il cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio consiglio per i laici (che sarà soppresso dal prossimo 1° settembre) quale nuovo arcivescovo della città che vide come pastore Karol Wojtyla. La Gmg, insomma, sarebbe l’ultimo palcoscenico del cardinale Stanislaw Dziwisz, settantasettenne (quindi già da due anni in proroga) e per decenni segretario di Giovanni Paolo II.
MARADIAGA IN CURIA?
Attesa è poi la nomina del prefetto del nuovo dicastero che metterà insieme laici, vita e famiglia. I nomi circolati nei scorsi mesi sono diversi, ma – secondo le indiscrezioni – l’orientamento sarebbe quello di optare per “un vescovo proveniente dall’America latina” e in questo caso tutto porta a pensare, scrive il giornale asiatico, che il prescelto sarà il cardinale salesiano Oscar Andres Rodriguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras) che però ha già 73 anni, e quindi (al netto di deroghe) potrebbe contare su un mandato limitato nel tempo.
SPOSTAMENTI ALLA DOTTRINA DELLA FEDE
Ma c’è un’altra posizione che da settimane è finita nel chiacchiericcio curiale, ed è quella di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Da tempo si parla di tensioni tra il Pontefice e l’attuale numero uno di quello che fu il Sant’Uffizio, il cardinale Gerhard Ludwig Müller, ma ora la situazione sembra chiarirsi: Müller verrebbe nominato arcivescovo di Mainz, cattedra vacante dopo l’accettazione della rinuncia presentata per raggiunti (e di gran lunga superati) limiti d’età dal cardinale Karl Lehmann, e al suo posto a Roma arriverebbe Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna. La stima di Francesco per il porporato austriaco è nota, lo stesso Papa – conversando con i giornalisti di ritorno dal viaggio a Lesbo – rimandò alle parole di Schoenborn per un’interpretazione dell’Amoris laetitia post-sinodale.
PROMOVEATUR UT AMOVEATUR
Si tratterebbe però di un chiaro segnale di discontinuità: al più conservatore Müller subentrerebbe infatti un domenicano che si è dimostrato tra i più aperti a discutere di morale sessuale e familiare nel corso del doppio Sinodo del 2014 e 2015. E di certo non si potrebbe che tirare in ballo, per Müller il vecchio adagio del “promoveatur ut amoveatur”, ammesso che si possa parlare di promozione nel passaggio dalla Congregazione per la dottrina della fede alla cattedra di vescovo di Magonza.
LA CAUTELA D’OBBLIGO
In Vaticano si conferma, per sommi capi, il piano, anche se si raccomanda cautela. Non tutto sarebbe infatti già deciso e messo a punto. Rimangono tessere da incasellare e resistenze da superare. Se ne saprà di più nelle prossime settimane.

3 commenti:

  1. Tutti i porporati più furbi - e pertanto abituati non tanto a procedere con la schiena diritta ma a seguire il moto dell'onda - hanno capito da un pezzo che questo papa va lisciato per il verso del pelo.

    Allora saranno grandi sorrisi, grandi intese e prestigiosi (si fa per dire) scatti di carriera.

    Ai porporati più virili e soprattutto fedeli a nostro Signore, invece, graffiate e rimozioni dai modi che definire da villici è dir poco.

    RispondiElimina
  2. Sembra che prima del 13 ottobre 2017 per imposizione del misericordioso bergoglio si vorebbe un cambio della guardia in Cielo:lucifero al posto di San Michele Arcangelo.Tutto ciò avverebbe senza l'approvazione di Maria SS.ne tanto meno della SANTISSIMA TRINITA'ma grazie ad un motu proprio del presule argentino dopo consulto con il suo santo di fiducia: martin lutero.Si aspetta una reazione del Padrone di Casa.

    RispondiElimina
  3. "Si tratterebbe però di un chiaro segnale di discontinuità",quindi sappiamo cosa aspettarci....E' lecito chiederci in quali oscure acque sarà traghettata la "barca di Pietro", come è lecito avere fede nel Padrone di Casa che, certamente, è stato relegato in un angolo ma è Vivo e Regna, anche se non nelle menti oscure di quelli che fingono di avere la luce e portano tribolazione nella Sua Casa;ma ,forse, ciò potrebbe essere l'inizio della separazione delle pecore dai capri che finora hanno convissuto......
    Molti stanno facendo i conti senza l'oste.....,come ci ricorda l'antico proverbio.
    - Cristina

    RispondiElimina